Volodyk - Paolini2-Eldest

Здесь есть возможность читать онлайн «Volodyk - Paolini2-Eldest» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Жанр: Старинная литература, на русском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

Paolini2-Eldest: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Paolini2-Eldest»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

Paolini2-Eldest — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Paolini2-Eldest», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

«Abbastanza.»

«Abbastanza, dici. Chissà se è vero.» Agitò una mano. «Non fare caso alle mie parole; la mia lingua precede il mio buonsenso di un miglio, come diceva mio padre. Il mio primo ufficiale, Torson, è dal droghiere adesso, a comprare provviste e attrezzature. Mi è parso di capire che hai viveri per il tuo bestiame.»

«Fra le altre cose.»

«Allora sarà meglio che tu vada a prenderli. Li caricheremo nelle stive dopo aver alzato gli alberi.» Per il resto della mattinata e nel pomeriggio, Roran e i suoi compagni fecero la spola per trasportare le provviste - che i figli di Loring avevano procurato - dal magazzino dov'erano conservate alle rimesse delle chiatte. Mentre Roran arrancava sulla passerella della Edeline e passava il sacco di farina al marinaio che aspettava nella stiva, Clovis osservò: «La maggior parte non è cibo, Fortemartello.»

«No» disse Roran. «Ma ci serve.» Fu lieto che Clovis avesse il buonsenso di non indagare oltre. Quando anche l'ultimo pacco fu stivato, Clovis fece cenno a Roran di avvicinarsi. «Voi potete andare. Io e i ragazzi ci occuperemo del resto. Ricorda soltanto questo: in banchina tre ore dopo l'alba con ogni uomo che mi hai promesso, altrimenti perderemo la marea.»

«Ci saremo.»

Tornati sulle colline, Roran aiutò Elain e gli altri a prepararsi per la partenza. Non ci volle molto, dato che erano abituati a levare le tende ogni mattina. Poi scelse dodici uomini per accompagnarlo a Narda la mattina dopo. Erano tutti bravi combattenti, ma lui voleva che i migliori, come Horst e Delwin, restassero con il villaggio nel caso che venissero scoperti dai soldati, o tornassero i Ra'zac.

Quando calò la notte, i due gruppi si separarono. Roran

si accovacciò su un masso e guardò Horst guidare la colonna di persone giù per la collina, verso l'insenatura dove avrebbero atteso le chiatte.

Orval lo raggiunse e incrociò le braccia. «Credi che saranno al sicuro, Fortemartello?» L'ansietà venava la sua voce, tesa come la corda di un arco.

Anche se a sua volta era preoccupato, Roran disse: «Certo. Scommetto un barile di sidro che staranno ancora dormendo quando arriveremo domattina. Tu potrai avere il piacere di svegliare Nolla. Che te ne pare dell'idea?» Orval sorrise al pensiero di sua moglie e annuì, rassicurato.

Spero di non sbagliarmi. Roran rimase sul masso, appollaiato come un oscuro gargoyle, finché la linea scura di contadini non scomparve dalla visuale.

Si svegliarono un'ora prima dell'alba, quando il cielo aveva appena cominciato a rischiararsi e l'aria umida della notte gli intorpidiva le dita. Roran si spruzzò acqua sul viso e si equipaggiò con l'arco e la faretra, l'onnipresente martello, uno degli scudi di Fisk e una delle lance di Horst. Gli altri fecero altrettanto, con l'aggiunta di spade conquistate durante gli scontri a Carvahall.

Correndo il più in fretta possibile giù dalle colline accidentate, i tredici uomini arrivarono sulla strada per Narda e poco dopo furono davanti ai cancelli della città. Con suo sgomento, all'ingresso erano appostate le due guardie che gli avevano dato problemi qualche giorno prima. I due abbassarono le asce da guerra per sbarrargli il passo. «Siete un po' di più, questa volta» osservò l'uomo canuto. «E nemmeno gli stessi. Tranne te.» Indicò Roran. «Immagino che ti aspetti che creda che la lancia e lo scudo servono per la ceramica, vero?»

«No. Siamo stati ingaggiati da Clovis per proteggere le sue chiatte da un attacco durante il viaggio per Teirm.» «Voi? Mercenari?» Il soldato scoppiò a ridere. «Hai detto che eravate commercianti.»

«Così si guadagna di più.»

L'uomo dai capelli bianchi si accigliò. «Tu menti. Ho provato a fare il soldato di ventura, una volta, e ho patito la fame come non mai. Ma quanti siete comunque? L'altro giorno sette, oggi dodici... tredici, contando te. Non siete un po' troppi per essere una spedizione di commercianti?» I suoi occhi si ridussero a due fessure mentre scrutava il volto di Roran. «Hai una faccia familiare. Come ti chiami?»

«Fortemartello. »

«Non ti chiami per caso Roran...»

