Jared avanzò per andare incontro al gruppo.
Philar: — Apriremo gli occhi e sentiremo la Grande Luce Onnipotente.
Le voci: — E non ci sarà più il Buio.
— Tornate indietro! — gridò Jared. — Non venite da questa parte!
Il gruppo si fermò quando il giovane li raggiunse nel Buio.
— Chi è? — domandò il Guardiano.
— Jared. Non potete…
— Lasciaci passare. Siamo stati avvisati che la Riconciliazione è vicina.
— Chi ve l’ha detto?
— Gli Emissari della Luce. Hanno detto che dobbiamo uscire tutti dai nascondigli e andare aldilà della Barriera.
— È un inganno! — l’avverti Jared. — Io ci sono stato, aldilà della Barriera. Troverete solo la Radiazione, laggiù!
— Quando eravamo tanto sciocchi da nasconderci davanti agli Emissari, lo credevamo anche noi.
— Ma gli Emissari vi stanno imbrogliando! Sono loro quelli che hanno fatto inaridire tutte le sorgenti calde!
— L’hanno fatto soltanto per costringerci a ragionare e ad abbandonare i mondi. Ecco perché hanno attaccato macchie di Luce alle pareti delle gallerie. Ecco perché, di tanto in tanto, lasciavano dietro di loro i sacri Ricettacoli tubulari della Luce Onnipotente… affinché fossimo gradualmente introdotti alla Luce stessa.
Philar lo superò, seguito dal resto del gruppetto.
— Tornate indietro! — li chiamò con voce disperata Jared. — State andando a ficcarvi in una trappola!
Ma loro continuarono il cammino senza ascoltarlo.
Il giovane riprese — bestemmiando — il viaggio verso il Livello Inferiore, ancora più veemente ora nella sua determinazione di armarsi per un assalto vendicativo contro i mostri e la Radiazione.
Qualche tempo dopo, arrivò al Livello Inferiore, avendonel frattempo accumulato più di qualche graffio ed escoriazione, malgrado la conoscenza perfetta delle gallerie vicine al suo mondo.
Fermandosi all’entrata, sentì che la tensione lo abbandonava come una febbre che svanisse. Si trovava ora in un ambiente tanto familiare da potersi muovere con confidenza anche senza l’aiuto degli scandagli.
Ma non provò nessun senso di profondo sollievo, nessun dolce senso di ritorno a casa, nessuna esaltazione. Quella soffocante e snervante cortina di Buio era attraversata soltanto da un silenzio così desolato che dava al luogo un’aria incoerente, un tocco d’estraneità quasi ostile.
Senza i familiari «clack» del generatore centrale di echi, l’intero mondo non era altro che un enorme vuoto proibito. Batté le mani e ascoltò quella terribile quiete.
Non c’era più il sereno gorgoglio delle sorgenti calde che dava calore udibile e letterale al suo mondo. E, là alla sua sinistra, le piante morenti della manna imponevano una dissonanza secca e dura sulle riflessioni sonore dei suoi «clap».
Sospesa da qualche parte in quell’immenso Buio, si trovava la violenta paura che aveva provocato frenetiche grida di orrore nell’Uomo Eterno. Come la stessa mancanza di Luce, Jared poteva avvertire il terrore che lo circondava e l’opprimeva. Ma strappando la sua mente da quei pensieri e riportandola al compito che l’attendeva, si avviò a passi bruschi in direzione della rastrelliera delle armi.
Batté ancora una volta le mani per ottenere un rozzo schema sonoro dei maggiori punti di riferimento. Poi la sua memoria completò immediatamente quello schema con tutti i dettagli superficiali di ciò che lo attorniava.
Urlò però di dolore quando, al passo successivo, andò a sbattere con il ginocchio contro una pietra inamovibile. Spinto dall’inerzia, volò oltre l’ostacolo e precipitò a terra.
Si rialzò con uno sforzo, massaggiandosi la gamba ferita. E maledisse l’irresponsabile Sopravvissuto che aveva violato la legge dello Spostamento dei grossi Oggetti. Ma la sua rabbia si calmò subito appena si rese conto che, se si fosse trovato lì quando i mostri erano venuti a decimare il Livello Inferiore, anche lui avrebbe probabilmente ritenuto giusto spostare i grossi massi nella speranza che servissero come ostacoli nascosti per gli invasori.
