La sua voce si spezzò d’incanto. In un attimo, tutta la concentrazione sparì dal suo volto. Molto lentamente, come un uomo che si accorga di avere un mostro alle spalle, cominciò a voltarsi.
Nello stesso istante, Clawly sentì di cominciare a tremare… e per la stessa ragione.
Si trattava di una cosa trascurabile e comunissima… un piccolo colpo di tosse, il rapido rumore emesso da chi cerca di schiarirsi la gola. Ma veniva da dietro la scrivania.
Il corpo annerito e contorto stava muovendosi; le mani bruciate si appoggiavano alla scrivania, lasciando su di essa una nera impronta; un tremito era visibile nel volto annerito.
Per un istante, i due uomini guardarono, gelati dall’orrore. Poi, guidati dal medesimo impulso irresistibile, si avvicinarono lentamente alla scrivania.
I movimenti ciechi e allucinanti continuarono.
Poi le labbra bruciate si schiusero; udirono il mormorio… il mormorio che in ogni sillaba portava una vittoria sui tessuti bruciati.
— Dovrei essere morto, ma strane forze vitali rimangono in colui che ha posseduto un talismano. I miei occhi sono tizzoni consumati, ma riesco a vedervi vagamente. Avvicinatevi, in modo che possa dirvi ciò che deve essere detto. Ho un testamento da fare, e poco tempo per farlo, e nessuna scelta di colui al quale dovrò farlo. Avvicinatevi, in modo che possa dirvi ciò che deve essere fatto per il bene di tutti i mondi.
Obbedirono, con le fronti imperlate di sudore, sbalorditi dalla vitalità inumana che permetteva a quella mummia carbonizzata di parlare.
— Esclusivamente per caso, un uomo dell’Alba della Civiltà scoprì un talismano… un piccolo motore non meccanico comandato dal pensiero… che gli diede il potere di viaggiare nel tempo, e al di là del tempo, in regioni al di fuori del tempo. Là trovò altri sette talismani, e un motore simile ma più grande, dei poteri ancor più sconfinati, che chiamò il Motore della Probabilità. Prese con sé sette complici, tra i quali me, e usammo insieme il Motore della Probabilità per dividere il tempo, e rendere reali tutti i mondi possibili, preservando solo il migliore di essi, e… così pensavamo… distruggendo il resto.
Il mormorio lentamente cominciò a diminuire d’intensità. Clawly e l’altro si fecero ancor più vicini al volto carbonizzato, dalla fronte bianca.
— Ma ho scoperto che quei mondi distrutti esistono ancora, e so anche troppo bene quali pazzeschi rimedi escogiteranno gli altri, quando faranno la medesima scoperta. Voi dovete impedirli, come io desideravo fare. In particolare, dovete trovare il Motore della Probabilità e chiamare i suoi veri possessori, di qualsiasi creatura si tratti, coloro insomma che lo costruirono e che smarrirono il primo talismano. Sono gli unici in grado di affrontare i problemi che noi abbiamo creato. Ma per trovare il Motore della Probabilità, voi dovete avere un talismano. Ters, che mi ha distrutto, ha preso il mio, ma quello lo avevo rubato. Il mio talismano è ora in possesso di Thorn, il Thorn di questo mondo, che me lo ha rubato, ora lo so, o almeno lo credo, per una sollecitazione inconscia dei Veri Possessori, che brancolano attraverso i molti strati di realtà alla ricerca del loro motore perduto. Quel Thorn si trova in un altro mondo, di cui non sospettate neppure l’esistenza. Ma tu — le sue dita si mossero, sfiorarono quelle dell’altro Thorn, il quale non ritrasse la mano… — tu puoi entrare in contatto… con lui… attraverso le vostre menti… inconsce collegate. — Il mormorio era quasi inaudibile. Era chiaro che anche la forza concessa dal talismano stava per esaurirsi. — Quel talismano… che lui possiede… è inerte. Ci vuole un pensiero-chiave… per liberarne i poteri. Devi trasmettere… il pensiero-chiave… a lui. Il pensiero-chiave… è… “Tre mondi… sbagliati…”
Il mormorio divenne incomprensibile, poi ci fu un momento di silenzio. Il volto carbonizzato si distese. La testa cadde in avanti. Clawly posò una mano sulla fronte intatta, e appoggiò gentilmente il capo al piano della scrivania, dove le dita avevano tracciato un disegno irregolare e nero.
