Ora Mika aveva trovato Gabe, o viceversa, pensò. Il suo compagno. Non c’era alcun dubbio nella sua mente che tutta la faccenda delle mutazioni avrebbe mandato Gabe in confusione, ma aveva fiducia nel destino. Con i feromoni che presto sarebbero infuriati tra loro—in effetti avevano già cominciato—sapeva che Gabe sarebbe stato suo, prima piuttosto che poi. Era penetrato nei sogni dell’uomo, riempiendoli di visioni di lupi e uomini, aiutando, sperava, a rendere più facile per Gabe accettare chi e che cosa fosse.
Ah, Dio, Gabe era eccitato . Mika guardò attraverso gli occhi socchiusi mentre l’uomo si toccava il pene nel sonno. Lievi rumori provenivano dalle sue labbra mentre la sua mano si agitava sempre più insistentemente, muovendosi e strofinando fino a quando l’odore del pre-orgasmo raggiunse il naso sensibile di Mika. Dovette resistere al desiderio di trasformarsi e di andare dal suo compagno. Era ancora troppo presto e aveva veramente bisogno che il liquido della flebo entrasse nel suo corpo. Le traversie che aveva passato lo avevano quasi messo fuori combattimento. Diede un colpetto con il muso a Gabe, cercando di svegliare la figura che dormiva prima di perdere la sua forza di volontà e di fare qualcosa di stupido, tipo mutare e liberare il pene teso di Gabe dai suoi jeans, prendendolo in profondità nella sua gola… Colpì con più forza Gabe, poi lasciò che i suoi occhi si chiudessero.
Una volta che Gabe riuscì ad alzarsi e a uscire dalla stanza, Mika si lasciò sfuggire un sospiro di sollievo che fu, però, di breve durata quando sentì Gabe gemere e si immaginò il suono della pelle che si muoveva mentre il suo compagno si accarezzava fino all’orgasmo. La visione del suo compagno, i suoi capelli castani con le ciocche bagnate, i suoi occhi verdi chiusi mentre si massaggiava e i suoi forti muscoli si irrigidivano sotto la sua pelle bronzea quando arrivava l’orgasmo—beh, maledizione.
Quell’immagine fu quasi troppo; sentì che stava cominciando a mutare, diviso tra correre da Gabe e probabilmente rovinare tutto, o avere un po’ di pazienza e riuscire poi ad avere tutto. Non era mai stato così difficile per lui controllare il suo mutamento come quando aveva sentito il suo compagno urlare quando era venuto. Mika bloccò ogni articolazione del suo corpo e concentrò ogni sua stilla energia sul fatto che doveva restare nella forma di lupo.
Diede un’occhiata alla sacca delle flebo. I liquidi, così come la sua capacità di guarire velocemente in quanto mutante, avrebbero presto reso qualsiasi altro trattamento non necessario. Si stava già sentendo meglio, e una parte di lui sembrava essersi completamente ripresa—il suo pene era duro come una barra di acciaio. Una volta terminata quella sacca, avrebbe dovuto mutare e pensare a un buon piano, perchÈ non c’era nessuna possibilità che lui potesse stare lontano dal suo compagno se Gabe avesse deciso di accarezzarsi di nuovo.
* * * *
Gabe pensò di portare il sacco a pelo e il cuscino in lavanderia per stare con il lupo in modo da poter controllare facilmente la flebo durante la notte. Si sentiva quasi obbligato a stare con lui e quello lo mandava un po’ fuori di testa. Aveva sempre avuto una forte affinità con i cani, ma quello era diverso e non solo perchÈ era un lupo. Era diverso per qualche forza interiore, come se qualcosa dentro di lui entrasse in risonanza con qualcosa dentro al lupo.
E c’era la scarica di rabbia che aveva provato quando Adam aveva toccato il lupo. Alla fine, quello era il motivo per cui Gabe evitò di dormire in lavanderia. Non capiva cosa sentisse, perchÈ si stesse sentendo così…legato al lupo. Abbiamo sempre paura di quello che non capiamo , pensò, e in quel caso, era la pura verità.
