Stanislaw Lem - Cyberiade
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- Название:Cyberiade
- Автор:
- Издательство:Marcos y Marcos
- Жанр:
- Год:2003
- Город:Milano
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«‘Accadevano e basta?’ non potei fare a meno di esclamare. ’Cosa intendi dire?’
’Di tanto in tanto nascono robot deformi’ spiegò la voce. ’Se tu fossi afflitto da una gobba, per esempio, ma credessi fermamente che l’Onnipotente ha bisogno della tua gobba per realizzare il suo Progetto Cosmico e che perciò quella gobba era prestabilita insieme al resto del Creato, ecco che tu accetteresti la tua deformità. Se invece ti dicessero che è solo l’effetto di una molecola fuori posto, allora non ti rimarrebbe che abbaiare alla luna’.
‘Ma una gobba si può raddrizzare’ protestai io ’e qualsiasi altra deformità si può correggere, se si possiede un livello scientifico sufficientemente alto!’
«‘Sì, lo so’ sospirò la macchina. ’E’ così che ragionano gli ignoranti e i sempliciotti…’
«Tuoi dire che non è vero?’ esclamammo io e Klapaucius, stupefatti.
«‘Quando una civiltà comincia a raddrizzare le gobbe’ disse la macchina ’credetemi, non si sa dove si va a finire! Raddrizzate le gobbe, passate a potenziare la mente, a rendere rettilinei i soli, a mettere le gambe ai pianeti e a fabbricare destini e fortune di tutti i tipi…
«‘Oh, la cosa inizia in modo abbastanza innocente, si scopre il fuoco strofinando due bastoncini, ma alla fine si arriva alla costruzione di macchine pensanti che usurpano il lavoro agli dèi: Ommac, Deofatti, Iperboreoni e Ultimathulorii!
«‘Il deserto del nostro pianeta non è realmente un deserto, ma un Giga-gnostotrone, in altre parole una macchina 10 alla nove volte superiore a questo vostro scherzetto primitivo.
‘I nostri antenati l’hanno creato per la semplice ragione che ogni altra realizzazione sarebbe stata troppo facile per loro; nella loro megalomania hanno pensato di rendere intelligente la stessa sabbia che stava sotto i loro piedi. Cosa inutile, perché non c’è modo di migliorare quello che è già perfetto, riuscite a capirlo, voi sottosviluppati?’
«‘Sì, certo’ rispose Klapaucius, mentre io tremavo. ’Ma perché, invece di dedicarvi a qualche attività stimolante, vi stendete su quella sabbia così intelligente e la vostra unica attività si riduce a grattarvi di tanto in tanto?’
«‘Il massimo potenziale dell’onnipotenza si raggiunge quando non si fa niente’ rispose la macchina. ’Vi arrampicate e vi arrampicate per arrivare in cima, ma, una volta lassù, scoprite che tutte le strade portano in basso! Noi, dopotutto, siamo persone di buon senso: perché dovremmo voler fare qualcosa?
«‘I nostri antenati — è vero — hanno trasformato il nostro sole in un cubo e hanno fatto diventare una scatola il nostro pianeta, scrivendo monogrammi sulle pietre delle sue montagne, ma l’hanno fatto unicamente per mettere alla prova il loro Gnostotrone.
«‘Alla stessa stregua, avrebbero potuto disporre le stelle secondo i quadrati di una scacchiera, spegnendo metà del cielo e accendendo l’altra metà, costruire creature popolate di creature inferiori, giganti i cui pensieri fossero i movimenti complessi di milioni di pigmei, o avrebbero potuto ridisegnare le galassie, rivedere le leggi del tempo e dello spazio… ma, dimmi, che senso avrebbe avuto tutto questo? L’universo sarebbe migliore, se le stelle fossero triangolari o se le comete avessero le ruote?’
«‘E’assurdo!’ gridò Klapaucius, indignatissimo, mentre io tremavo per la paura. ’Se siete davvero degli dèi, il vostro dovere è chiaro: allontanare immediatamente tutti i dolori e le disgrazie che affliggono gli altri esseri senzienti! Potreste almeno cominciare con i vostri poveri vicini… ho visto con i miei occhi come combattono tra loro! Ma no, preferite ciondolare tutto il giorno e grattarvi il naso, o insultare i poveri viaggiatori che vengono tra voi in cerca di conoscenza, farvi uscire messaggi umoristici dalle orecchie o far ballare statuine indecenti nelle vostre pance!’
