Marco Buticchi - Profezia
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- Название:Profezia
- Автор:
- Издательство:Longanesi
- Жанр:
- Год:2000
- Город:Milano
- ISBN:978-88-304-1651-2
- Рейтинг книги:4 / 5. Голосов: 1
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Aveva dimenticato molte parole di suo padre, ma non queste: «L’Intelligence è l’unica vera arma di difesa di Israele. Ogni situazione fuori della norma deve essere segnalata. Magari a te potranno sembrare dettagli di scarso interesse, ma loro sanno come custodire ogni informazione ricevuta e utilizarla in caso di bisogno».
Quando raggiunse la sua stanza, benedisse la grande rete telematica e la possibilità d’inviare messaggi a chiunque in qualsiasi parte del mondo. Sapeva bene chi doveva contattare: un caro amico, ufficialmente impiegato presso un’azienda commerciale di New York.
Due ore più tardi, sul tavolo di Oswald Breil arrivò un rapporto dettagliato.
«Penso che abbiamo scoperto il disegno finale di quei pazzi assassini», disse Oswald a Erma. «L’Antartide ha una superficie di quattordici milioni di chilometri quadrati, quasi una volta e mezzo quella dell’Europa. La terraferma è quasi completamente coperta da una calotta di ghiaccio spessa fino a quattromila metri. Sa che cosa significherebbe far esplodere quegli ordigni lì sotto? Buona parte dell’Antartide si scioglierebbe negli oceani, portando a un innalzamento del livello del mare tra i quaranta e i sessanta metri. Ricorda che cos’ha detto ancora Fosh? ‘ L’onda purificherà i peccati, e sulle rovine ricostruiremo il Regno di Cristo.’ Eccola qui l’onda che dovrebbe purificare il mondo, un evento talmente catastrofico che nemmeno i più pessimisti tra gli scienziati vogliono ipotizzarlo.»
«Dobbiamo intervenire immediatamente, ma come possiamo operare al polo Sud?»
Oswald rifletté soltanto qualche istante, poi sollevò la cornetta del telefono.
«Mi chiami il presidente degli Stati Uniti sulla linea riservata. Voglio parlare personalmente con lui.»
Pochi istanti più tardi si sentì rispondere con molta cortesia dall’uomo più potente del mondo.
«Sono Oswald Breil, signor presidente, il vice ministro della Difesa di Israele.»
«Sono stato informato, signor vice ministro. A che cosa devo questa chiamata?»
«Lei ha sicuramente seguito la recente vicenda dei terroristi legati a una setta segreta, che stanno disseminando il globo terrestre di ordigni nucleari.»
«Naturalmente, e so anche che dobbiamo a lei l’insuccesso di due azioni di quegli assassini. I nostri servizi stanno seguendo la vicenda con la dovuta attenzione, ma per il momento non siamo in possesso di alcun indizio.»
«Scusi la franchezza, signor presidente. Il motivo della mia chiamata non è chiederle a che punto sono i vostri servizi, ma un altro, ben più grave. Abbiamo fondate ragioni di ritenere che il prossimo obiettivo dei terroristi sia la calotta polare antartica, e lei sa bene che cosa significherebbe per l’umanità un improvviso scioglimento dei ghiacci dovuto a un’esplosione nucleare.»
31 luglio 1999
Il satellite spia americano sorvolò il punto esatto del polo Sud geomagnetico mantenendosi a un’altezza di trentaseimila metri. In quello stesso istante tutte le comunicazioni nel campo dei terroristi subirono un improvviso blackout.
I due Hercules dotati di sci d’acciaio si posarono sulla spianata ghiacciata soltanto quando ebbero ricevuto conferma che i radar del bersaglio erano fuori uso. Gli uomini dei corpi speciali, in tuta termica bianca, salirono sui tre mezzi corazzati da trasporto scaricati dal ventre degli aerei.
I mezzi furono abbandonati a circa un miglio dall’obiettivo, e gli uomini proseguirono a piedi sino al costone di ghiaccio da dove David Cohen aveva osservato le incomprensibili manovre di quel manipolo di uomini armati.
Uno dei terroristi era salito sul ricevitore radar e stava dicendo all’altro, rimasto di sotto: «Qui non c’è traccia di ghiaccio. Chissà perché questo arnese non funziona».
