Vincent aveva sospirato di sollievo quando il bambino si era fermato e si era voltato a guardarlo con un misto di curiosità e diffidenza. Gli ultimi due villaggi in cui era stato erano un lago di sangue, non aveva trovato alcun sopravvissuto. Anche se sporco e coperto di sangue, il bambino sembrava stare bene ed era molto spaventato; ciò lo aveva portato a credere che fosse davvero un sopravvissuto.
«Dove sono i tuoi genitori?» gli aveva chiesto preoccupato, nella speranza di conquistare la sua fiducia.
Dov’erano i suoi genitori... quella domanda lo aveva rattristato profondamente. Suo padre non viveva neanche in questa dimensione e, probabilmente, lo aveva dimenticato ormai... e Dean se n’era andato senza tornare. Kriss sentiva il calore delle lacrime sulle guance. L’unica risposta che era riuscito a dargli era stato un lento cenno con la testa mentre si voltava verso di lui.
«Sei ferito?» gli aveva chiesto Vincent inginocchiandosi davanti a lui, per non intimidirlo con la propria statura... quel bambino non doveva avere più di nove o dieci anni. Aveva allungato lentamente una mano e gli aveva sfiorato una guancia impolverata, strofinando il pollice per asciugargli le lacrime.
Kriss aveva immaginato cosa stesse pensando quell’umano nel vederlo coperto di sangue e con indosso abiti ridotti a brandelli. Poiché quasi tutte le ferite erano già guarite, e sapendo che era meglio non rivelare a un umano cos’era successo realmente, aveva risposto con l’unica altra cosa vera: «Sono da solo, adesso.». Poi aveva iniziato a piangere per davvero; le sue grida miste a singhiozzi avevano portato Vincent a prenderlo tra le braccia... sussurrandogli che adesso andava tutto bene e che lo avrebbe protetto lui. E Vincent lo aveva protetto davvero... fino a sacrificare la propria vita.
Il dolore del vetro conficcato nel palmo riportò Kriss al presente. Aprì il pugno e vide un frammento che sporgeva.
Era quella la scena che Dean si trovò davanti quando uscì dal bagno dopo la doccia. Si accigliò vedendo Kriss che si estraeva un frammento di vetro dalla mano. Sbattendo la porta, lo fece sussultare e i loro sguardi s’incrociarono attraverso il riflesso della finestra. Non era dell’umore adatto per vedere il suo compagno che piangeva di nuovo per una cotta infantile. Una volta era stata più che sufficiente.
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