Giorgio Faletti - Io sono Dio

Здесь есть возможность читать онлайн «Giorgio Faletti - Io sono Dio» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Город: Milano, Год выпуска: 2009, ISBN: 2009, Издательство: Baldini&Castoldi Dalai editore S.p.A., Жанр: Триллер, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

Io sono Dio: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Io sono Dio»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

Non c’è morbosità apparente dietro le azioni del serial killer che tiene in scacco la città di New York. Non sceglie le vittime seguendo complicati percorsi mentali. Non le guarda negli occhi a una a una mentre muoiono, anche perché non avrebbe abbastanza occhi per farlo. Una giovane detective che nasconde i propri drammi personali dietro a una solida immagine e un fotoreporter con un passato discutibile da farsi perdonare sono l’unica speranza di poter fermare uno psicopatico che nemmeno rivendica le proprie azioni. Un uomo che sta compiendo una vendetta terribile per un dolore che affonda le radici in una delle più grandi tragedie americane. Un uomo che dice di essere dio.

Io sono Dio — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Io sono Dio», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

«Ti riferisci a questo?»

«Sì. Proprio a quello.»

Mi appoggio allo schienale e recupero i suoi occhi.

«Mi dispiace, figliolo. Ma come hai detto tu, ci sono cose che il denaro non può comprare.»

Lui, inatteso, sorride.

«Ma io non ho intenzione di offrirti del denaro.»

«Ah, no? E con che cosa vorresti pagarmi?»

Infila una mano in tasca e ne tira fuori un piccolo oggetto di plastica grigia. Me lo mostra e vedo che si tratta di un registratore di quelli digitali.

«Con questo.»

L’esperienza mi ha insegnato a restare impassibile. Anche questa volta ci riesco. Il problema è che di questa mia capacità ne è al corrente anche lui.

«E che cos’è, se posso saperlo?»

Ho fatto la domanda per prendere tempo, ma se non sono rimbecillito di colpo so benissimo di che si tratta e a che cosa è servito. E lui me lo conferma.

«È un registratore che contiene le telefonate che hai fatto al generale.

Questo minuscolo oggetto in cambio di quel contratto.»

«Non avresti mai il coraggio di usarlo contro di me.»

«Dici? Mettimi alla prova. Ho già in mente tutto.»

Fa scorrere la mano davanti a sé, in un gesto che indica un titolo a caratteri cubitali.

«Vera storia di vera corruzione.»

Io adoro il gioco degli scacchi. Una regola di questa disciplina, quando si è battuti, è rendere merito all’avversario. Mentalmente prendo il Re e lo appoggio in orizzontale sulla scacchiera. Poi prendo il contratto dalla scrivania. Con un gesto teatrale lo faccio a pezzettini minuscoli e lo lascio cadere nel cestino della carta straccia.

«Ecco fatto. Non hai più impegni.»

Russell si alza e appoggia davanti a me il registratore.

«Sapevo che ci saremmo messi d’accordo.»

«È stato un ricatto.»

Mi guarda con un’espressione divertita.

«Decisamente sì.»

Russell controlla l’ora. Vedo che al polso ha uno Swatch da pochi dollari.

Quello d’oro che gli avevo regalato io deve esserselo venduto.

«Devo andare. Mi aspetta Larry King per un’intervista.»

Conoscendolo, potrebbe essere una battuta. Ma con la notorietà che gli è piovuta addosso non mi stupirei che fosse vero.

«Ciao, papà.»

«Ciao. Non posso dire che sia stato un piacere.»

Si allontana verso la porta. Il suo passo sulla moquette non fa rumore.

Nemmeno la porta quando la apre. Lo blocco mentre sta per uscire.

«Russell…»

Si gira verso di me, con quel viso che dicono tutti essere la mia copia.

«Sì?»

«Uno di questi giorni, se ti va, potresti venire a pranzo a casa. Credo che tua madre sarebbe molto lieta di vederti.»

Lui mi guarda con occhi che in futuro dovrò imparare a conoscere. Ci mette un attimo a rispondere.

«Lo farò volentieri. Molto volentieri.»

Poi esce e se ne va.

Rimango un attimo seduto a pensare. Nella mia vita sono sempre stato un uomo d’affari. Oggi credo di averne fatto uno ottimo. Poi allungo la mano e prendo il registratore. Premo il pulsante che inizia la riproduzione di quello che c’è inciso.

Subito dopo realizzo. Ho sempre pensato che mio figlio fosse un pessimo giocatore di poker. Invece deve essere una di quelle persone che hanno la capacità di imparare dai propri sbagli.

Il nastro è vuoto.

Sopra non c’è inciso un cazzo di nulla.

Mi alzo e vado alla finestra. Sotto di me c’è New York, una delle tante città che nella mia vita sono riuscito a conquistare. Oggi mi sembra un po’ più preziosa, mentre un pensiero allegro mi attraversa la mente.

