Edward Gibbon - Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 12

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Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 12: краткое содержание, описание и аннотация

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A. D. 1198

Dieci o dodici anni all'incirca dopo la perdita di Gerusalemme, i Nobili della Francia vennero nuovamente alla guerra santa eccitati per la voce di un terzo Profeta, meno stravagante di Piero l'Eremita, per vero dire, ma che in politica ed eloquenza a S. Bernardo di gran lunga cedea. Un prete ignorante nato ne' dintorni di Parigi, Folco di Neuilly 31 31 V. Fleury, Hist. eccles. t. XVI, p. 26 ec., e Villehardouin n. 1, colle osservazioni del Ducange, non mai disgiunte dal testo originale di cui mi valgo. abbandonò il servigio della sua parrocchia per sostenere la parte più seducente di missionario ambulante e di predicatore del popolo: la fama della sua santità e de' suoi miracoli si diffuse; veementemente declamava contro i vizj del secolo, e i sermoni che per le pubbliche vie di Parigi andava spacciando ebbero la fortuna di convertire ladri, usurai, meretrici, e persino alcuni dottori e scolari dell'Università. Appena Innocenzo III tenne la cattedra di San Pietro, bandì per l'Italia, per l'Alemagna e per la Francia, la necessità, ossia il dovere di una nuova Crociata 32 32 La vita contemporanea del Papa Innocenzo III , pubblicata dal Ballazio e dal Muratori, ( Script. rer. Ital. t. III, part. I, p. 486-568) è preziosa per l'importanza delle istruzioni inserite nel testo: ivi si può leggere ancora la Bolla della Crociata, c. 84-85. . L'eloquente Pontefice deplorava in patetico stile la rovina di Gerusalemme, il trionfo dei Pagani, e l'obbrobrio della Cristianità, liberalmente promettendo la remission de' peccati e un'indulgenza plenaria a tutti coloro che presterebbero servigio alla guerra di Palestina, o colla persona per un anno, o col ministerio di un sostituto per due 33 33 Porce cil pardon fut issi gran, se s'en esmeurent mult li cuers des genz, et mult s'en croisièrent, porce que li pardons ere si gran. Villehardouin n. 1. I nostri filosofi possono sottilizzare a lor grado sulle cagioni delle crociate, ma tali erano i veraci sentimenti di un cavaliere francese. . Fra i Legati, ed Oratori che intonarono la sacra tromba, Folco di Neuilly ebbe la preminenza così per dimostrato zelo, come per lo sfarzo de' buoni successi che ottenne. E certamente lo stato in allora de' principali monarchi dell'Europa, tutt'altro che favorevole ai voti del Santo Padre, si dimostrava; l'Imperatore Federico II, tuttavia fanciullo, vedea dilacerati i suoi dominj dell'Alemagna dalle discordie delle rivali Case di Svevia e Brunswik, e dalle fazioni memorabili de' Guelfi e de' Ghibellini. Filippo Augusto di Francia aveva il suo pericoloso voto adempiuto, nè troppo talentavagli di rinovarlo; ma per altra parte, avido di lodi e di potenza questo monarca, assegnò un fondo perpetuo al servigio militare di Terra Santa. Riccardo d'Inghilterra, sazio di gloria, e acerbato dai disgustosi incidenti che alla sua prima spedizione si univano, si prese la libertà di rispondere con una facezia alle esortazioni di Folco di Neuilly, che, con egual sicurezza, mandava i suoi rabbuffi ai popoli e ai Re. «Voi mi consigliate, gli facea scrivere Plantageneto, di sciogliermi dalle mie tre figlie, la superbia, l'avarizia e l'incontinenza. Ebbene! Per metterle nelle mani di chi ne sappia far conto, consegno la mia superbia ai Templarj, la mia avarizia ai frati di Citeaux, la mia incontinenza ai Vescovi». Ciò non pertanto i grandi vassalli, e i Principi di secondo ordine, alle voci del predicatore docilmente obbedirono. Il giovine Tebaldo Conte di Sciampagna, in età di ventidue anni fu primo e de' più zelanti a mettersi nella santa impresa; che, a ciò il confortavano gli esempj del padre e del fratel primogenito, quegli stato condottiere della seconda Crociata, questi morto in Palestina col titolo di Re di Gerusalemme. Duemila dugento cavalieri doveano omaggio e servigio militare al Conte di Sciampagna 34 34 Questo numero di feudi, mille e ottocento de' quali, doveano ligio omaggio, trovavasi registrato nella Chiesa di S. Stefano di Troyes, e venne attestato nel 