Mo Hayder - Birdman

Здесь есть возможность читать онлайн «Mo Hayder - Birdman» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Жанр: Триллер, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

Birdman: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Birdman»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

In un'area industriale semiabbandonata della periferia londinese vengono scoperti i cadaveri di cinque donne mutilate e seviziate. Scattano immediatamente le indagini che vengono affidate al giovane ispettore Jack Caffery. Egli comprende all'istante che i delitti sono opera di un maniaco: le vittime sono state infatti sottoposte a procedure chirurgiche amatoriali per la riduzione del seno e sono state pettinate e truccate in modo da ricordare delle bambole. La morte tuttavia non è stata causata dalle orrende ferite, bensì da un'iniezione letale; inoltre il killer ha inserito nel petto delle vittime e cucito accanto al cuore un uccellino vivo, simbolo e firma del suo macabro operato.

Birdman — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Birdman», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

«Quale cosa?»

«Joni si è rifatta il seno, vero?»

Cogliendo il tono preoccupato della sua voce, la ragazza lo guardò. «Sì. E allora?»

«Quand'è stata scattata questa?» continuò lui, mostrandole la foto.

«Non so, forse tre anni fa, perché?»

«E le protesi?»

«Mah.» Rebecca diede un rapido sguardo alla foto. «Non ne sono sicura, poco dopo che ci siamo conosciute, forse sei anni…»

«Va bene. Senti…» disse Jack, alzandosi e passandosi una mano sulla camicia, nel tentativo di togliere le pieghe del giorno prima. «Mi serve il ritratto. Quello sul cavalietto.»

«Perché?»

«Te lo riporterò.»

«Prendilo. Sono stufa di vederlo», rispose lei, poi si voltò e si appoggiò sui gomiti, rivolgendogli uno sguardo serio. «Jack, non starai pensando che?»

«No, io…» Jack s'interruppe. «Rebecca, non guardarmi in quel modo», aggiunse, annodandosi la cravatta e appiattendola contro il petto. «Non c'è nulla di cui preoccuparsi.» Le cinse le spalle con un braccio e la baciò sulla testa. «Davvero. Assicurati solo che mi telefoni appena arriva. E tu… sta' attenta, d'accordo? Parlo sul serio. Se devi uscire, fammi prima uno squillo. Tienimi al corrente di quello che fai.»

Più tardi, Rebecca si sedette al tavolo di cucina, giocherellando pigramente coi capelli. Guardava i mozziconi lasciati da Jack nel posacenere, in attesa che la moka da due bollisse. La pioggia formava rigagnoli oleosi lungo i vetri della finestra. Si sentiva la gola chiusa e dolente.

Non è la prima volta che non torna a casa. Nulla di strano, non c'è assolutamente nulla di strano. Avrà perso il controllo dopo che me ne sono andata dal pub e sarà finita all'Adrenaline Village o in qualche lurido buco di tossici di Camden… Oppure sarà andata a smaltire la sbronza a casa di qualcuno e ben presto tornerà con la coda tra le gambe… Ma allora perché quell'improvviso interesse di Jack?

«Accidenti!» Si alzò di scatto, irritata dalla sua fervida immaginazione, e andò nello studio, cercando qualcosa da fare, per pensare ad altro. In strada c'era un via vai di ombrelli dai colori vivaci: rosa, viola e gialli. Gocce di pioggia di dimensioni tropicali rimbalzavano dal tetto. Guardò un foglio bianco fissato a una tavola da disegno e si soffermò a riflettere.

Ha preso il suo ritratto… Pensa che sia nei guai…

Rebecca posò le puntine e andò verso il telefono, in corridoio.

Bliss era sulla soglia della stanza da letto e guardava Joni. Il capo le penzolava di lato e le protesi color muco avevano lasciato macchie di sangue sul ventre. Aveva perso conoscenza mentre lui la suturava, perciò le aveva appoggiato il silicone sulla pancia, affinché lei, una volta sveglia, lo vedesse. Lui aveva dormito in un'altra stanza, determinato ad attendere il suo compleanno. Ma la signora Frobisher l'aveva svegliato presto, prima ancora che iniziassero i lavori del cantiere, zoccolando al piano di sopra neanche fosse una bambola di legno.

Quella donna lo rendeva nervoso: non faceva che lamentarsi, rovistare in giro e spiarlo. La festa di compleanno sarebbe stata molto più sicura al bungalow, ma non poteva rischiare il viaggio in auto. Non con Joni sanguinante e instabile com'era. Staccò il telefono e prese a gonfiare i palloncini.

Jack era di nuovo in preda a quel senso d'incontenibile urgenza: la dottoressa Amedure se ne accorse non appena s'incontrarono nell'atrio. Gli prese la cartina per sigarette piegata che teneva in mano e chiese: «Si sente bene?»

«Sì, sto bene.»

«Cosa mi ha portato? Deve compilare il modulo di richiesta.»

