Mikhail Bulgakov - Il Maestro e Margherita

Здесь есть возможность читать онлайн «Mikhail Bulgakov - Il Maestro e Margherita» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Жанр: Классическая проза, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

Il Maestro e Margherita: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Il Maestro e Margherita»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

Il Maestro e Margherita — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Il Maestro e Margherita», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

La gente passava davanti a Margherita Nikolaevna. Un uomo sbirciò quella donna ben vestita, attratto dalla sua bellezza e dalla sua solitudine. Tossicchiò e s’accomodò all’estremità della panchina sulla quale sedeva Margherita Nikolaevna. Fattosi coraggio, egli cominciò a dire:

— Indiscutibilmente fa bel tempo, oggi…

Ma Margherita gli diede un’occhiata cosí cupa che egli si alzò e se n’andò.

«Eccoti un esempio, — disse mentalmente Margherita a colui che la possedeva. — Perché, in fondo, ho cacciato via quell’uomo? Mi annoio e in quel dongiovanni non c’era nulla di brutto, eccetto forse quella stupida parola «indiscutibilmente»… Perché siedo, come un barbagianni, sola sotto il muro? Perché sono esclusa dalla vita?»

S’immalinconí tutta e chinò il capo, sconsolata. Ma a questo punto un’ondata d’attesa e di eccitazione, la stessa che al mattino, le urtò d’un tratto il petto. «Sí, accadrà!» L’onda l’urtò una seconda volta e allora essa comprese che era un’onda sonora. Attraverso il rumore della città si udivano sempre piú distinti i colpi di un tamburo e il suono di alcune trombe stonate che s’avvicinavano.

Apparve per primo un poliziotto a cavallo che andava al passo lungo la cancellata del giardino e dietro di lui altri tre a piedi. Poi un autocarro con la banda, che avanzava lentamente. Piú lontano procedeva adagio un autofurgone funebre aperto, nuovo di zecca, sopra di esso una bara coperta di corone, e agli angoli della piattaforma quattro persone in piedi: tre uomini e una donna. Anche da lontano Margherita poteva notare che le persone che stavano nell’autofurgone funebre e accompagnavano il defunto nel suo ultimo viaggio, avevano delle facce stranamente sconcertate. Questo valeva soprattutto per la signora in piedi nell’angolo posteriore sinistro del furgone. Sembrava che qualche segreto piccante gonfiasse dall’interno le guance di questa signora, già di per sé paffute, e che nei suoi occhietti sepolti nel grasso brillassero piccole luci equivoche. Si aveva l’impressione che, da un momento all’altro, la signora, non potendo piú resistere, avrebbe ammiccato accennando al defunto e avrebbe detto: «S’è mai visto nulla di simile? Un vero mistero…» Non meno sconcertate erano le facce delle trecento persone, all’incirca, che seguivano a piedi, lentamente, l’autofurgone funebre.

Margherita seguiva con gli occhi il corteo, intanto porgeva orecchie alla lugubre grancassa che dileguava in lontananza emettendo sempre lo stesso «bum, bum bum» e pensava: «Che strano funerale… e che tristezza mette addosso quel «bum»! Ah, davvero, darei in pegno l’anima al diavolo pur di riuscire a sapere se lui è vivo o no!… Sarei curiosa di sapere chi portano a seppellire, con quelle facce cosí strane».

— Michail Aleksandrovič Berlioz, — disse accanto a lei una voce maschile un po’ nasale, — presidente del MASSOLIT.

Margherita Nikolaevna, stupita, si voltò e vide sulla sua panchina un signore che, evidentemente, le si era seduto a fianco senza far rumore mentre essa s’incantava a guardare il corteo e, com’è da presumere, nella sua distrazione aveva formulato ad alta voce la sua ultima domanda.

Il corteo, nel frattempo s’era soffermato, trattenuto probabilmente dai semafori che aveva davanti.

— Già, — continuò lo sconosciuto, — la loro situazione è straordinaria. Accompagnano un morto e si chiedono soltanto dove sia andata a finire la sua testa.

— Che testa? — domandò Margherita, guardando attentamente il suo inatteso vicino. Il quale vicino risultò essere un individuo di piccola statura, di pelo rosso fiamma, con una zanna che fuoriusciva, una camicia inamidata, un vestito a righe di buona qualità, scarpe basse di coppale e in testa una bombetta. Aveva una cravatta sgargiante. Quel che colpiva in lui era il fatto che dal taschino dove di solito gli uomini portano un fazzoletto o la stilografica spuntasse fuori un osso di pollo rosicchiato.

