Эд Гринвуд - Elminster - la nascita di un mago
Здесь есть возможность читать онлайн «Эд Гринвуд - Elminster - la nascita di un mago» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Год выпуска: 2000, Жанр: Фэнтези, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.
- Название:Elminster: la nascita di un mago
- Автор:
- Жанр:
- Год:2000
- ISBN:нет данных
- Рейтинг книги:4 / 5. Голосов: 1
-
Избранное:Добавить в избранное
- Отзывы:
-
Ваша оценка:
- 80
- 1
- 2
- 3
- 4
- 5
Elminster: la nascita di un mago: краткое содержание, описание и аннотация
Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Elminster: la nascita di un mago»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.
Elminster: la nascita di un mago — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком
Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Elminster: la nascita di un mago», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.
Интервал:
Закладка:
Helm chinò il capo, ringraziò i due con un sorriso e batté le mani. «Alzatevi, tutti!» tuonò. «Portate cibo e vino e tavoli! Chiamate tutti i menestrelli della città e venite a divertirvi!» I suoi uomini gettarono a terra le spade e gridarono la loro approvazione, e la grande sala fu improvvisamente piena di grida festanti. Il popolo ondeggiò alla vista di Elminster… e il giovane si ritrovò la faccia nuovamente bagnata di lacrime. «Madre… padre…», sussurrò, la voce coperta dal tumulto, «ho fatto la cosa giusta».
Le braccia di Myrjala furono improvvisamente attorno a lui, calde e confortanti, ed El le appoggiò la testa sul petto e pianse. È grandioso essere finalmente liberi.
Sparì più cibo di quanto Helm credeva fosse possibile. Osservò sogghignando la gente che russava sulle panche… e il suo sorriso si allargò quando vide i suoi uomini danzare e far roteare fanciulle dal viso paonazzo, mentre i menestrelli stanchi continuavano inesorabilmente a cantare. Tra loro, la maga dagli occhi scuri danzava senza sosta, ma sembrava fresca e riposata come una regina appena uscita dalle sue stanze.
Là sul pavimento, mentre roteavano a ritmo di musica, un guerriero sporco, dalla barba ispida, si chinò sulla mano di Myrjala e guidò la donna nei passi di una danza intricata. D’un tratto si abbassò e le domandò curiosamente: «Signora, non vi offendete, ma perché non vi siete inginocchiata al nuovo re?»
«Io non mi inginocchio davanti ad alcun uomo, Anauviir», rispose, sorridendo. «Se vuoi sapere il perché, chiedilo a Mithtyn domani mattina».
Lasciò il guerriero a domandarsi come facesse a conoscere il suo nome, e si allontanò tra la folla danzante, in cerca di Mithtyn.
Era con altri anziani, appoggiato ai pilastri e stava osservando le danze. Quando la vide avvicinarsi, il vecchio impallidì e si voltò frettolosamente per allontanarsi, ma si ritrovò circondato da gente che spingeva per guardare. Non poteva scappare.
Myrjala lo prese saldamente per mano. «Dopo il tuo elogio per il mio modo di danzare, non vuoi unirti a me per un ballo? Mi ferisci, coraggioso Mithtyn! Non mi scapperai questa notte!»
Intorno a loro si udirono mormorii scherzosi e parole di gelosia quando la maga trascinò il vecchio araldo in una danza, ma quando più tardi Mithtyn tornò al suo posto, sorrideva, e camminava eretto, come se avesse vent’anni di meno.
Elminster era stanco, e gli doleva la gola, ma Tassabra lo aveva trascinato fermamente nel mezzo del ballo e l’aveva guidato abilmente in una danza di avidi baci e carezze – e quando Farl l’aveva reclamata sorridente, dandogli una manata sulla schiena tanto forte da farlo quasi cadere, le donne della corte si erano fatte avanti.
El sentiva la notte scorrere lentamente sotto i suoi piedi, ormai instabili, ma ogni volta, una bellissima e zelante fanciulla, gli occhi scintillanti di eccitazione, gli prendeva la mano, e il principe era costretto a danzare.
I piedi cominciavano a fargli male, per non parlare della gola, e gocce di sudore rotolavano lungo la sua schiena sotto la camicia già inzuppata… ma la musica non accennava a smettere, e le fanciulle che lo circondavano non davano segni di stanchezza. Scuotendo il capo, El scrutò fra le spalle roteanti e i visi sorridenti, in cerca di una faccia regale con sereni occhi neri. D’un tratto li vide, e nonostante una cinquantina di persone stessero danzando fra loro, la voce di Myrjala sembrò un lieve sussurro al suo orecchio, «Va’ e divertiti! Ci incontreremo qui all’alba!»
Elminster domandò rivolto all’aria: «Ma tu che cosa farai?»
