Rorbert Jordan - Memoria di luce
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Davanti alla sua vista non turbinò nessun colore. Nessuna immagine di Rand. Perrin non avvertiva più nessuno strattone a trascinarlo da qualche parte.
Parevano segni molto brutti.
Si fece largo tra le guardie, intontito, ed entrò nella tenda. Dove avevano trovato una tenda così grande su questo campo di battaglia? Tutto era stato calpestato, soffiato via o bruciato.
L’interno odorava di erbe ed era diviso con tendaggi appesi.
«Ho provato tutto» sussurrò una voce. Quella di Damer Flinn. «Nulla cambia quello che sta accadendo. Lui...»
Perrin si fece strada fino a Nynaeve e Flinn, in piedi accanto a un giaciglio dietro uno dei divisori. Rand, pulito e vestito, era steso lì, con gli occhi chiusi. Moiraine era inginocchiata accanto a lui, le mani sulla sua faccia, sussurrava così piano che nessuno tranne lui poteva sentire. «Hai agito bene, Rand. Hai agito bene.»
«È vivo?» chiese Perrin, asciugandosi il sudore dalla faccia con la mano.
«Perrin!» esclamò Nynaeve. «Oh, Luce. Hai un aspetto orribile. Siediti, imbranato! Crollerai a terra. Non voglio due di voi da curare.»
Gli occhi di Nynaeve erano arrossati. «Sta morendo comunque, vero?» chiese Perrin. «Lo avete fatto uscire vivo, ma morirà lo stesso.»
«Siediti» ordinò Nynaeve, indicando uno sgabello.
«I cani obbediscono a quel comando, Nynaeve,» disse Perrin «non i lupi.» Si inginocchiò, posando una mano sulla spalla di Rand.
Non potevo sentirti strattonare e non mi apparivi nelle visioni, pensò Perrin. Non sei più ta’veren. E sospetto di non esserlo più nemmeno io. «Le avete mandate a chiamare tutte e tre?» chiese Perrin. «Min, Elayne, Aviendha. Ce bisogno che gli facciano visita un’ultima volta.»
«È tutto qui quello che sai dire?» sbottò Nynaeve.
Perrin alzò lo sguardo su di lei. Il modo in cui incrociava le braccia faceva sembrare che si stesse trattenendo. Avvolgeva le braccia attorno a sé stessa per impedirsi di piangere.
«Oli altro è morto?» chiese Perrin, facendosi forza. Era evidente dall’espressione di Nynaeve. Aveva già perso qualcuno.
«Egwene.»
Perrin chiuse gli occhi, espirando. Egwene. Luce.
Nessun capolavoro si ottiene senza un prezzo, pensò. Questo non significa che non valga la pena forgiarlo. Eppure... Egwene?
«Non è colpa tua, Nynaeve» disse, aprendo gli occhi.
«Certo che no. So che non lo è, stupido citrullo.» Si voltò.
Perrin si alzò, abbracciandola e dandole delle pacche sulla schiena con le mani da fabbro. «Mi dispiace.»
«Sono partita... per salvare voi» mormorò Nynaeve. «Sono venuta assieme a voi per proteggervi.»
«L’hai fatto, Nynaeve. Hai protetto Rand affinché potesse fare quello che doveva.»
Nynaeve fu scossa da sussulti e la lasciò piangere. Luce. Versò alcune lacrime lui stesso. Nynaeve si staccò bruscamente dopo un momento, poi si precipitò fuori dalla tenda.
«Ho tentato» disse Flinn in tono disperato, guardando Rand. «Anche Nynaeve. Abbiamo tentato assieme, con l’ angreal di Moiraine Sedai. Non ha funzionato nulla. Nessuno sa come salvarlo.»
«Hai fatto quello che potevi» disse Perrin, sbirciando dal lato del divisorio accanto. Lì sul giaciglio era steso un altro uomo. «Cosa ci fa lui qui?»
«Li abbiamo trovati assieme» disse Flinn. «Rand deve averlo portato fuori dal pozzo. Non sappiamo perché il Lord Drago abbia voluto salvare uno dei Reietti, ma non ha importanza. Non possiamo Guarire nemmeno lui. Stanno morendo. Entrambi.»
«Mandate a chiamare Min, Elayne e Aviendha» disse di nuovo Perrin. Esitò. «Sono sopravvissute tutte e tre?»
«La ragazza aiel se l’è vista brutta» disse Flinn. «È arrivata barcollando nell’accampamento, aiutata da una Aes Sedai dall’aspetto orrendo che ha creato un passaggio per lei. Vivrà, anche se non so quanto riuscirà a camminare negli anni a venire.»
