John fece fuoco a un’ombra in movimento. Al piano di sopra, altri spararono. Dall’esterno si levò un’intensa scarica concentrata contro una delle finestre del primo piano. Nello stesso tempo, dalla parte opposta del giardino si levò un braccio, e una seconda bomba a mano volò nell’aria. Colpì ancora una volta la parete della casa, ed esplose senza procurare danni. John sparò verso il punto in cui l’aveva vista lanciare. Seguì una rapida scarica di fucileria, interrotta all’improvviso da un grido di dolore. Qualcuno aveva colpito un secondo avversario.
Era incoraggiante, ma niente di più. Le loro probabilità di salvezza non aumentavano. John fece nuovamente fuoco, e si riparò in tempo per evitare il colpo che venne sparato contro la finestra. Gli attaccanti non si lasciavano certo scoraggiare da quei colpi centrati dai difensori.
Anche quando, dopo un ulteriore scambio di fucilate, vide un braccio sollevarsi e ricadere senza aver lanciato la bomba a mano, pensò a un caso fortunato, insufficiente a far rinascere una speranza. Dopo due secondi la granata esplose, e diede inizio a tutta una serie di scoppi: l’uomo colpito doveva essere carico di bombe. Si sentirono grida disordinate, e gemiti. John riprese a sparare, e i suoi compagni fecero altrettanto. Questa volta gli altri non risposero al fuoco.
Poco dopo, con suo grande stupore, vide le figure degli attaccanti abbandonare i nascondigli in cui si erano appostati, e fuggire verso la valle cercando di correre curvi il più possibile. Riprese a sparare, e nello stesso tempo cercò di contare il numero degli attaccanti. Potevano essere da dieci a venti, più quei due o tre rimasti sul terreno.
Tutti si affollarono nella stanza, donne e ragazzi compresi. Alla debole luce John riuscì a scorgere le loro facce, soddisfatte e felici. Parlavano tutti contemporaneamente, e John fu costretto ad alzare la voce per farsi sentire.
— Joe! Devi fare ancora mezz’ora di guardia. Da questo momento però saranno due le sentinelle. Con Joe farà il suo turno Noah. Jess farà il turno seguente assieme a Roger. Poi Andy e Alf. Io farò il mio turno con Will. Comunque, d’ora in poi, prima si dà l’allarme, poi si rimugina su quali intenzioni abbiano.
— Io speravo che proseguissero la loro strada — disse Joe Harris.
— Sì, capisco — fece John. — Ora tutti gli altri possono andare a dormire.
— Nessun segno di Pirrie e della sua donna? — domandò Alf Parsons.
— Jane… è là fuori… — balbettò Olivia.
— Li vedremo arrivare. E ora tornate a dormire.
— Se quella banda li scopre, per loro è finita — disse Parsons.
John andò alla finestra. — Pirrie! Jane! — chiamò. Dall’esterno non giunse nessuna risposta. La luna sembrava stendere un manto di ghiaccio sul terreno.
— Dobbiamo andare a cercarli? — chiese Parsons.
— No — rispose John. — Questa notte nessuno esce di casa. Non sappiamo se quelli se ne sono andati, o se si sono fermati nelle vicinanze in attesa di un’occasione migliore. E ora, a letto. Domani sarà una giornata lunga.
Si dispersero in silenzio, seppure con qualche riluttanza. John salì al piano di sopra con Roger, dietro Ann, Olivia e i ragazzi. Entrò in bagno, e Roger rimase ad aspettarlo sul pianerottolo.
— Temevo che stavolta fosse quella buona… — disse Roger.
— Per le bombe a mano?
— Già. Siamo stati fortunati.
— Io non riesco a capire. Abbiamo avuto la fortuna di uccidere l’uomo che teneva le bombe a mano, e questo deve averli scossi parecchio. Ma mi sorprende che abbiano immediatamente rinunciato all’impresa. È strano.
Roger sbadigliò. — Be’, l’hanno fatto. Che ne pensi di Pirrie e di Jane?
— Che erano così lontani da non sentire gli spari, o che sono stati sorpresi e uccisi. Quei tipi non sparavano male. All’aperto, Pirrie e Jane erano senza protezione.
— Tanto lontani da non sentire gli spari! — disse Roger ridendo. — Sui sentieri dell’amore.
