Volodyk - Paolini2-Eldest
Здесь есть возможность читать онлайн «Volodyk - Paolini2-Eldest» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Жанр: Старинная литература, на русском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.
- Название:Paolini2-Eldest
- Автор:
- Жанр:
- Год:неизвестен
- ISBN:нет данных
- Рейтинг книги:5 / 5. Голосов: 1
-
Избранное:Добавить в избранное
- Отзывы:
-
Ваша оценка:
- 100
- 1
- 2
- 3
- 4
- 5
Paolini2-Eldest: краткое содержание, описание и аннотация
Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Paolini2-Eldest»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.
Paolini2-Eldest — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком
Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Paolini2-Eldest», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.
Интервал:
Закладка:
«Tredici, signora.»
Nasuada rivolse la sua attenzione a quello brutto. «Un numero sempre sfortunato, mastro Gamble. Così è stato per te. Sei colpevole di furto e distruzione di proprietà altrui, senza aver offerto la ricompensa adeguata.» «Non l'ho mai negata.»
«Mi chiedo soltanto come hai fatto a mangiare tredici galline in quattro giorni. Non ti senti mai pieno, mastro Gamble?» Lui le rivolse un ghigno scherzoso e si grattò una guancia. Il rumore prodotto dalle unghie sulla barba incolta la infastidì, e fu soltanto grazie a un immane sforzo di volontà che evitò di chiedergli di smettere. «Be', non per mancare di rispetto, signora, ma riempirmi lo stomaco non sarebbe un problema se tu ci nutrissi come si deve, con tutto il lavoro che facciamo. Io sono un uomo grande e grosso, e devo riempirmi la pancia dopo mezza giornata passata a spaccare pietre con una mazza. Ho fatto del mio meglio per resistere alla tentazione, davvero. Ma tre settimane di razionamento, passate a guardare questi contadini che allevano grasso bestiame senza volerlo condividere con un morto di fame... Be', devo ammetterlo, ho ceduto. Non sono forte quando si tratta di cibo. Mi piace caldo e in abbondanza. E non credo di essere l'unico a volersi servire da solo.»
È questo il problema, si disse Nasuada. I Varden non potevano permettersi di sfamare a dovere tutti i loro membri, nemmeno con l'aiuto di Orrin, il re del Surda. Orrin aveva spalancato i suoi forzieri, ma si rifiutava di comportarsi come faceva Galbatorix quando spostava l'esercito nell'Impero, ossia requisire le scorte alimentari dei suoi sudditi senza pagarli. Un nobile sentimento, che però rende più difficile il mio compito. Eppure sapeva che proprio quel comportamento era ciò che distingueva lei, Orrin, Rothgar e Islanzadi dalla tirannia di Galbatorix. Sarebbe così facile valicare questo confine senza darvi importanza.
«Comprendo le tue ragioni, mastro Gamble. Tuttavia, sebbene i Varden non siano una nazione e non rispondano a nessuna autorità se non la nostra, questo non autorizza né te né nessun altro a ignorare le leggi emanate dai miei predecessori o quelle osservate qui nel Surda. Pertanto ti ordino di pagare una moneta di rame per ogni gallina che hai rubato.»
Gamble la sorprese accettando senza protestare. «Come desideri, signora.»
«Tutto qui?» esclamò l'uomo pallido, torcendo ancora di più il berretto. «Non è un prezzo equo. Se le avessi vendute al mercato, avrei...»
Nasuada non riuscì più a trattenersi. «Sì! Avresti guadagnato di più. Ma si da il caso che io sappia che mastro Gamble non può permettersi di pagarti il prezzo pieno delle galline, perché sono io che gli pago il salario! Come il tuo. Dimentichi che se decidessi di acquistare i tuoi polli per il bene dei Varden, te li pagherei non più di una moneta di rame ciascuno, e saresti fortunato. Intesi?»
Contrasti
di nascondere la sua impazienza mentre esaminava i due uomini «Ma non può...»
«Intesi?»
Dopo un momento, l'uomo pallido si arrese e mormorò: «Sì, signora.»
«D'accordo. Con voi due ho finito.» Con un'espressione di sardonica ammirazione, Gamble si sfiorò la fronte e s'inchinò a Nasuada, prima di indietreggiare lungo la sala di pietra insieme al suo avversario avvilito. «Anche voi potete andare» disse lei alle guardie appostate sull'uscio.
Non appena fu rimasta sola, si accasciò nella sedia con un sospiro sconsolato e prese il ventaglio, sventolandosi in un inutile tentativo di dissipare le gocce di sudore che le imperlavano la fronte. Il caldo afoso la privava di energia e le rendeva difficile anche il compito più semplice.