— Insomma, — spiegò il rosso — voglia considerare che questa mattina nella sala del Griboedov hanno portato via dalla bara la testa del defunto.

— Ma com’è possibile? — chiese suo malgrado Margherita, ricordandosi in quel momento del bisbiglio in filobus.

— Lo sa il diavolo, come! — rispose con impertinenza il rosso. — Io, però, credo che non sarebbe male chiederlo a Behemoth. L’hanno sgraffignata con un’abilità straordinaria! Una cosa mai vista!… E quel che piú conta è che non si capisce a chi e per quale uso possa servire quella testa!

Per quanto assorta nei suoi pensieri, Margherita Nikolaevna fu tuttavia colpita dalle strane fandonie dello sconosciuto.

— Permetta! — esclamò a un tratto. — Quale Berlioz?

Quello che oggi sui giornali…

— Già, già…

— Sicché, dunque, sono letterati quelli che camminano dietro la bara? — chiese Margherita e a un tratto digrignò i denti.

— Be’, naturalmente, lo sono!

— E lei li conosce di vista?

— Sí, tutti quanti, — rispose il rosso.

— Dica un po’, — prese a dire Margherita, e la sua voce si fece fioca, — non c’è fra di loro il critico Latunskij?

— Come potrebbe non esserci? — rispose il rosso. — È quello là, l’ultimo della quarta fila.

— Quel biondino? — domandò Margherita, socchiudendo le palpebre.

— Biondo cenere… vede, quello che ha alzato gli occhi al cielo!

— Quello che assomiglia a un prete cattolico?

— Proprio lui!

Margherita non chiese altro, intenta com’era a esaminare Latunskij.

— Lei, però, come vedo, — riattaccò sorridendo il rosso — lo odia, quel Latunskij.

— Ce n’è ancora un altro che odio, — rispose Margherita fra i denti, — ma non è interessante parlarne.

Il corteo intanto era passato e dietro di esso cominciavano a sfilare delle automobili per lo piú vuote.

— Certo, ha ragione, che c’è d’interessante in questo, Margherita Nikolaevna?

Margherita si stupí:

— Lei mi conosce?

Invece di rispondere, il rosso si tolse la bombetta e la riacchiappò al volo.

«Un vero ceffo da malandrino!», pensò Margherita, guardando con attenzione il suo interlocutore occasionale. — Io, però, non la conosco, — disse seccamente Margherita.

— E come potrebbe conoscermi? Invece io sono stato mandato da lei per un affaruccio.

Margherita impallidí e si scostò.

— Bisognava incominciare subito da questo, — disse, — e non far tante chiacchiere a proposito d’una testa tagliata! Lei mi vuole arrestare?

— Nemmeno per sogno! — esclamò il rosso, — ma le pare? Quando s’attacca discorso con qualcuno è soltanto per arrestarlo? Ho semplicemente un affaruccio da proporle.

— Non ci capisco niente, che affare?

Il rosso si guardò attorno e disse misteriosamente:

— Mi hanno mandato a invitarla in casa di qualcuno per questa sera.

— Cosa va farneticando, in casa di chi?

— Di un illustrissimo straniero, — disse significativamente il rosso, strizzando gli occhi.

Margherita andò su tutte le furie.

— È spuntata una nuova razza, quella del ruffiano di strada, — disse, alzandosi per andarsene.

— Ecco quel che si guadagna ad accettare certi incarichi! — esclamò il rosso, offeso, e brontolò dietro le spalle di Margherita che se ne andava: — Stupida!

— Mascalzone! — replicò lei, voltandosi, e subito dopo udí dietro di sé la voce del rosso:

— Le tenebre, venute dal Mediterraneo, coprirono la città odiata dal procuratore. Scomparvero i ponti sospesi che univano il tempio alla terribile torre Antonia… Sparí Jerushalajim, la grande città, come se non fosse mai esistita… Cosí sparisca lei, definitivamente col suo quaderno bruciacchiato e la sua rosa secca! Lei che sta qui seduta da sola sulla panchina e lo supplica di lasciarla in libertà, di lasciarle respirare l’aria, di uscirle dalla memoria!

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «Il Maestro e Margherita»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Il Maestro e Margherita» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Отзывы о книге «Il Maestro e Margherita»

Обсуждение, отзывы о книге «Il Maestro e Margherita» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.