Jack Williamson - Il figlio della notte

Здесь есть возможность читать онлайн «Jack Williamson - Il figlio della notte» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Город: Milano, Год выпуска: 1952, Издательство: Mondadori, Жанр: Фантастика и фэнтези, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

Il figlio della notte: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Il figlio della notte»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

Il ritorno dalla Mongolia della spedizione del celebre professor Mondrick segnerà forse l’inizio di un’era nuova nella storia dell’umanità. Perchè in una certa cassa che gli esploratori portano dal deserto di Gobi sono contenute le prove di una guerra spietata e segreta, che si combatte da innumeri millenni. E il campo di battaglie è il subcosciente stesso della razza umana, dove il Maligno sembra sferrare i suoi colpi più mortali e insidiosi. Perchè il genere umano, ha scoperto Mondrick, è un ibrido: il sangue dell’Homo sapiens è, ormai, contaminato da quello dell’Homo lycanthropus, l’antichissima razza caina… Ma la scoperta di Mondrick esige le sue vittime e un orrendo pericolo minaccia di nuovo l’umanità. Le forze del male sono scatenate e gli angeli ribelli tentano ancora una volta di rialzare il capo. Metapsichica e psicocinesi sono le strane scienze a cui questo romanzo senza precedenti nella letteratura del “soprannaturale” sembra ispirarsi. E’ un romanzo che non si dimentica!

Il figlio della notte — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Il figlio della notte», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Senza contare che i fisici moderni, si disse Barbee, interpretavano l’intero universo in termini di probabilità. La stabilità degli atomi era una questione di probabilità, così come lo era l’instabilità, nel caso della bomba atomica. Il diretto controllo mentale della probabilità avrebbe certamente consentito possibilità terrificanti, e gli esperimenti di Rhine avevano a quanto pareva stabilito questo controllo.

April Bell era forse nata con quello straordinario e pericoloso potere men­tale di controllare il fenomeno della probabilità?

Molto difficile, si disse Barbee. D’altra parte, nulla, come aveva ripetutamente affermato Mondrick, era del tutto impossibile in siffatto universo statistico. La più remota impossibilità diveniva soltanto remotamente impro­babile.

Barbee, con un’alzata impaziente di spalle, si mise sotto la doccia. La nuova fisica, con il Principio di Indeterminazione e il rigetto dei vecchi, comodi concetti di materia, spazio e tempo, e le bombe atomiche, diveniva di colpo così sconvolgente come il nero enigma della morte di Mondrick.

Sotto la doccia, Barbee finì col chiedersi che cosa quella lampada di terra­cotta avesse significato realmente per Mondrick. Quale ricordo ancestrale della razza poteva essere simboleggiato in quel mito degli eroi fondatori del­l’Urbe, generati dalla lupa? Barbee, che non era Jung, non avrebbe saputo dirlo. Si asciugò stancamente, si versò un robusto whisky per dormire meglio e se ne andò sotto le coperte con una rivista.

Ma la sua mente si rifiutava di lasciarsi deviare da quel genere di pensieri. Perché Mondrick e i suoi amici, che erano evidentemente in preda al terrore, avevano preso precauzioni così complesse all’aeroporto, per poi mostrare di non averne prese a sufficienza? Questo evidentemente indicava la presenza di un pericolo ancora più grande di quanto i quattro uomini avessero imma­ginato.

Gli occhi brucianti di Barbee a poco a poco avevano finito per chiudersi, mentre lui s’immaginava l’avvento del misterioso Figlio della Notte, il demo­niaco profeta che avrebbe dato il via ai saturnali della rivolta. Vedeva un’alta figura imperiosa, ritta fra le rocce scheggiate di un fosco paesaggio alla Doré, terribile e cupo in una lunga tunica con cappuccio. Col fiato mozzo, Barbee si sporgeva a scrutare nell’ombra di quel cappuccio calato, nella speranza di riconoscere la faccia: e un candido teschio lo accoglieva col suo sogghigno.

Si destò di colpo; ma non era stata l’impressione di quel sogno ossessionan­te che lo aveva svegliato, bensì la fremente intensità di un nebuloso stimolo che non sapeva definire. Una trafittura ferma, sottile e tenace come uno spillone, lo tormentava alla nuca. Si versò un’altra dose di liquore per atte­nuarla. Aprì la radio, udì un untuoso comunicato commerciale e richiuse in fretta. Un sonno terribile lo colse...

E insieme la paura di dormire.

Non riusciva a capire quel vago terrore del letto. Una graduale, strisciante apprensione, come se sapesse che lo strano malessere che ora lo ossessiona­va lo avrebbe posseduto del tutto quando si fosse addormentato. Ma non era soltanto... paura. Frammisto a essa, c’era il desiderio rodente che lo aveva svegliato, l’ansiosa aspettazione d’una fuga oscura e trionfale da tutto ciò che odiava.

Né riusciva a capire bene ciò che provava per April Bell. Pensava che avreb­be dovuto sentire dell’orrore per lei. Dopo tutto, o era la strega che afferma­va di essere, o, più probabilmente, non era che una povera squilibrata. In un modo o nell’altro, aveva quasi certamente causato la morte di Mondrick. Ma ciò che gli faceva più paura era quel misterioso qualcosa che ridestava in lui.

