Volodyk - Paolini2-Eldest

Здесь есть возможность читать онлайн «Volodyk - Paolini2-Eldest» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Жанр: Старинная литература, на русском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

Paolini2-Eldest: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Paolini2-Eldest»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

Paolini2-Eldest — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Paolini2-Eldest», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Non si sarebbe mai aspettato lo sfogo di passione che infiammò Rhunòn. L'elfa scrollò la testa dai corti capelli e disse: «E privarmi del piacere del lavoro? Certo, tutti noi elfi possiamo usare la magia per soddisfare i nostri desideri, e alcuni lo fanno, ma allora che significato ha la vita? Come riempiresti il tempo? Dimmelo.»

«Non lo so» ammise Eragon.

«Perseguendo ciò che più ami. Quando puoi ottenere tutto quello che vuoi pronunciando qualche parola, non ha più importanza la meta, ma il viaggio per raggiungerla. Una lezione che ti servirà. Ti troverai ad affrontare lo stesso dilemma, un giorno, se vivrai abbastanza... Ma ora andate! Sono stanca di queste chiacchiere.» A queste parole, Rhunòn tolse il coperchio dalla forgia, prese un nuovo paio di tenaglie e immerse un anello nelle braci, azionando il mantice con foga.

«Rhunòn-elda» disse Arya, «ricorda. Tornerò a prenderti alla vigilia di Agaetf Blòdhren.» Un borbottio fu l'unica risposta.

Il ritmico tintinnio dell'acciaio sull'acciaio, solitario come il verso di un allocco nella notte, li accompagnò mentre ripassavano nel tunnel di sanguinella e riprendevano il sentiero. Alle loro spalle, Rhunòn non era più che una sagoma nera china sul bagliore rosseggiante della forgia.

«Ha fabbricato tutte le spade dei Cavalieri?» chiese Eragon. «Fino all'ultima?»

«Questo e anche di più. È il più grande fabbro mai esistito. Ho pensato che sarebbe stato interessante incontrarvi, sia per lei che per te.»

«Grazie.»

È sempre così brusca? chiese Saphira.

Arya rise. «Sempre. Per lei nulla ha importanza tranne il suo lavoro, ed è famosa per non tollerare che qualcosa o qualcuno interferisca con esso. Tuttavia sopportiamo le sue stravaganze per le sue incredibili capacità.» Mentre parlava, Eragon cercò di trovare il significato di Agaeti Blodhren. Era sicuro che blodh stesse per sangue, e che blò'dhren significasse quindi giuramento di sangue, ma non aveva mai sentito la parola agaeti.

«Celebrazione» gli spiegò Arya. «La Celebrazione del Giuramento di Sangue si tiene una volta ogni secolo, per onorare il nostro patto con i draghi. Siete entrambi fortunati a trovarvi qui in questa occasione, perché siamo molto vicini...» Le sopracciglia oblique si incontrarono quando aggrottò la fronte. «Il fato ha predisposto la più augurale delle coincidenze.»

Continuò a condurre Eragon sempre più nel folto della Du Weldenvarden, lungo sentieri fiancheggiati da ortiche e cespugli di uvaspina, finché la luce intorno a loro svanì e si addentrarono nella natura selvaggia. Nel buio, Eragon dovette affidarsi all'acuta visione notturna di Saphira per non smarrirsi. Gli alberi nodosi e contorti diventarono sempre più grandi e fitti, minacciando di formare una barriera impenetrabile. Proprio quando sembrava che non fosse possibile proseguire oltre, la foresta terminò per aprirsi su una radura bagnata dal chiaro di luna della falce che splendeva nel cielo a oriente.

Un pino solitario svettava al centro della radura. Non più alto del resto dei suoi simili, era però largo quando un centinaio di tronchi messi insieme; in confronto, gli altri pini sembravano giovani alberelli in balia del vento. Un tappeto di radici si estendeva dal tronco massiccio, coprendo il terreno di venature legnose che davano l'impressione che l'intera foresta nascesse dall'albero, come se fosse il cuore della Du Weldenvarden stessa. L'albero troneggiava nel bosco come una matriarca benevola, proteggendo i suoi abitanti sotto il tetto dei suoi rami.

«Questo è l'albero di Menoa» sussurrò Arya. «Festeggiamo l'Agaeti Blòdhren nella sua ombra.» Un brivido gelido corse lungo la schiena di Eragon nel ricordare quel nome. Dopo che Angela gli aveva predetto la sorte a Teirm, Solembum gli si era avvicinato dicendo: Quando giungerà il momento e ti servirà un'arma, guarda sotto l'albero di Menoa. Poi, quando tutto ti sembrerà perduto e il tuo potere non basterà, vai alla rocca di Kuthian e pronuncia il tuo nome per schiudere la Volta delle Anime. Eragon non riusciva a immaginare quale tipo di arma potesse nascondersi sotto l'albero, né come avrebbe potuto trovarla.

