L’amore per il dio della morte si è diffuso in Ansalon come un’epidemia.
Seduzione
Quando uno dei Prediletti di Chemosh arriva in una comunità, spesso viene ricordato per la voglia di vivere, non per una connessione con la morte. Di solito attraenti e sempre sicuri di sé e affascinanti, i Prediletti sono l’anima della festa. Bramano cibi saporiti e bevande forti, ricercano giochi e conversazioni accese. Coloro che tornano a casa barcollanti dopo una serata trascorsa con gli eletti di Chemosh, con lo stomaco pieno e la testa che ronza, potrebbero immaginare più facilmente di avere trascorso del tempo con un nano di fosso amante del divertimento che non con un servo eletto del Signore delle Ossa.
Coloro che tornano a casa dopo una serata del genere sono i più fortunati, però. Un Prediletto inevitabilmente si sceglierà un compagno speciale a cui rivolgere un’attenzione particolare. Pur potendo trattarsi di un uomo o una donna di qualunque età e mestiere, spesso è una persona giovane e attraente, ansiosa di avere un rapporto amoroso col Prediletto.
L’incontro procede in gran parte secondo le intenzioni iniziali della vittima. I Prediletti sono appassionati, in compagnia intima. Quando il desiderio si è intensificato e la vittima è in condizioni di accettare qualsiasi cosa, il Prediletto presenta una richiesta.
La vittima deve vincolare con giuramento la propria anima a Chemosh.
Molte volte questa richiesta viene presentata con leggerezza, come se un simile giuramento non comportasse conseguenze. Altre volte le richieste sono solenni e serie, e viene affermato che Chemosh non è veramente il dio della morte ma in realtà il dio della vita eterna. Se il Prediletto non consegue subito il suo scopo, può pregare, supplicare, perfino minacciare per garantirsi il giuramento da parte della vittima.
Quando vengono pronunciate le parole «io offro la mia anima a Chemosh», il Prediletto assesta un bacio alla vittima subito sopra il cuore.
Allora la morte reclama la vittima, in senso letterale e spirituale. Inizialmente la vittima prova panico e dolore mentre la sua vita prende a defluire, ma poi il corpo si immobilizza quando lo spirito viene strappato via dalla carne ancora calda. Quando la vittima riapre gli occhi, nasce un nuovo Prediletto di Chemosh, pronto a condurre nuove anime al Signore della Morte.
Rivelazione
Inizialmente il nuovo Prediletto crede che tutte le promesse di vita e giovinezza eterne si siano avverate. Sembra un sogno bellissimo e impossibile, ed è proprio così (un sogno impossibile) perché invece della vita eterna il Prediletto trova una morte infinita.
Le passioni e i desideri che hanno condotto il Prediletto lungo il cammino della dannazione e della schiavitù continuano a tormentarlo nella condizione di morto vivente. Ma vino e alcolici non placano la sete né conducono a un’ebbrezza piacevole e stordente; neanche un’enorme quantità di cibo può guarire la fame infinita del Prediletto, il quale, ancorché consumato dal desiderio, non si sente mai sazio.
I ricordi del Prediletto, sia riguardo alla sua vita precedente sia alle sue attività dopo la morte, prima o poi svaniscono come un sogno al risveglio. Amici, familiari ed ex amanti sono tutti dimenticati. Rimangono soltanto le brame infinite e i comandamenti di Chemosh.
Alla fine però i Prediletti di Chemosh scoprono un dolore terribile nella loro esistenza. Mentre gli altri sensi si ottundono, i Prediletti incominciano a provare una pressione pulsante. Soltanto l’uccisione allevia il dolore. Veleni, spade, soffocamento: non fa differenza. Tutte le anime si presentano davanti a Chemosh, e la sofferenza dei Prediletti per un certo tempo si allevia.
L’unico argomento che sia noto per distrarre un Prediletto dal suo scopo è la menzione di un nome: Mina. Tutti gli altri interessi e attività si interrompono al suono di quel nome. Tutti sperano di incontrare Mina. Anche se i più non l’hanno mai vista, tutti conoscono il suo nome e la percepiscono con la mente ogni volta che chiudono gli occhi. Sentono la sua voce riecheggiare negli orecchi e portare con sé i comandamenti del Signore della Morte.
