John Christopher - I possessori

Здесь есть возможность читать онлайн «John Christopher - I possessori» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Город: Bologna, Год выпуска: 1977, Издательство: Libra Editrice, Жанр: Фантастика и фэнтези, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

I possessori: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «I possessori»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

Sfuggiti a una catastrofe cosmica i Possessori vagavano negli spazi siderali. Le spore erano state lanciate in tempo con la speranza che potessero ricreare su qualche pianeta remoto quelle creature quasi onnipotenti del cui seme erano portatrici. Le spore viaggiano.. e periscono.. nel gelo incommensurabile dei giganteschi pianeti esterni… ma alcune sopravvivono. Riposano tra i ghiacciai in attesa della vita. E sulla Terra, in Svizzera, uno strano contagio minaccia l’uomo. Pazzia, redivivi, strane cose succedono. Questa strana “presenza” deve essere distrutta!

I possessori — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «I possessori», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

La voce di Ruth la chiamò: «Mandy.»

Si voltò e li vide venire verso di lei… Marie e Peter, Ruth e Leonard e Andy. E Diana. Non era una minaccia. Era la fine dei ricordi, la fine della solitudine. Guardò lo chalet, alle loro spalle: si era spinta così lontano che la casa era confusa nella nebbia.

Povero George, pensò, e andò loro incontro.

XIV.

Una volta, durante il pomeriggio, quando Selby accennò di sfuggita agli Stati Uniti, Douglas pensò a Caroline. La sua reazione lo stupì. Non provò né il sussulto morboso dell’ansia depressiva, né la più rara, ma non meno familiare falsa euforia di essersi sbarazzato di lei. Non che pensasse a lei obiettivamente: ma sembrava meno reale. La realtà si era ristretta al presente, a lui stesso e a coloro che erano con lui. Provò a tenerla presente nella mente, a vederla con maggiore nitidezza, ma Caroline non divenne viva e Douglas rinunciò al tentativo. Era preoccupato per Jane. Avrebbe voluto poter fare o dire qualcosa, ma naturalmente non c’era nulla da dire o da fare.

Almeno Jane, come tutti gli altri, si era rasserenata un po’ con il migliorare del tempo. Sperava ancora che Diana fosse viva, là fuori, e non contagiata dagli altri. Douglas era lieto che lei potesse sperare, ma temeva la reazione che sarebbe venuta con lo spegnersi di quell’esile speranza. Inevitabilmente. Per lui non c’era dubbio, come non c’era per George o per Selby, che Diana fosse stata catturata.

George interruppe Selby che stava parlando della differenza tra il sistema nervoso centrale e quello simpatico, e si scusò: voleva andare a vedere come andava Mandy. Ovviamente era preoccupato per lei; ma non ne aveva motivo, pensò Douglas. Lei era apparsa lontana e distratta per tutto il giorno, ma la spiegazione era semplice. Probabilmente Mandy beveva da parecchio tempo, e la tensione degli eventi l’aveva spinta a eccedere con le dosi. Si sarebbe ripresa con la fine della tensione… sarebbe stato così per tutti.

Ma George chiamò, e la sua voce era inquieta. Selby corse in cucina, e gli altri lo seguirono. George andò loro incontro nel corridoio, con il viso contratto.

«Se ne è andata.»

Selby disse: «La finestra…»

«Ancora sbarrata.»

«Nessuno è entrato dalla porta d’ingresso,» disse Selby. «E nessuno è uscito. Ho tenuto continuamente d’occhio quel tratto del corridoio.

Elizabeth disse: «Forse è scesa in cantina.»

Tutti guardarono la porta, e videro che il catenaccio era stato tolto. George la raggiunse con due lunghi passi, la spalancò. Scese la scala chiamando «Mandy», e la sua voce riecheggiava.

In fondo al corridoio, la porta era aperta. Si affollarono a guardare la distesa di neve, l’orizzonte di nebbia che recedeva. Niente. George fece per slanciarsi fuori, ma Selby lo afferrò, lo trattenne con forza sorprendente.

«Non faccia sciocchezze.»

«Devo raggiungerla,» disse George, «prima che…»

«Non può andare da solo. E dovremmo coprirci meglio. E prendere il fucile.» Selby esitò. «I catenacci sono stati tolti dall’interno, George.»

George fissò la base della porta. Poi disse:

«Sì. È uscita, vero?» Guardò i due uomini. «Andiamo a prendere il fucile.»

Gli uomini si stavano infilando i cappotti nel corridoio, quando Elizabeth, dal salotto, chiamò:

«Aspettate! Mi pare…» Poi, in tono diverso, disse: «Venite qui un momento.»

Era alla finestra, quando entrarono, e attirò silenziosamente la loro attenzione su ciò che aveva visto. La visibilità, adesso, era di una quarantina di metri. C’erano delle figure là fuori, al limite della visibilità, figure che si muovevano. Un raggio del sole tardo-pomeridiano filtrò dalla nebbia e ne illuminò una, poi due. Marie e Leonard Deeping. E la figuretta più piccola doveva essere Andy. Douglas cercò di contare… con il bambino, erano sei o sette? Sei come minimo.

Jane, accanto a lui, lanciò un piccolo grido d’orrore. Douglas le prese la mano, la sentì tremare.

