Marco Buticchi - La nave d'oro

Здесь есть возможность читать онлайн «Marco Buticchi - La nave d'oro» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Город: Milano, Год выпуска: 2003, ISBN: 2003, Издательство: Longanesi, Жанр: Триллер, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

La nave d'oro: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «La nave d'oro»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

Nel XIV secolo, in uno scenario che vede lo scontro fra Occidente cristiano e Oriente musulmano, Hito Humarawa, un ex samurai macchiato dal disonore e troppo amante della vita per darsi la morte, si ritrova al fianco di un mercante veneziano e gli viene affidato il compito di combattere un giovane eroe con un passato da nobile cristiano. Oggi l’anziano ammiraglio Grandi ha rinvenuto nel corso di un’immersione alcuni reperti che l’hanno indotto a pensare che proprio in quel punto fosse naufragata la nave d’oro di un imperatore romano. Forse quella scoperta è l’unica scintilla che può ridare un senso alla vita di Henry Vittard, un celebre navigatore transoceanico che da poco ha perduto la moglie.

La nave d'oro — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «La nave d'oro», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

La donna mostrava una ferita profonda al capo e aveva perso i sensi, ma fortunatamente il materiale galleggiante della tuta le aveva tenuto il volto fuori dall’acqua. Con enorme fatica, Henry riuscì a farle indossare il salvagente, poi le passò un braccio attorno alla testa e premette la bocca contro la sua, praticandole la respirazione artificiale.

Sylvie ebbe un sussulto.

«Non dovevi farlo, Henry», sussurrò, riprendendo conoscenza. «Non dovevi farlo. Adesso saremo in due a morire. Ho freddo. Ho molto freddo.»

Vittard parve rendersi conto solo allora che pochi minuti li separavano dall’ipotermia e dalla morte. Ciononostante continuava a mulinare le gambe, afferrandosi con le mani coperte dai guanti al salvagente che teneva a galla Sylvie.

Il colpo che sentì alla gamba destra fu in grado di scuoterlo: un corpo solido e galleggiante in quel mare sconfinato rappresentava la loro unica possibilità di salvezza. Un «figlio degli iceberg» galleggiava di fianco a loro. Aveva un’estensione di una trentina di metri quadrati. Una delle mani di Vittard abbandonò il salvagente e si aggrappò con la forza della disperazione alla superficie levigata del ghiaccio. Doveva raccogliere le energie, non lasciarsi andare proprio adesso. Assicurò uno dei legacci della tuta al salvagente di Sylvie, poi provò a scalare la liscia parete scivolosa per guadagnare la piattaforma di ghiaccio. Stremato, al terzo tentativo, Henry riuscì a issarsi sulla lastra. Cercando di mantenersi in equilibrio si sporse per porre in salvo la sua compagna.

Pochi istanti più tardi, Henry si accasciava esausto sul corpo privo di sensi di Sylvie che aveva appena sollevato dal mare in tempesta.

Non sapeva quanto tempo fosse passato: minuti, ore. La donna emise un flebile lamento. Vittard accostò l’orecchio alla sua bocca.

«Ho freddo, amore mio», disse lei in un soffio. «Sto per andare… Ti amo, mio capitano.»

Henry prese a massaggiarla vigorosamente e così ancora lo trovarono, alcune ore dopo, i membri dell’equipaggio di una nave oceanografica cilena: mentre accarezzava il corpo esanime di Sylvie.

Alessandria, anno di Roma 789 (36 d.C.)

«Sono molto contento di te, Lisicrate», disse un giorno Cherèmone, passando accanto al fanciullo chino su un testo di scienze. «Vedo che i meravigliosi esperimenti di Erone ti interessano molto e noto che hai una spiccata predisposizione verso le matematiche e le costruzioni.»

Lisicrate alzò lo sguardo dal papiro: «Io ti sono grato, Cherèmone, per le opportunità che mi concedi. Ho sempre sentito un forte desiderio di apprendere e adesso ho intorno a me tutto il sapere della terra».

«Erone è il fondatore della nostra scuola superiore di fisica e meccanica», continuò Cherèmone rivolto a quello che ormai considerava il migliore tra i suoi discepoli. «È un eccelso ingegnere, capace di realizzare meraviglie meccaniche in grado di stupire chiunque: utilizzando la forza del fuoco e dell’acqua, è riuscito a costruire un marchingegno capace di muoversi con energia propria.»

«Io sono convinto, Cherèmone, che le applicazioni di questa macchina siano ancora tutte da scoprire…»

«Qualche cosa in tal senso ha già studiato Erone che ha applicato la sua invenzione al portale di un tempio, riuscendo a farlo aprire senza l’intervento di alcun uomo.»

