Fritz Leiber - L'alba delle tenebre

Здесь есть возможность читать онлайн «Fritz Leiber - L'alba delle tenebre» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Город: Piacenza, Год выпуска: 1965, Издательство: Casa Editrice La Tribuna, Жанр: Фантастика и фэнтези, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

L'alba delle tenebre: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «L'alba delle tenebre»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

L’alba delle tenebre

L'alba delle tenebre — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «L'alba delle tenebre», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Alzò il braccio e puntò il Dito dell’Ira, regolato al massimo, contro la schiena del vecchio Fanatico mirando a una spanna al di sotto del cranio incartapecorito e soffuso dell’argenteo riflesso dei capelli da poco tagliati.

Mentre Goniface si girava di scatto verso di lui e gli altri preti si ritraevano per la paura, guardando il corpo fieramente eretto del vecchio Fanatico che vacillava, colpito a morte, Jarles gridò: — Era sua la voce che ho udito nella Camera del Convegno! È lui Asmodeo, il capo della Stregoneria!

E, compiendo un balzo in avanti, afferrò l’uomo che stava per cadere, lo adagiò gentilmente a terra e gli aprì la veste scarlatta, sulla quale intorno alla bruciatura prodotta dal raggio si allargava una macchia rossa. Aggrappato al busto scheletrico dell’arciprete, ferito a morte anch’egli dal raggio, apparve, immerso nel suo stesso sangue che ne imporporava il pelo reso argenteo dagli anni, uno scarno demonietto, il cui musetto avvizzito era un macabra parodia del volto stravolto del suo gemello.

Gli arcipreti fissarono la scena con lo sgomento e l’incredulità di chi si trova faccia a faccia con l’impossibile.

Goniface abbassò lo sguardo sulle due creature morenti. Era come se la tribuna, sigillata dalla cupola di repulsione, fosse diventata per un breve lasso di tempo il centro silenzioso dell’universo, il luogo in cui i segreti non hanno mistero, il nucleo teso e immoto intorno al quale ruota ogni cosa. Al di fuori della cupola, infuriava una battaglia, la cui sorte sembrava mutare a ogni istante. La folla, scampata a un secondo massacro a opera degli angeli, confortata quanto confusa dalla comparsa dei demoni giunti in suo aiuto, stava nuovamente ingaggiando una lotta furiosa con i sacerdoti dei circoli superiori, che arretravano progressivamente in direzione della Cattedrale. Con una poderosa virata, gli angeli si erano rituffati nella mischia e adesso dai loro occhi dardeggiavano raggi viola, con cui cercavano di incenerire i demoni; i quali, a loro volta, si difendevano oscurando il cielo con nubi di fumo nero.

Ma in quel momento, agli occhi di Goniface, quel violento, silenzioso tumulto non era nient’altro che uno strano murale disegnato sulla volta della cupola: il dipinto di una battaglia, lo sfondo contro il quale si svolgeva la reale tragedia.

Il suo desiderio di interrogare il Fanatico morente era così pressante che si rammaricò dei pochi attimi che dovette sacrificare per mettersi in contatto con il Centro di Controllo e comunicare al direttore tecnico i nuovi ordini: — Arrestate i due Fanatici del Quinto Circolo! Sono loro che hanno manomesso le apparecchiature. Uccideteli se necessario! — Non indugiò ad attendere il risultato della lotta impari fra i due traditori e i suoi fedeli Realisti.

Si rammaricò anche dei pochi secondi che impiegò a ingiungere ai suoi luogotenenti: — Scendete immediatamente nelle cripte. Organizzate squadre d’assalto e arrestate tutti i Fanatici. Se oppongono resistenza uccideteli. Chiudete il Santuario sia per impedire che fuggano, sia per evitare che vi faccia irruzione la folla. Informate Cugino Deth di quanto è accaduto. Fate in modo che il Centro di Telecomunicazione trasmetta analoghi ordini a tutti i Santuari. Prendete tutte le ulteriori misure che riterrete necessarie! Andate, svelti!

Quindi, celando l’impazienza dietro la maschera imperscrutabile del viso, si voltò verso il vecchio Fanatico.

Sercival gli sorrise. Le sue labbra, contratte dal dolore, lasciavano filtrare un respiro debole e affannoso.

— Tu eri seduto vicino a me, mentre le strega veniva torturata — disse Goniface, ma non era quella la domanda che intendeva fargli. — Immagino che tu abbia usato contro di me una pistola del dolore a breve raggio, non è vero?

Con grande fatica, Sercival gli sorrise di nuovo. La sua voce, ridotta a un alito flebile e ansante, sembrava provenire dall’oltretomba.

