Volodyk - Paolini2-Eldest

Здесь есть возможность читать онлайн «Volodyk - Paolini2-Eldest» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Жанр: Старинная литература, на русском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

Paolini2-Eldest: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Paolini2-Eldest»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

Paolini2-Eldest — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Paolini2-Eldest», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Eragon s'incamminò nel tetro paesaggio, attento a non slogarsi una caviglia sul terreno accidentato o a non avvicinarsi troppo a uno dei crepacci che fendevano il pilastro. Se ci fosse caduto dentro, sarebbe precipitato nel vuoto. In più occasioni dovette arrampicarsi su ripide creste, e altre due volte fu costretto a ricorrere alla magia per salire. Ovunque erano visibili testimonianze della presenza dei draghi, da profondi solchi nel basalto e pozze di roccia fusa e rappresa a un certo numero di opache squame incolori rimaste incastrate negli angoli, insieme ad altri detriti. A un certo punto s'imbattè in un oggetto tagliente e, chinandosi per esaminarlo, scoprì che si trattava di un frammento di uovo di drago verde.

Sul versante orientale del monolito si trovava la torre più alta, al centro della quale si apriva la caverna più grande. Fu lì che finalmente Eragon trovò Saphira, rannicchiata in una depressione contro la parete di fondo, la schiena rivolta all'ingresso. Tremava tutta. Le pareti della grotta portavano segni recenti di bruciature, e i cumuli di ossa antiche erano sparsi ovunque, come se ci fosse stata una lotta.

«Saphira» disse Eragon, parlando ad alta voce, perché lei continuava a tenere chiusa la mente.

Lei voltò la testa di scatto, e lo guardò come se fosse un estraneo; le sue pupille si ridussero a due nere fessure mentre i suoi occhi si adattavano alla luce del tramonto alle spalle di Eragon. Ringhiò una volta, come un cane selvatico, e poi si volse. Nel farlo, sollevò l'ala sinistra ed espose un lungo squarcio lungo la coscia. Eragon ebbe un tuffo al cuore a quella vista.

Sapeva che lei non gli avrebbe permesso di avvicinarsi, com'era accaduto a Oromis con Glaedr, così si inginocchiò fra le ossa frantumate e attese. Attese senza dire una parola o fare un gesto, finché le gambe non gli si addormentarono e le mani s'irrigidirono per il freddo. Eppure non si rammaricava del disagio. Avrebbe volentieri pagato quel prezzo se significava aiutare Saphira.

Dopo molto tempo, lei disse: Sono stata una sciocca.

Siamo tutti sciocchi, a volte.

Questo non rende più facili le cose, quando tocca a te fare la parte dello stupido.

Già, suppongo di no.

Ho sempre saputo che cosa fare. Quando morì Garrow, sapevo che la cosa giusta era inseguire i Ra'zac. Quando morì Brom, sapevo che saremmo dovuti andare a Gil'ead, e poi dai Varden. E quando morì Ajihad, sapevo che avresti dovuto giurare fedeltà a Nasuada. Il cammino è sempre stato chiaro per me. Tranne che adesso. Su questo unico argomento mi sento smarrita.

Di che si tratta, Saphira?

Invece di rispondere, lei cambiò argomento e gli chiese: Sai perché questo posto si chiama la rocca delle Mova Infrante?

No.

Perché durante la guerra fra draghi ed elfi, gli elfi ci rintracciarono fin qui e ci uccisero nel sonno. Distrussero i nostri nidi e infransero le nostre uova con la magia. Quel giorno piovve sangue sulla foresta. Nessun drago è mai vissuto qui da allora.

Eragon rimase in silenzio. Non era quello il motivo per cui era lì. Avrebbe aspettato finché lei non fosse stata pronta a svelargli la vera questione.

Di' qualcosa! esclamò Saphira.

Mi permetterai di guarirti la zampa?

Lasciami in pace.

Allora resterò seduto qui, muto e immobile come una statua, finché non diventerò polvere; grazie a te, ho la pazienza di un drago.

Quando alla fine lei parlò, le sue parole furono esitanti, amare e venate di ironia. Mi vergogno ad ammetterlo. Quando siamo arrivati qui e ho visto Glaedr, ho provato una gioia immensa nello scoprire che un altro membro della mia razza era sopravvissuto, a parte Shruikan. Non avevo mai visto un altro drago prima, se non nei ricordi di Brom. E ho pensato... ho pensato che Glaedr si sarebbe rallegrato della mia esistenza, come io della sua.

Ma lo ha fatto.

Non capisci. Pensavo che sarebbe stato il compagno che non mi sarei mai aspettata di avere, e che insieme avremmo potuto ricostruire la nostra razza. Sbuffò, e una vampa di fuoco le sprizzò dalle narici. Mi sbagliavo. Lui non mi vuole. Eragon scelse con cura le parole della risposta, per non offenderla e per darle un minimo di conforto. Questo perché sa che sei destinata a qualcun altro: un uovo di quelli che restano, e sono solo due. Né sarebbe corretto per lui accoppiarsi con te, dato che è il tuo maestro.

