Neil Gaiman - Coraline

Здесь есть возможность читать онлайн «Neil Gaiman - Coraline» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Город: Milano, Год выпуска: 2003, ISBN: 2003, Издательство: Mondadori, Жанр: Фэнтези, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

Coraline: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Coraline»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

In casa di Coraline ci sono tredici porte che permettono di entrare e uscire da stanze e corridoi. Ma ce n’è anche un’altra, la quattordicesima, che dà su un muro di mattoni. Cosa ci sarà oltre quella porta? Un giorno Coraline scopre che al di là della porta si apre un corridoio scuro, e alla fine del corridoio c’è una casa identica alla sua, con una donna identica a sua madre. O quasi.

Coraline — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Coraline», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

— Io non ho in programma di volerti bene — disse Coraline. — Sia quel che sia. Non puoi mica costringermi a volerti bene.

— Parliamone — disse l’altra madre, voltandosi ed entrando nel salotto. Coraline le andò dietro.

L’altra madre si sedette sul grande sofà. Prese una borsetta marrone che era posata di lato al divano e ne estrasse un bianco, frusciante sacchetto di carta.

Quindi tese il sacchetto verso Coraline. — Ne vuoi uno? — le domandò in tono cortese.

Aspettandosi di trovarci dei bonbon, Coraline guardò nel sacchetto, pieno a metà. Dentro c’erano grossi e lucidi scarafaggi, che strisciavano uno sopra l’altro nel tentativo di uscire.

— No — disse Coraline. — Non ne voglio nessuno.

— Contenta tu! — disse l’altra madre. Con molta attenzione, scelse uno scarafaggio particolarmente grosso e nero, gli strappò le zampe (che fece cadere ordinatamente in un grosso portacenere di vetro posato sul tavolinetto basso), e se lo mise in bocca. Quindi lo sgranocchiò felice.

— Squisito — disse. E ne prese un altro.

— Tu sei matta — disse Coraline. — Matta, cattiva e strampalata.

— È così che ti rivolgi a tua madre? — le domandò l’altra madre con la bocca piena di scarafaggi.

— Tu non sei mia madre — ribatté Coraline.

L’altra madre ignorò questo commento. — Credo che tu ti sia un po’ sovreccitata, Coraline. Oggi pomeriggio potremmo ricamare un po’, oppure dipingere qualche acquerello. Poi ceneremo e dopo, se avrai fatto la brava, potrai giocare con i ratti prima di andare a letto. E io ti leggerò una storia e ti rimboccherò le coperte, e ti darò il bacio della buonanotte. — Le sue lunghe e bianche dita fluttuavano delicatamente, come una farfalla stanca, e Coraline rabbrividì.

— No — disse.

L’altra madre sedeva sul divano. La sua bocca disegnava una linea retta, interrotta da una smorfia. Si infilò tra le labbra un altro scarafaggio e poi un altro ancora, come se tenesse in mano un sacchetto di uva passa ricoperta di cioccolato. I suoi grossi e neri occhi-bottone guardavano dritto negli occhi nocciola di Coraline. I capelli neri e lucidi le svolazzavano sul collo e sulle spalle, come se stesse soffiando un vento che Coraline non poteva né sentire né percepire.

Si fissarono negli occhi per oltre un minuto. Poi, l’altra madre disse: — Educazione! — Richiuse il sacchetto di carta bianca con molta cura, in modo che nessuno scarafaggio potesse scappare, e lo rimise nella borsa. Quindi si tirò su, e su, e su: sembrava più alta di quanto Coraline ricordasse. Infilò una mano nella tasca del grembiule e ne estrasse la chiave nera, che guardò con aria aggrondata e poi gettò nella borsetta, quindi tirò fuori una minuscola chiave argentata e la sollevò con fare trionfante. — Ecco qua — disse. — Questa è per te, Coraline. Per il tuo stesso bene. Perché io ti voglio bene. Per insegnarti le buone maniere. È l’educazione che distingue l’uomo, in fin dei conti.

Ricondusse Coraline nel corridoio, avanzando verso lo specchio che era in fondo. Quindi infilò la minuscola chiave nell’intelaiatura dello specchio e girò.

Lo specchio si aprì come una porta, rivelando uno spazio buio. — Potrai uscire di qua solo quando avrai imparato un po’ di buone maniere — le disse l’altra madre. — E quando sarai pronta a diventare una figlia adorabile.

Tirò su Coraline e la spinse nell’oscuro spazio dietro lo specchio. Un frammento di scarafaggio pendeva dal labbro inferiore dell’altra madre, e i suoi neri occhi-bottone erano del tutto inespressivi.

