Jack Vance - I racconti inediti

Здесь есть возможность читать онлайн «Jack Vance - I racconti inediti» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Год выпуска: 1995, Жанр: Фантастика и фэнтези, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

I racconti inediti: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «I racconti inediti»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

L’antologia di Jack Vance presenta al lettore i seguenti racconti di fantascienza: «ICABEM», «La selezione», «Il sifone plagiano», «Il fato del Phalid», «Il Tempio di Han», «Il figlio dell’albero» ed «I signori di Maxus».

I racconti inediti — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «I racconti inediti», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Il cielo era di una sfumatura color melanzana, con un bagliore color lavanda che rifletteva nel fiume una debole luminescenza.

I comandi del velivolo erano un modello di Maxus. Gardius sollevò il velivolo dritto nell’aria calda, su, su, sempre più su.

Huamalpai si allontanò, un disordinato spaglio di case su e giù dalle colline.

Ancora più su, fino alle Terre Alte di Alam. Oltrepassò il bordo dell’altopiano, e scrutò incuriosito nelle tenebre. L’aspetto della regione era reso indistinto dall’oscurità, ma percepiva un vasto pianoro ondulato fino all’orizzonte.

Spruzzi di luci splendevano qui e là, luci di tutti i colori, che ammiccavano di rosso, di verde, azzurro, giallo, porpora, come se ogni villaggio fosse un grande carnevale.

Da qualche parte là sotto c’era Arman. Dove? Gardius guardò accigliato le luci colorate. Arman avrebbe sbrigato i suoi affari nel modo più discreto possibile, certamente consapevole del lungo braccio della vendetta di Maxus. Se si fosse stabilito tra gli Otro qualunque domanda posta da uno straniero, per quanto casuale, avrebbe destato sospetti.

Mardien doveva sapere dove si nascondeva Arman. Probabilmente in quel momento era al suo fianco. Trovata Mardien, avrebbe trovato anche Arman. Ma come trovare Mardien? Scendere a chiedere? No!

Gardius pensò al modo di localizzare Mardien.

Girò di scatto il braccio sulla fila dei comandi. Il velivolo scese in picchiata, e tornò in diagonale verso Huamalpai.

Gardius volava di nuovo sulle Terre Alte di Alam. Sul sedile accanto oscillava la goffa sagoma di un trasmettitore costruito dai nativi.

Fece scattare l’interruttore, si sintonizzò sui 26.733 megacicli. Trovata Mardien, trovato Arman. La risonanza del circuito penale l’avrebbe guidato da Mardien: 26.733 megacicli a bassa intensità. Intendeva localizzare, non punire, nemmeno disturbare. Ruotò l’antenna tutto intorno al nero orizzonte, e ascoltò.

Silenzio.

Aumentò l’angolatura degli ipersostentatori; il velivolo lo portò su, inclinato nell’aria. Sintonizzò di nuovo il trasmettitore, ascoltò, udì un suono breve e debole. Aumentò la potenza e il suono si rafforzò. Allineò l’antenna con la bussola — nord-ovest — voltò il velivolo, e seguì la direzione del segnale.

Mentre volava il segnale diventava sempre più forte, e Gardius diminuì la potenza perché il pizzicore non mettesse in guardia Mardien. Dieci, venti, trenta miglia passarono. Gardius guardò innanzi a sé. Le Terre Alte erano larghe solo cinquanta miglia.

Ancora dieci miglia… e l’antenna indicò verso il basso. Rimase a librarsi in quel punto, scrutò oltre il montante della cupola. Sotto di lui si stendeva l’oscurità, non interrotta da spruzzi di luci multicolori come le città altrove sull’altopiano. Non si vedeva nulla oltre all’oscurità di una regione disabitata. Esaminò con scetticismo il trasmettitore. Il quadrante era sintonizzato correttamente, ma era calibrato secondo un criterio corretto?

L’unico modo per scoprirlo era atterrare. E guardò senza alcuna attrazione la massa scura e indistinta che lo aspettava. Pensò al nottiscopio, uno dei tanti strumenti miracolosi di Maxus, attraverso il quale la notte era come il giorno. Ma ne custodivano il segreto con tutta la loro monumentale gelosia. Non era certo ad uso degli stranieri.

Gardius diede un’occhiata all’altimetro. Segnava duemila piedi dalla superficie. L’ago del tattigrafo oscillava tra il 6 e il 7 — la densità e la trama del fogliame della foresta.

Fece abbassare il velivolo con un’elevata inclinazione. Mille piedi… cinquecento… quattrocento… trecento… lo rialzò appena in tempo. Proprio sotto di lui incombeva una massa amorfa che sembrava fremere e ribollire, la chioma di un albero gigantesco.

Gardius si mosse a disagio sul sedile. Il motore del velivolo faceva poco rumore, un ronzio rotatorio, ma le eliche creavano un risucchio che poteva anche perdersi tra i rumori della foresta.

