Richard Meredith - Il cielo era pieno di navi

Здесь есть возможность читать онлайн «Richard Meredith - Il cielo era pieno di navi» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Город: Milano, Год выпуска: 1970, Издательство: Mondadori, Жанр: Фантастика и фэнтези, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

Il cielo era pieno di navi: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Il cielo era pieno di navi»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

Che cosa bolle ai confini della Galassia? Si parla di stragi “locali” e rappresaglie “limitate” su lontani pianeti come Odino, Cassandra, Antigone; si dice che la Lega dei Mondi Indipendenti voglia ribellarsi al governo centrale terrestre; si teme una guerra totale. Ma il solo a sapere come stanno realmente le cose è il capitano Robert Janas, un neutrale, un uomo di buona volontà e di buon senso, dal cui rapporto dipende il destino di miliardi di uomini. E Janas, come spesso accade a chi dice semplicemente la verità, non trova nessuno disposto a credergli.

Il cielo era pieno di navi — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Il cielo era pieno di navi», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Emmett brontolò qualcosa e Janas lo senti muoversi verso Franken.

«Lascia perdere, Jarl» disse. «Ci penseremo dopo. Per il momento tienti indietro.»

Emmett si addossò alla pa­rete della cabina; Janas invece tirò fuori la 45, si appoggiò contro il riquadro della porta cercando di non pesare troppo sulle caviglie, e aspettò.

Finalmente una spranga me­tallica fu insinuata tra i due battenti, che si scostarono di pochi centimetri, lasciando passare un raggio di luce nella cabina oscura. Janas non riuscì a distinguere altro che la punta dell’arnese infilato tra le due lastre di metallo.

«Tra un secondo sarete fuori» diceva la voce di Hal Danser, mentre un altro scalpel­lo veniva inserito nella fessura. «Fate forza tutti assieme» continuò. «Quando dico tre, spingete. Uno. Due. Tre.»

Si sentì uno schianto, e subito diverse mani afferraro­no i battenti e li spalancarono. La luce inondò la cabina buia.

Janas, per un momento, ri­mase abbagliato, non al punto però da non distinguere le sagome dei tre uomini e le armi che impugnavano. Senza aspettare premette il grilletto della 45.

Quelli di fuori, evidente­mente, non avevano previsto una reazione così violenta da parte degli occupanti della ca­bina. Il più vicino dei tre barcollò all’indietro, lasciando­si sfuggire l’arma a energia che impugnava, e alzò la sinistra come per arrestare il sangue che sgorgava dal braccio de­stro.

«Butta via quella pistola, Janas!» ordinò Danser, pun­tando l’arma ad ago verso il comandante spaziale. «Mira a Franken» gridò all’altro uo­mo.

Janas sparò due volte di seguito. Il primo proiettile mancò Danser e si perdette nel corridoio, ma il secondo arrivò a segno. Danser barcollò all’in­dietro, mentre la sua pistola a ago si scaricava in aria lascian­do dietro di sé una scia di fumo e un odore di metallo arroventato.

Il terzo uomo aveva già pre­so di mira Altho Franken, quando Janas gli scaricò ad­dosso l’automatica. Il raggio a energia mancò per pochissimo Franken, che era riuscito a buttarsi di lato.

La mira della 45 era troppo bassa per uccidere, ma abba­stanza alta per cogliere al gi­nocchio l’attaccante, che bar­collò all’indietro, contorcen­dosi per il dolore. Janas sparò ancora e stavolta prese in piena faccia l’uomo che morì sul colpo.

Janas, dopo aver appena avuto il tempo di riprendere il fiato, si voltò verso l’interno della cabina.

«Tutti bene?» chiese.

«Mi pare di sì» rispose Emmett. «Bilthor ha ripreso i sensi.»

«E Maura?» chiese Ja­nas.

«Eccomi» rispose la ra­gazza, con voce tremante.

«Non è stato Herrera» disse Franken, scosso. «Non avrebbe mai cercato di farci fuori.»

«Ma non ti rendi conto di che razza di uomo è, Al?» disse Janas, poi si rivolse a Emmett: «È meglio che usciamo di qui.»

«Riesci a camminare?» chiese Emmett.

«Sì.» E voltandosi verso i fratelli Franken, disse: «Usci­te!»

Mentre il presidente e il vice-presidente della CNS usci­vano dalla cabina, una mezza dozzina di uomini arrivava di corsa, guidati da Juan Kai.

«Che cosa è capitato, Jarl?» gridò Kai.

Emmett indicò Hal Danser.

«Era una spia, Juan» disse Emmett, freddamente. «Ha tentato di farci fuori tutti, per ordine di Herrera!»

Janas un po’ gridò, un po’ trascinò Altho Franken attra­verso la sala del grande calcola­tore, verso il grosso tavolo che gli aveva indicato Emmett. Bil­thor Franken, ancora intontito per la botta, lo segui, so­spinto da un’arma a energia puntata nelle costole.

Emmett, rivolgendosi a Ja­nas, gli mostrò una serie di schermi e di video a 3D, allineati lungo la parete. «Qui ci sono i radar e le camere 3D» disse. «Così possiamo vedere che cosa succede di sopra.»

