Margaret Weis - La sfida dei gemelli
Здесь есть возможность читать онлайн «Margaret Weis - La sfida dei gemelli» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Жанр: Фэнтези, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.
- Название:La sfida dei gemelli
- Автор:
- Жанр:
- Год:неизвестен
- ISBN:нет данных
- Рейтинг книги:3 / 5. Голосов: 1
-
Избранное:Добавить в избранное
- Отзывы:
-
Ваша оценка:
- 60
- 1
- 2
- 3
- 4
- 5
La sfida dei gemelli: краткое содержание, описание и аннотация
Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «La sfida dei gemelli»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.
La sfida dei gemelli — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком
Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «La sfida dei gemelli», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.
Интервал:
Закладка:
Quello era stato abbastanza sinistro, ma quando Caramon si era inoltrato nella Foresta, questa era cambiata in modo drammatico. Gli alberi morti avevano cominciato a crescere trasformandosi in vallenwood! La Foresta si era trasformata da un bosco cupo e minaccioso, colmo di morte, in una bellissima distesa di vegetazione dorata piena di vita. Gli uccelli cantavano soavemente in mezzo ai rami dei vallenwood, invitandoli a entrare.
E adesso la Foresta era cambiata di nuovo. Tas la fissò, perplesso. Pareva essere entrambe le foreste che ricordava, ma allo stesso tempo nessuna delle due. Gli alberi apparivano morti, i loro rami contorti erano nudi e spogli. Ma mentre guardava, gli parve di vederli muovere in modo tale da dare l’impressione che fossero vivissimi! Protendendosi come braccia pronte a ghermirlo...
Voltando le spalle alla sinistra Foresta di Wayreth, Tas esaminò i propri dintorni. Tutto il resto appariva esattamente com’era stato a Solace. Nessun altro albero si levava, vivo o morto. Era circondato soltanto da moncherini anneriti e distrutti. Il suolo era coperto dallo stesso fango grigio e viscido. In effetti, fin dove arrivava il suo occhio non c’era nulla, soltanto desolazione e morte...
“Caramon!” gridò Tas all’improvviso, puntando il dito.
Caramon si girò di scatto, guardando in quella direzione. Accanto a uno dei ceppi anneriti giaceva, rannicchiata, una figura.
“Una persona!” gridò Tas, afferrato da un’eccitazione incontenibile. “C’è qualcun altro qui!”
“Tas!” lo chiamò Caramon in tono ammonitore, ma prima che potesse agguantarlo, il kender si era precipitato di corsa in quella direzione.
“Ehi!” urlò Tas. “Ehi! Stai dormendo? Su, svegliati.” Allungò una mano e diede uno scossone alla figura la quale, però, al suo tocco, rotolò su se stessa, continuando a giacere nel fango immobile e rigida.
“Oh!” Tas fece istintivamente un passo indietro, poi si fermò. “Oh, Caramon,” aggiunse poi con voce sommessa. “È Bupu!”
Una volta, molto tempo addietro, Raistlin si era mostrato amico della nana dei fossi. Adesso, Bupu fissava il cielo con occhi vuoti e ciechi. Vestita d’indumenti sudici e sbrindellati, il suo piccolo corpo era pietosamente magro, il volto sudicio sciupato e scarno. Aveva intorno al collo una cinghia di cuoio. Legata all’estremità della cinghia c’era una lucertola stecchita. In una mano Bupu stringeva un topo morto, nell’altra una zampa di pollo secca. Con l’avvicinarsi della morte aveva chiamato a raccolta tutta la magia che possedeva, pensò Tas con tristezza, ma non era servito.
“Non è morta da molto,” disse Caramon. Si avvicinò zoppicando e s’inginocchiò dolorante accanto al piccolo corpo macilento. “Pare che sia morta di fame.” Tese la mano e delicatamente chiuse quegli occhi fissi sul vuoto. Poi scosse la testa. “Chissà come ha fatto a vivere così a lungo? I corpi che abbiamo visto a Solace devono esser morti ormai da mesi.”
“Forse Raistlin l’ha protetta,” sbottò Tas, senza pensare.
Caramon corrugò la fronte. “Bah! È soltanto una coincidenza, nient’altro,” replicò in tono aspro.
“Tu conosci i nani dei fossi, Tas. Possono vivere di qualsiasi cosa. Immagino che siano state le ultime creature a sopravvivere, qui. Bupu, essendo la più scaltra del gruppo, è riuscita a sopravvivere più a lungo degli altri. Ma... alla fine, perfino un nano dei fossi non poteva fare altro che perire in questa terra maledetta da dio.” Scrollò le spalle. “Ecco, aiutami ad alzarmi.”
“Cosa... cosa ne faremo di lei, Caramon?” chiese Tas, sconsolato. “La... la lasceremo qui e basta?”
