Volodyk - Paolini2-Eldest

Здесь есть возможность читать онлайн «Volodyk - Paolini2-Eldest» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Жанр: Старинная литература, на русском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

Paolini2-Eldest: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Paolini2-Eldest»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

Paolini2-Eldest — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Paolini2-Eldest», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

La mancanza di questo profondo legame è il motivo per cui l'unione di Galbatorix con Shruikan, il suo secondo drago, è una depravazione. Shruikan non scelse Galbatorix come compagno; fu costretto con la magia nera a servire la follia del re. Galbatorix ha creato un'imitazione perversa della relazione che tu, Eragon, e tu, Saphira, condividete, e che lui perse quando gli Urgali uccisero il suo drago originario.

Glaedr fece una pausa per osservarli entrambi. Il suo occhio era l'unica cosa che si muoveva. Ciò che vi unisce va ben oltre un semplice collegamento mentale. Le vostre anime, le vostre identità... chiamatele come volete... sono state saldate alla radice. Il suo occhio guizzò su Eragon. Tu credi che l'anima di una persona sia divisa dal suo corpo? «Non lo so» disse Eragon. «Una volta, Saphira mi fece uscire dal mio corpo per guardare il mondo attraverso i suoi occhi... Mi sembrò di non essere più in contatto col mio corpo. Se esistono gli spiriti che uno stregone può evocare, allora anche la nostra coscienza dovrebbe essere indipendente dalla carne.»

Allungando la punta aguzza di un artiglio, Glaedr capovolse un piccolo masso per esporre un ratto che si nascondeva nella sua tana. Con un guizzo della lingua rossa, Glaedr catturò il ratto e lo ingoiò; Eragon fece una smorfia nel sentire la vita dell'animale che si spegneva.

Quando la carne viene distrutta, lo stesso accade all'anima, disse Glaedr.

«Ma un animale non è una persona» protestò Eragon.

Dopo le tue meditazioni, credi ancora di essere diverso da un ratto? Che siamo dotati di qualche miracolosa qualità che le altre creature non possiedono e che in qualche modo essa ci preserva anche dopo la morte?

«No» mormorò Eragon.

Già. Noi siamo così intimamente uniti che quando un drago o un Cavaliere viene ferito deve indurire il proprio cuore e recidere il legame per proteggere l'altro da inutili sofferenze, persino dalla pazzia. E poiché un'anima non si può separare dalla carne, si deve resistere alla tentazione di prendere l'anima del compagno nel proprio corpo per conservarla, perché il risultato sarebbe soltanto la morte di entrambi. Se anche fosse possibile, sarebbe un abominio avere coscienze multiple in un solo corpo.

«Che cosa terribile» disse Eragon, «morire soli, separati perfino da colui o colei che ti è più vicino.» Ciascuno di noi muore solo, Eragon. Che tu sia un re sul campo di battaglia, o un contadino nel suo letto, circondato dalla famiglia, nessuno può accompagnarti nel vuoto... Ora vi farò esercitare a separare le coscienze. Cominciamo con... Eragon fissò il vassoio della cena lasciato nel vestibolo della casa sull'albero e ne catalogò il contenuto: pane con burro di nocciole, bacche, legumi, un'insalatiera di foglie verdi, due uova sode - che, in ottemperanza alle convinzioni degli elfi, non erano fecondate - e una caraffa di fresca acqua sorgiva. Sapeva che a ogni piatto era stata dedicata la massima cura, che gli elfi impiegavano tutta la loro arte culinaria nella preparazione dei suoi pasti, e che nemmeno Islanzadi mangiava meglio di lui.

Ma non poteva sopportare la vista di quel vassoio.

Ho voglia di carne, borbottò, tornando a capo chino nella sua stanza. Saphira lo guardò dalla sua pedana. Mi andrebbe bene anche del pesce, o del pollo, qualunque cosa invece di questo fiume infinito di verdure. Non mi riempiono lo stomaco. Non sono un cavallo; perché devo mangiare così?

Saphira si alzò e si sporse dall'apertura a goccia che affacciava su Ellesméra, dicendo: Negli ultimi giorni mi è venuta fame. Ti piacerebbe venire con me? Potrai cucinarti quanta carne vorrai e gli elfi non lo sapranno mai. Mi piacerebbe eccome, disse Eragon, illuminandosi. Prendo la sella?

Non andremo lontano.

Eragon fece incetta di sale, erbe e altri condimenti dalle bisacce e poi, attento a non affaticarsi, si arrampicò nello spazio fra le acuminate placche dorsali di Saphira.

Spiccando il volo, Saphira sfruttò una corrente ascensionale per librarsi sulla città, dove abbandonò la corrente calda per virare e seguire un corso d'acqua che si snodava nella Du Weldenvarden fino a un laghetto a poche miglia da Ellesméra. Atterrò e si accucciò sul terreno per far scendere Eragon.

Ci sono dei conigli nell'erba che orla il laghetto, disse. Prova a catturarli. Nel frattempo io vado a caccia di cervi. Che cosa, non vuoi condividere le tue prede con me?

No, non voglio, grugnì lei. Ma lo farò, se quei topi troppo cresciuti ti sfuggono.

