Guido Pagliarino - Il Vento Dell'Amore

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Scrive Carlo Buzzetti (in, di Carlo Buzzetti - con Carlo Ghidelli -, Le tappe della lettura della Bibbia. Come leggere una pagina biblica, come leggere una parabola, un discorso, un miracolo, San Paolo, Cinisello Balsamo, 2003.): “Ogni testo scritto sorge in un contesto vitale (o situazione originaria) di cui è espressione. Ma non sempre quella situazione delle origini può essere avvertita agevolmente da chi legge il testo; di solito ciò risulta abbastanza facile per i primi destinatari, per i primi lettori, poiché essi sono vicini; ma tale situazione si fa più oscura o più enigmatica o più ardua da conoscere per i lettori successivi che, invece, risultano piuttosto lontani. […] distinguiamo due fasi del compito teso a rendere esplicito il contesto implicito: prima, si cerca di ricostruire la situazione che il testo riflette; poi, si tende a una ricostruzione della situazione vissuta dall’autore del testo. Entrambe le fasi richiedono un certo impegno di indagine storica che, evidentemente, non può limitarsi al solo approccio diretto con il testo; chi legge deve considerare anche vari indizi forniti da altre voci più o meno contemporanee e in qualche modo parallele o convergenti rispetto a quel testo”

Ecco perché nel trattare il nostro tema di fondo, Dio-Amore nel Primo Testamento, dovremo esaminare, sia pure a grandi linee, le vicende storiche del popolo d’Israele e, quanto meno all'ingrosso e dove possibile, considerare la situazione personale dei redattori biblici; ad esempio vedremo che Esdra, motore principale anche se forse non redattore del Pentateuco, è mosso e aiutato dall’essere un funzionario giudeo del regno di Persia e un custode delle antiche tradizioni ebraiche, sopravvissute alla deportazione in Babilonia.

Inizieremo dall’epoca dei Giudici, verso la fine dell’Età del Bronzo.

Pieter Paul Rubens, Il giudice Sansone sedotto da Dalila, olio su tavola, 1609 circa, London National Gallery

Capitolo I

DAL 1200 A.C. ALL’ETÀ DEL SECONDO TEMPIO

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Bibliografia principale di questo capitolo: AA. VV. (a cura di David e Pat Alexander), Guida alla Bibbia, Edizioni Paoline – Roma, 1980; AA. VV. (Joseph Schreiner e collaboratori), Introduzione letteraria e teologica all’Antico Testamento, Edizioni Paoline s.r.l., quinta edizione 1990; AA. VV. (sotto la direzione di John A. Garraty e Peter Gay), Storia del mondo, Vol. I, Arnoldo Mondatori Editore, 1973; Abraham Cohen, Il Talmud, traduzione di Alfredo Toaff, Gius. Laterza & Figli S.p.A., Roma-Bari, 2003; Giovanni Filoramo, Giudaismo, in, di AA.VV., Manuale di storia delle religioni, Gius. Laterza & Figli, 1998; A cura di P. Bonsirven (scelta dei testi a traduzione dagli originali), Daniel-Rops (introduzione), Enrico Galbiati (presentazione), La Bibbia apocrifa, Editrice Massimo s.a.s., 1990; Edmondo Lupieri, capitoli Il Giudaismo del secondo tempio e le origini del Cristianesimo, pp. 7-19, e Radicalizzazione dell’osservanza e aperture ai non giudei (da Pompeo a Nerone), pp. 20-68, in, di AA. VV. (a cura di Giovanni Filoramo e Daniele Menozzi), Storia del Cristianesimo, Gius. Laterza & Figli, vol I, 1997; Alviero Niccacci, La casa della sapienza, voci e volti della sapienza biblica, Edizioni San Paolo s.r.l., 1994; Giovanni Odasso, L’esilio come luogo di salvezza, in Leggere la storia come salvezza, numero monografico di Parola, Spirito e Vita - quaderni di lettura biblica, n. 1 gennaio-giugno 2003, Centro editoriale devoniano; Michel Morre, Dizionario Mondadori di Storia Universale, primo volume, Arnoldo Mondatori Editore, 1973; fonte internet: Enzo Cortese, articolo Per una teologia dello spirito nel tardo profetismo, Studium Biblicum Franciscanum, Jerusalem, e-book pdf alla pagina Internet http://198.62.75.1/www1/ofm/sbf/Books/LA47/47009EC.pdf.