Mio figlio, Russell Wade, è un grande giornalista e un grande figlio di puttana.

Credo che questo secondo aspetto della sua personalità l’abbia preso da me.

Sono a Boston, nel cimitero dove mio fratello è sepolto. Ho superato la porta a vetri e adesso sono all’interno della tomba di famiglia, che da anni accoglie i resti dei Wade. La lapide è in marmo bianco, come tutte le altre, del resto. Robert mi sorride immutabile dalla sua foto in ceramica, sulla quale il suo viso non invecchierà mai.

Abbiamo più o meno la stessa età, ora.

Oggi sono stato a colazione dai miei. Non mi ricordavo che la loro casa fosse tanto grande e tanto ricca. I domestici quando mi hanno visto entrare mi hanno guardato con gli stessi sguardi che doveva essersi sentito addosso Lazzaro dopo la resurrezione. Qualcuno addirittura non mi aveva mai visto di persona. Solo Henry, mentre mi accompagnava a incontrare mia madre e mio padre, quando ha aperto la porta e si è scostato per farmi passare, mi ha stretto il braccio e mi ha guardato con un’aria complice.

Poi mi ha sussurrato qualche parola.

«La vera storia di un falso nome. Grande lavoro davvero, signor Russell.»

A pranzo, in quella villa dove sono stato bambino e dove ho vissuto tanti momenti con Robert e con i miei genitori, dopo anni di lontananza la ruggine ha fatto fatica a cadere. Tutto quel silenzio e tutte quelle parole crude non potevano essere cancellate in un attimo solo dalla buona volontà. Tuttavia abbiamo avuto dell’ottimo cibo e abbiamo parlato come non facevamo da tempo.

Al caffè, mio padre ha accennato una cosa che diceva di aver sentito dire in giro. Ha detto che più d’uno stava facendo il mio nome per il Pulitzer.

Quando ha aggiunto che questa volta nessuno me lo avrebbe levato, ha sorriso. Anche mia madre ha sorriso e io ho potuto finalmente respirare.

Ho fatto finta di niente e ho guardato quel buon liquido scuro che stava fumando nella tazza.

Mi è venuta in mente la telefonata che ho fatto mentre stavo tornando da Chillicothe. Con il telefono dell’aereo ho chiamato il «New York Times», mi sono annunciato e mi sono fatto passare Wayne Constance. Molti anni prima, all’epoca di mio fratello, era responsabile della cronaca estera.

Adesso era diventato a pieno titolo direttore della testata.

La sua voce era uscita dal telefono uguale a come la ricordavo.

«Ciao, Russell. Che posso fare per te?»

Un poco di freddezza. Diffidenza. Curiosità.

Non mi aspettavo niente di diverso. Sapevo di non meritare niente di diverso.

«Io posso fare qualcosa per te, Wayne. Ho per le mani una vera bomba.»

«Ah sì? E di che si tratta?»

Un po’ meno di freddezza. Un poco più di curiosità. Un velo d’ironia aggiunta. Stessa diffidenza.

«Per ora non te lo posso dire. L’unica cosa che ti posso dire è che tu puoi avere l’esclusiva, se vuoi.»

Ci aveva messo un attimo prima di rispondere.

«Russell, non ritieni di esserti sputtanato a sufficienza, negli ultimi anni?»

Sapevo che il modo migliore per ribattere era di dargli ragione.

«Nel modo più totale. Ma questa volta è diverso.»

«Chi me lo assicura?»

«Nessuno. Ma tu mi riceverai e vedrai quello che ti porterò.»

«Perché ne sei così certo?»

«Per due motivi. Il primo è che sei curioso come una puzzola. Il secondo è che non perderesti mai un’occasione per sputtanarmi ulteriormente.»

Aveva riso come a una battuta. Sapevamo tutti e due benissimo che era la verità.

«Russell, se mi fai perdere tempo, dirò a quelli della sicurezza di gettarti da una finestra e mi assicurerò di persona che lo facciano.»

«Sei un grande, Wayne.»

«Tuo fratello era un grande. È in memoria sua che esaminerò quello che hai da mostrarmi.»

Non l’ho più sentito fino a dopo la notte a Joy, la notte in cui le certezze di tutti sono state sconvolte per lasciare posto al vuoto enorme della nostra non conoscenza. Dell’uomo, della sua natura, del mondo che ci circonda, del mondo che abbiamo dentro.

Mentre attendevamo che gli agenti arrivassero e facessero i rilievi, sono andato a cercare una stanza con un computer e una connessione Internet.

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «Io sono Dio»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Io sono Dio» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Отзывы о книге «Io sono Dio»

Обсуждение, отзывы о книге «Io sono Dio» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.

x