Le giornate di Lisicrate si ripetevano sempre uguali: alcune ore della mattina da dedicare allo studio, poi le trascrizioni e la cura delle opere della biblioteca che lo occupavano fin quasi al calare del sole. Non era raro che il ragazzo si attardasse, a notte inoltrata, leggendo al lume di una lucerna. Ormai parlava e scriveva correttamente in greco e latino, anche se preferiva la lingua madre a quella dei romani, e stava facendo notevoli progressi con gli altri idiomi antichi che gli consentivano di decifrare i testi.

Certo il giovane non aveva tempo per dedicarsi ai giochi dei fanciulli della sua età. Quando un compagno di scuola gli chiedeva il motivo del disinteresse verso i divertimenti, Lisicrate rispondeva con franchezza: «Preferisco una buona lettura».

Non aveva però mai abbandonato la cura del corpo e ogni mattina si spendeva in numerosi esercizi ginnici. Lisicrate cresceva sano e robusto mentre il suo sapere si arricchiva giorno dopo giorno.

Erano trascorsi tre anni da quando era approdato alla biblioteca di Alessandria e ogni collaboratore di Cherèmone lo trattava con rispetto e affezione. Quel giovane dai capelli scuri e dai lineamenti gentili era sempre pronto ad aiutare chi si trovasse in difficoltà. Spesso collaborava con gli scribi più anziani nel decifrare scritti incomprensibili, o si sostituiva a loro nel deporre le pesanti cataste di tavole di cera sugli scaffali più alti.

Cherèmone, dal canto suo, impegnato com’era nelle sue prevalenti passioni, l’antichità e l’occulto, accettava di buon grado e anzi incoraggiava le iniziative del ragazzo, che ormai gli era diventato indispensabile.

Tokyo, giugno 2001

Yoshio Kodama era morto stroncato da un infarto nel 1981. Per anni era stato considerato il capo indiscusso di tutte le ikka , le famiglie. Sotto il suo governo, la Yakuza, la terribile mafia giapponese, aveva prosperato, godendo di un periodo di pace tra le fazioni, voluto e cercato da Yoshio Kodama. E anche nel momento della successione la volontà dell’ oyabun Kodama era stata rispettata. Il suo successore, infatti, era stato scelto da tempo e a tal fine temprato e istruito.

Yasuo Maru era seduto alla scrivania in noce all’interno del suo lussuoso ufficio nel grattacielo della Water Enterprise. Al piano superiore si trovava la sua abitazione. L’uomo che gli stava di fronte vestiva un impeccabile abito di sartoria. I tratti orientali del viso, severi e imperscrutabili, rendevano minacciosa la sua espressione.

«L’acquisizione dell’acquedotto degli Emirati», stava dicendo rivolto al presidente e proprietario della Water Enterprise, «è stata condotta a buon fine. Anche se abbiamo dovuto esercitare alcune pressioni prima dell’assemblea annuale dei soci.»

«Tu sai che quel genere di intervento è quello che meno mette a rischio le nostre attività: la violenza deve essere usata solo quando non si può fare altrimenti.» Yasuo Maru non pronunciava certo queste parole perché posseduto da nobili sentimenti. Erano il risultato dell’ennesimo calcolo della sua mente. Intimidire i membri di una compagnia, nella quale il Signore delle Acque aveva deciso di insinuare le sue radici, minacciando rivelazioni in merito a non corrette gestioni societarie, era un modo molto più convincente che ricorrere a omicidi spettacolari. Un socio minoritario che, nel corso delle periodiche assemblee, avesse chiesto la parola, rivelando con documenti alla mano palesi irregolarità amministrative, era pericoloso come una mina vagante. E, negli anni, la prassi adottata da Yasuo Maru si era rivelata ben più risolutiva di qualsiasi altra, nei confronti di soci o manager riluttanti a cedere le quote della compagnia caduta nel mirino della Water Enterprise.

Yasuo Maru sapeva che il solo ventilare questo tipo di interventi poteva spalancare molte porte e, di fatto, consentirgli di infiltrarsi nel pacchetto azionario. Una volta all’interno, si sarebbe mosso con la rapidità e la determinazione di un cobra, acquisendo in breve tempo il controllo nella società. La Water Enterprise era pronta a sopravvalutare le azioni che acquistava e qualsiasi venditore, alla fine, era soddisfatto per aver concluso un buon affare, anche se la transazione era un percorso forzato. Come estremo rimedio, nei confronti dei più irriducibili, c’erano sempre le minacce personali e l’omicidio. E quando Yasuo Maru desiderava qualche cosa, nulla e nessuno potevano impedirgli di averla.

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «La nave d'oro»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «La nave d'oro» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Отзывы о книге «La nave d'oro»

Обсуждение, отзывы о книге «La nave d'oro» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.

x