Volodyk - Paolini2-Eldest

Здесь есть возможность читать онлайн «Volodyk - Paolini2-Eldest» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Жанр: Старинная литература, на русском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

Paolini2-Eldest: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Paolini2-Eldest»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

Paolini2-Eldest — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Paolini2-Eldest», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Un turbine di rametti secchi e di foglie si levò in cima alla rocca, quando il drago si posò sul tappeto di trifoglio e chiuse le ali. Il Cavaliere smontò con cautela usando la zampa destra del drago, quella sana, e si avvicinò a Eragon con le mani giunte. Era un elfo dai capelli argentei, vecchio oltre ogni dire, anche se l'unico segno di età era l'espressione di grande compassione e tristezza sul suo volto.

«Osthato Chetowà» mormorò Eragon. «Il Saggio Dolente. .. Come tu mi hai chiesto, sono venuto.» Con un sussulto, si ricordò delle buone maniere, e si toccò le labbra. «Atra esterni ono thelduin.»

Il Cavaliere sorrise. Gli posò le mani sulle spalle e lo invitò a rialzarsi, fissandolo con una tale tenerezza che Eragon non riusciva a distogliere lo sguardo; si sentiva consumato dagli sconfinati abissi degli occhi dell'elfo. «Oromis è il mio nome, Eragon Ammazzaspettri.»

«Lo sapevi» mormorò Islanzadi, con un'espressione ferita che presto si trasformò in una vampa di collera. «Sapevi dell'esistenza di Eragon e non mi hai detto niente? Perché mi hai tradita, Shur 'rugai?»

Oromis spostò lo sguardo da Eragon sulla regina. «Ho taciuto perché non sapevo se Eragon o Arya sarebbero vissuti abbastanza a lungo da arrivare fin qui. Non volevo darti una fragile speranza che avrebbe potuto infrangersi da un momento all'altro.»

Islanzadi si volse di scatto, con uno svolazzo del mantello di piume di cigno. «Non avevi il diritto di nascondermi questa notizia! Avrei potuto mandare dei guerrieri a proteggere Arya, Eragon e Saphira nel Farthen Dùr, e scortarli qui sani e salvi.»

Oromis sorrise mesto. «Non ti ho tenuto nascosto niente, Islanzadi, se non quello che avevi già deciso di non vedere. Se avessi divinato il territorio, com'era tuo dovere, avresti scoperto la fonte del caos che devasta Alagaésia, e appreso la verità su Arya ed Eragon. Che tu abbia potuto dimenticare i Varden e i nani, nel tuo dolore, è comprensibile, ma Brom? Vinr Àlfakyn? L'ultimo degli Amici degli Elfi? Hai chiuso il tuo cuore al mondo, Islanzadi, e ti sei rifugiata sul tuo trono nodoso. Non potevo rischiare di farti ancora più male procurandoti un altro lutto.»

La collera di Islanzadi sbollì, lasciandole il volto pallido e le spalle curve. «Sono mortificata» mormorò. Una folata d'aria umida e bollente investì Eragon quando il drago dorato si chinò per esaminarlo con occhi scintillanti. Finalmente ci incontriamo, Eragon Ammazzaspettri. Io sono Glaedr. La voce del drago - un maschio, senza ombra di dubbio - rimbombò nella mente di Eragon con il fragore di una valanga di montagna.

Eragon non potè far altro che portarsi le dita alle labbra e dire: «Sono onorato.»

Poi Glaedr spostò la sua attenzione su Saphira. La dragonessa rimase perfettamente immobile, con il collo rigido e inarcato, mentre Glaedr le annusava la guancia e il profilo dell'ala. Eragon vide i muscoli contratti di Saphira percorsi da un involontario tremore. Hai l'odore degli umani, disse Glaedr, e tutto quello che sai della tua razza è dovuto soltanto a quanto il tuo istinto ti ha insegnato, ma in te c'è il cuore di un vero drago.

Durante questo scambio silenzioso, Orik si presentò a Oromis. «In tutta sincerità, questo va ben oltre quanto avrei mai osato sperare. Rappresenti una lieta sorpresa in questi tempi bui, Cavaliere.» Si batte il pugno sul cuore. «Se non è troppo arrogante, vorrei chiederti un favore in nome del mio re e del mio clan, com'era usanza fra i nostri popoli.» Oromis annuì. «E io te lo concederò, se mi è possibile.»

«Allora dimmi: perché sei rimasto nascosto per tutti questi anni? Avevamo un grande bisogno di te, Argetlam.» «Ah» fece Oromis. «Esistono molti dispiaceri a questo mondo, e uno dei più grandi è non poter aiutare coloro che soffrono. Non potevo rischiare di abbandonare questo rifugio, perché se fossi morto prima che un uovo di Galbatorix si schiudesse, non sarebbe rimasto nessuno a tramandare i nostri segreti al nuovo Cavaliere, e sarebbe stato ancor più arduo sconfiggere il tiranno.»

«Era questo il motivo?» esclamò Orik, indignato. «Queste sono le parole di un codardo! Le uova avrebbero potuto non schiudersi mai.»

