Margaret Weis - Ambra e ferro
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«Ti ho sottovalutato, mio signore», mormorò Nuitari al suo nemico che non si vedeva. «Per questo ti chiedo scusa.»
Chemosh doveva essere in estasi nel sapere che la donna da lui amata era ancora viva. Doveva essere furioso per l’inganno giocatogli. Il Signore della Morte non era il tipo, a quanto pareva, che permettesse alla gioia o alla collera di privarlo dell’intelletto. Chemosh voleva Mina, ma voleva anche i potenti oggetti sacri che Nuitari teneva sotto chiave dentro la Torre. Il Signore della Morte stava indubbiamente cercando un modo per conseguire l’una e gli altri.
«Che stai facendo?» domandò Nuitari al collega dio. «Sei corso a spifferare segreti agli altri dèi? Stai raccontando loro come il malvagio Nuitari abbia restaurato la Torre dell’Alta Magia di Istar? Come abbia recuperato e rivendicato per sé un tesoro di oggetti sacri? Hai raccontato tutto questo?»
Nuitari sorrise. «No, credo di no. Perché? Perché allora tutti gli dèi conoscerebbero il segreto degli oggetti sacri e, una volta venuti a conoscenza della cosa, vorrebbero tutti farsi restituire i loro giocattoli. E così dove finirebbe Chemosh? Di nuovo nel freddo e buio Abisso.»
Al termine dell’Era del Potere, il Re-Sacerdote di Istar aveva decretato che tutti gli oggetti sacri di quegli dèi che non erano dèi buoni e giusti (a giudizio del Re-Sacerdote) dovessero essere confiscati dagli eserciti di devoti del Re-Sacerdote. Oltre a quegli oggetti che furono confiscati, il Re-Sacerdote offrì laute ricompense per tutti gli oggetti sacri presumibilmente utilizzati per scopi malvagi. Tra i guerrieri devoti, i «buoni» cittadini, i ladri e i saccheggiatori, i templi di quasi ogni dio di Ansalon furono spogliati degli oggetti religiosi.
Prima di tutto si sequestrarono gli oggetti sacri provenienti dai templi degli dèi dichiaratamente malvagi: Chemosh e Takhisis, Sargonnas e Morgion. Toccò poi ai templi degli dèi neutrali cadere vittime dei cacciatori di oggetti sacri, poiché si affermava che «un dio che non è con noi è contro di noi.»
Infine, col diffondersi del fervore religioso (e dell’avidità), i guerrieri devoti razziarono i templi degli dèi della luce, compresi quelli della dea della guarigione, Mishakal, poiché, pur essendo lei consorte di Paladine, Mishakal aveva commesso l’errore di aprire le porte della guarigione a tutti i mortali, perfino a coloro che non erano ritenuti degni della benedizione di un dio. Si sapeva in effetti che i suoi chierici imponevano le mani per guarire ladri e prostitute, kender e nani, e perfino maghi. Quando i chierici di Majere, dio della giustizia, vennero a sapere che i sacerdoti di Mishakal venivano bastonati e gli oggetti sacri alla dea venivano rubati, cercarono di protestare. I loro monasteri furono allora razziati. Toccò ai loro oggetti sacri sparire.
Ben presto gli oggetti sacri a ogni dio del pantheon, con l’eccezione di Paladine, furono rinchiusi in quella che un tempo era stata la Torre dell’Alta Magia di Istar ma che adesso era chiamata Solio Febalas, Sala del Sacrilegio. Si sussurrava che i sacerdoti di Paladine incominciassero a sentirsi nervosi e che più di qualcuno fosse stato visto rinchiudere nei depositi le reliquie sacre al dio. Ma nemmeno queste erano al sicuro.
Quando il Cataclisma colpì Istar, la Sala del Sacrilegio fu distrutta nell’incendio causato dall’ira degli dèi. Gli dèi erano sicuri che gli oggetti sacri fossero stati distrutti nella conflagrazione. Volevano che i mortali per un po’ vivessero con i propri mezzi.
Nessuno più di Nuitari era rimasto sorpreso nello scoprire intatti gli oggetti sacri. La sua idea era stata di rivendicare per sé la Torre. Trovare quegli oggetti era stato un colpo di fortuna. Nuitari sapeva di non poter mantenere per sempre un segreto tanto importante. Era solo questione di tempo perché gli altri dèi scoprissero la verità e arrivassero da lui a esigere la restituzione degli oggetti sacri. Questi ultimi erano in un luogo sicuro, protetti sia da potenti incantesimi magici sia da Midori, un antico e irascibile drago marino. Simili protezioni avrebbero tenuto lontani i mortali; non avrebbero fermato un dio.
