Marco Buticchi - Profezia
Здесь есть возможность читать онлайн «Marco Buticchi - Profezia» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Город: Milano, Год выпуска: 2000, ISBN: 2000, Издательство: Longanesi, Жанр: Триллер, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.
- Название:Profezia
- Автор:
- Издательство:Longanesi
- Жанр:
- Год:2000
- Город:Milano
- ISBN:978-88-304-1651-2
- Рейтинг книги:4 / 5. Голосов: 1
-
Избранное:Добавить в избранное
- Отзывы:
-
Ваша оценка:
- 80
- 1
- 2
- 3
- 4
- 5
Profezia: краткое содержание, описание и аннотация
Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Profezia»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.
Profezia — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком
Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Profezia», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.
Интервал:
Закладка:
«Winston Churchill, The World’s Crisis ; Anthony Summers e Tom Mangold, The File on the Tsar , Guy Richards, Imperial Agent e The Rescue of the Romanovs ; Jean Jacoby, Le Tsar Nicolas II et la Révolution… Ma sono tutti in inglese o in francese?»
«Non conosci nessuna di queste due lingue?»
«Be’, qualche parola d’inglese che mi ha detto mio nonno, ma aveva già abbastanza da fare per insegnarmi a scrivere e leggere in russo. Non dimenticare che sono un operaio.»
«Be’, io invece sono laureata in lingue, quindi potrei darti una mano nelle giornate di riposo, e utilizzare il tempo libero, qui in biblioteca, per leggere quei libri e farti un riassunto. Se troverai qualche punto di particolare interesse, te lo posso tradurre.»
«Mio Dio, non posso chiederti un simile impegno», replicò Iosif con una voce strozzata che faticò a riconoscere.
«Non preoccuparti. Lo faccio volentieri. Qui non sono impegnatissima, e passo ore e ore a leggere. Ripeto, per te lo faccio molto volentieri.»
New York. Giugno 1986
La sposa era raggiante. Il contrasto tra il bianco dell’abito e il colore della pelle la rendeva ancora più bella. Derrick Grant, impacciato in un tight a noleggio, aveva preso posto in una delle ultime panche della cattedrale di San Patrizio, sulla Quinta Avenue, e continuava a voltarsi come se aspettasse qualcuno. In effetti era proprio così, ma di Pat Silver non si vedeva traccia.
La cerimonia terminò con il classico lancio del riso. Quando Derrick si avvicinò alla sposa per baciarla, Maggie gli chiese sottovoce: «E Pat?»
«Nessuna notizia. Eppure mi aveva assicurato che sarebbe venuto.»
In quel preciso momento, senza giacca e con la cravatta da cerimonia slacciata, Patrick Silver era seduto al computer con un’espressione persino più raggiante della sposa: era riuscito a scardinare i sistemi di sicurezza telematici della Investments Bonds Bank.
La scelta non era stata fatta a caso: la IBB non utilizzava un sistema telematico di tipo Home Banking, un sistema cioè che lavorava a compartimenti stagni, distinguendo gli utenti a seconda che fossero clienti od operatori interni.
Il sistema della banca era programmato per consentire due livelli diversi, a cui però si accedeva attraverso la medesima porta: uno per i correntisti e l’altro per gli addetti della banca, dotati di propri codici segreti d’identificazione. Nel primo ogni correntista poteva operare soltanto sul suo conto; il secondo, invece, era il vero forziere telematico, dove gli operatori interni potevano effettuare bonifici, eseguire pagamenti, spostare somme di denaro e agire su ciascun conto.
E i fotogrammi delle operazioni del commesso di banca nel digitare la propria parola d’ordine segreta, proiettati al rallentatore, avevano dato a Pat Silver libero accesso al forziere della Investments Bonds Bank.
Il secondo motivo per cui aveva scelto quella banca era che vantava clienti tra i più grossi gruppi industriali degli Stati Uniti. Quindi il flusso dei bonifici era, giornalmente, molto elevato. I movimenti contabili da lui effettuati si sarebbero persi tra i meandri delle statistiche giornaliere, non destando sospetti negli addetti al controllo della quadratura contabile quotidiana.
Gli occhi verdi di Pat fissi sullo schermo mandavano veri e propri lampi, riflettendo il chiarore proveniente dallo schermo. Con mani quasi tremanti stava facendo scorrere l’elenco dei correntisti, le loro disponibilità, i movimenti contabili, violandone i segreti.
Sapeva che un prelievo di somme consistenti non sarebbe passato inosservato. Ogni cliente della banca ricordava il saldo approssimativo del proprio estratto conto e le ultime operazioni effettuate. Se si fosse accorto di un prelievo mai effettuato, avrebbe immediatamente avvisato il personale e, nel giro di pochi giorni, lui si sarebbe trovato la polizia alla porta.
