Pazza di una puttana. Cosa vuole?
«Sì, le è piaciuta! Le è piaciuta molto!»
Sotto di lui apparve il poliziotto più vecchio. Se la prese comoda a salire le scale, come se fosse una cosa da niente vedere un povero bastardo che penzolava a mezz'aria con la testa puntata verso il cemento.
Sbirri maledetti.
«Mallory, non farmi questo» disse il vecchio. «Se non vuoi che Coffey si accanisca sulle mie povere chiappe.»
La donna tacque.
«Se cade di sotto, tre giorni di scartoffie da compilare non ce li leva nessuno.»
Mallory allentò la presa e Farrow scivolò di qualche centimetro verso il basso.
«Va bene, va bene! Farò tutto quello che volete» urlò. «Ho già detto che sono stato io! Tiratemi su!»
Quattro mani rudi lo sollevarono e lo misero a sedere sulla piattaforma. Il vecchio tirò fuori un taccuino. «Parla, ragazzo. Ti ascoltiamo.»
«Questo mese l'assegno dell'assistenza sociale di mia nonna è saltato. La vicina si è occupata di farle la spesa finché mia madre non ha potuto passarle del denaro. Volevo soltanto darla ad Amanda, la vicina di casa. Volevo darle qualcosa. È stata un'idea di mia nonna.»
«Fammi capire» disse il vecchio, tracciando cerchi sul taccuino. «Prima dai la giacca ad Amanda, poi la fai fuori: è questo che ti ha detto di fare la nonna?»
Oddio, questi si sono bevuti il cervello tutti e due.
«Non le ho fatto niente. Le ho solo dato quella giacca.»
«Tu e Amanda eravate molto intimi?»
«No! Vado nel palazzo di mia nonna due volte alla settimana per dare una pulita in giro. Toccherebbe a mia nonna, ma non ce la fa più a pulire tutti quei pavimenti e quelle scale.»
«Ma che bravo ragazzo!» disse il vecchio. «E di Amanda che ci dici?»
«La incrocio ogni tanto nell'atrio, questo è tutto. Lei e mia nonna erano amiche. Chiedete alla vecchia.»
La vecchia li stava aspettando sui gradini d'ingresso dell'edificio. Jimmy Farrow stava sul marciapiede tra due agenti in uniforme, la testa china e le mani ammanettate dietro la schiena. Riker salì i gradini dietro Mallory e vide la vecchia che guardava ora Mallory ora il nipote, le labbra semiaperte in un'espressione di incredulità.
«Polizia» disse Mallory, mostrando il documento d'identità e il distintivo. «Lei è la signora Farrow? Questo è suo nipote?»
La vecchia signora assentì, aprendo e chiudendo gli occhi rapidamente. Riker si voltò a guardare il marciapiede. La sirena sull'auto di pattuglia aveva disperso come blatte la maggior parte delle prostitute, ma una stava tornando indietro zigzagando, troppo "stonata" dal crack per avere paura.
«Voglio entrare nell'appartamento di Amanda Bosch» disse Mallory.
«Ha un mandato?» chiese la donna, automaticamente.
Riker se lo era aspettato. Quella era una zona in cui una frase del genere veniva facilmente alle labbra, prima ancora dell'immancabile «Sono innocente.»
«È morta» disse Mallory. «Pensa che mi serva un mandato?»
La vecchia fece lentamente segno di no con la testa. "Non può essere", dicevano gli occhi della signora Farrow. Si strinse al collo il golfino leggero, come se potesse proteggerla da Mallory. Mallory le sbatté in faccia la foto. «È lei? È Amanda Bosch?» La signora Farrow fissò l'immagine e si fece il segno della croce. «Allora?» la incalzò Mallory. «Sì, sì. È Amanda Bosch.»
Mallory prese un appunto, e Riker seppe che il suo meticoloso verbale avrebbe riportato che la vittima era stata identificata alle 10.56. Seguirono la vecchia su per le scale e poi lungo il corridoio fino al secondo pianerottolo. La mano tremante della signora Farrow armeggiò qualche secondo con la serratura prima di riuscire ad aprire.