Con gli occhi annebbiati, aveva percorso a tentoni il corridoio fino alla lavanderia per tre volte nel bel mezzo della notte. Ogni volta il lupo lo aveva guardato con quegli imperturbabili occhi color whisky. Gabe poteva sentirli che lo stavano osservando, sentirli sulla sua pelle come una carezza. Era strano e non sapeva come comportarsi.
Quando Gabe si svegliò al suono della sveglia per la quarta e ultima volta, si fece sfuggire un lamento per la grande stanchezza. Si sentiva come se non avesse dormito per nulla, nemmeno quelle poche ore che era riuscito a farlo. Quel poco sonno era stato riempito dai sogni sensuali di un uomo dai capelli scuri con caldi occhi castani e il sedere più dolce che avesse mai visto. Le visioni dell’uomo si confondevano con quelle del lupo per poi tornare nuovamente all’uomo. Un nome, Mika , era uscito dalle labbra dell’uomo con una voce calda e sensuale. Mika, Mika… Non era un nome a cui aveva mai pensato, e non potÈ fare a meno di domandarsi dove la sua mente fosse stato in grado di trovarlo.
L’intera esperienza era stata strana e Gabe immaginò che uno psichiatra avrebbe avuto pane per i suoi denti con l’analisi dei suoi sogni se mai gliene avesse dato la possibilità. Scrollandosi di dosso le sue preoccupazioni sul fatto di aver sognato di fare sesso—un sesso veramente, veramente sconvolgente—con un uomo che poteva trasformarsi in un lupo, gettò via le coperte.
La sua erezione mattutina gli stava facendo veramente male, e pensò seriamente di alleviarla prima di controllare il lupo, ma non poteva giustificare la ricerca del proprio piacere a spese di un altro. Pur sapendo che era sciocco, indossò i suoi boxer in un tentativo di coprire la sua erezione mattutina. Gli sembrò solamente strano andare a prendersi cura del lupo con un uccello duro come il marmo.
Aprì la porta della lavanderia, sorridendo in anticipo prima di vedere il lupo. Si bloccò sulla soglia. La sacca della flebo era vuota, la cannula sul pavimento, l’ago con ancora una piccola macchia di sangue non era attaccato al lupo. PerchÈ il lupo era scomparso.
“Ma che diavolo?” disse irrompendo nella stanza, cercando freneticamente qualsiasi segnale di cosa fosse accaduto al lupo. Non poteva essere uscito; l’unica porta era quella da cui era entrato e che portava in casa. Perciò dove diavolo era finito il lupo? E perchÈ aveva la sensazione che qualcosa di vitale gli fosse stato strappato?
Ispezionò la casa, cercando il lupo o qualche sua traccia, ma non trovò nulla. Poi si ricordò che la finestra della sua camera era rimasta aperta; la fresca brezza serale era stata troppo rilassante per resistere. La zanzariera tuttavia era stata bloccata. Non c’era modo per cui il lupo fosse stato in grado di aprire la serratura. Se il lupo fosse passato attraverso la finestra l’animale avrebbe rotto sicuramente la zanzariera. E quello lo avrebbe sicuramente svegliato. Corse fuori, notando che le porte della casa erano completamente chiuse ma non a chiave—lui raramente le chiudeva a chiave. Tuttavia, non era probabile che il lupo fosse stato in grado di aprirle. C’era bisogno dei pollici per cose di quel tipo.
Colpendo il terreno coi piedi nudi mentre correva, controllò il garage, le cucce e qualsiasi posto che potesse venirgli in mente. Nulla, pensò, sentendosi stranamente in lutto. Non c’era traccia del lupo da nessuna parte. Si sedette sui gradini della veranda, arrabbiato, con le lacrime che gli bruciavano gli occhi. Doveva smettere di comportarsi come una femminuccia, maledizione. Poi un freddo terrore lo travolse. E se lo sceriffo fosse entrato proprio mentre dormiva e avesse rubato il lupo? Non sembrava probabile. Lo sceriffo avrebbe fatto a pezzi il lupo perchÈ lui lo scoprisse. Tuttavia, era ancora l’unica possibilità che gli venisse in mente. Si alzò e andò dentro a chiamare Todd.
“Sì?” rispose Todd. Gabe si diede una manata in fronte. Si era dimenticato che aveva fatto il secondo turno. Non che quello lo avrebbe comunque fermato dal chiamarlo e svegliarlo.
Читать дальше