«Può confrontarli col capello dell'ultima autopsia?»

«Forse. Ma prima compili il foglio, e questo dev'essere riportato a Shrivermoor.»

«Devo andare, ora. Quanto le ci vorrà?»

«Mezza giornata. Meno, se mi dimostra un po' di gentilezza.»

«Novità sul cemento? L'esame comparativo?»

«Ah», esclamò la donna, sorridendo. «Ne deduco che qualcuno non si è presentato al lavoro stamattina… Il CCRL ha ottenuto i risultati: li hanno comunicati per telefono a Marilyn Kryotos…» Ma Jack se ne era già andato, precipitandosi per le scale ed estraendo le chiavi dell'auto dalla tasca. «Compilerò io il modulo», mormorò la dottoressa Amedure mentre tornava all'ascensore.

Era ancora molto presto, ma Betty si trovava già al Dog and Bell. In sottofondo, il pastore tedesco abbaiava.

«Se n'è andata con quel tizio dell'ospedale. Sa, quello che le sbava dietro, che se ne sta seduto a bersi mezze pinte di birra.»

«Intende Malcolm?»

«Già, lui.»

Grazie a Dio.

«Avrà speso quaranta sacchi ieri a mezzogiorno. Le ha offerto non so quante bottiglie di Blue Nun, dopodiché lei era completamente partita. Ora delle tre, mi sa che non sapeva più come si chiamava. Perché si fa del male in quel modo, Pinky? Una ragazza tanto carina… Non ha senso.»

Lo vedi, maledetta paranoica che non sei altro? pensò Rebecca. Joni è semplicemente Joni.

Al piano di sopra, tra i fazzoletti e i semi di marijuana avvolti nella trapunta di Joni, trovò l'organizer nero e argento di Kookaï: una serie di pagine malconce e scarabocchiate, cuori e facce sorridenti disegnati con colori pastello. Joni aveva ordinato gli amici per nome. Sotto la M, accanto al nome di Malcolm, aveva disegnato una faccina rosa, sbadigliarne, con una sfilza di Z nere che le uscivano dalla bocca.

Il telefono di Bliss era occupato. Anche Jack stava parlando: era scattata la segreteria. Rebecca mise giù il ricevitore e si sedette nello studio, fissando l'indirizzo e il numero di telefono di Malcolm, ripetendosi di aspettare e di lasciar perdere, finché non riuscì più a starsene con le mani in mano.

Poi si alzò di scatto e andò nella sua stanza. «Hmm…» mormorò, mentre indossava un paio di pantaloni corti, una T-shirt e le scarpe da ginnastica. «Sei sempre la stessa. Non riesci proprio a trattenerti, eh?»

Una volta sulla Jaguar, Jack compose il numero di Shrivermoor sul suo Nokia e rimase in ascolto. Era fermo a un semaforo, dietro il parabrezza appannato, il telefono premuto all'orecchio e lo sguardo assente, fisso sul ritratto accanto a lui, posato sul sedile del passeggero.

Joni era sullo sfondo, sul palco, con le braccia sollevate e la testa lievemente abbassata; dietro di lei, si scorgevano il sipario e le finestre del pub. E in primo piano, nel centro, con le labbra lievemente aperte, un viso. Un profilo fece sussultare Jack.

Afferrò il dipinto e lo inclinò verso il finestrino. Quella faccia – quei brutti denti, curiosamente distanti, simili a quelli di un bambino tra una dentizione e l'altra – gli era familiare. Io ti conosco, ti conosco… Conosco la voce che esce dalla tua bocca, ti ho parlato, ho stretto la tua mano…

«Pronto? Archivio.»

Posò rapidamente il dipinto e si raddrizzò sul sedile. «Sì, Marilyn, ciao, Marilyn.»

«Jack… Dio mio, Maddox ha fatto il diavolo a quattro. Che razza di stupido, sei: hai perso la riunione della mattina!»

«Lo so, lo so. Fagli le mie scuse. Ascolta, piuttosto: sono arrivate telefonate dagli Stati Uniti stamattina?»

«Sono la tua fatina buona, Jack, non dimenticartelo: me ne sono occupata mentre tu ti trovavi ancora nel mondo dei sogni.»

«E allora?»

«Non viene venduto al dettaglio nel sud, e a Londra c'è solo una ditta che usa quel prodotto: la Korner-Mackelson. Ho parlato con la loro loquace segretaria: hanno un cantiere giù, vicino a Belmarsh, uno a Canning Town e uno a Lewisham.»

«A Lewisham?» Jack lanciò un'occhiata al semaforo. «Bene. Dove, a Lewisham?»

«Alla periferia di Greenwich, a Brazil Street. Alla fine di Blackheath Hill. Un vecchio edificio scolastico. Lo stanno riadattando per ricavarne dei loft.»

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «Birdman»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Birdman» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Отзывы о книге «Birdman»

Обсуждение, отзывы о книге «Birdman» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.

x