Volodyk - Paolini2-Eldest

Здесь есть возможность читать онлайн «Volodyk - Paolini2-Eldest» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Жанр: Старинная литература, на русском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

Paolini2-Eldest: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Paolini2-Eldest»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

Paolini2-Eldest — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Paolini2-Eldest», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Andrà tutto bene, lo rassicurò Saphira, anche se il giovane avvertì la sua apprensione.

Giusto.

Mentre preparava Zar'roc, le sue mani tremavano di paura. Invece di gettarsi a capofitto nel duello, combattè contro Vanir a distanza, schivando, scartando di lato e facendo il possibile per evitare un'altra crisi. Malgrado le manovre diversive di Eragon, Vanir lo toccò quattro volte in rapida successione: sul torace, su uno stinco e su tutte e due le spalle.

L'iniziale espressione di impassibile stoicismo di Vanir si trasformò ben presto in manifesto disprezzo. Con un movimento dei piedi simile a un passo di danza, fece scivolare la sua lama sulla lunghezza di Zar'roc, poi la fece roteare torcendo il polso di Eragon. Eragon preferì lasciare la presa piuttosto che resistere alla forza superiore dell'elfo. Vanir calò la sua spada sul collo di Eragon e disse: «Morto.» Liberandosi dalla lama con una scrollata di spalle, Eragon si chinò a raccogliere Zar'roc. «Sei morto» ripetè Vanir. «Come pensi di sconfiggere Galbatorix in questo modo? Mi aspettavo di meglio, anche se da un umano debosciato.»

«Perché non vai tu a combattere Galbatorix, invece di nasconderti nella Du Weldenvarden?»

Vanir s'irrigidì, oltraggiato. «Perché» rispose, gelido e sprezzante, «non sono un Cavaliere. Se lo fossi, non sarei un codardo come te.»

Nessuno si mosse o parlò sul campo.

Con la schiena rivolta a Vanir, Eragon raccolse Zar'roc e alzò la testa al cielo. Non sa niente. Questa è soltanto un'altra prova da superare.

«Codardo, ho detto. Il tuo sangue è annacquato come nel resto della tua razza. Credo che Saphira sia stata sviata dalle astuzie di Galbatorix e abbia fatto la scelta sbagliata per il suo Cavaliere.» Gli altri elfi trasalirono alle parole di Vanir, e borbottarono fra loro per quella gravissima infrazione di etichetta. Eragon digrignò i denti. Poteva sopportare gli insulti diretti a lui, ma non a Saphira. La dragonessa si stava già muovendo quando le frustrazioni, la paura e la rabbia represse esplosero dentro di lui. Eragon si volse di scatto, fendendo l'aria con la punta di Zar'roc. Il colpo avrebbe ucciso Vanir, se questi non lo avesse parato all'ultimo istante. Parve sorpreso dalla ferocia dell'attacco. Senza risparmiarsi, Eragon spinse Vanir al centro del campo, menando affondi e fendenti come un ossesso, deciso a ferire l'elfo a ogni costo. Colpì il fianco di Vanir abbastanza da fargli uscire il sangue, nonostante la lama smussata di Zar'roc.

In quel preciso istante, la schiena di Eragon si spezzò in un'esplosione di dolore che lui sperimentò con tutti e cinque i sensi: una scrosciante cascata che gli assordò le orecchie; un sapore metallico che gli ricoprì la lingua; un odore acido e pungente che gli riempì le narici, acre come l'aceto; una galassia di colori pulsanti; e soprattutto la sensazione che Durza gli avesse appena squarciato la schiena.

Vide Vanir torreggiare su di lui con un sorriso di scherno. Un istante prima di sprofondare nel buio, pensò che Vanir era molto giovane.

Ripresosi dall'attacco, Eragon si asciugò il sangue dalla bocca con la mano e lo mostrò a Vanir, dicendo: «Ti sembra abbastanza annacquato?» Vanir non si degnò di rispondere, ma rinfoderò la spada e fece per allontanarsi. «Dove credi di andare?» lo chiamò Eragon. «Non abbiamo ancora finito, tu e io.»

«Non sei in condizioni di duellare» sbuffò l'elfo.

«Mettimi alla prova.» Eragon poteva essere inferiore agli elfi, ma si rifiutava di dar loro la soddisfazione di confermare le loro scarse aspettative su di lui. Si sarebbe guadagnato il loro rispetto con la perseveranza, se non altro. Insistette per completare l'ora di allenamento che Oromis gli aveva assegnato, poi Saphira marciò minacciosa verso Vanir e lo toccò sul petto con la punta di un artiglio d'avorio. Morto, disse. Vanir impallidì. Gli altri elfi si scostarono da lui.

Una volta in aria, Saphira disse: Oromis aveva ragione.

Su cosa?

Che ti saresti impegnato al massimo con un degno avversario.

Giunti al capanno di Oromis, la giornata si svolse come al solito: Saphira accompagnò Glaedr per la sua lezione, mentre Eragon rimase con Oromis.

