Si fece una doccia, indossò la sua vestaglia logora, si versò un goccio di sherry alla crema per calmare l’appetito. Intanto il tempo passava. Le sei e mezzo, e nessun segno di Lissa. La sua ansia cresceva. Durante l’opera di ricostruzione al Centro Riab non l’avevano preparato ad affrontare una situazione del genere. Ripassò in rassegna le possibili opzioni. Polizia. Negozi. Il suo appartamento. I vicini. Aspettare. Nessuna tattica pareva adeguata.
Dal silenzio, la voce del serpente:
…Non preoccuparti per lei.
In quel momento, nello stato di ansia in cui si trovava, perfino la presenza di Hamlin fu un conforto. Il suo alter ego aveva parlato in tono tranquillo, noncurante; nessuna sfida in quel momento, solo una conversazione.
Macy fu contento di quell’approccio. Si chiese come dovesse comportarsi per essere un ospite a modo. Offrire ad Hamlin dello sherry? Una oro? Siediti, Nat, fai come se fossi a casa tua. Un impulso di demenziale cortesia.
Non posso fare a meno di preoccuparmi , disse Macy.
…È capace di badare a se stessa. Ne sei proprio sicuro?
…La conosco meglio di te.
Non la vedi più da quasi cinque anni. È instabile, Hamlin. Non mi piace l’idea che se ne vada in giro da sola.
…Probabilmente ha pensato di andare a respirare un po’ d’aria fresca. Cattive vibrazioni telepatiche che rimbalzano dalle pareti, in questa casa, non è così che ti ha detto? La buttano giù. Perciò è andata a farsi una passeggiata.
Senza lasciarmi un biglietto?
…Lissa non ha l’abitudine di lasciare biglietti. Il senso di responsabilità non è il suo forte. Rilassati, Macy.
Facile a dirsi.
…Magari se ne è andata per sempre. Forse è stufa di noi due. La tensione, i litigi.
Le sue cose sono ancora qui , osservò Macy. Aggrappandosi ai fuscelli. Lissa! Lissa!
…Questo non vuol dire molto. Abbandonare cose in giro è la sua specialità. Ehi, un po’ di buon umore. Il peggio che può capitarti è di non vederla più. Il che tutto sommato non sarebbe un grande male.
Ti piacerebbe, vero?
…Che differenza fa per me?
Non vuoi che lei stia con me. Sei geloso perché io sono vivo e tu no. Perché io posso averla e tu no.
Sonore risate di derisione echeggiarono nei corridoi involuti del suo cervello.
…Sei proprio un coglione, Macy.
Puoi negare quello che ho detto?
…Quello che hai detto contiene più scemenze per centimetro quadro di quanto sia consentito dalle attuali leggi sull’inquinamento del cervello.
Per esempio?
…Per esempio quando dici di "avere" Lissa. Nessuno "ha" Lissa, mai. Lissa si libra in una sua orbita privata, Lissa vive all’interno di una sua gabbia di vetro sigillata. Non si lascia coinvolgere dalle altre persone. Passa del tempo con loro, sì, parla con loro, qualche volta scopa con loro, ma non cede mai nulla che sia importante per lei.
Si è lasciata coinvolgere da te.
…È stata una faccenda diversa. Mi amava. La grande eccezione della sua vita. Ma non ama te né alcun altro, se stessa compresa. Ti illudi se pensi di significare qualcosa per lei.
Come puoi credere di sapere tutto di lei, se non la vedi da cinque anni?
…Anch’io ho avuto una settimana per osservarla, non ti pare? Quella ragazza è molto malata. La faccenda dell’ESP la sta facendo andare a pezzi. Pensa di dover stare da sola per tenere lontane le voci dalla sua testa. Non può darsi a nessuno per molto tempo; deve ritirarsi, affondare in se stessa. Altrimenti le fa troppo male. Perciò non sorprenderti se ha tagliato la corda. Era inevitabile. Credimi, Macy, ti sto dicendo la verità.
C’era una strana nota di sincerità nella voce di Hamlin. Come se cercasse di proteggermi da un legame pericoloso, pensò Macy. Come se avesse a cuore il mio benessere. Curioso.