Nuitari non doveva preoccuparsi di questo.
Gli dèi avrebbero fermato gli dèi.
Ciascun dio avrebbe desiderato i propri oggetti sacri, naturalmente. Ciascun dio, pur prendendosi i propri oggetti, avrebbe anche desiderato far sì che gli altri dèi non prendessero i loro.
Per esempio, Mishakal non avrebbe voluto che Sargonnas, attualmente il più potente dio delle tenebre, riguadagnasse i suoi oggetti sacri. La dea avrebbe cercato alleati nel tentativo di impedirglielo; alleati improbabili, come Chemosh, il quale avrebbe parteggiato in questo per Mishakal, poiché il Signore della Morte era impegnato in una lotta di potere con Sargonnas e non avrebbe voluto che il Dio dalle Corna divenisse più forte di quanto già era. Poi vi era Gilean, Dio della Bilancia, il quale poteva ben opporsi agli dèi sia della luce sia delle tenebre, per timore che la restituzione di tali oggetti sacri a qualche dio sconvolgesse un equilibrio già vacillante.
La furia sacra si sarebbe veramente scatenata quando gli dèi avessero scoperto che Nuitari era in possesso degli oggetti sacri di Takhisis, la defunta Regina delle Tenebre, e di quelli del dio in esilio volontario, Paladine. Anche se i loro creatori non c’erano più, gli oggetti rimanevano, così come la loro potenza sacra, che poteva essere enormemente utile a qualunque dio o mortale se ne impadronisse. Le dispute su questi soli oggetti potevano ben durare dei secoli.
Frattanto il progetto di Nuitari era di andare in giro per il cielo a stringere patti segreti, consegnando nascostamente un oggetto sacro qui e un altro là, approfittando della contrapposizione fra un dio e l’altro e rafforzando così la propria posizione.
Anche se Nuitari aveva odiato Takhisis e aveva fatto del suo meglio per opporsi a lei in tutto quanto la dea avesse mai fatto, era simile a sua madre sotto un aspetto: aveva la stessa tenebrosa ambizione.
A opporsi a tale ambizione erano i due cugini di Nuitari, Lunitari e Solinari. Le divinità della magia bianca e della magia rossa non avrebbero dato un soldo bucato per gli oggetti sacri. Il Re-Sacerdote, diffidando dei maghi e della loro magia, non aveva tenuto oggetti appartenenti a maghi. Quegli oggetti magici che furono ritrovati (e ve n’erano pochi, dato che i maghi li avevano nascosti quasi tutti) furono immediatamente distrutti. I cugini di Nuitari sarebbero stati furiosi quando fossero venuti a sapere che lui se n’era andato a costruire la sua Torre. Sarebbero stati furiosi... ma anche costernati, addolorati. Fin dall’inizio dei tempi, gli dèi delle tre lune erano rimasti assieme e uniti per salvaguardare ciò che per loro era particolarmente prezioso: la magia.
I tre cugini non avevano mai avuto segreti l’uno per gli altri. Finora.
Nuitari si sentiva in colpa per avere infranto la fiducia dei cugini, ma non tanto in colpa. Fin da quando sua madre, Takhisis, l’aveva tradito sottraendo il mondo (il suo mondo!), lui aveva deciso che da allora in poi non si sarebbe più fidato di nessuno. Inoltre aveva escogitato un metodo per rappacificarsi con i cugini. Niente sarebbe più stato come prima fra loro, naturalmente. Ma d’altronde niente sarebbe più stato come prima per nessun dio. Il mondo, così come il cielo, era cambiato per sempre.
Nuitari si domandava che cosa stesse architettando Chemosh, e questo ricondusse i pensieri del dio a Mina. Nuitari veniva qui spesso. Non per interrogare Mina. Questo lo facevano le sue Vesti Nere, e avevano scoperto ben poco. Nuitari si accontentava di osservarla. Adesso, d’impulso (e pensando inoltre che Chemosh potesse ancora sorprenderlo), Nuitari decise di interrogare personalmente Mina.
L’aveva trasferita dalla cella di cristallo in cui l’aveva imprigionata inizialmente. La vista di lei che vagava qua e là si era rivelata una distrazione eccessiva per i suoi maghi. Nuitari l’aveva avvolta in un bozzolo magico di isolamento, in modo che non potesse comunicare con nessuno in nessun luogo, e l’aveva trasferita in un appartamento previsto come alloggio per gli arcimaghi delle Vesti Nere destinati a popolare la Torre sotto il Mare di Sangue.
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