Fred Hoyle - A come Andromeda
Здесь есть возможность читать онлайн «Fred Hoyle - A come Andromeda» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Город: Milano, Год выпуска: 1965, Издательство: Giangiacomo Feltrinelli, Жанр: Киберпанк, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.
- Название:A come Andromeda
- Автор:
- Издательство:Giangiacomo Feltrinelli
- Жанр:
- Год:1965
- Город:Milano
- ISBN:нет данных
- Рейтинг книги:3 / 5. Голосов: 1
-
Избранное:Добавить в избранное
- Отзывы:
-
Ваша оценка:
- 60
- 1
- 2
- 3
- 4
- 5
A come Andromeda: краткое содержание, описание и аннотация
Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «A come Andromeda»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.
A come Andromeda — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком
Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «A come Andromeda», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.
Интервал:
Закладка:
Hunter prese con sospetto le carte. «Cos’è?»
«La formula dell’enzima.»
«Come diavolo ne è venuto in possesso?»
Fleming sospirò. «Illegalmente. Come tutto quel che devo fare.»
«La terrò io, se non le spiace,» disse Hunter. Lo guardò di nuovo. «Perché è cancellata?»
«Perché è sbagliata.» Fleming tolse il foglio superiore per mostrare quello di sotto. «Ecco la formula esatta. Sarà bene farlo preparare alla svelta.»
«La formula giusta?» Hunter aveva un’aria un po’ confusa.
«Quella che il calcolatore ha dato alla Dawnay era un’inversione di quella che lei voleva. Ha messo il negativo al posto del positivo, come era in realtà, per ripagarla di un piccolo scherzo che gli avevo fatto.»
«Che scherzo?»
«Dava l’antienzima al posto dell’enzima. Invece di una cellula rigeneratrice, una cellula distruttrice. Probabilmente agisce attraverso la pelle e l’hanno assorbito mentre lavoravano.» Sollevò una mano della Dawnay, abbandonata senza vita sul lenzuolo. «Niente da fare, a meno che non si prepari in tempo l’enzima adatto. Ecco perché le ho portato la formula esatta.»
«Pensa veramente…» Hunter corrugò le sopracciglia con aria scettica, fissando il blocco di fogli, e Fleming, alzando gli occhi dalla mano della Dawnay che ancora teneva, lo guardò con disgusto.
«Non vuole gloria e onore?»
«Voglio salvare delle vite,» rispose Hunter.
«Allora prepari la formula esatta. Dovrebbe agire come antidoto a quella che ha ottenuto la Dawnay. Può almeno tentare. Se no…» Si strinse nelle spalle e depose di nuovo la mano della Dawnay sul lenzuolo. «Questa macchina farà lo sporco giuoco di tutti finché le va bene.»
Hunter sospirò. «Se è così maledettamente intelligente, perché ha fatto un errore simile?»
«Non lo ha fatto. Il solo errore che ha commesso è stato quello di colpire la persona sbagliata. Era me che voleva colpire, e non si è curata di quanta gente avrebbe fatto fuori in questa ricerca. Uno dei vostri contratti commerciali con la Intel, e avrebbe potuto far fuori mezzo mondo.»
Lasciò Hunter tutto accigliato sulla formula; era ovviamente obbligato a tentare.
Quel pomeriggio l’uomo morì; ma il nuovo enzima era stato preparato e somministrato ai due che sopravvivevano. In principio non accadde nulla di rimarchevole, ma prima di sera era chiaro che il deperimento andava rallentando. Dopo cena Judy visitò l’infermeria e si diresse poi verso il cancello principale per accogliere Reinhart che era atteso con l’ultimo treno. Passando accanto all’edificio del calcolatore provò l’impulso di entrare. Non c’era alcun operatore in servizio e trovò André che sedeva sola al banco di controllo, lo sguardo fisso davanti a sé. L’odio accumulato per mesi, le frustrazioni di anni ribollirono d’improvviso in Judy.
«È morta un’altra persona,» sbottò selvaggiamente. André si strinse nelle spalle e Judy sentì una voglia terribile di picchiarla. «La professoressa Dawnay sta combattendo per la vita, e il ragazzo anche.»
«Allora hanno una possibilità,» disse la ragazza, senza alcuna intonazione.
«Grazie al dottor Fleming, non grazie a lei.»
«Non è affar mio.»
«È stata lei a dare la formula alla professoressa Dawnay.»
«Gliel’ha data la macchina.»
«Gliel’avete data assieme.»
André si strinse ancora nelle spalle. «Il dottor Fleming ha l’antidoto. È intelligente, lui, li può salvare.»
«Lei non se ne preoccupa, vero?» Judy si sentiva gli occhi ardenti e asciutti, guardandola.
«Perché dovrei preoccuparmene?» chiese la ragazza.