Sullo schermo più vicino, appariva una veduta d’insieme delle terrazze del grattacielo Operazioni. Lassù si notavano diversi uomini armati, più nu­merosi di prima, intenti a guar­dare per aria. Nel limpido cielo azzurro ruotava una dozzina di elicotteri dei Neri e, più indie­tro, si distingueva appena, grossa come un punto, la sago­ma lontana di una nave spazia­le. Per quanto la nave fosse ancora molto distante, Janas riconobbe immediatamente un’unità della Confederazione.

«Sei stato ottimista, Jarl» disse, con voce smorzata. «La Confederazione è già qui.»

Emmett si sentì gelare. «Dio mio!» mormorò.

24

Alle spalle c’era il grigio del­l’Anti-spazio e davanti splen­deva l’antico disco del Sole. L’ammiraglia “Shilo” scese verso il piano dell’eclittica e puntò decisamente in direzione del duplice mondo Terra-Luna, verso il pianeta azzurro e verde e il suo pallido satellite.

L’unità ormai era entrata in contatto radio con la Terra, benché le comunicazioni tra la madrepatria e la nave avvenis­sero ancora con un certo ritar­do.

Il Grande Ammiraglio Abli Juliene diede ordine alla squa­dra comunicazioni: “Comuni­care alla Terra tutto ciò che sappiamo”.

Il rapporto, dopo avere pre­cisato le perdite subite dalla Confederazione e aver indicato una valutazione approssimati­va delle forze dei ribelli, dice­va: “Poco dopo essere rientra­ta nello spazio normale, la flotta della Confederazione ha trasmesso l’informazione che le forze ribelli erano a loro volta penetrate nello spazio normale e avanzavano a breve distanza, a pochi minuti-luce dalla Terra. Le navi della Con­federazione non hanno tempo per scendere sulle basi della Luna, per rifornirsi di carburan­te e riparare i danni”. Il rappor­to dell’ammiraglio concludeva chiedendo dove la flotta avreb­be dovuto sbarcare.

Al quartier generale della Confederazione, a Ginevra, scoppiò il pandemonio. Tutto era accaduto troppo presto, troppo rapidamente. Gli esper­ti avevano sottovalutato le for­ze del nemico e la sua aggressi­vità.

Tra i pochissimi che a Gine­vra non persero la testa in quei momenti terribili c’erano gli ufficiali dello Stato Maggiore della Confederazione, che con­tinuarono a trasmettere gli or­dini per la estrema difesa della Terra. I Forti Orbitali furono messi in stato di preallarme. La guarnigione lunare ricevette l’ordine di portarsi nello spa­zio e di ruotare in orbita attor­no alla Terra, in modo da costituire una linea avanzata di difesa, a centomila chilometri dal pianeta, concentrando le proprie forze nel punto in cui si prevedeva l’attacco nemico. Le navi superstiti del corpo di spedizione terrestre ebbero di­sposizione di unirsi alle unità della guarnigione lunare, al co­mando dell’ammiraglio Abli Juliene. Il corpo di difesa terri­toriale doveva essere tenuto di riserva, sotto il comando del capo di Stato Maggiore. Le navi pattuglia della Compa­gnia di Navigazione Solare, che in quel momento si trovavano nel sistema solare, avrebbero costituito, agli ordini dei ri­spettivi comandanti, un corpo speciale alle dirette dipen­denze dell’ammiraglio Juliene. Le altri navi della CNS che attualmente si trovavano fuori del sistema solare, avrebbero agito di loro iniziativa, mante­nendosi in collegamento con il capo di Stato Maggiore. Così la Terra si preparava a sostene­re l’assalto del nemico.

A Ginevra ci fu un altro personaggio che, nonostante le circostanze, non perse la testa, e cioè il cittadino Jonal Constantine Herrera, presidente della Confederazione, il quale per prima cosa si preoccupò di mettere in stato di allarme il proprio incrociatore personale. Quando l’unità fu pronta a salpare e appena il pieno di carburante fu fatto, Herrera diede ordine di partire. Non era certo così stupido da rima­nere a Ginevra, in caso di vittoria dei ribelli, e d’altra parte, la sua morte non avreb­be risolto niente; mentre con una fuga, chissà...

C’era, in un punto dell’uni­verso, un lontano pianeta, po­co conosciuto, a cui Herrera aveva pensato da tempo, nel­l’eventualità di una fuga, ben­ché non avesse mai creduto sul serio di doversi rifugiare lassù. Il pianeta era pronto a riceverlo, ed era un posticino piace­volmente sistemato per acco­gliere, vita natural durante, il presidente Herrera, i suoi fede­li, i suoi amici, il suo harem, e da permettere al presidente quella vita lussuosa a cui era abituato. E quel pianeta era abbastanza lontano da permet­tergli di godere, in tutta tran­quillità, di quella vita.

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «Il cielo era pieno di navi»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Il cielo era pieno di navi» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Отзывы о книге «Il cielo era pieno di navi»

Обсуждение, отзывы о книге «Il cielo era pieno di navi» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.

x