— L’hai colpito?
— No, non credo. Uno di loro ha risposto allo sparo, e poi si sono nascosti. Sono ancora là fuori, signor Custance.
— Quanti sono?
— Difficile dirlo, con questa luce. Potrebbero essere una dozzina… forse anche di più.
— Così tanti?
— Ecco perché ho sperato che se ne andassero per i fatti loro.
— Rodge! — chiamò.
— Eccomi. — Roger era fermo sulla porta. C’erano anche altri, in silenzio.
— Sono tutti alzati?
— Tre o quattro sono nell’atrio.
Dal buio venne la voce di Noah Blennitt. — Io e Arthur siamo qui, signor Custance.
John si rivolse a Roger. — Manda uno di sopra, alla finestra della camera posteriore. Che tenga gli occhi aperti. Non dobbiamo correre il rischio che aggirino la casa e ci attacchino da quella parte. Poi mettine due a ogni finestra delle camere che danno sulla facciata. Noah, lei si piazzi all’altra finestra del pianterreno. Vi do il tempo di prendere posizione, poi, al mio grido, sparate qualche colpo. Potrebbe bastare a spaventarli e convincerli a cambiare strada. Se restano, sparate non appena vi si presenta un bersaglio. Ci troviamo in una posizione più favorevole. Le donne e i ragazzi, ovviamente, stiano lontani dalle finestre.
Li sentì correre per la casa secondo le istruzioni di Roger. Dalla stanza accanto venne il pianto di una bambina, Bessie Blennitt. Aprì la porta e vide Bessie seduta su un piccolo letto improvvisato. La madre cercava di calmarla.
— Io la porterei nelle stanze sul retro — disse John. — Ci sarà meno rumore.
La sottomissione della donna lo sorprese. — Certo, signor Custance, subito. Vieni anche tu, Wilf. Adesso il signor Custance ci difenderà.
Si rivolse alle altre donne: — Anche voi fareste bene a ritirarvi nelle stanze posteriori.
Poi andò a inginocchiarsi accanto a Joe Harris. — Nessun movimento?
— Mi è sembrato di vedere qualcosa. Ma le ombre giocano strani scherzi.
Guardò dalla finestra. Non c’era traccia di nubi, e il cielo era pieno di stelle. Il caso giocava uno scherzo a entrambe le parti: la luce della luna dava ai difensori un considerevole vantaggio, ma, se ci fossero state le nubi, con tutta probabilità i rapinatori non avrebbero visto la casa, discosta e leggermente più in alto rispetto alla strada.
Gli parve di vedere un’ombra muoversi. Poi ne fu certo. Era a una quindicina di metri dalla casa. Gridò: — Ora!
Per quanto non avesse molte probabilità di colpire il bersaglio, con una pistola mirò all’ombra intravista, e sparò attraverso la finestra aperta. Gli spari che seguirono fecero un certo effetto, almeno sonoro. Un colpo, comunque, era andato a segno: un’ombra si sollevò e ricadde immediatamente a terra. John si riparò contro la parete in attesa della risposta al fuoco. Ci fu un solo sparo. Poi si sentì un mormorio di voci e il gemito dell’uomo colpito.
L’intensità del fuoco doveva essere stata una brutta sorpresa per gli aggressori, che probabilmente non si erano aspettati che una casa isolata fosse difesa in forze. John, mettendosi nei panni del capo avversario, pensò che, incontrando una difesa del genere, se la sarebbe squagliata con tutti i suoi uomini il più presto possibile. Però, sempre mantenendo quel punto di vista, c’erano altri ostacoli: la luna aiutava i difensori, e spandeva un chiarore sufficiente per trasformare gli attaccanti in buoni bersagli, nel caso in cui avessero tentato un’improvvisa ritirata. John scrutò il cielo in cerca di qualche nuvola. Se ci fosse stata la probabilità che a un certo punto la luna venisse coperta, era logico pensare che la ritirata sarebbe avvenuta in quel momento. Ma le stelle splendevano limpide dappertutto.
C’era da fare anche un’altra considerazione. Se i difensori fossero stati sopraffatti, gli attaccanti avrebbero fatto un grosso bottino di armi, e forse di munizioni. Valeva la pena di correre dei rischi per impadronirsi di armi. Tra l’altro era probabile che gli assalitori fossero in maggioranza, sia di uomini che di armi.