«Informatele. Tutte quante.»
Flinn annuì e Perrin uscì dalla tenda dietro Nynaeve. Trovò quello che aveva sperato di vedere, il motivo per cui se n’era andata così di fretta. Appena fuori dalla tenda, Lan la teneva stretta. L’uomo pareva coperto di sangue e stanco quanto Perrin. I loro occhi si incontrarono e si scambiarono un cenno del capo.
«Diverse Cercavento hanno aperto un passaggio tra qui e Merrilor» disse Lan a Perrin. «Il Tenebroso è di nuovo sigillato. Le Terre Inaridite stanno fiorendo e si possono nuovamente aprire passaggi.»
«Grazie» disse Perrin, passandogli accanto. «Qualcuno ha... avuto notizie di Faile?»
«No, fabbro. L’ultimo a vederla è stato il Suonatore del Corno, ma l’ha lasciato ed è entrata nel campo di battaglia per attirare i Trolloc via da lui. Sono spiacente.»
Perrin annuì. Aveva già parlato con Mat e Olver. Gli sembrava che... che avesse evitato di pensare a quello che doveva essere successo.
Non ci pensare, si disse. Non osare. Si fece forza, poi andò a cercare il passaggio che Lan aveva menzionato.
«Scusatemi» chiese Loial alle Fanciulle sedute accanto alla tenda. «Avete visto Matrim Cauthon?»
«Oosquai?» chiese una di loro, ridendo e alzando l’otre.
«No, no» disse Loial. «Devo trovare Matrim Cauthon e ottenere il suo resoconto della battaglia, capite. Mentre è ancora fresco. Mi occorre che tutti mi dicano cos’hanno visto e udito, cosicché possa metterlo per iscritto. Non ci sarà mai un momento migliore.»
E, ammise fra sé, voleva vedere Mat e Perrin. Vedere che stavano bene. Era accaduto così tanto; voleva parlare con i suoi amici e accertarsi che stessero bene. Con quello che stava accadendo a Rand...
La donna aiel gli sorrise con aria ebbra. Loial sospirò, poi proseguì attraverso il campo. Il giorno stava volgendo al termine. Il giorno dell’Ultima Battaglia! Adesso era l’Epoca Quarta, giusto? Un’epoca poteva cominciare nel mezzo di una giornata? Sarebbe stato scomodo per i calendari, giusto? Ma tutti erano d’accordo. Rand aveva sigillato il Foro a mezzogiorno.
Loial continuò per l’accampamento. Non si erano mossi dalla base di Shayol Ghul. Nynaeve diceva che era troppo preoccupata per spostare Rand. Loial continuò a cercare, sbirciando dentro le tende. In quella successiva, trovò il brizzolato generale Ituralde, circondato da quattro Aes Sedai.
«Ascoltate» disse Ituralde. «Ho servito i Re dell’Arad Doman per tutta la vita. Ho pronunciato giuramenti.»
«Alsalam è morto» disse Saerin Sedai accanto alla sedia. «Qualcuno deve prendere il trono.»
«C’è confusione nella Saldaea» aggiunse Elswell Sedai. «La successione è complicata, con i legami che adesso ha con l’Andor. L’Arad Doman non può permettersi di restare senza un sovrano. Tu devi prendere il trono, Rodel Ituralde. Devi farlo in fretta.»
«Il Consiglio dei Mercanti...»
«Tutti morti o scomparsi» disse un’altra Aes Sedai.
«Ho pronunciato giuramenti...»
«E il tuo Re cosa vorrebbe che facessi?» chiese Yukiri Sedai. «Lasciare che il regno si disintegri? Devi essere forte, Lord Ituralde. Non è il momento perché L’Arad Doman resti senza un governante.»
Loial sgattaiolò via e scosse il capo, provando dispiacere per quell’uomo. Quattro Aes Sedai. Ituralde sarebbe stato incoronato prima che il giorno fosse finito.
Loial si fermò di nuovo presso la principale tenda di Guarigione per controllare se qualcuno avesse visto Mat. Era stato in questo campo di battaglia e la gente diceva che era sorridente e in salute, ma... Be’, Loial voleva vederlo con i propri occhi. Voleva parlare con lui.
Dentro la tenda, Loial dovette piegarsi per non strusciare la testa contro il soffitto. Una grossa tenda per umani era piccola per i canoni ogier.
Sbirciò dentro per vedere come stesse Rand. Il suo amico sembrava star peggio di prima. Lan era in piedi presso la parete. Indossava una corona — era soltanto una semplice fascia argentea — dove di solito teneva l’hadori. Quello non era strano, ma la corona identica portata da Nynaeve fece trasalire Loial.
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