John Christopher - Morte dell'erba

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Morte dell'erba: краткое содержание, описание и аннотация

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Il romanzo tratta dell’imbarbarimento della società in seguito al diffondersi del virus Chung-Li, il quale colpisce e distrugge irrimediabilmente tutti i tipi di quella che sinteticamente e definita “erba”, in dettaglio tutte le piante erbacee appartenenti alla famiglia delle
, tra cui il comune foraggio erbaceo da graminacee, il mais, il miglio, il sorgo, la segale, l’orzo, il riso ed il grano, causando così la lotta globale per l’accaparramento delle scorte alimentari. Il protagonista del romanzo combatte per raggiungere la valle del fratello che rappresenta la salvezza, dove contro l’ottimismo delle autorità mondiali e la distruzione folle delle risorse, si sono isolate e difese le rimanenti piante alimentari, non appartenenti alla famiglia in argomento.
Il romanzo esce per la prima volta in Italia nel 1958 nella collana
(n° 43) con il titolo
(traduttore Sergio Uglioni). Il presente traduzione di Mario Galli era pubblicato nel 1967 nel collana
(n° 476).

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— C’è qualche difficoltà, Johnny — disse David.

— In che senso?

— Siamo già in troppi. Quando le cose hanno cominciato a mettersi male, i vicini si sono riversati nella valle. I River da Stonebeck, eccetera. È stato il loro figlio che ha portato la mitragliatrice… l’ha presa in una caserma vicino a Windermere. Con lui sono venuti tre o quattro militari. Stiamo già tirando la cinghia. Ce la caviamo discretamente, ma non abbiamo un margine per gli imprevisti: un cattivo raccolto di patate, o cose del genere.

— I miei trentaquattro faranno tirare ancora di più la cinghia, ma sanno lavorare — disse John. — Te lo garantisco.

— Non è questo il punto — disse David. — La terra non sarà in grado di mantenere tanta gente. Siamo già al limite.

Seguì un breve silenzio. Il Lepe scorreva fragorosamente alla loro destra. L’uomo che faceva bollire una pentola sul fuoco, e i due sulla piattaforma, non potevano sentire. Tuttavia John abbassò la voce. — Cosa mi consigli? Di tornare a Londra?

David lo afferrò per un braccio. — Dio mio, no! Non essere stupido. Ho cercato di spiegartelo… posso far passare te, Ann e i ragazzi. Ma non gli altri.

— Dave, lascia entrare tutti. Puoi… devi farlo.

David scosse la testa. — Lo farei, se potessi. Non capisci? Quelli che sono con te non sono i primi che rimandiamo indietro. Ne sono già arrivati altri; alcuni erano parenti di quelli che già si trovavano nella valle. Siamo stati inflessibili. Comunque ho sempre detto che tu e la tua famiglia sareste dovuti entrare. Ma trentaquattro… Anche se dessi il mio consenso, gli altri non lo permetterebbero mai.

— La terra è tua.

— Nessuno può più avere della terra senza il consenso degli altri. Sono in maggioranza. Johnny, capisco che non ti vada l’idea di abbandonare della gente che ha fatto il viaggio con te. Ma devi farlo. Non c’è alternativa.

— C’è sempre un’alternativa.

— No. Inventa qualche scusa, e fa’ venire qui Ann e i ragazzi. Gli altri… sono armati, vero? Se la caveranno benissimo.

— Tu non sai cosa sia fuori di qui.

Si fissarono.

— Capisco che non ti piaccia farlo, John, ma devi. Non puoi mettere la salvezza di quella gente alla pari con quella di Ann e dei tuoi figli.

John scoppiò a ridere. I due uomini sulla piattaforma si girarono a guardare.

— Quel Pirrie legge nel pensiero!

— Pirrie?

— Uno di quelli che sta con me. Non credo che ce l’avremmo fatta ad arrivare, senza di lui. Volevo portare Ann e i ragazzi con me, prima. Ma lui me l’ha impedito, facendoli restare insieme agli altri. Ho capito subito che voleva difendere se stesso e gli altri contro un possibile tradimento, e all’inizio mi sono indignato. Ora però… se loro fossero qui, dentro la palizzata, mi chiedo che cosa farei.

— Questo è un grosso guaio. Non lo puoi ingannare in qualche modo?

— No, non Pirrie. — John guardò lontano, verso la cerchia delle colline. — Se respingi gli altri, respingi anche noi… anche Davey.

— Questo Pirrie… forse potrei convincere i miei a lasciar passare una persona in più. Lo si può corrompere?

— Sì, ma gli altri devono avere intuito qualcosa, e si insospettiranno se dirò loro che non possono entrare tranquillamente, come avevo promesso. Non sarà possibile accogliere i ragazzi senza far passare tutti.

