Jack Vance - I racconti inediti

Здесь есть возможность читать онлайн «Jack Vance - I racconti inediti» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Год выпуска: 1995, Жанр: Фантастика и фэнтези, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

I racconti inediti: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «I racconti inediti»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

L’antologia di Jack Vance presenta al lettore i seguenti racconti di fantascienza: «ICABEM», «La selezione», «Il sifone plagiano», «Il fato del Phalid», «Il Tempio di Han», «Il figlio dell’albero» ed «I signori di Maxus».

I racconti inediti — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «I racconti inediti», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Mardien gli rivolse un sorriso gelido. «Quando gli Otro saranno schiavi su Maxus, Maxus non avrà più segreti. Coloro che andranno sono tecnicamente preparati.»

Gardius la guardò accigliato. «Non ti capisco.»

«Naturalmente. Tu non sei un Otro.»

«No,» disse Gardius. «Non lo sono. Come farete uscire quei segreti dal pianeta?»

«Questo è uno dei nostri segreti. Lo faremo. Scoveremo ogni formula, ogni progetto strutturale, ogni fase di conoscenza avanzata di Maxus. E qui nelle Terre Alte di Alam ricreeremo i segreti.

«Schermeremo Fell dalle navi da guerra di Maxus fino a quando avremo delle navi da guerra nostre. Allora ci espanderemo, esporteremo le nostre tecniche sugli altri pianeti. Maxus scomparirà davanti a noi.»

«Molto fantasioso,» disse Gardius seccamente. Si appoggiò alla parete. «Ma perché barattare le occasionali predazioni di Maxus con la tirannia di questo,» toccò Arman con un piede, «questo mercante di schiavi, questo assassino?»

«Non ci sarà tirannia sotto Arman!»

Gardius scosse piano la testa. «Innocenti fiduciosi! Persino quando Arman dice «coloro che hanno schiavizzato saranno gli schiavi», voi avete ancora fiducia in lui.»

««Coloro che hanno schiavizzato saranno gli schiavi»,» ripeté Mardien lentamente, stupita. «Tu eri all’incontro.»

«Sì.»

«Cosa intendi dire con ciò?»

«Intendo dire che forse potrete creare un sistema industriale, ma che per controllarlo avrete bisogno di milioni di uomini, molti più di quanti ce ne siano su Fell. Ti rendi conto di quanto sia complicata una nave da guerra spaziale? Quanti anni di lavoro nella vita di un uomo ci vogliono per costruire anche solo un incrociatore?»

«No,» disse Mardien debolmente.

«E quanti anni di lavoro nella vita di un uomo ci vogliono solamente per costruire i meccanismi, le attrezzature, le maschere di montaggio che sono appena sufficienti per cominciare?»

«Cominceremo su piccola scala.»

«Non ci sono piccole scale. O è grande, o non esiste affatto. Ci vogliono quaranta milioni di Sommi semplicemente per sovrintendere alle industrie di Maxus. E voi siete solo in pochi milioni. Da dove verrà tutta questa forza lavoro aggiuntiva? Nel suo discorso Arman vi ha dato la risposta. Gli viene in mente senza sforzo, poiché è un mercante di schiavi per professione. Schiavi!

«Un’altra cosa: mentre il vostro sistema industriale si starà espandendo, credete che i Sommi se ne andranno a dormire? Sono dei realisti. Si espanderanno con voi, più in fretta di voi. Costruiranno più fabbriche, schiavizzeranno più pianeti, e hanno duemila anni di anticipo su di voi.

«Se il vostro piano riesce, voi non vincerete, nessuno vincerà. Perderanno tutti. Non ci sarà solamente Maxus a devastare i pianeti in cerca di uomini, ci saranno anche i mercanti di schiavi di Fell. Due sistemi industriali, in competizione per i mercati della galassia, per comprare cibo sufficiente a nutrire i loro schiavi.»

«No, no, no! » gridò Mardien. «Questo non è per niente il nostro piano.»

«Certamente no,» disse mitemente Gardius. «Voi siete idealisti. Gli idealisti sono sempre i rivoluzionari, le zampe del gatto. Poi i realisti consolidano la situazione, raggiungono i compromessi, liquidano l’opposizione.»

Restarono a guardarsi l’un l’altra attraverso la stanza, entrambi schiacciati contro la parete come cariatidi, e in mezzo a loro giaceva l’idolo prono. Mardien disse con voce sottomessa: «Cosa proponi, allora? Cerchi di distruggere la mia fede, ma non mi offri nulla.»