Eragon sorrise mentre la dragonessa si levava in volo, poi rivolse la sua attenzione ai ciuffi d'erba e di panace che circondavano lo stagno, e si accinse a procurarsi la cena.

Meno di un minuto dopo, Eragon sollevò una coppia di conigli morti dalla loro tana. Gli era bastato un istante per localizzare i conigli con la mente e poi ucciderli con una delle dodici parole di morte. Quello che aveva imparato da Oromis lo aveva privato della sfida e dell'eccitazione della caccia. Non ho nemmeno dovuto stanarli, pensò, ricordando gli anni passati ad affinare le sue capacità venatorie. Sorrise di amaro divertimento. Finalmente posso cacciare qualunque -preda, e non mi diverto più. Almeno quando ho cacciato con un sasso, insieme a Brom, era ancora una sfida, ma così... così è un massacro.

L'ammonimento della fabbricante di spade, Rhunòn, gli tornò alla mente: "Quando puoi ottenere tutto quello che vuoi pronunciando qualche parola, non ha più importanza la meta, ma il viaggio per raggiungerla."

Avrei dovuto darle ascolto, si disse Eragon.

Con mosse esperte trasse il suo vecchio pugnale da caccia, spellò i conigli e li privò delle interiora - mettendo da parte cuore, polmoni, reni e fegato - e seppellì le viscere perché l'odore non attraesse le bestie. Poi scavò una buca, la riempì di legna e accese un fuoco con la magia, dato che non aveva pensato a portare con sé pietra focaia e acciarino. Badò al fuoco finché non divenne un letto di braci. Tagliando un rametto di sanguinella, lo scortecciò e lo bruciacchiò sui tizzoni perché perdesse l'amara linfa, poi infilzò le carcasse sullo spiedo e lo appoggiò su due rami a forcella conficcati nel terreno. Per le interiora, posò un sasso piatto sulla brace e lo spalmò di grasso perché fungesse da padella. Saphira lo trovò accovacciato accanto al fuoco, intento a rigirare lentamente lo spiedo. Atterrò con un cervo morto che le penzolava dalle fauci e i resti di un secondo stretti fra gli artigli. Adagiando la sua mole sull'erba fragrante, cominciò a mangiare la preda, divorandola intera, compresa la pelle. Le ossa schioccarono fra i suoi denti affilati come rami che si spezzano in una bufera.

Quando i conigli furono pronti, Eragon agitò lo spiedo per farli raffreddare, poi guardò la carne dorata e lucente che emanava un aroma allettante.

Quando aprì la bocca per staccare il primo morso, il suo pensiero tornò involontariamente alle meditazioni. Ricordò le escursioni nella mente degli uccelli, degli scoiattoli e dei topi, come li aveva sentiti pieni di energia e come lottavano con vigore per il diritto di esistere davanti al pericolo. E se questa vita è tutto quello che hanno... Con un moto di repulsione, Eragon gettò via la carne, inorridito dal fatto di aver ucciso i conigli come se avesse assassinato due persone. Lo stomaco gli si ribellò e dovette sforzarsi per non vomitare.

Saphira alzò gli occhi dal suo festino per guardarlo preoccupata.

Inspirando a fondo, Eragon si premette i pugni sulle ginocchia nel tentativo di controllarsi e capire che cosa lo sconvolgeva tanto. Per tutta la vita aveva mangiato carne, pesce e pollame. Gli piaceva. E adesso si sentiva male tìsicamente al solo pensiero di mangiare dei conigli. Guardò Saphira. Non posso farlo, le disse.

Il mondo è fatto così: ciascuno mangia qualcun altro. Che senso ha resistere all'ordine delle cose? Lui riflettè sulla domanda. Non condannava coloro che mangiavano carne: sapeva che era l'unico mezzo di sussistenza per molti poveri contadini. Ma lui non poteva più farlo, a meno di non morire di fame. Dopo essere stato dentro un coniglio e aver percepito quel che un coniglio sentiva... mangiarlo sarebbe stato come mangiare una parte di sé. Perché possiamo migliorarci, rispose a Saphira. Dovremmo forse seguire i nostri impulsi di ferire o uccidere qualcuno che ci fa arrabbiare, o prendere quello che vogliamo dai più deboli, e in generale ignorare i sentimenti degli altri? Siamo fatti imperfetti e dobbiamo guardarci dai nostri difetti altrimenti ci distruggeranno. Indicò i conigli. Come ha detto Oromis, perché causare sofferenze inutili?

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «Paolini2-Eldest»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Paolini2-Eldest» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Christopher Paolini - Eragon
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Brisingr [en]
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Eldest [en]
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Inheritance
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Eragon [en]
Christopher Paolini
Anatole Velitchko - Quatre mots
Anatole Velitchko
Oluwafunmilayo Inemesit Adewole - Validación Vil
Oluwafunmilayo Inemesit Adewole
Rachael Thomas - Valdez's Bartered Bride
Rachael Thomas
John Galsworthy - The Eldest Son
John Galsworthy
Отзывы о книге «Paolini2-Eldest»

Обсуждение, отзывы о книге «Paolini2-Eldest» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.