Si rese improvvisamente conto che la sua dimostrazione di forza poteva essere stata un errore tattico. Gli spari di due o tre fucili, anziché di sette, li avrebbe forse convinti a non rischiare oltre. Pirrie avrebbe potuto… Pirrie, ricordò, era da qualche parte a consumare le nozze!
I ragazzi dovevano essere tutti svegli, ma rimanevano in silenzio. Sentì qualcuno scendere le scale, poi udì la voce di Roger che lo chiamava. — Johnny!
— Sì? — rispose, senza staccare gli occhi dalla finestra.
— Cosa facciamo? Uno di loro è venuto allo scoperto: lo stendiamo, o aspettiamo che apra lui le danze?
Non voleva essere di nuovo il primo a far fuoco. Ormai gli altri conoscevano la loro forza. Riprendere a sparare sarebbe stato uno spreco di munizioni, senza la prospettiva di un risultato concreto.
— Aspetta. Diamo loro un po’ di tempo.
— Pensi che…
Nel chiarore della luna si levò un grido: — All’assalto! — John si riparò automaticamente nell’attimo in cui una scarica di proiettili colpì la casa provocando un crepitio di mattoni e di vetri infranti. Dal primo piano uno dei suoi uomini rispose al fuoco.
John chiamò Roger. — Va’ di sopra, e di’ agli uomini di sparare non appena vedono qualche bersaglio. Ma se quelli decidono improvvisamente di abbandonare l’assedio, lasciamoli andare.
Uno dei bambini cominciò a piangere. John si sentì tutt’altro che ottimista sulla possibilità che gli attaccanti levassero l’assedio. Probabilmente avevano fatto le sue stesse considerazioni, e avevano deciso che era più conveniente rischiare.
Mentre durava la tregua, parlò attraverso la finestra. — Non vogliamo noie. Se ve ne andate, sospenderemo il fuoco.
Aveva avuto la precauzione di tenersi al riparo dello stipite. Per tutta risposta due o tre colpi entrarono dalla finestra e andarono a colpire la parete opposta della stanza. Fuori, un uomo scoppiò a ridere, e lui sparò in direzione della risata. Seguì un breve scambio dì fucilate.
Guardando attentamente nella notte vide una figura sollevarsi tra le ombre. Sparò. Qualcosa volò nell’aria, colpì la parete della casa, e cadde a terra, non molto lontano dalla finestra presso cui si trovavano lui e Joe Harris. Gridò: — A terra, Joe!
L’esplosione schiantò i vetri che erano rimasti ancora intatti. Ma non fece altri danni. Dalla casa partì una raffica rabbiosa.
Bombe a mano, si disse con rabbia. Perché non ci aveva pensato prima? Buona parte dei fucili erano stati certamente presi nelle caserme, dove c’erano anche le bombe a mano. Forse gli uomini che li stavano assediando erano proprio dei militari. La loro stessa baldanza lo lasciava supporre.
Questo faceva diminuire le loro probabilità di salvezza. Qualche altro ordigno avrebbe mancato il bersaglio, come il primo, ma alla fine altri sarebbero entrati dalle finestre, mettendo a tacere le stanze a una a una. La situazione era improvvisamente cambiata. Era arrivato a pochi passi dalla valle, e si trovava di fronte alla morte quasi sicura per tutti.
Impartì rapidamente alcuni ordini a Joe Harris. — Va’ di sopra e di’ a tutti di continuare a sparare. Ma mirando a qualcosa, non a casaccio. Non appena vedono che qualcuno alza il braccio, lo prendano subito di mira. Se non riusciamo a impedire il lancio delle bombe a mano, per noi è finita.
— Agli ordini, signor Custance.
Non sembrava molto preoccupato. Forse gli mancava l’immaginazione necessaria per capire cosa significassero le bombe a mano, o forse nutriva una cieca fiducia nella capacità di John come capo. Pirrie aveva fatto un buon lavoro, sotto questo aspetto, lui però avrebbe preferito che adesso Pirrie fosse lì al suo fianco. Se qualcuno dei suoi uomini fosse riuscito a colpire un avversario, in quelle condizioni di luce, poteva considerarla una fortuna. Pirrie avrebbe saputo distinguere ogni ombra pericolosa con la massima facilità.
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