«Mi dispiace,» disse Gardius con calma. «Non posso offrire soluzioni gradevoli, se non rendere il mercato degli schiavi così pericoloso che esseri come questo,» toccò ancora Arman con un piede, «saranno costretti a fare acrobazie. Ho pianificato la mia vita in questa direzione. Sto cominciando con il mercante di schiavi che mi ha privato della mia famiglia: Arman.

«Quando l’avrò consegnato all’Alto Ricognitore non ci sarà quartiere. Li ucciderò come mi capiteranno sotto mano.» La sua voce assunse un’aspra vivacità. «Come scorpioni!»

Notò lo strano pallore sul volto di Mardien, notò la direzione del suo sguardo. Era fisso sul pavimento in una fascinazione inorridita.

Troppo tardi balzò indietro. Da terra scaturì il movimento, una massa rapida e agile lo colpì alla vita, lo scagliò, con un tonfo, lungo disteso sul pavimento. Il raggio termico cadde sull’assito. Mardien gemette, corse avanti ad afferrarlo.

Gardius sferrò un calcio da dov’era sdraiato, colse Arman nell’addome. Scorse Mardien, con la faccia contorta nell’agonia del dubbio. La pelle splendeva dov’era tirata sulle ossa, i denti erano bianchi contro le labbra grigie. I suoi occhi erano grandi, un velo scese davanti al suo sguardo.

Gardius intuì la sua decisione, rotolò di fianco mentre un ago di luce rossa carbonizzava il pavimento vicino a lui.

Balzò in piedi, schivò il boccheggiante Arman passandogli alle spalle, afferrò uno sgabello e lo lanciò contro Mardien, che si accasciò a terra. Gardius si girò di nuovo verso Arman, che gli si stava avvicinando con il volto in fiamme e la bocca ruggente.

Era peso, forza e furia contro furiosa destrezza, e furiosa forza. Arman aveva l’esperienza delle implacabili città dell’uomo. Gardius era un montanaro di Exar. Era come una contesa tra un toro e una pantera nera. La resistenza di Arman era prodigiosa, sembrava venirgli da una scorta sovrumana. Colpiva con maggiore violenza del più debole Gardius, eppure quando la vista di Gardius vacillava e si annebbiava, Arman sembrava fresco, impaziente, pieno di risorse.

Attraversò la stanza con un balzo, Gardius si spostò barcollando. Arman roteò il braccio come una mazza, mancò il bersaglio. Gardius afferrò il braccio, fece leva, e Arman cadde pesantemente a terra, prono. Per la prima volta giacque immobile un istante, e in quell’istante Gardius scattò in avanti, gli sferrò un calcio alla testa. Arman emise un gemito sordo, contrasse le mani, le unghie raschiarono il pavimento.

Mardien si stava muovendo carponi verso il raggio termico; Gardius si scagliò in avanti, lo prese, indietreggiò.

Ansimava, gli occhi vacillavano, il cuore gli batteva forte; le ginocchia sembravano cardini molli, cento contusioni pulsavano, il sangue gli sgocciolava dalla guancia, dalla bocca, dal mento. Mardien era seduta sul pavimento, lo guardava con occhi cattivi, e Gardius vide l’immagine fugace di una bestia primordiale. Fu la più fugace delle immagini, e pensò quale meravigliosa maschera era la bellezza, e un eone di civiltà.

«Sei marcia quanto lui,» ansimò. «Sei la sua amante.»

«Sei geloso,» gli disse Mardien. «Ecco perché lo odi, ecco perché odi me. Sei geloso! »

«Non lo nego,» disse Gardius con una voce che risuonò strana alle sue stesse orecchie. Nemmeno le parole erano quelle che voleva dire.

«Se lo fossi… se anche lo fossi,» si corresse, «non è nulla di cui ho vergogna.»

Gardius non rispose. Il silenzio scese su di loro, il tempo sembrava fermo per le tre creature immobili nella loro posizione, Arman sdraiato con le braccia scomposte, Mardien rigidamente seduta, Gardius appoggiato contro la parete. I suoi occhi caddero sull’iniettore: perché non aveva immobilizzato Arman?

Allungò la mano, lo raccolse, lo esaminò. L’ago era rotto, il sacco era vuoto. Rimase inerte un momento, riflettendo. Gli eventi stavano diventando troppo grandi per lui, si stavano scontrando e accalcando oltre il suo controllo. Dov’era il ragazzo? Era stato drogato? Era andato a chiamare aiuto?

Arman rantolò, scosse la testa dolorosamente e si sollevò piano sulle braccia.

«Stai fermo,» disse Gardius. Arman alzò lentamente gli occhi su di lui. «Tieni le braccia dietro la schiena.»

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «I racconti inediti»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «I racconti inediti» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Отзывы о книге «I racconti inediti»

Обсуждение, отзывы о книге «I racconti inediti» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.

x