— Se Pirrie avesse sentito la sparatoria, sarebbe tornato.
— C’è un’altra possibilità — suggerì Roger. — Jane potrebbe essersi nascosta un coltello sotto la gonna senza che nessuno le dicesse niente. Queste idee vengono, alle donne.
— E dove sarebbe Jane, allora?
— Potrebbe essersi imbattuta nei nostri amici. O forse ha pensato che non avrebbe più goduto di molte simpatie se fosse venuta a raccontarci di aver ucciso il marito la notte di nozze.
— Ha sufficiente buon senso per capire che da sola non avrebbe possibilità di salvezza.
— Le donne sono strane creature — disse Roger. — Novantanove volte su cento fanno delle cose sensate senza esitare. La centesima fanno una cosa assurda con lo stesso identico entusiasmo.
— Mi sembri allegro, stanotte — osservò John.
— E chi non lo sarebbe, dopo una vittoria come la nostra? La seconda bomba a mano ha urtato il muro a pochi centimetri dalla mia finestra.
— E non proveresti il minimo dispiacere se Pirrie fosse stato ucciso, o da Jane o da quelli delle bombe.
— Nessun dolore particolare. Per niente, anzi. Te l’ho già detto, io non ho motivi per essere attaccato a Pirrie. Io non devo guidare il gruppo.
— È per questo che mi definisci… attaccato a Pirrie?
— Non ci sono molti Pirrie in circolazione. È la perla nell’ostrica: dura e brillante, ma, per quanto riguarda l’ostrica, una malattia.
— E l’ostrica? — domandò John con ironia. — È forse il mondo che noi conosciamo?
— L’analogia è troppo complicata. E sono anche stanco. Comunque, sai quello che penso di Pirrie. In situazioni particolari, non ha prezzo. Ma prego Iddio di non dover vivere in questa situazione per sempre.
— Prima era un pacifico cittadino. Non ci sono ragioni per credere che non possa tornare quello di una volta.
— Non si può rimettere una perla nell’ostrica. Non mi va l’idea di vivere nella valle con Pirrie al fianco, pronto a darmi una gomitata per ricordarmi la sua presenza.
— Nella valle comanderà David, se qualcuno dovrà comandare. Non io, né Pirrie. Questo lo sai.
— Non ho mai conosciuto tuo fratello — disse Roger — e so molto poco di lui. Però lui non è stato costretto a guidare la sua famiglia e gli amici attraverso un mondo che si sfascia appena lo tocchi.
— Non significa niente.
— Credi? — Roger tornò a sbadigliare. — Be’, sarai stanco, va’ a dormire. Io è inutile che mi corichi, per mezz’ora prima del mio turno. Guarderò soltanto se i ragazzi si sono addormentati.
Si fermarono sulla soglia della camera da letto. Ann e Olivia si erano sdraiate per terra su delle coperte stese sotto la finestra. Ann sollevò la testa, ma non disse niente. Un raggio di luna illuminava il letto matrimoniale ricavato unendo i due letti singoli. Mary si era rannicchiata contro la parete. Davey e Steve dormivano al centro, uno accanto all’altro. Spooks, con una faccia stranamente adulta senza occhiali, era coricato dalla parte opposta. Anche lui era sveglio, e teneva gli occhi fissi al soffitto.
— Non pensare che non sia grato a Pirrie per tutte le volte che ci ha tolto dai guai — disse Roger. — Però sono contento di aver scoperto che possiamo anche fare a meno di lui.
Nel nuovo sistema di vita le ore di sonno erano distribuite tra le nove di sera e le quattro del mattino. I ragazzi, quando era possibile, andavano a letto un’ora prima e dormivano fino al momento in cui era pronta la colazione. Cominciò a schiarire durante l’ultimo turno di guardia, quello di John e Will Secombe, e i due uomini si allontanarono dalla casa per esaminare il campo di battaglia. A circa quindici metri dalla casa videro il corpo di un uomo con la testa fracassata da un colpo di fucile. Dimostrava venticinque anni e indossava l’uniforme dell’esercito; al petto si era appuntato un grosso gioiello. Se quelle pietre erano diamanti, come avevano l’aria di essere, quella spilla doveva valere una fortuna.
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