Con mossa fulminea, Roran affondò la lancia nella gola dell'uomo. Il sangue scarlatto sgorgò a fiotti. Mollando la presa sulla lancia, Roran estrasse il martello, parando l'ascia del secondo soldato con lo scudo. Roteò in alto il martello e lo abbattè sull'elmo dell'uomo, che stramazzò in terra. Ansimante fra i due cadaveri, Roran pensò: Ora ne ho uccisi dieci. Orval e gli altri uomini lo fissavano sgomenti. Incapace di sopportare quegli sguardi, Roran volse loro la schiena e indicò il canale di scolo che correva alle spalle della strada. «Nascondete i corpi, prima che qualcuno li veda» ordinò con asprezza. Mentre si affrettavano a obbedire, esaminò il parapetto sul muro di cinta per scorgere eventuali sentinelle. Per fortuna non c'era nessuno in cima, e nessuno sulla strada oltre il cancello. Si chinò a raccogliere la lancia, che pulì con una manciata d'erba.

«Fatto» disse Mandel, risalendo dalla scarpata. Malgrado la barba, il giovane aveva il viso pallido. Roran annuì e, facendosi forza, affrontò il gruppo. «Ascoltate. Ci dirigeremo al molo con passo deciso, ma tranquillo. Non corriamo. Quando verrà suonato l'allarme - qualcuno potrebbe aver sentito il rumore - assumete un'aria sorpresa e curiosa, ma non spaventata. Qualunque cosa, pur di non attirare sospetti su di noi. La vita delle vostre famiglie e dei vostri amici dipende da questo. Se veniamo attaccati, il vostro unico dovere è assicurarvi che le chiatte prendano il mare. Nient'altro conta. Sono stato chiaro?»

«Sì, Fortemartello» risposero all'unisono.

«Allora seguitemi.»

Mentre attraversavano Narda, Roran si sentiva così teso che temeva di spezzarsi ed esplodere in mille pezzi. Che cosa sono diventato? si chiese. Il suo sguardo guizzava furtivo da uomo a donna, da bambino a uomo, da uomo a cane, nel tentativo di individuare potenziali nemici. Tutto intorno a lui gli appariva innaturalmente vivido e ricco di dettagli; era come se potesse vedere ogni singolo filo di trama negli abiti della gente.

Raggiunsero la banchina senza intoppi, e lì trovarono Clovis, che disse: «Sei in anticipo, Fortemartello. Una cosa che apprezzo. Ci darà l'opportunità di organizzare meglio la partenza.»

«Non possiamo partire subito?» chiese Roran.

«Dovresti già conoscere la risposta. Bisogna aspettare che la marea abbia finito di alzarsi.» Clovis fece una pausa, guardando bene per la prima volta i tredici uomini, e disse: «Perché, cosa succede, Fortemartello? Avete l'aria di chi ha visto il fantasma del vecchio Galbatorix in persona.»

«Niente che un po' d'aria di mare non possa curare» disse Roran. Nelle sue attuali condizioni, sorridere era l'ultima cosa che voleva, ma si costrinse ad assumere un'espressione più distesa per rassicurare il capitano.

Con un fischio, Clovis richiamò due marinai dai barconi. Entrambi avevano la pelle abbronzata, del colore delle nocciole. «Lui è Torson, il mio primo ufficiale» disse Clovis, indicando l'uomo alla sua destra. Le spalle nude di Torson erano decorate dal tatuaggio serpentesco di un drago volante. «Sarà lui a governare la Merrybell. E questo cagnaccio nero è Flint. Lui comanda la Edeline. Finché sarete a bordo, la loro parola sarà legge, come la mia sulla Cinghiale Rosso. Risponderete a loro e a me, non a Fortemartello... Be', fatemi sentire un bel signorsì, signore, se avete inteso.» «Signorsì, signore» dissero gli uomini.

«Allora, quali di voi saranno i miei marinai e quali le mie guardie? In fede mia, non so distinguere gli uni dagli altri.» Ignorando l'ammonimento di Clovis, secondo cui era lui il loro comandante e non Roran, gli uomini guardarono quest'ultimo come in attesa di un ordine. Roran annuì, e gli altri si divisero in due gruppi, che Clovis suddivise a sua volta per assegnarli alle tre imbarcazioni.

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «Paolini2-Eldest»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Paolini2-Eldest» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Christopher Paolini - Eragon
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Brisingr [en]
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Eldest [en]
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Inheritance
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Eragon [en]
Christopher Paolini
Anatole Velitchko - Quatre mots
Anatole Velitchko
Oluwafunmilayo Inemesit Adewole - Validación Vil
Oluwafunmilayo Inemesit Adewole
Rachael Thomas - Valdez's Bartered Bride
Rachael Thomas
John Galsworthy - The Eldest Son
John Galsworthy
Отзывы о книге «Paolini2-Eldest»

Обсуждение, отзывы о книге «Paolini2-Eldest» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.