Quindi richiuse la porta-specchio, lasciando Coraline al buio.

VII

Coraline sentiva che un pianto disperato stava sgorgando da qualche parte dentro di lei. Ma riuscì a frenarsi in tempo. Inspirò profondamente e poi espirò. Tese le mani per calcolare lo spazio in cui si trovava prigioniera. Era grande quanto un ripostiglio per le scope: sufficientemente alto per starci in piedi oppure seduta, ma non abbastanza largo o profondo da potercisi sdraiare.

Una parete era di vetro, e al tatto si rivelò gelida.

Perlustrò lo stanzino una seconda volta, passando le mani su ogni superficie raggiungibile, alla ricerca di maniglie o interruttori o chiavistelli camuffati — una possibile via d’uscita — ma non trovò nulla.

Poi la sua mano sfiorò qualcosa che assomigliava alla guancia o alle labbra di qualcuno, piccole e fredde, e una voce le sussurrò nell’orecchio: — Shh! Taci. Non dire una parola, la megera potrebbe sentire!

Coraline non fiatò.

Sentì una mano fredda sul viso, dita che le correvano sulla pelle come il battito delicato delle ali di una falena.

Un’altra voce, titubante e così flebile che Coraline si domandò se non la stesse immaginando, disse: — Tu sei… tu sei viva?

— Sì — sussurrò Coraline.

— Povera bambina — disse la prima voce.

— Chi siete? — domandò Coraline con un bisbiglio.

— Nomi, nomi, nomi — disse un’altra voce lontana. — I nomi sono la prima cosa che se ne va, dopo il respiro, dopo il battito del cuore. Noi conserviamo i ricordi più a lungo dei nostri nomi. Ancora rivedo le immagini della mia governante in certe mattine di maggio, mentre portava il mio cerchio e la mia bacchetta, e il sole del mattino dietro di lei, e i tulipani che dondolavano al vento. Ma il nome della mia governante l’ho dimenticato, e anche quello dei tulipani.

— Non credo che i tulipani abbiano un nome — disse Coraline. — Sono tulipani e basta.

— Può darsi — disse mestamente quella voce. — Ma io ho sempre creduto che un nome dovessero averlo. Erano rossi, e rossi e arancio, e rossi e arancio e gialli, come i tizzoni del focolare di una stanza dei bambini in una sera d’inverno. Io me li ricordo.

Quella voce sembrava così triste che Coraline tese una mano verso il punto da cui sembrava provenire, e trovò una mano fredda, che strinse forte.

I suoi occhi cominciavano ad abituarsi al buio. Adesso Coraline vedeva, o immaginava di vedere, tre sagome indistinte e pallide come la luna nel cielo diurno. Erano le sagome di bambini più o meno della sua statura. Quella gelida mano ricambiò la stretta. — Grazie — disse la voce.

— Sei una femmina: — … domandò Coraline. — O un maschio?

Ci fu un silenzio. — Da piccolo portavo le gonne e avevo i capelli lunghi e i boccoli — disse con tono dubbioso. — Ma adesso che me lo chiedi, mi sembra che un giorno mi abbiano tolto le gonne per mettermi i pantaloni alla zuava, e mi abbiano tagliato i capelli.

— Non è una cosa a cui pensiamo, di solito — disse la prima voce.

— Un maschio, forse — continuò la voce legata alla mano che stava tenendo. — Credo di essere stato un maschio, un tempo. — E nel buio dello stanzino dietro lo specchio ci fu un po’ più di luce.

— Che è successo a tutti voi? — domandò Coraline. — Come siete arrivati qui?

— È stata lei a lasciarci qui — disse una delle voci. — Ci ha rubato il cuore, l’anima, la vita, e ci ha lasciati qui, dimenticandosi di noi nel buio.

— Poverini — disse Coraline. — Da quant’è che siete qui?

— Da tantissimo tempo — disse una voce.

— Io sono passato dalla porta del retrocucina — disse la voce di quello che in passato credeva di essere stato un maschio — e mi sono ritrovato in salotto. Però lei era lì ad aspettarmi. Mi ha detto di essere la mia altra mamma, ma la mia vera mamma non l’ho più rivista.

— Fuggi! — disse la voce che aveva parlato per prima — un’altra femmina, immaginò Coraline. — Fuggi, finché hai aria nei polmoni e sangue nelle vene e possiedi ancora la tua mente e la tua anima.

— Io non scappo — disse Coraline. — I miei genitori ce li ha lei. E io sono venuta a riprendermeli.

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «Coraline»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Coraline» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Отзывы о книге «Coraline»

Обсуждение, отзывы о книге «Coraline» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.

x