Volodyk - Paolini2-Eldest
Здесь есть возможность читать онлайн «Volodyk - Paolini2-Eldest» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Жанр: Старинная литература, на русском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.
- Название:Paolini2-Eldest
- Автор:
- Жанр:
- Год:неизвестен
- ISBN:нет данных
- Рейтинг книги:5 / 5. Голосов: 1
-
Избранное:Добавить в избранное
- Отзывы:
-
Ваша оценка:
- 100
- 1
- 2
- 3
- 4
- 5
Paolini2-Eldest: краткое содержание, описание и аннотация
Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Paolini2-Eldest»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.
Paolini2-Eldest — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком
Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Paolini2-Eldest», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.
Интервал:
Закладка:
«Loro non ci risparmierebbero mai, se ne avessero l'occasione.»
«Eragon!» esclamò Oromis, in tono aspro. «Non voglio mai più sentirti usare una simile scusa, che siccome qualcuno ha fatto o farebbe una cosa, tu puoi fare altrettanto. È spregevole, meschino, indizio di una mente inferiore. Sono stato chiaro?»
«Sì, maestro.»
L'elfo si portò la tazza alle labbra e bevve, continuando a tenere lo sguardo fisso su Eragon. «Cosa sai degli Urgali in realtà?»
«Conosco le loro forze e le loro debolezze, e so come ucciderli. So quanto mi basta di sapere.»
«Perché odiano e combattono gli umani, secondo te? Cosa sai della loro storia e delle loro leggende, o della loro vita quotidiana?»
«Che importanza ha?»
Oromis sospirò. «Ricorda solo» disse in tono sommesso «che a un certo punto, i tuoi nemici potrebbero diventare tuoi alleati. Così va la vita.»
Eragon resistette all'impulso di protestare. Rimestò l'infuso nella tazza, facendo accelerare il liquido fino a formare un vortice scuro con una macchia di schiuma bianca sul fondo. «È per questo che Galbatorix ha arruolato gli Urgali?» «Non è l'esempio che avrei scelto io, ma sì.»
«Mi sembra strano che si fidi di loro. In fin dei conti furono gli Urgali a uccidergli il drago. Guarda che cosa ha fatto a noi, ai Cavalieri, e non eravamo nemmeno responsabili della sua disgrazia.»
«Ah» disse Oromis, «Galbatorix sarà anche un pazzo, ma resta pur sempre astuto come una volpe. Immagino che volesse usare gli Urgali per distruggere i Varden e i nani... e altri ancora, se avesse trionfato nel Farthen Dùr... per sbarazzarsi di due nemici e al contempo indebolire gli Urgali per poi liberarsene in un secondo momento.» Lo studio dell'antica lingua si portò via tutto il pomeriggio; alla fine ripresero a esercitarsi con la magia. La maggior parte delle lezioni di Oromis vertevano sulla maniera più adeguata di controllare le varie forme di energia, come la luce, il calore, l'elettricità e persino la gravità. Spiegò che, dato che questi elementi consumavano energia più in fretta di qualsiasi incantesimo, era più prudente trovarli già in natura, per poi plasmarli con la negromanzia, piuttosto che tentare di crearli dal nulla.
Abbandonando l'argomento, Oromis chiese: «Come uccideresti
con la magia?»
«L'ho già fatto in molti modi» rispose Eragon. «Ho cacciato con un sasso, spostandolo e prendendo la mira con la magia. Ho usato la parola jierda per spezzare le gambe e il collo degli Urgali. Una volta, con thrysta, ho fermato il cuore di un uomo.»
«Ci sono metodi più efficaci» gli rivelò Oromis. «Cosa occorre per uccidere un uomo, Eragon? Una spada nel petto? Un collo rotto? Un'emorragia? Sappi che basta spezzare una singola arteria nel cervello, o recidere determinati nervi. Con il giusto incantesimo, potresti annientare un esercito.»
«Avrei dovuto pensarci nel Farthen Dùr» disse Eragon, arrabbiato con se stesso. Non soltanto nel Farthen Dùr, ma anche quando i Kull ci inseguivano nel Deserto di Hadarac. «Perché Brom non me l'ha detto?»
«Perché non si aspettava che dovessi affrontare un esercito nel giro di pochi mesi; non è una cosa che si insegna a un Cavaliere ancora inesperto.»