Individuazione
Perfino coloro che sono consapevoli della minaccia costituita dai nuovi discepoli di Chemosh hanno difficoltà a scovarli. I semplici incantesimi non riescono a svelare i lupi in mezzo alle pecore. Se si dà un’occhiata ai festaioli durante una fiera di villaggio, i Prediletti possono essere chiunque fra loro. Alcuni di loro mantengono l’apparenza della loro vita precedente, per cui possono essere dei Prediletti perfino i conoscenti o le persone care di coloro che vanno a caccia dei morti viventi.
Alcuni fra quelli che guardano in profondità negli occhi di un Prediletto affermano di riuscire a vedere il vuoto al loro interno, ma la cosa non è sufficientemente sicura né costante nella pratica per potersi fidare. Certi animali si tengono alla larga o possono perfino lanciare un attacco in presenza dei morti viventi, ma solamente quanti sono sensibili o eccezionali sembrano percepire che c’è davvero qualcosa di strano.
Fisicamente i Prediletti hanno lo stesso aspetto che avevano in vita. Per quanto siano morti, la carne appare ancora calda al tatto. Respirano, mangiano, bevono, sorridono, ridono e piangono. L’unico segno attendibile di un Prediletto è un marchio che si può sempre trovare sopra il cuore, una macchia con la forma di labbra di donna: è «il bacio di Mina», dicono a chi lo domanda, e pronunciano quel nome con riverenza e desiderio ardente.
La magia divina è l’unico metodo attendibile per scoprire i Prediletti, e questa è di competenza di coloro la cui magia riguarda le anime o gli spiriti dei morti. Chierici e mistici in grado di scoprire l’aura dei vivi, unitamente a quegli insoliti kender che si fanno chiamare «nightstalker», sanno vedere che i Prediletti non possiedono anima, né aura vivente; che non sono altro che cadaveri assai vivaci.
Annientamento
Dopo gli iniziali tentativi falliti di fermare la minaccia dei Prediletti, alcuni temevano che questi non potessero essere annientati. In effetti i Prediletti offrono ogni indizio della vera immortalità. Gli incantesimi sia arcani sia divini hanno scarso effetto sui Prediletti di Chemosh e di solito si ripercuotono su chi crea l’incantesimo, mentre fanno sì e no sussultare i Prediletti. Soffocamento, fuoco, ghiaccio, fulmine e acqua santa possono rallentare i Prediletti, ma riescono a fare poco altro. Lo smembramento è appena una seccatura per i Prediletti, poiché questi morti viventi sono subito in grado di ricomporsi integralmente.
Sebbene il Prediletto sia più forte in questa condizione di morto vivente che in vita, non acquisisce poteri speciali al di là della sua invulnerabilità che non invecchia mai. Pertanto quasi tutti i Prediletti devono ricorrere a metodi terreni per condurre a Chemosh la loro quota di anime, poiché ben pochi possessori di vera potenza e capacità si vincoleranno con giuramento al dio della morte.
Ultimamente si è diffusa la notizia secondo cui i Prediletti hanno effettivamente un punto debole, ma tanto terribile che pochi sono disposti a pagare il prezzo atroce per porre fine alla minaccia dei discepoli eletti di Chemosh. Le leggi dell’equilibrio e della magia su Krynn, stabilite dal Dio Supremo durante l’Era della Nascita delle Stelle, non consentono a Chemosh di creare servi immortali, per cui l’incantesimo che dà vita ai morti può essere disfatto... dalla mano di un bambino.
Se un bambino incollerito colpisce un Prediletto, ne viene svelata la vera natura di cadavere ambulante, e questo verrà annientato da un fuoco innaturale che non danneggia nessuno tranne il servo del dio tenebroso. L’innocenza distrugge i Prediletti, ma l’innocenza viene a sua volta distrutta. I bambini che sono testimoni di un simile spettacolo terribile resteranno molto probabilmente traumatizzati a vita, a meno che non intervengano i poteri di guarigione di altri dèi.
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