— Forse sì e forse no. Gli stratagemmi di Satanas… sono tanti… — Gli arcipreti sgranarono gli occhi e un brivido impercettibile sembrò percorrerli tutti, facendo tremolare le preziose vesti scarlatte intessute d’oro.

— Satanas? Sciocchezze! — ribatté Goniface. — Tu volevi solo il potere, come tutti noi! E la Stregoneria era un mezzo come un altro per ottenerlo! Tu…

Ma Sercival non lo ascoltava più. Lentamente e con grande fatica, allungò la mano per toccare il pelo argenteo e insanguinato del demone quasi rigido.

— Morto anche tu Tobit, il più vecchio dei tuoi fratelli dalla breve vita? — Sospirò. — Fra poco saremo di nuovo insieme… all’Inferno. Allora vestiremo nuove sembianze meravigliose e saremo veri fratelli.

— Il sipario è calato. Non c’è ragione che continui a recitare — lo interruppe bruscamente Goniface.

Il Vecchio Sercival sollevò la testa e dalla sua gola provenne una sequenza di suoni deboli e fochi, come se stesse cercando di parlare. Con le dita della mano sinistra abbozzò faticosamente alcuni gesti rituali, poi sussurrò: — Satanas… accogli… il… mi… o spirito…

Gli arcipreti erano come tante statue scarlatte. Fuori, la sfera rossa del sole, che già si apprestava a scomparire oltre l’orizzonte, illuminava il tumulto non ancora sedato. Da oriente avanzava lenta la tenebra.

— Sei stato molto abile, ma hai commesso uno strano errore — proseguì Goniface, chinandosi vieppiù sul capo morente della Stregoneria. Poi, spinto da un impulso che non riuscì a controllare, gli pose un’ultima domanda: — Ma perché mi hai sempre appoggiato all’interno del Sommo Concilio? Perché hai approvato senza alcuna esitazione la scomunica di Frejeris? Perché non ti sei opposto quando io, il più realista degli arcipreti, e quindi il più pericoloso per la Stregoneria, sono stato eletto Sommo Gerarca?

Nell’isolato emisfero sotto la cupola di repulsione il silenzio era palpabile. Gli arcipreti si chinarono in avanti e tesero l’orecchio per udire la risposta. Ma non giunse nessuna risposta.

Asmodeo era morto.

17

Con il bastone in una delle mani rugose e una candela nell’altra, Madre Jujy si trascinava, incerta sulla gambe, in una delle antiche gallerie sotterranee. Di tanto in tanto mugugnava qualcosa fra sé e sé.

— Perché una vecchia strega non può vivere i suoi ultimi anni in pace? No, nemmeno sotto terra come una talpa la lasciano campare! I diaconi dovevano venire quaggiù a mettere tutto sottosopra e a costringerla a cercare scampo sempre più in basso. No, non che sia a Madre Jujy che danno la caccia! Oh no! Date una botta in testa a Madre Jujy e abbandonatela in un angolo! Non è lei che vogliamo. Sono le nuove streghe che vogliono. Quelle giovani. Quelle belle. Ma anche Madre Jujy era bella una volta. Così bella da batterle tutte quelle nuove di oggi! Ma adesso sono diventati tutti matti, il mondo va alla rovescia e così non c’è più posto per una vecchia strega. Che possano bruciare tutti quanti nel fuoco dell’inferno!

Nella foga della sua solitaria sfuriata, Madre Jujy si era fermata e stava agitando il bastone verso il soffitto a volta. La gatta nera, che la precedeva in avanscoperta alla luce tremula della candela, ritornò indietro e miagolò con fare interrogativo.

— No. Grimalkin, non è un topo e non ho niente da darti da mangiare! Ma non preoccuparti, uno di questi giorni Madre Jujy finirà per morire di fame e tu potrai spolpare le sue ossa, a meno che non sia lei prima a farti la festa! E di tutto questo devi ringraziare le nuove streghe, che ci hanno rovinato la piazza!

Grimalkin riprese la perlustrazione. Madre Jujy la seguì traballando e continuando a sputar veleno. Ma a un tratto il silenzio della galleria fu interrotto da un terribile strepito di soffi, ringhi e miagolii. Madre Jujy accelerò il passo, mentre la sua ombra zoppicante rimbalzava giganteggiando sulle pareti, rischiarate dalla luce ancor più vacillante della candela.

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «L'alba delle tenebre»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «L'alba delle tenebre» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Отзывы о книге «L'alba delle tenebre»

Обсуждение, отзывы о книге «L'alba delle tenebre» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.

x