«Ma se è così facile uccidere la gente, perché noi, o lo stesso Galbatorix, ci affanniamo a radunare un esercito?» «Per dirla in una parola, è tattica. Gli stregoni sono vulnerabili agli attacchi fisici quando sono impegnati nelle loro schermaglie mentali. Perciò hanno bisogno di soldati che li proteggano. E i soldati devono essere protetti, almeno in parte, dagli attacchi magici, altrimenti verrebbero sterminati in pochi minuti. Questa duplice limitazione comporta che quando due eserciti si affrontano, i loro rispettivi maghi si sparpagliano fra le truppe, vicini alla prima linea, ma non abbastanza da rischiare la vita. Gli stregoni di entrambi i fronti aprono la mente e tentando di percepire se qualcuno sta usando o sta per usare la magia. Poiché i loro nemici potrebbero trovarsi al di là della loro portata, gli stregoni evocano incantesimi di difesa intorno a se stessi e ai propri soldati per fermare o rallentare attacchi a lunga gittata, come un sasso scagliato contro di loro da un miglio di distanza.»
«Ma un solo uomo non può difendere un intero esercito» obiettò Eragon.
«Da solo no, ma un numero sufficiente di stregoni è in grado di fornire una ragionevole dose di protezione. Il maggior pericolo in questo genere di conflitto è che uno stregone astuto può escogitare un attacco che possa superare le tue difese senza abbatterle. Solo questo basta a decidere le sorti di una battaglia.
«Inoltre» proseguì Oromis «devi tenere a mente che l'abilità nell'uso della magia è straordinariamente rara fra le razze. Noi elfi non facciamo eccezione, anche se vantiamo più maghi di tutti gli altri, grazie ai giuramenti con i quali ci siamo vincolati secoli fa. La maggior parte di coloro che hanno il dono della magia non hanno però il talento per usarla: faticano perfino a guarire un livido.»
Eragon annuì. Aveva incontrato stregoni simili fra i Varden. «Ma la quantità di energia necessaria a compiere qualcosa resta sempre la stessa.»
«Certo, ma rispetto a te o a me, gli stregoni mediocri hanno difficoltà a percepire il flusso dell'energia e immergersi in esso. Sono pochi i maghi abbastanza potenti da rappresentare una minaccia per un esercito. E quelli che lo sono, di solito passano la maggior parte della battaglia a eludere, rintracciare o combattere i propri avversari, una circostanza fortunata dal punto di vista dei soldati, che altrimenti verrebbero uccisi subito.»
Sconcertato, Eragon disse: «I Varden non hanno molti stregoni.»
«È una delle ragioni per cui tu sei così importante.»
Passò un momento, mentre Eragon rifletteva sulle parole di Oromis. «Questi incantesimi di difesa ti sottraggono energia soltanto quando sono attivati?»
«Sì.»
«Allora, avendo tempo a disposizione, si potrebbero accumulare infiniti strati di protezione. Uno potrebbe rendersi. ..» si sforzò di trovare la parola adatta nell'antica lingua, «... invulnerabile?... refrattario?... refrattario a qualsiasi attacco, fisico o mentale.»
«Gli incantesimi di difesa» disse Oromis «si basano sulla forza del proprio corpo. Non è importante quanti riesci a evocarne; sarai in grado di bloccare un attacco soltanto finché il tuo corpo resisterà al dispendio di energia.» «Ma la forza di Galbatorix cresce di anno in anno... Com'è possibile?»
Era una domanda retorica, ma quando Oromis rimase in silenzio, i suoi occhi a mandorla fissi su un terzetto di passeri che piroettavano nel cielo, Eragon capì che stava riflettendo su come dargli la risposta più adeguata. Gli uccellini s'inseguirono per alcuni minuti. Quando scomparvero dalla visuale, Oromis disse: «Non è opportuno discutere di questo aspetto al momento.»
«Allora lo sai?» esclamò Eragon, sbalordito.
«Sì. Ma questa informazione dovrà aspettare che tu abbia approfondito il tuo addestramento. Non sei ancora pronto.» Oromis lo guardò, come se si aspettasse una protesta.
Eragon chinò il capo. «Come vuoi tu, maestro.» Non avrebbe mai estorto l'informazione a Oromis finché l'elfo non avesse voluto rivelarla, quindi che senso aveva insistere? Eppure non poteva fare a meno di domandarsi che cosa ci fosse di tanto pericoloso da imporre il silenzio, e perché gli elfi avessero tenuto il segreto perfino con i Varden. Lo attraversò un altro pensiero, e lo espresse ad alta voce. «Se le battaglie con i maghi vengono condotte come dici, allora perché Ajihad mi ha fatto combattere nel Farthen Dùr senza incantesimi di protezione? Non sapevo nemmeno di dover tenere la mente aperta in cerca di nemici. E perché Arya non ha ucciso gran parte degli Urgali, se non tutti? Non c'era nessuno stregone in grado di resisterle, tranne Durza, e lui non poteva difendere le sue truppe da sottoterra.» «Ajihad non ti ha fatto proteggere da Arya o da qualcuno del Du Vrangr Gata?» chiese Oromis.
Читать дальшеИнтервал:
Закладка:
Похожие книги на «Paolini2-Eldest»
Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Paolini2-Eldest» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.
Обсуждение, отзывы о книге «Paolini2-Eldest» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.