Vedi niente? chiese a Saphira.

No, ma dubito che le parole di Solembum avranno un senso finché non si presenterà l'occasione. Eragon riferì ad Arya l'ammonimento del gatto mannaro, anche se, come aveva fatto con Ajihad e Islanzadi, tenne per sé la profezìa di Angela a causa della sua natura personale, e perché temeva che potesse indurre Arya a indovinare la sua attrazione per lei.

Quando ebbe finito, Arya disse: «I gatti mannari di rado offrono aiuto, ma quando lo fanno non devono essere ignorati. Per quanto ne so, non c'è nessuna arma sepolta qui, e non ne parlano nemmeno i canti o le leggende. Per quanto riguarda la rocca di Kuthian... il nome mi riecheggia nella mente come una voce da un sogno dimenticato, familiare, eppure estraneo. L'ho già sentito, ma non ricordo dove.»

Mentre si avvicinavano all'albero di Menoa, l'attenzione di Eragon fu catturata dalla moltitudine di formiche che zampettavano sulle radici. Gli insetti non erano che minuscoli puntini neri, ma il compito che Oromis gli aveva affidato lo aveva reso più attento alle forme di vita che lo circondavano, e adesso riusciva a percepire la primitiva coscienza delle formiche nella mente. Abbassò le difese e consentì alla propria coscienza di fluire all'esterno, sfiorando Saphira e Arya per poi espandersi e vedere che cos'altro viveva nella radura.

All'improvviso incontrò un'immensa entità, un essere senziente di una natura così colossale da non poter trovare i confini della sua psiche. Persino il vasto intelletto di Oromis, con cui Eragon era entrato in contatto nel Farthen Dùr, era modesto in confronto a questa presenza. L'aria stessa sembrava ronzare di energia e forza emanata da... dall'albero? La fonte era inequivocabile.

Con deliberata e inesorabile volontà, i pensieri dell'albero si espansero a ritmo misurato, lento come l'avanzare del ghiaccio sul granito. Non si soffermò su Eragon, ne era certo, né sui singoli individui, ma abbracciò completamente tutte le cose che crescevano e prosperavano al sole, dall'apocino al giglio, dall'enagra alla serica digitale alla senape gialla che svettava alta dietro il melo selvatico dai boccioli purpurei.

«È sveglio!» esclamò Eragon, sbalordito. «Voglio dire... è intelligente.» Sapeva che anche Saphira lo percepiva; la dragonessa allungò la testa verso l'albero di Menoa, come in ascolto, poi volò su uno dei suoi rami, grosso quanto la strada che portava da Carvahall a Therinsford. Lì rimase appollaiata, facendo ondeggiare con grazia la coda penzoloni. Era uno spettacolo così inconsueto, un drago su un albero, che Eragon quasi scoppiò a ridere.

«Certo che è sveglia!» disse Arya. La sua voce era bassa e melodiosa nell'aria notturna. «Vorresti sentire la storia dell'albero di Menoa?»

«Volentieri.»

Una sagoma bianca sfrecciò nel cielo come un fantasma e si posò accanto a Saphira. Era Blagden. Le spallucce e il collo corto del corvo gli davano l'aspetto di uno spilorcio che si bea al fulgore dell'oro. Il corvo levò la pallida testa e lanciò il suo profetico grido: «Wyrda!»

«Ecco cosa accadde. Un tempo viveva una donna, Linnéa, negli anni delle spezie e del vino, prima della nostra guerra contro i draghi, e prima che diventassimo immortali, come lo può essere una creatura pur sempre fatta di carne vulnerabile. Linnéa era invecchiata senza il conforto di un compagno o dei figli, ma non ne aveva mai sentito la mancanza, poiché preferiva dedicarsi all'arte del cantare alle piante, di cui era maestra. Questo finché un giovane uomo non bussò alla sua porta e la circuì con parole d'amore. Il suo affetto risvegliò in lei una parte che non aveva mai sospettato di avere, un forte desiderio di sperimentare le cose che aveva inconsapevolmente sacrificato. L'offerta di una seconda opportunità era troppo allettante per ignorarla. Trascurò il suo lavoro e si dedicò al ragazzo, e per un certo periodo furono felici.

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «Paolini2-Eldest»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Paolini2-Eldest» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Christopher Paolini - Eragon
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Brisingr [en]
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Eldest [en]
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Inheritance
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Eragon [en]
Christopher Paolini
Anatole Velitchko - Quatre mots
Anatole Velitchko
Oluwafunmilayo Inemesit Adewole - Validación Vil
Oluwafunmilayo Inemesit Adewole
Rachael Thomas - Valdez's Bartered Bride
Rachael Thomas
John Galsworthy - The Eldest Son
John Galsworthy
Отзывы о книге «Paolini2-Eldest»

Обсуждение, отзывы о книге «Paolini2-Eldest» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.