Edward Gibbon - Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 10
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Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 10: краткое содержание, описание и аннотация
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Libera era l'Arabia: avendo la conquista e la tirannia capovolto i regni circonvicini, le Sette perseguitate ripararono su quel suolo felice ove poteano francamente professare la propria opinione, e regolare le azioni a seconda della credenza. Le religioni de' Sabei, de' Magi, de' Giudei, de' Cristiani erano diffuse dal golfo Persico sino al mar Rosso. In un tempo remotissimo dell'antichità, la scienza de' Caldei 58 58 Diodoro Siculo (t. I, l. II, p. 142-145) ha data alla lor religione un'occhiata curiosa ma superficiale da Greco. Si dee apprezzare la loro astronomia, avvegnachè aveano finalmente fatto uso della lor ragione, se dubitavano che il sole fosse nel numero de' pianeti e delle stelle fisse.
, e le armi degli Assiri propagato aveano il Sabeismo nell'Asia: su le osservazioni di duemila anni i sacerdoti e gli astronomi di Babilonia 59 59 Semplicio (che cita Porfirio), De coelo , l. II, com. 46, p. 123; l. XVIII, ap. Marsham, Canon chron. , p. 474, che dubita del fatto perchè contrario a' suoi sistemi. La più vecchia data delle osservazioni de' Caldei è dell'anno 2234 avanti Gesù Cristo. Dopo il conquisto di Babilonia fatto da Alessandro, quelle osservazioni, per le preghiere d'Aristotele, furono comunicate all'astronomo Ipparco. Che bel monumento nella storia delle Scienze!
fondato aveano il concetto che formarono delle leggi eterne della Natura e della Previdenza. Adoravano i sette Dei, ovvero angeli, che dirigevano il corso de' sette pianeti, e spandeano su la terra i loro indeclinabili influssi. Alcune immagini e talismani figuravano gli attributi de' sette pianeti, i dodici segni dello Zodiaco e le ventiquattro costellazioni dell'emisfero settentrionale e dell'australe. I sette giorni della settimana erano dedicati alle lor deità rispettive: i Sabei oravano tre volte al giorno, e il tempio della Luna, situato in Haran, era il termine del loro peregrinare 60 60 Pocock ( Specim. , p. 138-146), Hottinger ( Hist. orient. , p. 162-203), Hide ( De relig. vet. Persar. , p. 124-128, ec.), d'Herbelot ( Sabi , p. 725, 726) e Sale ( Discours prélim. ) destano in noi curiosità senza soddisfarla, e l'ultimo scrittore confonde il Sabeismo colla religion primitiva degli Arabi.
; per la pieghevolezza della lor fede erano facili a dare continuamente e ad ammettere novelle opinioni. Le loro idee 61 61 Essendo stato Abramo un pastore Caldeo, essendo stati gli Ebrei schiavi in Babilonia, città della Caldea, ed essendo stati istruiti della creazione, e del diluvio da Mosè, è naturale che le idee dei Caldei, o Sabei, intorno a queste cose, fossero conformi a quelle degli Ebrei: del resto sono stati attribuiti alcuni libri ad Adamo, a Seth, e ad Enoch. (Nota di N. N.)
su la creazione del Mondo, sul diluvio, su i Patriarchi aveano una singolar somiglianza con quelle de' Giudei lor cattivi; citavano i libri secreti d'Adamo, di Seth, d'Enoch; e una lieve tintura dell'Evangelo fece di tai politeisti i Cristiani di San Giovanni che stanno nel territorio di Bassora 62 62 D'Anville (l' Eufrate e il Tigri , p. 130-147) determina il sito di que' cristiani equivoci. L'Assemani ( Bibl. orient. , t. IV, p. 607-614) avrà forse esposto i lor veri Domma, ma è fatica arrischiata il voler fissare la credenza d'un popolo ignorante che teme e arrossisce di svelare le sue arcane tradizioni.
. Le are di Babilonia furono atterrate dai Magi, ma la spada d'Alessandro vendicò le ingiurie de' Sabei; per più di cinque secoli gemette la Persia sotto giogo straniero: alcuni de' discepoli di Zoroastro scamparono dal contagio della idolatria, e respirarono co' loro antagonisti l'aria libera del deserto 63 63 Abitavano i Magi nella provincia di Bahrein (Gagnier, Vie de Mahomet , t. III, p. 114) frammisti agli Arabi antichi (Pocock, Specimen , p. 146-150).