«‘Vedo che non possiedi alcun senso dell’umorismo’ disse la macchina. ’Ma basta. Se ti ho capito bene, vorresti che noi dessimo la felicità a tutto l’universo. Be’, abbiamo dedicato più di quindicimila anni esclusivamente a quel progetto… ossia alla tettonica eudemonica, che rientra fondamentalmente in due scuole: quella brusca e rivoluzionaria, e quella lenta ed evoluzionistica.
«La tettonica eudemonica evoluzionistica consiste essenzialmente nel non alzare un dito per aiutare, nella convinzione che ogni civiltà finirà per farcela, prima o poi, con i propri mezzi. Le soluzioni rivoluzionarie, viceversa, si riducono tutte a due tipi: Carota e Bastone.
«‘Il Bastone — ossia dare la felicità con la forza — produce da una a ottocento volte più sofferenze che il non intervenire affatto. Quanto alla Carota, il risultato, lo crediate o no, è esattamente lo stesso e questo vale anche nel caso che usiate le rispettive macchine: nel secondo caso un Ultradeofatto o un Ipergnostotrone, e nel primo un Inferriac o un Gehennatore. Sapete, probabilmente, che cos’è la Nebulosa del Granchio?’
«‘Certo’ rispose subito Klapaucius. ’Sono i resti di una supernova esplosa molto tempo fa…’
«‘Supernova, dice lui’ ironizzò la macchina. ’No, mio benintenzionato amico, laggiù c’era un pianeta, con una civiltà piuttosto elevata, secondo la solita scala delle civiltà, che tirava avanti con la solita quantità di sangue, sudore e lacrime.
«‘Comunque, per farla breve, un bel mattino noi sganciammo su quel pianeta ottocento milioni di Soddisfattori di Desideri Universali, completamente transistorizzati, ma eravamo a meno di una settimana-luce dal pianeta, e stavamo tornando a casa, quando quel mondo esplose senza preavviso… e i pezzi si stanno ancora espandendo in tutte le direzioni!
«‘La stessa cosa accadde al pianeta degli Ominati… vuoi sentire la storia?’
«‘No, non disturbarti’ replicò Klapaucius, seccato. ’Comunque, mi rifiuto di credere che sia impossibile, con un po’ di ingegnosità, rendere felici gli altri!’
«‘Credi quello che ti pare! Noi abbiamo fatto quel tentativo sessantaquattromilacinquecentotredici volte. Mi si rizzano i peli su ciascuno dei miei crani, quando penso al risultato.
‘Oh, non ci siamo risparmiati fatiche per il bene delle altre creature! Abbiamo inventato una particolare telecamera per vedere i sogni, anche se capirai, naturalmente, che se su un pianeta ci fosse una guerra di religione e ciascuno dei contendenti sognasse soltanto di massacrare l’altro, ci guarderemmo bene dal realizzare quei sogni!
«‘Comunque, dovevamo dare la felicità senza violare le Leggi Superiori. Il problema era ulteriormente complicato dal fatto che la maggior parte delle civiltà cosmiche desidera, nel profondo del cuore, cose che non ammetterebbe mai apertamente di volere. Allora, che fai: li aiuti a raggiungere gli obiettivi che ammettono apertamente — con quel poco di decenza che gli rimane — di voler raggiungere, o soddisfi invece i loro desideri nascosti?
«‘Prendi per esempio i Demenziani e gli Amenziani. I Demenziani, nella loro malintesa religiosità medievale, bruciavano sul rogo tutti coloro che facevano commercio con il diavolo, soprattutto femmine, e lo facevano perché, primo, invidiavano i loro godimenti blasfemi e, secondo, perché avevano scoperto che torturare la gente con la scusa di amministrare la giustizia poteva dare un grande piacere.
«‘Gli Amenziani, invece, non veneravano altro che il loro corpo, e lo eccitavano mediante apposite macchine — anche se lo facevano in modo abbastanza modesto — e questa attività costituiva il loro massimo divertimento.
«‘Avevano certe loro scatole di vetro, in cui osservavano scene di violenza, stupro e mutilazione: tutte scene che servivano a destare i loro appetiti sessuali.
«‘Su quei pianeti sganciammo una moltitudine di dispositivi capaci di soddisfare quei desideri senza danneggiare nessuno: ciascuno strumento creava una distinta realtà artificiale per ciascun individuo. Entro sei settimane, Demenziani e Amenziani erano morti dal primo all’ultimo, per un travaso di gioia, gemendo per l’estasi mentre si spegnevano! E’ questo il tipo di ingegnosità a cui ti riferivi, o sottosviluppato?’
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