Le sette. Nessun segno di Lissa. Un altro sherry. Sdraiato in poltrona. Si sentiva quasi rilassato, malgrado tutto. Non aveva neanche fame. Un po’ di mal di testa. Dov’è Lissa? È capace di badare a se stessa. È capace di badare a se stessa.
…Hai ripensato alla proposta che ti ho fatto?
Quale proposta?
…Martedì, al museo. Che tu te ne vai e mi restituisci il mio corpo.
Sai già la risposta.
…Non ti stai comportando in maniera ragionevole, Macy. Considera la cosa obiettivamente. Puoi anche credere di esistere, ma in realtà non è vero. Sei una costruzione artificiale. Non possiedi più realtà genuina, come persona, come essere umano, di quel muro lì.
È quello che dici tu. Ma se non esisto perché mi preoccupo per Lissa? Perché mi piace sorseggiare questo sherry? Perché lavoro così duro alla rete?
…Perché sei stato programmato per farlo. Cazzo, Macy, non ti rendi conto che sei solo una macchina inserita in un corpo umano vuoto? Che però non era del tutto vuoto, che aveva ancora qualche avanzo del suo ex occupante dentro. Se tu fossi capace di affrontare la realtà onestamente, capiresti che…
Esatto , tagliò corto Macy. Capirei che io non sono niente e che tu sei un genio, e mi tirerei fuori dalla tua testa.
…Sì.
Spiacente, Hamlin. Stai perdendo il tuo tempo. Perché dovrei suicidarmi? Solo per dare a te la possibilità di incasinare una seconda volta la tua vita?
…Suicidio! Suicidio! Uno deve essere vivo prima di potersi suicidare!
Io sono vivo.
…Soltanto nel senso strettamente tecnico del termine.
Vaffanculo, Hamlin.
…Cerchiamo di mantenere la conversazione su una base amichevole, d’accordo?
Come faccio a essere amichevole se mi inviti ad ammazzarmi? Che vantaggio ne ho ad accettare la tua proposta? Cos’hai da offrirmi in cambio della restituzione del tuo corpo?
…Niente. Posso solo fare appello al tuo senso della giustizia. Io ho più talento di te. Ho più valore per la società. Merito di vivere più di te.
Non ne sono tanto sicuro. Il verdetto della società è stato che tu non hai alcun valore, anzi, che eri pericoloso e dovevi essere distrutto. Neppure riabilitato, nel senso vecchio della parola, prima del Riab. Distrutto.
…Un errore giudiziario. Potevo essere curato. Ero diventato matto, non lo nego. Ho fatto del male a un sacco di donne innocenti. Ma questo è passato. Se tornassi, non farei più stronzate del genere. Me ne starei da solo, a praticare la mia arte.
Ma certo, certo. Senti Hamlin: se vuoi indietro questo corpo, devi prendermelo con la forza… se ci riesci. Ma non intendo dartelo solo perché me lo chiedi. Non ho un’opinione di me stesso bassa come la tua. Scordatelo.
…Vorrei riuscire a farti comprendere il mio punto di vista.
Le sette e mezzo. Niente Lissa. Macy passò dallo sherry al bourbon. Si accese anche la prima oro della sera. Un profondo respiro; un effetto immediato: leggerezza alla testa, perdita di contatto con i piedi. Un tocco di paranoia da erba, anche: e se Hamlin gli saltava addosso mentre aveva il cervello annebbiato dall’alcool e dai fumi? Sarebbe stato in grado di combattere? Il suo compagno di testa era rimasto tranquillo per dieci o quindici minuti. Raccogliendo le forze per un assalto, forse. Stai in guardia.
Ma non arrivò alcun assalto. Gli intossicanti che cullavano Macy sembravano cullare anche Hamlin.
Le otto.
Hamlin? Ci sei ancora?
…Il signore ha suonato?
Parlami.
…Ottantasette anni or sono i nostri padri diedero vita su questo continente a una nuova nazione, concepita in libertà e…
No, seriamente. Dimmi qualcosa. Come si sta lì dentro?
…Stretti e scomodi.
Come vedi te stesso?
Читать дальше