. Erano già stanziati nell'Arabia i Giudei da sette secoli prima, della morte di Maometto, e le guerre di Tito e d'Adriano ne scacciarono un più gran numero dalla Terra Santa. Questi esuli industriosi aspirarono alla libertà e alla dominazione, formarono sinagoghe nella città, castella nel deserto, e i Gentili, cui convertirono alla religione Mosaica, furono confusi co' figli d'Israele, a' quali, pel segno esterno della circoncisione, rassomigliavano. Più operosi ancora e più fortunati furono i missionari Cristiani: sostennero i Cattolici 64 64 Cioè i Cattolici hanno procurato di spargere il più che hanno potuto la loro credenza, ma non già d'avere l'Impero temporale. (Nota di N. N.)
le pretensioni loro all'impero universale: le Sette da essi perseguitate si ritrassero di mano in mano al di là de' confini dell'Impero romano: da' Marcioniti, e da' Manichei furono disseminate le loro opinioni fantastiche e i loro evangeli apocrifi: i Vescovi giacobiti e nestoriani 65 65 Pocock, aderendo a Sharestani, ec. (Specimen, p. 60-134, ec.), Hottinger ( Hist. orient. , p. 212-238), d'Herbelot, ( Bibl. orient. , p. 474-476), Basnagio ( Hist. des Juifs , t. VII, pag. 185, t. VIII, pag. 280) e Sale ( Disc. prélim. , p. 22, ec. 33, ec.) descrivono la situazione de' Giudei e dei Cristiani nell'Arabia.
introdussero nelle Chiese dell'Yemen, e fra i principi di Hira e di Gassan massime più ortodosse. Aveano le tribù la libertà di scegliere, ogni Arabo era padrone di farsi una religione particolare, e talvolta alla superstizione grossolana della sua casa accoppiava la sublime teologia de' santi e de' filosofi. Alla concordia generale de' popoli istruiti andavano debitori del domma fondamentale della esistenza d'un Dio supremo che sovrasta a tutte le potenze della terra e del cielo, ma che sovente s'è rivelato agli uomini col ministero de' suoi angeli e de' suoi profeti, e che pel favore o per la giustizia sua ha interrotto con miracoli l'ordine consueto della Natura. I più ragionevoli tra gli Arabi ne riconoscevano il potere quantunque trascurassero d'adorarlo 66 66 Nelle obblazioni avean per massima d'ingannar Dio a pro dell'idolo, ch'era meno possente, ma più irritabile (Pocock, Specimen , p. 108-109).
. Per abitudine piuttosto che per convincimento aderivano a' resti dell'idolatria. I Giudei e i Cristiani erano il popolo del libro santo: la Bibbia era già tradotta in lingua Arabica 67 67 Le versioni ebraiche o cristiane che abbiamo della Bibbia sembrano più moderne del Corano, ma dee credersi che s'avessero traduzioni anteriori, 1. per l'uso perpetuo della sinagoga, che spiegava la lezione ebraica con una parafrasi in lingua volgare del paese; 2. per l'analogia delle versioni armena, persiana ed etiopica, espressamente citate da' Padri del quinto secolo, i quali asseriscono che le scritture erano state tradotte in tutte le lingue de' Barbari. (Walton, Prolegomena ad Biblia Polyglotta , p. 34, 93, 97; Simon, Hist. crit. du vieux et du nouveau Testament , t. I, p. 180, 181, 282, 286, 293, 305, 306; t. IV, p. 206.)
, e que' nemici implacabili riceveano con pari fede l'antico Testamento. Amavano gli Arabi di trovare nella Storia de' patriarchi Ebrei qualche vestigio della propria origine. Festeggiavano la nascita d'Ismaele, e le promesse a lui fatte: riverivano la fede e le virtù d'Abramo; riportavano la sua genealogia e la loro sino alla creazione del primo uomo, e colla stessa credulità 68 68 La credenza che prestarono gli Arabi, prima che Maometto fondasse la sua nuova religione, ai miracoli narrati nella Bibbia, era fondata sopra i motivi di credibilità che avevano i miracoli stessi; non può dunque dirsi credulità. L'Autore poi ha torto dicendo, per le parole di Hottinger, est une calomnie maladroite des chrétiens , poichè vi sono anche alcuni altri scrittori cristiani che confessano esser nato Maometto di stirpe nobile. (Nota di N. N.)
ammisero i prodigi del sacro testo come i sogni e le tradizioni de' Rabbini giudaici.
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