Calò un silenzio di tomba, interrotto soltanto da un cupo ringhio proveniente dalle zanne di Glaedr. «Se non fossi mio ospite» tuonò Islanzadi, «ti avrei colpito io stessa per questo insulto.»

Oromis tese le braccia. «Nessuna offesa. È una reazione comprensibile. Ma devi capire, Orik, che Glaedr e io non possiamo combattere. Glaedr ha la sua mutilazione, e anch'io...» si toccò un lato della testa, «anch'io sono menomato. I Rinnegati hanno spezzato qualcosa dentro di me, mentre ero loro prigioniero, e pur essendo ancora in grado di insegnare e apprendere, non posso più controllare la magia, a parte qualche incantesimo minore. I poteri mi sfuggono, per quanto io mi sforzi. Sarei più che inutile in battaglia; sarei un anello debole, un peso, qualcuno da catturare facilmente e usare contro di voi. Perciò mi sono sottratto all'influenza di Galbatorix, anche se desideravo combatterlo con tutto me stesso.»

«Lo Storpio Che è Sano» mormorò Eragon.

«Perdonami» disse Orik, con espressione contrita.

«Non c'è nulla da perdonare.» Oromis posò una mano sulla spalla di Eragon. «Islanzadi Dròttning, col tuo permesso...» «Andate» disse la regina con un filo di voce. «Andate e portate a compimento l'opera.»

Glaedr si accucciò sul terreno, e Oromis si arrampicò sulla sua zampa per poi montare in sella. «Venite, Eragon e Saphira. Abbiamo tante cose da dirci.» Il drago dorato spiccò il volo dalla rupe e girò in circolo, sollevando una corrente d'aria. Eragon e Orik si strinsero gli avambracci con aria solenne. «Fa' onore al tuo clan» disse il nano. Mentre saliva in groppa a Saphira, Eragon ebbe la sensazione di imbarcarsi per un lungo viaggio, e che avrebbe dovuto dire addio a coloro che restavano indietro. Tuttavia si limitò a guardare Arya e a sorridere, lasciando che fossero la gioia e la meraviglia a parlare per lui. Lei aggrottò la fronte, come preoccupata, ma lui era già in alto, trasportato verso il cielo dalla bramosìa del volo di Saphira.

I due draghi seguirono la bianca rupe verso nord per diverse miglia, accompagnati soltanto dal rumore delle loro ali. Saphira volava fianco a fianco con Glaedr. Il suo entusiasmo ribolliva nella mente di Eragon, acutizzando anche le sue emozioni.

Atterrarono in un'altra radura situata ai margini della rupe, appena prima che la parete di roccia nuda tornasse a sprofondare nella terra. Un sentiero brullo conduceva dal precipizio ai gradini di un basso capanno, cresciuto fra i tronchi di quattro alberi, uno dei quali si biforcava su un torrente che emergeva dagli oscuri recessi della foresta. Glaedr non poteva entrare nel rifugio; semmai, il capanno sarebbe entrato sotto il suo torace.

«Benvenuti a casa mia» disse Oromis nello smontare di sella con straordinaria agilità. «Io vivo qui, ai margini della rupe di Tel'naeir, perché questo luogo mi offre l'opportunità di pensare e studiare in pace. La mia mente funziona meglio, lontano da Ellesméra e dalle distrazioni degli altri individui.»

Scomparve all'interno del capanno, poi tornò con due sgabelli e boccali d'acqua pura e fresca. Fra un sorso e l'altro, Eragon ammirò il vasto panorama della Du Welden-varden nel tentativo di nascondere l'emozione e il nervosismo che provava, aspettando che l'elfo parlasse. Sono in presenza di un altro Cavaliere! Al suo fianco, Saphira si accucciò con gli occhi fissi su Glaedr, vangando distrattamente il terriccio con gli artigli.

La pausa nella conversazione si allungava sempre di più. Passarono dieci minuti, mezz'ora e poi un'ora. A un certo punto, Eragon cominciò a misurare lo scorrere del tempo in base ai progressi del sole. Al principio la sua mente era affollata di quesiti e pensieri, ma alla fine questi cedettero a una serena rassegnazione. Si limitò a godersi la giornata. Soltanto allora Oromis disse: «Conosci il valore della pazienza. Bene.»

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «Paolini2-Eldest»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Paolini2-Eldest» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Christopher Paolini - Eragon
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Brisingr [en]
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Eldest [en]
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Inheritance
Christopher Paolini
Christopher Paolini - Eragon [en]
Christopher Paolini
Anatole Velitchko - Quatre mots
Anatole Velitchko
Oluwafunmilayo Inemesit Adewole - Validación Vil
Oluwafunmilayo Inemesit Adewole
Rachael Thomas - Valdez's Bartered Bride
Rachael Thomas
John Galsworthy - The Eldest Son
John Galsworthy
Отзывы о книге «Paolini2-Eldest»

Обсуждение, отзывы о книге «Paolini2-Eldest» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.