Eragon rimase sgomento quando Oromis pretese che eseguisse la Rimgar dopo l'estenuante esercizio cui era stato sottoposto. Ci volle tutto il suo coraggio per obbedire. La sua apprensione si rivelò inutile, poiché la Danza del Serpente e della Gru era troppo delicata per fargli male.

Inoltre la meditazione nella conca isolata gli fornì la prima occasione della giornata per mettere ordine nei propri pensieri e riflettere sulla domanda che Oromis gli aveva posto.

Nel frattempo osservò le formiche rosse invadere un piccolo formicaio rivàle, travolgendo i suoi abitanti e depredandoli delle loro risorse. Alla fine del massacro, soltanto un pugno di formiche avversarie erano rimaste in vita, sole e smarrite nella vasta e ostile landa di aghi di pino.

Come i draghi in Alagaèsia, pensò Eragon. Il suo legame con le formiche si dissolse mentre rifletteva sull'infelice destino dei draghi; e a poco a poco gli si rivelò la risposta al quesito, una risposta che riteneva più che valida, una risposta in cui sentiva di credere profondamente.

Concluse la seduta di meditazione e tornò al capanno. Questa volta Oromis parve piuttosto soddisfatto di quello che Eragon era riuscito a compiere. Mentre Oromis serviva il pranzo, Eragon disse: «So perché è giusto combattere Galbatorix, anche se potrebbe significare la morte di migliaia di persone.»

«Davvero?» Oromis si sedette. «Dimmi pure.»

«Perché Galbatorix ha causato più sofferenze negli ultimi cento anni di quante ne potremmo mai vedere in una sola generazione. E diversamente da un qualsiasi tiranno, non possiamo aspettare che muoia. Potrebbe governare per secoli, o millenni, continuando a perseguitare e tormentare il popolo, se non lo fermiamo. Se diventasse abbastanza forte, potrebbe marciare sui nani, o persino qui nella Du Weldenvarden, e uccidere o sottomettere entrambe le razze. E...» Eragon strofinò la base del palmo contro il bordo del tavolo, «... perché sottrargli le due uova che possiede è l'unico modo per salvare i draghi.»

Il bollitore cominciò a fischiare, sempre più stridente, tanto che a Eragon ronzavano le orecchie. Oromis si alzò per togliere il bollitore dal fuoco e versò l'acqua per l'infuso di more. Le rughe intorno ai suoi occhi si addolcirono. «Adesso» disse «hai capìto.»

«Ho capìto, ma non mi da alcuna gioia.»

«Ed è giusto che sia così. Ma adesso avremo la garanzia che non ti ritirerai dalla lotta, quando assisterai alle ingiustizie e alle atrocità che i Varden inevitabilmente commetteranno. Non possiamo permetterci che ti lacerino i dubbi nel momento in cui la tua forza e la tua concentrazione sono più necessari.» Oromis appoggiò i gomiti sul tavolo e giunse i polpastrelli, con lo sguardo fisso sullo specchio ;' scuro del suo infuso, contemplando chissà cosa nei suoi tenebrosi riflessi. «Tu credi che Galbatorix sia malvagio?» •

«Assolutamente!» «E credi che lui si consideri malvagio?» «No, ne dubito.»

Oromis tamburellò le dita fra loro. «Quindi credi anche che Durza fosse malvagio.»

Gli tornarono in mente i frammenti di memorie che aveva intravvisto nella mente di Durza mentre combattevano a Tronjheim, ricordandogli come il giovane Spettro Carsaib, all'epoca - era stato ridotto in schiavitù dagli spiriti che aveva evocato per vendicare la morte del suo mentore, Haeg. «Non era malvagio lui, ma gli spiriti che lo controllavano.»

«E gli Urgali?» continuò Oromis, bevendo un sorso di té. «Sono malvagi?»

Le nocche di Eragon sbiancarono quando strinse il cucchiaio. «Quando penso alla morte, vedo il muso di un Urgali. Sono peggio delle bestie. Le cose che hanno fatto...» Scrollò il capo, incapace di proseguire. «Eragon, che opinione ti faresti degli umani se li dovessi giudicare soltanto dalle azioni dei guerrieri sul campo di battaglia?» «Non è...» Trasse un profondo respiro. «È diverso. Gli Urgali meritano di essere spazzati via, fino all'ultimo.» «Anche le donne e i bambini? Quelli che non ti hanno mai fatto del male e mai te ne farebbero? Gli innocenti? Li stermineresti, condannando l'intera razza all'estinzione?»

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «Paolini2-Eldest»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Paolini2-Eldest» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Christopher Paolini - Eragon
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Brisingr [en]
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Eldest [en]
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Inheritance
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Eragon [en]
Christopher Paolini
Anatole Velitchko - Quatre mots
Anatole Velitchko
Oluwafunmilayo Inemesit Adewole - Validación Vil
Oluwafunmilayo Inemesit Adewole
Rachael Thomas - Valdez's Bartered Bride
Rachael Thomas
John Galsworthy - The Eldest Son
John Galsworthy
Отзывы о книге «Paolini2-Eldest»

Обсуждение, отзывы о книге «Paolini2-Eldest» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.