Francesco
(seguendo il corso delle proprie idee, sogghigna e ride un po') Ah ah!
Ludovico
E tu ti diverti?
Francesco
Sì… piuttosto…
Ludovico
Ti ringrazio.
Francesco
Ma non è di te che io mi diverto: è di me.
Ludovico
A che proposito?
Francesco
Idee che mi passano pel capo; non ci badare. (Pausa.) E la tua malinconica sfinge non è visibile, stasera? Già, con me ella è d'una scortesia deliziosa.
Ludovico
(senza convinzione) Con te? T'inganni! Probabilmente, non sa che tu sei qui. (Tocca il bottone del campanello due volte.)
Francesco
Che è?
Ludovico
La faccio chiamare.
Francesco
Ma no… Ho scherzato… E poi, vedi, me ne vado, me ne vado subito…
Betta
(entra dal fondo.)
Ludovico
Dite alla signora Caterina che il signor Moretti, prima d'andarsene, vorrebbe salutarla.
Betta
(esce per la prima porta a destra.)
Francesco
Non era il caso d'incomodarla.
Ludovico
Lascia che venga. Fa piacere anche a me di trarla fuori dalle sue stanze. Quando vi si rincantuccia, diventa più lugubre del solito.
(Oltre la seconda porta a destra, si vede Betta attraversare la stanza attigua.)
Francesco
Se è per l'incremento della felicità coniugale, sta benissimo.
FRANCESCO, LUDOVICO e la signora TERESA
Teresa
(dalla prima porta a destra, fa capolino, curva, con la sua testa bianchissima, dal profilo sereno.) È permesso? (La sua vocetta è tanto dolce.)
Francesco
(piano, a Ludovico) Ah ah! Viene la vecchia.
Ludovico
(festosamente) Avanti la bisnonna.
Francesco
Buona sera, signora Teresa!
Teresa
Vengo proprio per voi…
Francesco
Un'eccellente idea!
Teresa
Eh! Lo so che non vi vado a genio.
Ludovico
Come! Come! (A Francesco) Non le fai più la corte?
Francesco
Se sono stato respinto!
Teresa
Meglio tardi che mai!
Ludovico
Ah dunque, fraschetta, lei confessa che ce n'è stato del tenero!
Teresa
Che volete! Con un seduttore di quella forza c'è poco da scherzare! (Ride ostentatamente) Ah ah ah!
Francesco
(sarcastico) Parlate d'oro, parlate! E la signora Caterina?
Teresa
Stavo appunto per dirvelo… Sono qui per farvi le sue scuse. Il bimbo è un po' inquieto stasera, ed ella non si scosterà da lui se non quando lo vedrà addormentato. Ci è anche la balia, è vero, ma quattro occhi vedono meglio di due.
Francesco
È giusto, è giusto, è molto giusto! (A Ludovico) Mi duole, caro signor marito, ma non siamo riusciti a snidare la selvaggina.
Ludovico
Poveretta, se sta vicino al suo figliolo, bisogna perdonarla.
Teresa
E io chiedo licenza e vado a letto.
Francesco
Di già? Restate, restate un pochino con noi. Fate le veci di quella scontrosa di vostra nipote. Tanto, parlando con voi pare sempre di parlare, in certo modo, anche con lei.
Ludovico
È vero, è vero: due corpi e un'anima.
Francesco
Deve essere imbarazzante per quest'anima il trovarsi contemporaneamente in un corpo di venticinque anni e in un altro di… Suggeritemi voi, signora Teresa…
Teresa
Di ottantadue, se non vi dispiace.
Ludovico
Non credere a ciò che ti dice questa civettona. Ne ha appena… ottantuno. L'accrescersi gli anni è una civetteria della vecchiezza.
Francesco
Non è una noia il vivere a quest'età, signora Teresa?
Teresa
(con devota dolcezza, guardando il cielo) Si vive per obbedire a Dio.
Francesco
E questo è il divertimento!
Teresa
(avviandosi per uscire) Vado a dormire, io, vado a dormire…
Francesco
E chi dorme non fa peccati.
Teresa
(uscendo) Ah, se dormiste un poco di più, voi!
FRANCESCO, LUDOVICO
Francesco
(astioso) È arguta la vecchietta!
Ludovico
Tu la tormenti troppo.
Francesco
Di': perdo di rispetto anche alla vecchiaia? Non è così? Fammi una predica, adesso.
Ludovico
Volentieri.
Francesco
(alzandosi) Ma io ti saluto, caro. (Prende il paltò.)
Ludovico
Te ne vai davvero?
Francesco
Eh sì. Ti ho già troppo distolto dal tuo lavoro.
Ludovico
Nulla di urgente.
Francesco
(infilando il paltò) E poi, qua dentro fa un freddo indemoniato.
Ludovico
Accenderò il caminetto.
Francesco
Lasciami andar via. Sono aspettato.
Ludovico
A quest'ora?
Francesco
A quest'ora.
Ludovico
E da chi? Ah! Capisco: hai delle donne…
Francesco
(accendendo ancora una sigaretta) Può darsi.
Ludovico
Ma bada che ciò è rovinoso per la tua salute.
Francesco
Oramai!..
Ludovico
Ed è ridicolo, per giunta. Dopo tutto, sei un uomo d'ingegno.
Francesco
Secondo te, le donne sono il monopolio dei cretini?
Ludovico
Non fingere di fraintendere. Se fosse sempre la stessa donna, non avrei niente a ridire.
Francesco
Ma, scusa, per non cambiare di donne dovrei io trovarne una che non cambiasse di uomini. E questo è il problema! Cercherò di fabbricarmela da me.
Ludovico
Non si tratta di fabbricarsela. In fondo, tutto sta ad innamorarsi.
Francesco
E ad innamorare.
Ludovico
Comincia con l'innamorarti tu.
Francesco
E che ne sai ch'io non l'abbia già fatto?
Ludovico
Troppe volte.
Francesco
Una volta sola!
Ludovico
E lei?
Francesco
Lei? (Ride amaramente) Eh eh eh! (Pausa. – Poi, a un tratto, prendendo il cappello) Be', buona notte, Ludovico.
Ludovico
No, non voglio che tu te ne vada, ora. Vieni qua… Fammi le tue confidenze… E non fumare tanto: mi sembri un fumaiuolo. Siedi. Parliamo tra noi.
Francesco
(obbedendo di malavoglia, resta, senza sedere.) Mi secchi.
Ludovico
Ma come! Io ti dico ogni mio segreto, io ti metto a parte di tutto ciò che mi riguarda, io ti mostro ogni piega dell'animo mio, e tu, invece, sei così poco espansivo con me, così misterioso, così… autonomo…
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