1213 dal maresciallo della Sciampagna (Ducange, Observ. p. 254). , e la Nobiltà di questo paese per maestria nell'armi di altissima fama godea 35 35 Campania… militiae privilegio singularis excellit… in tyrociniis… prolusione armorum , etc. (Ducange, p. 249), tratto dall'antica Cronaca di Gerusalemme A. D. 1177-1199. . Oltrechè, Tebaldo, divenuto sposo della erede della Casa di Navarra, poteva aggiugnere alle sue truppe una coraggiosa banda di Guasconi tolti da entrambi i lati de' Pirenei. Gli fu compagno d'armi, Luigi, conte di Blois e di Chartres, venuto, come egli, di sangue reale; perchè questi due Principi erano, l'uno e l'altro, nipote e del francese, e dell'inglese Monarca. Nella moltitudine de' Baroni e Prelati che il fervore de' due Conti imitarono, vogliono essere distinti Mattia di Montmorenci, chiaro per natali e per merito, il famoso Simone di Montfort, flagello degli Albigesi, il valente Goffredo di Villehardouin 36 36 Il nome di Villehardouin trae la sua origine da un villaggio o castello della diocesi di Troyes fra Bar e Arcy. Nobile ed antica era questa famiglia; il cui ramo primogenito durò sino al 1400: il ramo secondogenito divenuto possessore del principato d'Acaia, andò a terminarsi nella Casa di Savoia (Ducange, p. 235-245). , maresciallo di Sciampagna 37 37 Il padre di questo Goffredo e i suoi discendenti possedettero tale carica; ma il Ducange non ha seguito il corso delle cose colla sua diligenza ordinaria. Trovo che nel 1356 la stessa carica passò nella Casa di Conflans. Questi marescialli di provincia sono, è lungo tempo, ecclissati dai marescialli di Francia. , che si è degnato scrivere nell'idioma 38 38 Questo idioma del quale presenterò alcuni saggi, è stato spiegato dal Vigenere e dal Ducange in una Versione e in un Glossario. Il presidente Brosses ( Mechanisme des langues , t. II, p. 83) lo vuole un modello di una lingua che ha perduta l'essenza di lingua francese, e che i soli grammatici possono intendere. barbaro del suo secolo e del suo paese 39 39 L'età in cui visse e l'espressione, moi qui ceste oeuvre dicta (n. 62, ec.) possono far nascere un sospetto, più fondato di quello del Wood intorno ad Omero, che il predetto maresciallo non sapesse nè leggere, nè scrivere. Nondimeno la Sciampagna può gloriarsi di avere prodotti i due primi Storici, i nobili padri della prosa francese, Villehardouin e Joinville. la narrazione de' consigli, e delle spedizioni, nelle quali egli medesimo una delle primarie parti sostenne. Nel medesimo tempo, Baldovino, conte di Fiandra, che avea sposata la sorella di Tebaldo, prese la croce a Bruges non meno del proprio fratello Enrico, e dei principali cavalieri e cittadini di questa ricca ed industriosa provincia 40 40 La Crociata, i regni del Conte di Fiandra, di Baldovino e di Enrico suo fratello, formano il particolare argomento di una storia composta dal Doutremens, gesuita ( Constantinopolis belgica , Tournai, 1638, in 4); Opera che io conosco solamente da quanto ne ha detto il Ducange. . I Capi pronunziarono solennemente il lor voto nella Chiesa, e lo ratificarono ne' tornei. Dopo che in parecchie assemblee generali fu discusso intorno ai modi di accignersi alla grande impresa, venne risoluto che, per liberare la Palestina, si dovea portar la guerra in Egitto, paese che, dopo la morte di Saladino, la fame e le civili guerre straziavano. Ma la ria ventura che aveano incontrata tanti eserciti, condotti dai Sovrani in persona, mostravano pericolosissima cosa l'imprendere per terra una sì lunga spedizione: e benchè i Fiamminghi abitassero le coste dell'Oceano, i Baroni francesi mancavano di navilio, nè avevano inoltre sull'arte del navigare nozioni di sorte alcuna. In tal frangente, i Crociati saggiamente nominarono sei deputati o rappresentanti, nel novero de' quali il Villehardouin si trovò, con pieno potere di negoziare pel vantaggio della Confederazione, e di regolare tutte le fazioni di questa impresa. Non essendovi che gli Stati marittimi dell'Italia, atti a fornire quanto facea di mestieri per trasportare i pellegrini, le armi loro e i cavalli, i sei deputati cercarono Venezia, onde far valere e la divozione, e l'interesse allo scopo di ritrar soccorsi da quella possente repubblica.

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