Pochi giri di danza più tardi, Myrjala gli passò accanto e gli strizzò l’occhio. El la guardò danzare verso Helm, sottrarlo abilmente alle braccia di Isparla, e voltare la testa per incontrare il suo sguardo interrogativo. «Escogiterò qualcosa!», rispose al suo allievo, e si rituffò nella mischia, trascinando Helm per la mano. Il vecchio cavaliere scosse la testa, sorrise a Elminster, e alzò le spalle.
Il giovane li guardò, sbalordito dalla voce traboccante di allegria della sua compagna – e poi, incontrollatamente, iniziò a ridere. Stava ancora sobbalzando per le risate quando mani lisce e delicate lo trascinarono oltre una porta, in un’anticamera meno illuminata, dove vi erano cuscini, vino, e labbra ansiose…
Nelle prime luci dell’alba, Elminster tornò barcollante nella stanza del trono. La testa gli martellava e aveva la bocca molto secca. C’era qualcosa che non andava col suo equilibrio, e si stava ancora riallacciando e sistemando ciò che restava dei suoi vestiti malconci, quando giunse alla porta doppia e si ritrovò a fissare gli occhi divertiti di Myrjala. Era in piedi di fronte al Trono del Cervo, impeccabile, i suoi abiti e il suo aspetto regale immutati dalla sera precedente. «Athalantar ti ha ringraziato come si deve?», gli domandò con tono canzonante.
Elminster le diede un’occhiata. Le sue dita, ancora occupate ad agganciare bottoni qua e là, scivolarono su qualche cosa di setoso, ed estrassero un velo di donna da sotto la sua cintura. Scuotendo il capo, lo porse a Myrjala. «Vuoi che rinunci a tutto ciò?», le domandò tristemente.
La donna scoppiò a ridere. «Ti stancheresti dei complotti e dei tradimenti dopo soli dieci giorni… Non è necessario essere re per mangiare, danzare, e passare una notte d’amore, lo sai».
Elminster sospirò e osservò intorno a sé gli scudi e i vessilli dei suoi antenati. Poi, riemergendo da ricordi distanti, posò nuovamente lo sguardo su di lei, e si stiracchiò.
«Ai cavalli, dunque», esclamò vivacemente, «e via di qui prima che Helm si svegli».
Myrjala annuì e avanzò per prenderlo sotto braccio e uscire insieme dalla stanza del trono.
Le stalle erano enormi e fiocamente illuminate, ma silenziose, era molto presto infatti. Myrjala scelse tranquillamente due dei migliori cavalli, e ordinò a uno stalliere assonnato di sellarli.
«Qui, adesso…» protestò, corrugando la fronte. «Quei…» Si interruppe bruscamente, guardando gli occhi severi della donna. Il suo sguardo cadde sulle sue mani, che stavano per fare un incantesimo, allora deglutì ed esclamò: «Un momento, Signora… saranno pronti in un baleno!»
Myrjala sorrise brevemente, poi si voltò verso El e schioccò le dita. Lucenti selle imbottite si materializzarono lentamente ai suoi piedi. Il giovane le lanciò un’occhiata interrogativa.
«Mi sono presa la libertà», affermò con un sorriso sereno e innocente, «di riempirle questa mattina presto. Chi conquista i regni e poi li dà via merita almeno di mangiare decentemente».
Elminster ne sollevò una e scoprì che era dannatamente pesante e che tintinnava. Monete, o non era mai stato ladro. Sciolse abilmente i nodi e aprì una tasca. Era piena di monete d’oro.
Myrjala gli sorrise innocentemente e allargò le mani. «Quanto oro può spendere un re? Ne abbiamo bisogno lungo il cammino della nostra prossima avventura…»
«Dove ci condurrà, se posso saperlo?», Elminster si abbassò, intrecciò le mani, e la donna vi appoggiò la punta di un soffice stivale e saltò leggiadra in sella.
« Quest’ avventura non è ancora conclusa, temo», rispose Myrjala con tono allarmato. Elminster la guardò pensieroso, ma la maga non disse nulla e spronò il cavallo verso i cancelli.
Uscirono nella foschia mattutina e trovarono Mithtyn che appoggiato al suo bastone, li aspettava. Sollevò lo sguardo, deglutì e abbozzò un sorriso. «Qualcuno di Athalantar deve pur ringraziarvi come si deve. Temo di trovare le parole… ma non vorrei che ve ne andaste senza neanche un saluto!»
Myrjala si inchinò lievemente sulla sella, ed esclamò: «I nostri ringraziamenti, Mithtyn. Tuttavia, ti vedo turbato… e vorrei sapere di che si tratta, se non ti dispiace».
Читать дальшеИнтервал:
Закладка:
Похожие книги на «Elminster: la nascita di un mago»
Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Elminster: la nascita di un mago» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.
Обсуждение, отзывы о книге «Elminster: la nascita di un mago» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.