Fred Hoyle - La Nuvola nera
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- Название:La Nuvola nera
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- Год:1969
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Una discussione di due ore fu ben riassunta in questi termini dal ministro del Tesoro:
«Le nostre conclusioni mi sembrano assai chiare, signor Presidente. È possibile prevenire un turbamento economico molto serio grazie a due fattori che nella situazione paiono favorevoli. Il dottor Herrick ci assicura che questa… hm, visita non durerà molto più di un mese. È un tempo così breve che, anche se dovesse crescere moltissimo il consumo del carburante, resta assai limitata la quantità complessiva necessaria per resistere durante il periodo di freddo esterno. Non esiste perciò in forma grave il problema di costituire un’adeguata riserva di carburante; anzi può darsi che bastino le nostre disponibilità attuali. Problema più serio è invece quello del trasferimento veloce delle riserve al consumatore industriale o domestico; non sappiamo ancora se riusciremo a pompare benzina e petrolio con la velocità necessaria. E una questione che va considerata, ma con un anno e mezzo di tempo a disposizione non c’è difficoltà che non possa superarsi.
«Il secondo fattore favorevole è la data della visita. Verso la metà di luglio, cioè nell’epoca in cui il dottor Herrick ritiene più probabile l’inizio dell’emergenza, il raccolto sarà ormai compiuto. Tale situazione favorevole vale per il mondo intero, così la carenza di cibo sarà assai limitata; più grave sarebbe stato se il periodo del freddo fosse caduto in maggio o in giugno.»
«Perciò credo che siamo tutti d’accordo sui passi immediati da compiere,» aggiunse il Presidente. «Quando avremo deciso sulle nostre disponibilità, dovremo esaminare il problema, alquanto più complesso, dell’aiuto che possiamo dare agli altri popoli del mondo. Ma per il momento pensiamo a mettere in ordine casa nostra. Ritengo ora che voi, signori, desideriate ritornare al vostro importante lavoro; ci sono alcune domande che personalmente vorrei porre al dottor Herrick.»
Quando si sciolse la riunione e rimasero soli, il Presidente continuò:
«Ebbene, dottor Herrick, lei capirà che per il momento la questione deve essere trattata con la massima segretezza. Vedo che sul rapporto, oltre al suo, ci sono tre altri nomi. Questi signori, immagino, fanno parte del suo gruppo? Può farmi conoscere i nomi di ogni altra persona che sia al corrente del contenuto del rapporto?»
Herrick, rispondendo al Presidente, gli fece una breve relazione delle circostanze che avevano condotto alla scoperta, sottolineando il fatto che era inevitabile che al tre persone ne venissero a conoscenza nell’osservatorio, prima che se ne comprendesse l’importanza.
«Certo, è abbastanza naturale,» osservò il Presidente. «Per fortuna la questione non è uscita dai confini dell’osservatorio. Sono certo, in tutta sincerità, son certo che di questo, dottor Herrick, lei mi possa dar garanzia.»
Herrick rispose che, a sua conoscenza, c’erano quattro persone estranee all’osservatorio che sapevano tutto sulla Nuvola nera, e cioè Barnett e Weichart dell’Istituto di Tecnologia della California (ma questo non faceva alcuna differenza, osservatorio e istituti erano in pratica la stessa cosa) e due scienziati inglesi, il dottor Christopher Kingsley di Cambridge e l’Astronomo Reale in persona. I nomi di questi ultimi due figuravano sul rapporto. Il Presidente si irrigidì subito.
«Due inglesi!» esclamò. «Questo non mi piace affatto. Come è potuto accadere?»
Herrick si rese conto che il Presidente aveva letto solo un riassunto del rapporto e gli spiegò in che modo Kingsley e l’Astronomo Reale avevano per proprio conto dedotto l’esistenza della Nuvola, come era giunto a Pasadena il telegramma di Kingsley e come i due inglesi erano stati invitati in California. Il Presidente parve calmarsi.
«Ah, sono tutti e due in California, vero? Ha fatto bene a mandare quell’invito, forse lei non se ne rende conto, dottor Herrick.»
Solo allora Herrick comprese perchè Kingsley aveva voluto tornare subito in Inghilterra.