Furono le ultime parole che pronunciò: il colpo di un tiratore scelto lo fulminò in piena fronte. E pochi istanti dopo si scatenò l’inferno.
Oswald Breil non riusciva a nascondere l’agitazione: per un uomo come lui, abituato a gestire le situazioni difficili dalla prima linea, aspettare l’esito di un’operazione era un vero tormento. Quando sentì il telefono della linea riservata trillare, sollevò la cornetta con mani quasi tremanti. Era il presidente degli Stati Uniti.
«L’umanità deve esserle ulteriormente grata, signor vice ministro. Grazie alle sue informazioni siamo riusciti a scongiurare la catastrofe. I terroristi sono stati annientati.»
Oswald si lasciò andare contro lo schienale della poltrona. «Avete recuperato le testate, signor presidente?»
«Naturalmente.»
«Quante sono?»
«Otto.»
Per la prima volta dopo molti giorni, le labbra di Oswald Breil si aprirono in un largo sorriso. Adesso era davvero finita. Per questa volta, almeno.
Città del Vaticano. 11 agosto 1999
«Così, Santità, siamo riusciti a fare inabissare la nave in un punto molto profondo, scongiurando i pericoli dell’esplosione nucleare. Per quanto riguarda l’altro scenario della vicenda, penso che possa chiarirlo molto meglio di me la signorina Terracini, che l’ha vissuto di persona.»
Pat Silver concluse così la sua serrata relazione, che il Santo Padre aveva ascoltato con profonda attenzione. E finalmente toccò a Sara spiegare tutta la vicenda che aveva portato alla scoperta di Rosslyn.
Lo fece con molto ordine, concludendo: «Il vostro amore per l’umanità vi rende un grande uomo, al di là di ogni fede. Vi sono grata, Santo Padre, per le vostre azioni tese ad affratellare gli uomini. Tra i detriti, dopo l’esplosione nella cripta, ho raccolto un frammento degli antichi rotoli custoditi per secoli dai Templari. Purtroppo temo che si tratti dell’unico pezzo rimasto».
E Sara esibì un astuccio di pelle. Il prezioso frammento di rame era chiuso in una piccola teca di cristallo. «Su questo frammento si legge una sola parola nella lingua dei miei padri: Mashiah , il Messia. Credo sia giusto farvene dono, Santo Padre.»
Il papa le strinse con calore la mano, come aveva già fatto con gli altri, e finalmente parlò, con una voce che risultò forte nonostante il fisico provato dagli anni e dalle vicissitudini.
«Il mondo è pieno di ordigni nucleari e di potenti senza scrupoli. Ma per fortuna esistono persone come voi, capaci di non ritrarsi di fronte a niente perché la luce trionfi. Pregherò Dio perché vegli su di voi. Ma il vostro prezioso operato merita un premio. Ciascuno di voi verrà insignito del Sigillo di Luce della Terrasanta.»
E il papa li chiamò a sé a uno a uno, passando loro attorno al collo la fettuccia di raso con la pesante onorificenza in oro smaltato. Un tondo circondato da una cerchia acuminata e sfavillante di raggi.
Il rigoroso protocollo era ormai terminato. Le labbra del papa si aprirono in un sorriso pieno di bonarietà e saggezza. «Quanto alla Terza Profezia, signor Silver, ricordi quanto scrive San Pietro nella Seconda Lettera: ‘Nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma dagli uomini che parlarono per parte di Dio’. Consenta dunque che a parlare di profezie, e a cercare di interpretarle, siano gli uomini di Dio.»
Mentre Pat chinava la testa, confuso, il papa non fece niente per nascondere che gettava un’occhiata all’orologio.
«Vi chiedo scusa se controllo l’ora», aggiunse sorridendo ancora, «ma per niente al mondo perderei l’ultima eclissi del millennio. Credo che la mia passione per questo genere di fenomeni sia ormai nota a tutti.»
Maggie Erriot rimase immobile, a testa china. Le stavano risuonando sinistre nella mente le parole dell’antica profezia: Il papa verrà da Oriente nel corso di un’eclissi.
Proprio durante un’eclissi parziale il Sinodo aveva eletto l’attuale pontefice. La sensazione cominciò a farsi strada nel suo intimo, prepotente e incontrollabile, come non accadeva da tempo. Maggie divenne pallida, la sua testa prese a muoversi e la bocca si aprì.
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