Ma aveva la sensazione che si sarebbe sentita esausta anche se fosse stato inverno. Per quanto informata sui segreti più intimi dei Varden, le era costato molto più del previsto spostare l'intera organizzazione dal Farthen Dùr, attraverso i Monti Beor, fino al Surda e Aberon. Rabbrividì
al ricordo dei lunghi e disagevoli giorni passati in sella. Pianificare la partenza e metterla in pratica era stato oltremodo difficile, come lo era adesso il compito di integrare i Varden nel nuovo ambiente, preparando al tempo stesso un attacco all'Impero. Le mie giornate sono troppo brevi per risolvere tutti questi problemi, si lamentò fra sé. Alla fine, lasciò il ventaglio e tirò il cordone della campanella per chiamare la sua ancella, Farica. Lo stendardo appeso alla destra della scrivania di ciliegio sventolò quando si aprì la porta nascosta dietro di esso. Farica entrò nella stanza e si affiancò a Nasuada, a occhi bassi.
«Ce ne sono altri?» chiese Nasuada.
«No, signora.»
Nasuada cercò di non mostrare troppo sollievo. Una volta la settimana, riceveva a porte aperte i Varden che avevano bisogno di risolvere le loro dispute. Chiunque pensasse di aver subito un torto poteva chiederle udienza per ottenere giustizia. Nasuada non sapeva immaginare un compito più difficile e ingrato. Come le diceva spesso suo padre, dopo uno dei tanti negoziati con Rothgar, "un buon compromesso lascia tutti insoddisfatti". E così pareva. Rivolgendo l'attenzione alla questione sul tappeto, disse a Farica: «Voglio che a quel Gamble sia affidato un nuovo incarico. Dategli un lavoro dove possa mettere a frutto il suo talento con le parole. Furiere, per esempio, purché sia un lavoro con il quale ottenga razioni complete. Non voglio più vederlo davanti a me per aver rubato ancora.» Farica annuì e andò alla scrivania, dove annotò le istruzioni di Nasuada su una pergamena. Già il fatto che sapesse scrivere la rendeva indispensabile. Farica chiese: «Dove posso trovarlo?»
«In una delle squadre che lavorano nella cava.»
«Sì, signora. Oh, mentre eri impegnata, re Orrin ha chiesto che andassi da lui nel suo laboratorio.» «Che ha fatto questa volta, si è accecato?» Nasuada si lavò i polsi e il collo con acqua di lavanda, poi controllò l'acconciatura nello specchio di argento lucido che Orrin le aveva dato e si assestò la sopravveste per lisciarsi le maniche.
Soddisfatta del suo aspetto, uscì dalle sue stanze con Farica al seguito. Il sole era così splendente quel giorno che non occorrevano torce per illuminare l'interno del Castello Farnaci, né il loro calore sarebbe stato tollerabile. Fasci di luce penetravano dalle feritoie a croce che si aprivano nella parete del corridòio a intervalli regolari, tagliando l'aria con sbarre di polvere dorata. Nasuada guardò fuori da una feritoia verso il barbacane, dove oltre trenta elementi della cavalleria di Orrin, in tuniche arancio, si apprestavano al solito giro di perlustrazione nelle campagne che circondavano Aberon.
Non potrebbero fare molto se Galbatorix decidesse di attaccare, pensò amareggiata. La loro unica difesa era l'orgoglio di Galbatorix e, sperava, la sua paura di Eragon. Tutti usurpatori stessi avevano doppiamente paura della rappresentare. Nasuada sapeva di giocare un gioco molto pericoloso con il più potente pazzo di Alagaésia. Se si fosse sbagliata nel calcolare fino a quanto poteva provocarlo, lei e i Varden sarebbero stati distrutti, e con loro la speranza di porre fine al regno di Galbatorix.
L'odore di pulito del castello le rammentava le volte che vi era stata da bambina, ai tempi in cui il padre di Orrin, re Larkin, regnava ancora. All'epoca non vedeva spesso Orrin. Lui era più grande di lei di cinque anni, ed era già impegnato con i suoi incarichi di principe. Adesso però aveva la sensazione di essere lei la più grande. Davanti alla porta del laboratorio di Orrin, fu costretta a fermarsi e ad aspettare che le sue guardie del corpo, schierate sulla soglia, annunciassero la sua presenza. La voce di Orrin rimbombò nell'androne. «ledy Nasuada! Sono così felice che sei venuta. Ho qualcosa da mostrarti.»
Facendosi forza, Nasuada entrò nel laboratorio con Farica. Un labirinto di tavoli carichi di uno spropositato numero di alambicchi, ampolle e storte le aspettava, come un bosco di vetro in attesa di afferrare un lembo dei loro vestiti con un fragile ramo. L'odore acre dei vapori metallici fece lacrimare gli occhi di Nasuada. Sollevando l'orlo delle vesti da terra, le due donne si fecero strada verso il fondo della sala, passando davanti a clessidre e bilance, arcani volumi rilegati di ferro nero, astrolabi minuscoli, e pile di prismi di cristallo fosforescente che producevano lampi di luce azzurra. Trovarono Orrin chino su un banco dal piano di marmo, dove rimestava in un crogiolo di mercurio con un tubo di vetro chiuso a un'estremità e aperto dall'altra, che doveva misurare almeno tre piedi di lunghezza, anche se era spesso soltanto un quarto di pollice.
Читать дальшеИнтервал:
Закладка:
Похожие книги на «Paolini2-Eldest»
Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Paolini2-Eldest» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.
Обсуждение, отзывы о книге «Paolini2-Eldest» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.