Qualche ora dopo, mentre l’aereo si lasciava dietro la costa atlantica, Herrick ripensava alla sua visita a Washington. Non si aspettava di ricevere dal Presidente una censura pacata ma ferma, nè pensava che lo avrebbero rimandato a casa così presto. Strano a dirsi, quella palese censura lo preoccupava molto meno di quel che avrebbe immaginato. Sentiva di aver fatto il proprio dovere, e Herrick temeva sempre più l’autocritica che la critica altrui.
Anche all’Astronomo Reale occorsero alcuni giorni per giungere al vertice della piramide governativa. La strada passava per il Primo Lord dell’Ammiragliato. Più facile l’ascesa se egli avesse avuto voglia di dichiarare lo scopo della sua richiesta, ma l’Astronomo Reale non volle dire altro, se non che desiderava conferire col Primo ministro. Finalmente gli permisero di parlare con il segretario privato del Primo ministro, un giovane chiamato Francis Parkinson. Parkinson fu esplicito: il Primo Ministro era estremamente occupato. Come certo l’Astronomo Reale sapeva, a parte i normali affari di Stato, c’era in vista una delicata conferenza internazionale, poi, a primavera, la visita a Londra del signor Nehru, e quindi il Primo ministro doveva, a sua volta, partire in visita per Washington. Se l’Astronomo Reale non intendeva dichiarare il motivo del colloquio, non ci sarebbe stato colloquio alcuno. Certo, avrebbe dovuto trattarsi di una questione assai importante, altrimenti, purtroppo, lui non poteva promettergli alcun aiuto. L’Astronomo Reale fu costretto a cedere, e ragguagliò rapidamente Parkinson sulla questione della Nuvola nera. Due ore dopo stava spiegando tutta la questione, questa volta con tutti i particolari, al Primo ministro.
Il giorno dopo il Primo ministro tenne una riunione d’emergenza dei principali ministri, ivi compreso quello dell’Interno. C’era anche Parkinson, con funzioni di segretario. Dopo aver ripetuto esattamente il rapporto di Herrick, il Primo ministro si guardò intorno e disse:
«Convocando questa riunione intendevo mettervi al corrente di una questione che può diventare seria, piuttosto che discutere sull’azione immediata da intraprendere. Per prima cosa naturalmente dobbiamo accertarci dell’esattezza di questo rapporto.»
«E come possiamo far ciò?» chiese il ministro degli Esteri.
«Bene, per prima cosa ho chiesto a Parkinson di fare una piccola inchiesta segreta sulla… hm… reputazione scientifica dei signori che hanno firmato il rapporto. Forse vi interesserà sentire cos’ha da dirci Parkinson.»
I presenti risposero di sì. Parkinson pareva che si stesse scusando di qualcosa.
«Non fu del tutto facile ottenere informazioni veramente attendibili, specialmente al riguardo dei due americani. Tuttavia, dai miei amici della Società Reale ho appreso che un rapporto firmato dall’Astronomo Reale o dall’osservatorio di Monte Wilson deve considerarsi assolutamente valido, dal punto di vista dell’osservazione. Assai meno sicuri peraltro essi sono sulle capacità deduttive dei quattro firmatari. A quel che mi è dato di capire, solo Kingsley, fra i quattro, potrebbe vantare esperienza in tal senso.»
«Cosa intende dire con ?» chiese il ministro delle Finanze.
«Be’… Kingsley ha fama di scienziato geniale, ma non tutti lo stimano perfettamente attendibile.»
«E ciò equivale a dire che la parte deduttiva di questo rapporto è opera di un uomo solo e che quell’uomo è individuo brillante ma in attendibile,» fece il Primo ministro.
«Be’… possiamo anche enunciare in questa maniera quel che ho detto, quantunque sia una maniera un po’… come dire?… estremista,» rispose Parkinson.
«Forse,» continuò il Primo ministro, «ma in ogni modo ci dà qualche ragione per essere scettici. Evidentemente bisogna indagare ancora. Con voi voglio discutere i mezzi per ottenere migliori informazioni. Intanto potremmo chiedere al Consiglio della Società Reale di nominare una commissione che verifichi tutta la questione. C’è solo un’altra linea d’azione che a me pare consigliabile, affrontare direttamente il governo degli Stati Uniti, al quale certamente interessa sapere se il professor Kingsley e gli altri sono persone attendibili.»
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