Con cautela abbassò il velivolo. L’oscurità adesso lo circondava, un poco meno fitta alla sua destra. Le eliche crepitarono tra le foglie a sinistra. Piegò a destra. Le eliche ruotarono nell’aria soffice, e Gardius scese al suolo senza altri impedimenti.

Saltò a terra, si fermò accanto al velivolo, in tensione, in silenzio, scrutando l’oscurità. L’aria era quieta, umida, odorosa di un balsamo non familiare, sufficiente a ricordargli che camminava per un mondo sconosciuto.

I suoi occhi si abituarono all’oscurità, e si accorse che il buio non era affatto completo, e che il legno marcescente generava un lucore azzurro fosforescente parallelo al terreno.

Gardius esitò. Se abbandonava il velivolo rischiava di non ritrovarlo. Una volta fuori dal suo campo visivo — un centinaio di piedi nella semioscurità — avrebbe potuto vagare per ore attraverso la foresta.

Ritornò nella cabina, inviò gli impulsi più deboli a ventisei punto settecento trentatré millesimi di megacicli e il segnale ritornò forte e chiaro. Allineò esattamente l’antenna, si sedette a riflettere. I suoi occhi caddero sulla bussola della navicella, un aggeggio magnetico e quindi utile allo scopo.

Staccò la bussola, l’allineò all’asse dell’antenna. Nord-nord-ovest.

Si incamminò alla svelta, procedendo a lunghi passi sull’erba spugnosa. Le sue impronte splendevano di un improvviso azzurro acceso alle sue spalle.

Non sapeva per quanto o quanto a lungo stesse camminando. La fioca luce azzurra gli mostrava tronchi neri da ogni parte, che si levavano nitidi, senza rami, e il legno era duro e freddo come metallo. I suoi passi scricchiolavano su fragili funghi, affondavano nell’humus. Più volte calpestò grossi viticci, e gli parve di calpestare braccia umane.

Un lucore giallo-rosato che pareva scaturire dal suolo crebbe davanti a lui. Gardius avanzò lentamente e la luce si diffuse di fronte a lui, illuminando le prime fronde del fogliame a sessanta piedi sopra la sua testa.

La foresta terminò, il terreno scese a picco. Gardius si trovò a guardare oltre un ciglio roccioso in un sabbioso anfiteatro naturale. Una tenda di pesante tessuto rosso manteneva bassa la luce. File di panche si curvavano attorno a una piattaforma di grezze assi nere con un parapetto intagliato. Le panche erano per tre quarti occupate da uomini e donne.

Gardius osservò i presenti. Erano alti, ben fatti, con lineamenti armoniosi e regolari. Gli Otro delle Terre Alte di Alam, i pazzi Otro, erano davvero pazzi? Gardius trovava difficile credere diversamente. Gli abiti di ogni individuo erano completamente diversi per foggia e colore da quelli di tutti gli altri.

Era come un ballo in maschera, come il carnevale suggerito dalle luci colorate delle città Otro. Un uomo indossava un giustacuore di cuoio verde pallido, e calzoni di raso color bronzo; un altro ampi pantaloni bianchi e una voluminosa blusa porporina. Lì una donna era cinta di nastri dorati, là un’altra portava una veste pieghettata di seta azzurra, e un’altra ancora una tuta grigia con gheroni gialli sulle gambe e spalline nere.

Le acconciature si differenziavano allo stesso modo: disposizioni varie di setole di bronzo, piumini rossi, penne, elmetti di metallo e veli trasparenti. Stupefatto Gardius girava con lo sguardo da una faccia all’altra. Forse era un’occasione di festa. No, erano tutti ugualmente seri.

Gardius guardò di nuovo le facce: non c’era nulla che facesse sospettare la follia, niente che indicasse dei poteri sovrannaturali. A dispetto dell’abbigliamento fantastico, scoprì una serenità, un rilassamento e una calma che distendevano i volti dando loro un aspetto giovanile. Dov’era Arman?Dov’era Mardien? Da qualche parte in mezzo al pubblico?

Esaminò attentamente la circonferenza dell’arena. Non c’erano uscieri, né guardie, né assistenti. I nuovi arrivati che si univano al pubblico non destavano la minima attenzione. Lì un costume stravagante non avrebbe suscitato scalpore, pensò Gardius. La sua tuta grigia di volo sarebbe stata notata solo per l’assenza di colori. Uscì nel lucore giallo rosato, avanzò in mezzo a due file di panche, e prese posto. Nessuno gli badò. Una mezza dozzina di donne di mezza età si sedettero davanti a lui, e si divertì ad ascoltare i loro discorsi. Otro oppure no, erano chiacchiere di donne su qualunque pianeta della galassia.

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «I racconti inediti»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «I racconti inediti» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Отзывы о книге «I racconti inediti»

Обсуждение, отзывы о книге «I racconti inediti» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.

x