«La odio.» Judy si sentiva anche la gola secca e riusciva appena a parlare. Avrebbe voluto prendere qualcosa di pesante e spaccare la testa alla ragazza; ma in quel momento il telefono squillò e dovette andare al cancello principale e ricevere Reinhart.
Quando Judy se ne fu andata, la ragazza sedette immobile, per lungo tempo, fissando il quadro di controllo, e delle lacrime, delle vere lacrime umane, le sgorgarono dagli occhi scorrendole lentamente giù per le guance.
Judy condusse Reinhart direttamente alla baracca di Fleming dove venne messo al corrente dello stato delle cose.
«E Madeleine?» chiese il vecchio. Sembrava stanco e incerto.
«Ancora viva, grazie a Dio,» rispose Fleming. «Ne possiamo salvare due.»
Sembrò che Reinhart ne fosse un po’ sollevato e parve meno stanco. Gli tolsero il soprabito, lo installarono in una sedia vicina al calorifero e gli diedero da bere. Aveva un aspetto invecchiato che Judy non gli aveva mai visto, patetico, era ormai Sir Ernest, e sembrava che, concedendogli l’onorificenza, lo avessero definitivamente invecchiato. Judy immaginava quanto lontana nel passato gli dovesse sembrare la sua amicizia di gioventù con la Dawnay, e sentiva che lui si aggrappava a quella vita come se la sua in qualche modo le fosse legata. Reinhart prese in mano il bicchiere e cercò di fissare la sua attenzione su quello che doveva dire.
«Non ne avete ancora parlato a Geers?»
«Cosa farebbe, Geers?» chiese Fleming. «Gli spiacerebbe soltanto che non si tratti di me. Mi avrebbe fatto buttare fuori dalla base e fuori dal paese, se avesse potuto. Sono secoli che dico che quell’apparecchio è pericoloso, ma tutti ne sono entusiasti; quante prove devo portare ancora, prima di convincere qualcuno?»
«Non devi più provare nulla, per quel che riguarda me,» disse Reinhart, faticosamente.
«Bene, questo è già qualcosa.»
«O me,» aggiunse Judy.
«Oh, bello, bello. Questo significa che siamo in tre contro l’intera organizzazione.»
«Cosa credevi che avrei potuto fare?» chiese Reinhart.
«Non so. Lei si è occupato di metà della ricerca scientifica di questo paese per una generazione. Sì, una buona metà. Certo qualcuno le darebbe retta.»
«Osborne, forse?»
«Fino a che non si sporca le mani.» Fleming meditò un attimo. «Potrebbe farmi tornare al calcolatore?»
«Usa la testa, John, deve risponderne all’autorità costituita.»
«Potrebbe farlo venire qui?»
«Posso provare. Cos’hai in mente?»
«Glielo posso spiegare più tardi,» rispose Fleming. Reinhart trasse di tasca un orario aereo-ferroviario.
«Se vado a Londra domattina…»
«Non ci può andare stanotte?»
«Sir Ernest è stanco,» intervenne Judy.
Reinhart le sorrise. «Può tenere quel Sir Ernest per le grandi occasioni. Prenderò un volo notturno.»
«Perché non si può aspettare qualche ora?» chiese Judy.
«Non sono un giovanotto, Miss Adamson, ma non sono un moribondo.» Si alzò. «Salutatemi Madeleine da parte mia, se…»
«Certo,» assicurò Fleming prendendo il soprabito del professore e aiutandolo a infilarselo. Reinhart si diresse alla porta, abbottonandoselo. Poi si rammentò di qualcosa. «A proposito, il messaggio è cessato.»
Lo sguardo di Judy passò da lui a Fleming. «Il messaggio?»
«Il messaggio di lassù.» Reinhart indicò il cielo con un dito. «Ha smesso di ripetersi, parecchie settimane fa. Può darsi che non lo captiamo mai più.»
«Può darsi che abbiamo raccolto la parte conclusiva di una lunga trasmissione,» disse Fleming calmo, soppesando tutte le implicazioni di questo fatto. «Se non fosse stato per quel puro caso di Bouldershaw, forse non l’avremmo sentito mai, e nulla di tutto ciò sarebbe accaduto.»
«Già, ci ho pensato anch’io,» annuì Reinhart; rivolse loro un altro stanco sorriso e se ne andò.
Fleming si aggirava silenzioso per la stanza, pensando a quanto era stato detto. Judy attendeva. Sentirono l’auto di Reinhart partire, allontanarsi, e a questo rumore Fleming si mise accanto a Judy, le passò un braccio attorno alle spalle.
«Farò tutto quel che vuoi,» mormorò lei. «Possono farmi comparire davanti alla corte marziale, se ne hanno voglia.»
Читать дальшеИнтервал:
Закладка:
Похожие книги на «A come Andromeda»
Представляем Вашему вниманию похожие книги на «A come Andromeda» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.
Обсуждение, отзывы о книге «A come Andromeda» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.