“Che altro potremmo fare?” borbottò Caramon, burbero. La vista della nana dei fossi e la vicinanza della foresta gli riportavano alla memoria ricordi dolorosi e sgraditi. “Tu, vorresti venire seppellito in quel fango?”. Rabbrividì e lanciò un’occhiata intorno. Le nubi tempestose si stavano avvicinando a precipizio; si vedevano chiaramente i fulmini che guizzavano abbattendosi al suolo, e il tuono rimbombava ormai non tanto lontano. “Inoltre non abbiamo molto tempo, a giudicare dalla velocità con cui quelle nuvole stanno arrivando.”
Tas continuò a fissarlo, mesto.
“Comunque, non è rimasto niente in vita che possa darle fastidio, Tas,” esclamò Caramon, irritato.
Poi, vedendo l’espressione addolorata sulla faccia del kender, Caramon si sfilò il mantello e lo distese con cura sopra quel corpo emaciato. “Faremo meglio a muoverci,” disse.
“Addio, Bupu,” disse Tas con voce sommessa. Accarezzando la piccola mano irrigidita che stringeva ancora il topo morto, fece per tirare l’angolo del mantello su di essa, quando vide qualcosa luccicare al rosso bagliore di Lunitari. Tas trattenne il fiato, pensando di aver riconosciuto l’oggetto.
Con cautela aprì le dita irrigidite dalla morte. Il topo cadde al suolo e, insieme ad esso, uno smeraldo.
Tas afferrò il gioiello. Nella sua mente era tornato a... qual era stato il posto? Xak Tsaroth?
Si erano infilati in un condotto fognario per nascondersi alle truppe draconiche. Raistlin era stato colto da un accesso di tosse... Bupu lo fissò con ansia, poi affondò le piccole mani dentro la sua borsa, vi frugò per alcuni minuti, poi tirò fuori un oggetto che sollevò alla luce. Lo fissò socchiudendo gli occhi, poi sospirò e scosse la testa. “Non è questo che voglio,” borbottò.
Tasslehoff, avendo intravisto un lampeggiare vivido e colorato, strisciò più vicino. “Cos’è?” chiese, anche se già sapeva la risposta.
Anche Raistlin fissò l’oggetto con gli occhi lucidi e spalancati.
Bupu scrollò le spalle. “Graziosa roccia,” disse con scarso interesse, mettendosi nuovamente a frugare nella borsa.
“Uno smeraldo!” esclamò Raistlin, con voce ansimante.
Bupu sollevò lo sguardo dalla borsa. “ Ti piace?” chiese a Raistlin.
“Moltissimo,” rispose il mago, boccheggiante.
“Tu tieni.” Bupu mise il gioiello nella mano del mago. Poi con un grido di trionfo, tirò fuori quello che aveva cercato. Tas, sporgendosi da vicino per vedere la nuova meraviglia si ritrasse disgustato.
Era una lucertola morta, molto morta. C’era un pezzo di cuoio masticato legato intorno alla coda rigida della lucertola. Bupu la porse a Raistlin.
“Tu porta intorno al collo,” gli disse. “Cura tosse.”
“Così, Raistlin era qui,” mormorò Tas. “È stato lui a darglielo, deve averlo fatto! Ma perché? Un amuleto... un dono...?”
Il kender scosse la testa, sospirò e si alzò in piedi. “Caramon,” cominciò a dire. Poi vide l’omone che, immobile, fissava la Foresta di Wayreth. Vide il volto pallido di Caramon e indovinò quello che stava pensando.
Tasslehoff si infilò lo smeraldo in tasca.
La Foresta di Wayreth appariva morta e desolata come il resto del mondo intorno a loro. Ma, per Caramon, era viva di ricordi. Innervosito, si mise a fissare quegli strani alberi, i loro tronchi umidi e i rami in putrefazione sembravano luccicare al bagliore sanguigno di Lunitari.
“La prima volta che sono arrivato qui avevo paura,” disse Caramon a se stesso, con la mano sull’elsa della spada. “Non ci sarei mai entrato se non fosse stato per Raistlin. La seconda volta avevo ancora più paura, quando ho condotto qui Dama Crysania alla ricerca di aiuto. Allora non ci sarei mai entrato se non fosse stato per gli uccelli che mi hanno attirato con il loro dolce canto.” Sorrise cupamente. “Calma la foresta, calme le case completate. Dove cresciamo e non marciamo più” cantavano. Pensavo che promettessero aiuto. Pensavo che mi promettessero tutte le risposte. Ma adesso capisco il significato della canzone. La morte, quella è la sola dimora perfetta, la sola dimora in cui cresciamo e non andiamo più in putrefazione!”
Читать дальшеИнтервал:
Закладка:
Похожие книги на «La sfida dei gemelli»
Представляем Вашему вниманию похожие книги на «La sfida dei gemelli» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.
Обсуждение, отзывы о книге «La sfida dei gemelli» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.