Quindi, secondo un’abitudine ormai vecchia, avrebbe prelevato al massimo un paio di dollari da ogni deposito. Una cifra irrisoria. Ma i conti correnti della Investments Bonds Bank erano oltre ventimila, per cui le sue potenzialità di prelievo si aggiravano attorno ai trenta-quarantamila dollari al giorno. E prima che qualcuno potesse accorgersi del giochetto sarebbe trascorsa qualche settimana.
Intanto tutti gli spiccioli racimolati con quella rapina telematica sarebbero stati bonificati sul conto del signor Denver presso l’altra filiale della Investments Bonds, da dove lui li avrebbe immediatamente prelevati in contanti.
Bonifico per bonifico, aveva già quasi raggiunto la bella somma di diecimila dollari, quando si batté la mano sulla fronte.
«Il matrimonio di Maggie!» esclamò. Ma a quel punto era troppo tardi anche per presentarsi al pranzo di nozze.
Timothy Hassler si aggirava tra gli invitati con un sorriso smagliante. Troppo. Osservandolo, Maggie si sentì scuotere da un tremito. Una specie di lampo accecante, in cui vide qualcosa di molto diverso da ciò che aveva davanti. Non suo marito, ma un altro uomo. Si ripromise che non ne avrebbe mai parlato con nessuno.
Derrick le si avvicinò. «Non riesco proprio a spiegarmi il comportamento di Pat. Non vorrei che c’entrassero le vecchie storie. Proprio in un momento come questo.»
«Quali vecchie storie?» chiese Maggie.
«Su, non far finta di niente. So benissimo che all’università eravate pazzamente innamorati, sebbene nessuno di voi due lo abbia mai ammesso. Anche se… certamente… tra voi non c’è mai stato niente che…»
«Ma che cosa stai dicendo?» ribatté Maggie ridendo. «D’altra parte, se non c’è mai stato niente, la colpa è proprio tua, caro Derrick. Sempre tra i piedi. Sei comparso di punto in bianco anche nell’unico momento d’intimità che Pat e io abbiamo avuto. E lì ci siamo dovuti fermare.»
Scoppiò a ridere anche Derrick.
Non poteva sapere che, in quella sola prima giornata di «lavoro», Pat aveva già racimolato più di ventimilasettecento dollari.
Ekaterinburg. Giugno 1986
L’estate aveva cominciato timidamente a preannunciarsi, sebbene gli ultimi acquazzoni primaverili sembrassero non voler lasciare campo al bel tempo. Iosif uscì dalla fabbrica che era già sera. Kaplan non si recava quasi mai ai forni, quell’ambiente angusto e torrido non gli piaceva. E per Iosif era l’unico aspetto positivo del suo lavoro.
Fuori del cancello gli apparve la figura di Nadja, sotto un ombrello troppo piccolo per ripararla dalla pioggia. Vederla lì lo mise quasi in allarme.
«Come mai qui, Nadja?» le chiese.
«Un amico che traffica sul mercato clandestino mi ha fatto avere questo», rispose lei, mostrandogli un plico. «Se mi porti in un posto asciutto te lo mostro.»
Non visto da loro, intanto, Kaplan, li teneva d’occhio attraverso i vetri del suo ufficio.
Non appena raggiunsero una pensilina dell’autobus, Nadja estrasse un volume dal plico e lo porse a Iosif.
Il titolo, in russo, diceva: Rapporto Sokolov.
Iosif sapeva bene chi fosse Nikolaj Sokolov, il procuratore che, non appena i Bianchi avevano ripreso Ekaterinburg il 25 luglio 1918, era stato incaricato di far luce sulla fine dei Romanov.
«Ti ho anche preparato il riassunto di alcuni testi inglesi e francesi», continuò Nadja. «Ci sono parecchie cose interessanti sulla romanzesca diceria secondo cui alcuni dei Romanov sarebbero sfuggiti alla strage. Si dice che in Occidente vivano almeno un paio di donne che sostengono di essere la granduchessa Anastasia. In alcuni testi si afferma che le donne furono risparmiate e condotte a Perm, dove esisterebbero tuttora alcuni testimoni oculari.»
«Non mi sembra verosimile: mio nonno vegliò tutta notte gli undici cadaveri e poi li spogliò degli abiti in cui era cucita una fortuna in pietre preziose.»
Читать дальшеИнтервал:
Закладка:
Похожие книги на «Profezia»
Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Profezia» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.
Обсуждение, отзывы о книге «Profezia» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.