Gl’ideali eroici

L’Età del Bronzo viene chiusa da due serie d’invasioni. Una proviene da nord-est, è attuata dai Popoli del mare, come gli Egizi chiamano gl’invasori, e nel corso di questa sequela d’occupazioni, poco prima del 1200 a.C. le tribù dei Peleshei, detti Filistei dai Greci e nella Bibbia, prendono possesso della terra di Palestina dandole il nome, mentre il rimanente si sparpaglia in diverse zone attorno al Mediterraneo compiendo incursioni fin in Grecia e, forse, bruciandovi i palazzi di Micene e Pilo.

Il declino della civiltà micenea avvenne verso il 1200 a.C. per ragioni non ben chiarite. In seguito al rinvenimento a Pilo di tavolette cotte in un incendio del palazzo reale, è stata prospettata l'invasione dal mare poiché vi si parla di allestimenti militari per difendere le coste da un pericolo incombente d'invasione e in quanto, in quello stesso periodo, era stata posta in grave difficoltà la civiltà egiziana e abbattuta quella ittita dai cosiddetti popoli del mare, onde è parso lecito ipotizzare che gli stessi popoli fossero stati gli invasori. Una più tradizionale spiegazione è invece l'invasione della popolazione indoeuropea dei Dori. D'altro canto, altri studiosi ritengono che il declino della civiltà micenea sia stato causato da meri fattori economici e demografici, e forse climatici, e gl'incendi non siano stati necessariamente dovuti a invasori.

L’altra serie d’invasioni viene da sud-est e riguarda tribù seminomadi di lingua aramaica che giungono dai confini del deserto arabico, le quali dapprima s’infiltrano e quindi s’impadroniscono con la forza della Siria, della Mesopotamia settentrionale, dell’Assiria, di Babilonia e della Palestina, chiamata Canaan dalla Bibbia. Quanto al popolo che sarà detto israelita, esso è in questa zona all’incirca dal 1200 a.C., un cinquantennio dopo l’epoca dell’esodo ebraico dall’Egitto, e convive, non senza contrasti, con la popolazione indigena. Non tutto il popolo ebraico proviene da un’altra terra, che sia o no quella dei faraoni: molti agricoltori, parlo dell’epoca storica trascurando le precedenti migrazioni, hanno origini locali (sono, per così dire, Cananei) e col tempo si fondono coi pastori nomadi invasori (diciamo con gli Ebrei) formando il popolo d’Israele. È questa l’epoca, fin verso il 1000, che nella Bibbia è detta dei Giudici e di cui si può conoscere solo la storia di fondo, essendo le relative informazioni veterotestamentarie trasfigurate miticamente. Utile è il confronto con altre società del tempo. In Palestina e in altre zone del vicino Oriente, nonché in Grecia e sulle coste e isole mediterranee dell’Asia minore, sono apprezzati in primo luogo gl’ideali eroici e un semplice insulto basta a scatenare una tremenda reazione come, per la Grecia, nel primo canto dell’Iliade dove l’eroe Achille, oltraggiato dal re Agamennone che gli ha sottratto la schiava Briseide, si ritira dalla guerra contro Troia dopo aver avuto l’impulso d’ucciderlo; o come, per la Palestina, nella Bibbia (1 Sam 25, 9-42) dove il re Davide, offeso dagli atteggiamenti superbi del suddito Nabal, vuole ammazzargli tutti i maschi della famiglia, peraltro impietosendosi di fronte alle suppliche di Abigail, moglie dell’offensore; ma penserà poco dopo un tremendo Jahvè a fare giustizia capitale uccidendo il tronfio Nabal, e allora Davide prenderà la vedova tra le sue mogli. È una società dove la posizione dell’individuo dipende dalla sua statura morale, dal coraggio personale e dal contributo che dà alla società , come ad esempio per la figura biblica del giudice Sansone. È un ideale che si riflette tra il 1100 e il 750 a.C. in racconti leggendari in prosa e in versi recitati oralmente e solo successivamente riuniti per iscritto, come per l’argomento dei poemi greci Iliade e Odissea e, dalla terra ebraica, per le primitive narrazioni confluite, principalmente, nella Genesi e in 1 Samuele e in 2 Re verso il V secolo a.C., con molte addizioni e varianti tratte da saghe e leggende, conosciute dagli Ebrei durante la schiavitù babilonese, che attingono all’antica mitologia della Mesopotamia.

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