E allora il suo sguardo e quello dell’altro Thorn si incontrarono.
La Sala del Cielo della Croce d’Opale era così diversa che era quasi incredibile pensare che solo tre giorni prima in essa avesse potuto svolgersi una festa.
La Carta Planetaria e la Carta Spaziale erano sempre in posizione dominante, ma la prima era piena di simboli colorati che indicavano la posizione degli spazioporti, delle installazioni difensive, delle fabbriche d’armi e dei centri di conversione, dei centri di energia regolari e straordinari, dei comandi di campo, e simili informazioni di importanza strategica, mentre la Carta Spaziale, nella quale un sistema di prospettiva dava realisticamente l’impressione di tridimensionalità, era piena di simboli simili nella zona di Marte, per indicare le posizioni reali o ipotetiche delle astronavi. Quest’ultima carta, soprattutto, indicava con agghiacciante chiarezza che la Terra poteva disporre soltanto di forze esigue, nello spazio, mentre i marziani, dalle notizie ricevute, dovevano essere in possesso di una grande armata di astronavi.
Il resto della Sala del Cielo era riempito da numerosi pannelli televisivi, quadri di comando, e da molte macchine calcolatrici: tutto era ben visibile dal tavolo centrale, che dominava la situazione. Un intero settore era dedicato ad altre installazioni militari e a comandi speciali della Croce d’Opale. Altri settori collegavano il tavolo di comando con i comandi di campo, i centri di osservazione, le astronavi, e così via.
Ma ora tutti i quadri di comando e i tavoli, all’infuori di quello centrale, erano vuoti. Le macchine calcolatrici non erano in funzione. E le file di pannelli televisivi erano grigie e immobili… sembrava di trovarsi all’interno di un museo.
Una simile espressione di immobilità era visibile sui volti di diversi membri del Consiglio Mondiale, che si trovavano intorno al tavolo centrale. Le eccezioni comprendevano il presidente Shielding, che aveva un aspetto molto irato, sebbene si trattasse di un’ira grave e completamente controllata; Conjerly e Tempelmar, completamente e pericolosamente impassibili; Clawly, anche lui impassibile, ma sul punto di scattare; e Firemoor, il quale, seduto accanto a Clawly, era chiaramente a disagio… pallido, nervoso e sudato.
Shielding, in piedi, stava spiegando per quale motivo la Sala del Cielo era stata sgomberata dalla miriade di operatori e tecnici. La sua voce era fredda come una cascata di acqua gelida.
— … E poi — continuò — quando le fotografie scattate dagli osservatori astronomici hanno provato che non esisteva nessuna astronave straniera nelle vicinanze di Marte, al di là di ogni dubbio… certamente nessuna della grandezza riferita dai rapporti, e nulla di simile a una flotta, neppure qualche asteroide dall’aspetto vagamente dubbio, o qualche corpo meteorico… non ho più esitato. Sotto la mia personale responsabilità ho inviato ordini che hanno arrestato tutti i preparativi di difesa. Questo è avvenuto mezz’ora fa.
Uno dei grigi pannelli del settore della Croce d’Opale si illuminò. Come attraverso una finestra, un giovanotto dal volto aperto e dai capelli biondi osservò la scena. La sala vuota sembrò stupirlo. Si guardò intorno per un istante, poi premette un bottone e disse a Shielding:
— Rapporto del comando di Ricerche Fisiche. È stata notata una leggera variazione delle costanti spaziotemporali in questa stessa zona. La variazione è di natura altamente tecnica, ma è possibile l’influenza di raggi-spia o emanazioni di origine sconosciuta; si tratta di una spiegazione possibile, sebbene improbabile.
Shielding disse duramente:
— Non avete ricevuto l’ordine di sospendere ogni attività?
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