— Deve pur esserci una via d’uscita.

— È ciò che ho già detto io. Ormai non abbiamo più libertà d’azione. — Guardò il fratello. — In un certo senso, Dave, siamo nemici.

— No. Troveremo un modo. Ecco… tu torna indietro, e io ordinerò ai miei di fare una sortita, protetti dal fuoco della mitragliatrice… tu potresti dire ad Ann e ai ragazzi di tenersi al riparo fin quando non avremo cacciato gli altri…

John sorrise con ironia. — Anche se io fossi in grado di fare una cosa del genere, non si otterrebbe nessun risultato. I miei sono ormai decisi a tutto. Il fossato presenta un ottimo riparo, e la mitragliatrice non li può spaventare.

— Allora… non so. Ma qualcosa dovremo escogitare.

John tornò a guardare la valle. Il terreno era ben coltivato, quasi interamente a patate. — Ann comincerà a domandarsi perché stia tanto tempo a discutere, per non parlare degli altri. Devo andare. Che facciamo, Dave?

Lui aveva ormai deciso, e il disagio del fratello non poteva fargli cambiare idea. Alla fine Dave disse, forzando le parole a uscire: — Cercherò di convincerli. Torna fra un’ora. Vedrò se sarà possibile farvi passare tutti. Nel frattempo possiamo anche pensare a qualche altra soluzione. Pensaci, Johnny.

— Cercherò. Arrivederci, Dave.

— Salutami tutti… salutami Davey.

— Certo. Naturalmente.

I due uomini scesero dalla piattaforma per aprire il portone. John scivolò per la fessura, e si allontanò senza voltarsi.

Lo stavano attendendo con ansia. Lasciandosi scivolare nel fossato, dalle loro facce capì che si aspettavano brutte notizie. Non poteva essere altrimenti, dal momento che il portale di accesso alla valle non si era spalancato immediatamente.

— Com’è andata, signor Custance? — chiese Noah Blennitt.

— Non bene. — Raccontò il colloquio avuto col fratello, accennando solo di sfuggita all’invito fatto a lui e alla sua famiglia.

— Posso capire il loro punto di vista — disse Roger alla fine. — Ma lui può fare entrare te, Ann e i ragazzi, vero?

— Lui non può far niente. Sono gli altri che decidono. E sembra che non vogliano cedere.

— Accetta i fatti, Johnny — disse Roger. — Tu ci hai portato fin qui, e noi non abbiamo perso niente. Ora non è logica la tua rinuncia solo perché non possiamo entrare anche noi.

Il mormorio degli altri era abbastanza incerto da suonare incoraggiante. Non lo avrebbero fermato, pensò, mentre erano ancora scossi dalla loro stessa generosità. Avrebbe potuto prendere Ann e i ragazzi, raggiungere il portone, e vederlo spalancarsi sulla valle… Guardò Pirrie. E Pirrie ricambiò l’occhiata con calma. La mano destra, con le unghie sempre ben curate, era appoggiata sul calcio del fucile.

Vista scoppiare la bolla della tentazione, John si domandò come si sarebbe comportato se avesse goduto di una libertà reale e non solo apparente. Un feudatario pronto a vendere i suoi sudditi. Probabilmente nel Medioevo si comportavano in quel modo; molti, almeno.

— Ci ho pensato — disse, fissando Pirrie — e francamente non vedo come mio fratello possa convincere gli altri. Come ho detto, molti hanno visto cacciare via i loro parenti. Questo ci lascia due alternative: andarcene anche noi e cercare un rifugio da qualche altra parte, o tentare di conquistare la valle con la forza.

— No! — esclamò Ann, sconvolta.

— Vuoi combattere contro lo zio Dave, papà? — domandò Davey.

Gli altri non parlarono.

— Decideremo soltanto quando avrò parlato di nuovo con mio fratello — disse John. — Forse c’è una possibilità di trattare in via pacifica. Voi, comunque, cominciate a pensarci.

— Io ripeto che dovresti accettare l’offerta che ti hanno fatto — disse Roger.

Questa volta non ci fu alcun mormorio. Il momento di indecisione era stato superato, e i sudditi si aspettavano che il signorotto adempisse i suoi doveri nei loro confronti.

— Che cosa ne pensa, signor Custance? — chiese Alf Parsons.

— Lo dirò dopo aver parlato con mio fratello.

Pirrie rimase in silenzio e sorrise leggermente. Con la testa fasciata sembrava un vecchio fragile e innocuo. Jane gli sedeva accanto in atteggiamento protettivo.

Soltanto quando John si alzò per andare alla palizzata, Pirrie si decise a parlare. — Osservi bene quello che c’è dall’altra parte. Chiaro?

— Chiaro — disse John.

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