«In fondo,» disse lei, «C’è…»

Era Diana. Il gruppo avanzava, su di un percorso che lo portava obliquamente rispetto alla facciata dello chalet: e via via che veniva avanti diventavano più riconoscibili. Il vecchio Peter, Ruth… e una figura più bassa, in mezzo, che camminava pesantemente nella neve, con un abito di lana grigia e il grembiule fiorato. Mandy.

Douglas disse, senza sapere se si rivolgeva a Jane o a George: «Mi dispiace.»

Con voce soffocata, Jane disse: «Io lo sapevo, naturalmente. Cercavo di non…»

George disse: «C’è andata spontaneamente, vero? Perché? Che cosa l’ha spinta a farlo?»

«Non si preoccupano se anche li vediamo,» disse Selby. «Però si tengono fuori della portata del fucile.» Si rivolse a George. «Vede, è inutile uscire, vero? Mandy è con loro. Qualunque cosa sia accaduta, adesso non sta con loro per forza.»

George fissava il punto in cui le figure stavano scomparendo nella nebbia, verso est.

«Sapevo che qualcosa non andava,» disse. «Lo capivo. Ma non sapevo che cosa. Avrei dovuto cercare di rimediare. Non avrei dovuto lasciarla sola.»

«Nessuno di noi deve più restare solo, d’ora innanzi,» disse Selby. «Non sappiamo come abbiano indotto Mandy a uscire. Forse stanno imparando a puntare sulle… ecco, sulle esigenze umane, sulle debolezze. Non capisco come possano riuscirci, però, se restiamo insieme.»

Elizabeth disse: «La porta della cantina…»

«Sì, l’abbiamo lasciata aperta.» Selby indicò la finestra con un cenno del capo. «Per il momento non dovrebbe esserci pericolo, ma puoi scendere con me.»

I loro passi lungo il corridoio echeggiarono, come in una casa vuota. Era assurdo, naturalmente. Erano ancora in cinque, più il bambino. Stephen guardava dalla finestra, nella direzione in cui erano scomparse le figure, sebbene ormai non vi fosse più nulla da vedere, tranne la nebbia e la neve.

George sbottò: «Ho bisogno di bere qualcosa.»

Andò al bar. Douglas si rivolse a Jane.

«Forse farebbe bene anche a lei, bere qualcosa.»

Jane scosse il capo. «No.» Si chinò verso il bambino. «Steve, continuiamo a giocare alla battaglia navale?»

Stephen si staccò lentamente dalla finestra. «Sì.»

Douglas stava per chiedere se poteva partecipare al gioco, ma poi scorse lo sguardo di lei. Era una implorazione, la supplica di essere lasciata sola con la sua infelicità, sola con il bambino, che non poteva ferirla con parole di conforto: che anzi l’avrebbe aiutata, perché lui stesso aveva bisogno di aiuto. Andarono in sala da pranzo, e Douglas rimase accanto alla finestra.

Sentiva un lieve brivido di paura. Gli altri erano andati, i Grainger, George, Jane e il bambino, e lui era lì solo. Era un abbandono temporaneo: tra poco sarebbero ritornati. Ma lui pensava cosa si doveva provare ad essere l’ultimo di quel gruppo sempre meno numeroso, abbandonato ad attendere Dio solo sapeva che cosa. Rabbrividì, involontariamente, e raggiunse George nel bar.

Una voce sconosciuta di donna stava parlando in francese, e quando Douglas entrò nel bar, vide che George aveva accesa la radio a transistor e l’ascoltava. Sul banco c’erano una bottiglia di brandy e una di whisky, e dei bicchieri capovolti, su di un telo. George li indicò, per invitare Douglas a servirsi. Si versò una dose abbondante di whisky, poi aggiunse la soda con il sifone. Mentre beveva, la porta si aprì ed entrò Selby. La radio tacque un momento, poi una voce d’uomo annunciò qualcosa in tedesco. George spense l’apparecchio.

«Previsioni del tempo,» disse. «Si serva, Selby.»

Selby prese la bottiglia di whisky.

«Buone o cattive?» chiese.

Prima di rispondere, George si versò del brandy, poi aggiunse quel che restava di una bottiglietta di ginger ale. Douglas ebbe una rapida, deprimente visione di tempeste di neve, di un ulteriore isolamento, con il pericolo che cresceva intorno a loro.

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «I possessori»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «I possessori» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


libcat.ru: книга без обложки
Romain Rolland
libcat.ru: книга без обложки
Romain Rolland
libcat.ru: книга без обложки
Romain Rolland
Jean-Christophe Notin - Les guerriers de l'ombre
Jean-Christophe Notin
Jean-Christophe Grangé - La Terre des morts
Jean-Christophe Grangé
Jean-Christophe Grangé - Kaïken
Jean-Christophe Grangé
Jean-Christophe Grangé - Miserere
Jean-Christophe Grangé
libcat.ru: книга без обложки
John Varley
John Christopher - Morte dell'erba
John Christopher
John Christopher - Weapon
John Christopher
John Christopher - The Death of Grass
John Christopher
Отзывы о книге «I possessori»

Обсуждение, отзывы о книге «I possessori» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.

x