O forse non mi trova abbastanza attraente.

Saphira, nessun drago è brutto, e tu sei la più bella delle dragonesse.

Sono una sciocca, disse lei. Ma sollevò l'ala sinistra e la tenne sospesa perché lui potesse curarle la ferita. Eragon si avvicinò adagio al suo fianco ed esaminò la ferita cremisi, lieto che Oromis gli avesse dato tante pergamene di anatomia da leggere. Il colpose inferto da un artiglio o da una zanna, non sapeva dirlo - le aveva squarciato il quadricipite, sotto la pelle coriacea, ma non era andato tanto a fondo da snudare l'osso. Limitarsi a chiudere i lembi della ferita, come Eragon aveva fatto tante volte, non sarebbe bastato. Bisognava ricucire il muscolo. L'incantesimo che Eragon usò era lungo e complesso, e nemmeno lui ne capiva tutti i dettagli, perché lo aveva memorizzato da un antico testo che forniva poche spiegazioni, oltre all'affermazione secondo cui - purché non ci fossero ossa rotte o lesioni agli organi interni - "questo incantesimo guarirà qualsiasi ferita di origine violenta, tranne la morte". Una volta pronunciata la formula, Eragon guardò affascinato il muscolo di Saphira che s'increspava sotto la sua mano - vene, nervi e fibre che si ricompattavano - e tornava integro come prima. La ferita era così grande che, nel suo stato di debolezza, Eragon non osò guarirla soltanto con l'energia del proprio corpo, e attinse anche a quella di Saphira.

Prude, disse la dragonessa quando lui ebbe finito.

Eragon sospirò e si appoggiò con la schiena al ruvido basalto, guardando il tramonto da sotto le ciglia. Temo che dovrai portarmi tu giù da questa rocca. Sono troppo stanco per muovermi.

Con un fruscìo secco, lei si voltò e appoggiò la testa sulle ossa sparse. Ti ho trattato male da quando siamo arrivati a Ellesméra. Ho ignorato i tuoi consigli, invece di darti ascolto. Mi avevi avvertita su Glaedr, ma ero troppo orgogliosa per vedere la verità nelle tue parole... Ti ho deluso come compagna, ho tradito ciò che significa essere un drago, e ho macchiato l'onore dei Cavalieri.

No, non dirlo neppure, protestò lui con foga. Saphira, tu non hai tradito il tuo dovere. Puoi aver fatto uno sbaglio, ma è stato uno sbaglio onesto, che chiunque avrebbe potuto commettere nella tua posizione.

Questo non giustifica il mio comportamento nei tuoi riguardi.

Lui cercò di incontrare il suo sguardo, ma lei lo evitò finché Eragon non le accarezzò il collo, dicendo: Saphira, i membri di una famiglia si perdonano a vicenda, anche se non sempre comprendono perché uno abbia agito in un certo modo... Tu fai parte della mia famiglia, come Roran... e anche di più. Niente di quello che farai potrà mai cambiare le cose. Niente. Quando lei non rispose, Eragon allungò una mano sotto la

sua mascella e le solleticò la pelle coriacea sotto un orecchio. Mi senti? Niente!

Lei tossicchiò, un rombo gutturale che tradiva un certo piacere, poi inarcò il collo e sollevò la testa per sfuggire alle dita birichine. Come faccio a guardare di nuovo in faccia Glaedr? Era in preda a una furia terribile... L'intera rocca tremava per la forza della sua collera.

Almeno gli hai tenuto testa quando ti ha attaccata.

Veramente è andata al contrario.

Colto di sorpresa, Eragon inarcò un sopracciglio. Be', a ogni buon conto, l'unica cosa da fare è scusarti. Scusarmi!

Sì. Vagli a dire che ti dispiace, che una cosa del genere non succederà più, e che desideri continuare l'addestramento con lui. Sono sicuro che ti capirà, se gliene darai l'occasione.

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «Paolini2-Eldest»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Paolini2-Eldest» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Christopher Paolini - Eragon
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Brisingr [en]
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Eldest [en]
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Inheritance
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Eragon [en]
Christopher Paolini
Anatole Velitchko - Quatre mots
Anatole Velitchko
Oluwafunmilayo Inemesit Adewole - Validación Vil
Oluwafunmilayo Inemesit Adewole
Rachael Thomas - Valdez's Bartered Bride
Rachael Thomas
John Galsworthy - The Eldest Son
John Galsworthy
Отзывы о книге «Paolini2-Eldest»

Обсуждение, отзывы о книге «Paolini2-Eldest» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.