Alla sua destra udì un rumore, e si girò di scatto in quella direzione. Qualcuno stava celato in una nicchia del muro, singhiozzando freneticamente… una donna. Ma aveva portato le mani alla bocca nel tentativo di nascondere quello sfogo.
Avanzò verso di lei, ma la donna cominciò a urlare. — No! No! Non ti avvicinare!
— Sono io, Jared.
— Va via. Sei uno di loro.
Indietreggiò, riconoscendo la Sopravvissuta Glenn, un’anziana vedova. Scoraggiato per la sua totale mancanza di risorse, ascoltò verso il suolo. Non poteva far nulla per calmare i timori della donna, non aveva nulla da offrirle per rassicurarla.
Inoltre, girando gli orecchi per sentire tutto quel mondo spettrale, un mondo reso dai mostri una terra desolata, avvertì subito che il Livello Inferiore era aldilà di ogni rivendicazione e non sarebbe stato abitato mai più da esseri umani. I demoni che avevano portato quella catastrofe, avevano privato il suo mondo di tutti i significati che aveva un tempo.
Ma adesso lui avrebbe fatto conoscere loro il significato della vendetta, al suo ritorno nel loro regno infinito! Così decise in nome di quella vera Divinità, qualunque fosse, che i Sopravvissuti avevano trascurato con la loro devozione alla falsa Luce Onnipotente.
Si voltò e si diresse cupamente, a lunghi passi, verso la rastrelliera delle armi.
— No! Non andar via! — lo pregò la donna. — Non lasciarmi qui sola, preda dei mostri!
Jared tastò con la mano il primo compartimento, temendo per un attimo di non trovarvi più nulla. Ma le sue dita ansiose si chiusero su un arco, che si passò poi sulle spalle. Per vendicare il Livello Inferiore! Due faretre piene di frecce presero posto a fianco dell’arco, sulla sua schiena. Quelle erano per vendicare Della e il Primo Sopravvissuto. Una terza faretra se la assicurò sull’altra spalla. Per Owen!
Esplorando il compartimento successivo, trovò poi un fascio di lance e se le strinse sotto il braccio sinistro. Per Cyrus, il Pensatore! Un altro gruppo di lance andò a finire sotto il braccio destro. Per Leah e Ethan e l’Uomo Eterno!
— Torna indietro! — lo implorò la donna. — Non lasciarmi qui da sola! Non lasciarmi catturare dai mostri!
Era uscita fuori dalla nicchia, adesso, e Jared riusciva a captare i rumori che faceva mentre si addentrava nel mondo, dirigendosi verso l’entrata in modo da tagliargli la strada.
Ignorandola totalmente, si fermò e batté le mani con forza per ottenere un ultimo ascolto del proprio mondo, per un’ultima indulgente concessione alla sua nostalgia. Poi si diresse deciso verso l’entrata.
Non sentì l’agitarsi terribile delle ali finché quel suono odioso fu molto vicino. Avvertì nello stesso momento l’odore del pipistrello delle profondità ed il suo battito d’ali; freneticamente scattò in azione, tentando di liberarsi di quel carico eccessivo d’armi in tempo per affrontare l’assalto furioso del mostro.
Togliendo dalle spalle le faretre, gettò lontano l’arco e lasciò cadere a terra uno dei fasci di lance. Ma, prima che potesse sciogliere la corda che teneva assieme l’altro fascio, il pipistrello si lanciò attraverso l’entrata e si tuffò in picchiata sferrando il primo attacco.
Jared balzò da un lato. Riuscì ad evitare questa mossa iniziale dell’animale, riportando, nella manovra, soltanto una ferita all’avambraccio, colpito da un artiglio del mostro.
Gettandosi al suolo, tentò di nuovo di strappare la corda che teneva assieme il mucchio di lance.
Le acute strida del pipistrello si confondevano con le urla atterrite della donna, delineando ogni particolare del Livello Inferiore come se fosse lo stesso generatore centrale di echi a riempire di suoni il mondo.
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