Disperatamente, cercò di non pensare a lei. Ormai, era troppo tardi per telefonarle. E poi non era affatto sicuro di volerla vedere, sebbene quel vago desiderio interiore glielo facesse sospettare. Caricò la sveglia e se ne tornò a letto. Il sonno premeva su di lui con un’insistenza divenuta irresistibile.

April Bell lo chiamò.

La sua voce gli giungeva limpida, sopra il mormorio echeggiante del traf­fico. Era come uno squillo d’oro, più penetrante di un occasionale colpo di clacson o del lontano clamore di un tram. Giungeva dalle tenebre in onde di pura luce, verde come i suoi occhi di malachite. Poi gli parve di scorgerla, in distanza, come perduta nella città addormentata.

Soltanto, April non era più una donna. La sua voce insistente, vellutata, era umana. I suoi lunghi occhi erano gli stessi, con la loro obliquità orientale. Ma ora la pelliccia bianca faceva parte del suo corpo. Perché April era diventata una lupa bianca, agile, aggressiva, potente. E la sua limpida voce umana lo chiamava, distinta nelle tenebre.

«Vieni, Barbee, vieni, ho tanto bisogno di te!...»

Lui era consapevole di trovarsi nella sua povera camera, sentiva il ticchettìo della sveglia, la comoda durezza del materasso sotto il suo corpo, la puzza di zolfo che veniva dalle fabbriche vicine dalla sua finestra aperta. Era evidente che non dormiva del tutto, ma quella voce che lo chiamava era così reale che cercò di rispondere.

«Ciao, April», mormorò con voce dormiente, «domani, ti prometto che ven­go davvero a trovarti. Chi sa, forse possiamo anche andare a ballare.»

Bizzarramente, la lupa parve udire.

«È ora che ti voglio, Barbee. Perché abbiamo una cosa da fare insieme... una cosa che non si può assolutamente rimandare. Devi venire subito a rag­giungermi... Ti insegnerò come si fa a cambiare.»

«Ma io non voglio cambiare», mormorò lui a bocca chiusa.

«Lo vorrai anche tu. Tu hai la mia spilla di giada, vero? Ebbene, tienila stretta nella mano.»

Gli parve di alzarsi, sempre addormentato, a tentoni, e di andare verso il comò, a frugare nella scatola da sigari in cerca della spilla. Poi, tenendola stretta nella palma, tornò a buttarsi sul letto.

«Ora, Will», e la sua voce vibrante sembrava colmare il nero vuoto che li divideva, «ascoltami: tu devi cambiare, come sono cambiata io. Sarà facile per te, Will. Tu puoi correre come corre il lupo, seguire una preda come fa il lupo, uccidere come uccide il lupo!»

Sembrava essersi fatta più vicina, nella buia nebbia.

«Su, andiamo, ti aiuterò io, Will. Tu sei un lupo, e la tua guida è la spilla che hai nella mano. Abbandonati, lascia che il tuo corpo sfumi...»

Il suo cervello sembrava immerso in una foschia viscosa. Strinse la spilla, e cercò di obbedire. C’era come un lento, penoso fluire del suo corpo, come se si fosse attorto in posizioni mai assunte, tendesse muscoli mai usati. Un im­provviso dolore lancinante lo soffocò, sprofondandolo in un abisso di tene­bre.

«Resisti, Will.» La voce insistente di April sembrava trafiggere le tenebre opprimenti. «Abbandonare ora, che sei già in parte mutato, potrebbe ucciderti. Ma riuscirai. Io ti aiuto, fino a quando non sarai libero. Ecco, lasciati andare, lascia che il tuo corpo si trasformi, così... tu stai fluendo come una corrente...»

E a un tratto fu libero.

I ceppi che lo avevano oppresso per tutta la vita s’erano bruscamente spez­zati. Balzò leggero dal letto, e rimase per un istante a fiutare gli odori che appesantivano l’aria del suo appartamentino: il sentore forte di whisky che saliva dal bicchiere vuoto sul comò, l’umidità saponosa della camera da ba­gno e il putrido odore della sua bianchiera nella cesta dei panni sporchi. Era un’atmosfera irreparabile, aveva bisogno d’aria pura.

Trotterellò rapido verso la finestra aperta e grattò con impazienza il chiavistello della persiana. Cedette, alla fine, e lui si lasciò cadere sulla terra umida dell’aiuola della sua padrona di casa. Si scrollò, fiutando con voluttà l’odore pulito di quel pezzettino di terra smossa e si diresse sul marciapiedi, nel sen­tore nauseante di benzina bruciata e gomma surriscaldata che si levava dal­l’asfalto della strada. Tese ancora l’orecchio al richiamo della lupa bianca e infine con un balzo si lanciò come una freccia lungo la strada.

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «Il figlio della notte»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Il figlio della notte» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Отзывы о книге «Il figlio della notte»

Обсуждение, отзывы о книге «Il figlio della notte» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.