Riker entrò nell'appartamento dietro Mallory. La signora Farrow esitò sulla soglia per un momento, poi si allontanò lungo il corridoio.
La prima cosa che Riker notò dell'appartamento fu la sua estrema pulizia. Dall'ingresso poteva vedere attraverso il cucinino tirato a lucido la stanza successiva. Immacolata, odorosa di detergente. Tutto pronto per l'arrivo di un ospite? Oppure l'appartamento era stato ripulito per cancellare tracce di sangue e impronte?
La maniglia interna della porta d'ingresso risplendeva. Guardò in basso e mosse la testa per vederla da tutte le angolazioni. Era possibile che ci fossero impronte residue, ma ne dubitava. Perfino la precisissima Mallory, maniaca dell'ordine com'era, tralasciava di pulire a quel modo la sua maniglia prima di uscire dal proprio appartamento. Riker chiamò un agente in uniforme rimasto sul pianerottolo con Jimmy Farrow.
«Potrebbe essere questo il luogo del delitto. Chiedi alla vecchia se puoi usare il suo telefono per chiamare i tecnici.»
«Tempo sprecato» disse Mallory, chinandosi a osservare un tavolino scintillante. Tutte le superfici splendevano. «Un lavoro molto ben fatto. Se il nostro uomo la scampa per infermità mentale, lo assumo per fare le pulizie da me.»
Markowitz l'aveva istruita bene. Non toccava nulla, le mani ficcate nelle tasche dei jeans mentre continuavano la perlustrazione di rito nella stanza successiva. Nella minuscola camera da letto c'era spazio unicamente per un letto singolo e un computer. Mallory sapeva bene di non doverlo toccare, ma nel momento in cui lo vide le sue mani uscirono dalle tasche.
Da quel momento si sarebbe concentrata solo sulla macchina. Non aveva ereditato la mania di suo padre per i dettagli.
La porta dello sgabuzzino era socchiusa. Gli occhi di Riker si adattarono alla debole luce all'interno finché non fu in grado di distinguere una vecchia culla di legno posata sul pavimento. Evidentemente Amanda si era procurata una culla per il bambino, poi l'aveva messa via, lontana dalla sua vista, dopo l'aborto.
Riker volse lo sguardo altrove.
Esaminò accuratamente la libreria, trovandovi manuali di stile e libri di consultazione: uno su come preparare un dattiloscritto per la composizione, un altro su come diventare uno scrittore pubblicato. Anche in questa stanza tutte le superfici erano state pulite. Alla luce che entrava dalle due finestre, scorse i segni del passaggio della spugna sul muro, in alto. C'era stato del sangue sui muri? Amanda aveva tentato di colpirlo prima che lui la uccidesse?
«È chiaro» disse Riker, girandosi verso Mallory, che stava leggendo l'etichetta di un floppy disk sul ripiano della consolle. «Questo dev'essere il luogo del delitto, e il bastardo l'ha lucidato.»
Mallory prese a passeggiare avanti e indietro davanti al computer. Lottava contro il desiderio di accenderlo. Prima di farlo doveva aspettare che un tecnico le dicesse quello che Mallory già sapeva: il computer era stato ripulito.
Niente a che fare con lo stile del vecchio, si disse ancora Riker. Markowitz pretendeva che i suoi investigatori registrassero anche i particolari apparentemente più insignificanti.
Un agente in uniforme comparve sulla soglia. «C'è una squadra di tecnici in zona. Saranno qui entro mezz'ora.»
«Grazie, Martin» disse Riker.
Venti minuti più tardi Heller, il capo della Scientifica, si dichiarava d'accordo con Mallory circa l'inutilità di cercare delle impronte. Stava al centro della stanza, e lasciava vagare i lenti occhi castani sulle superfici immacolate dei mobili e degli oggetti che lo circondavano. Mentre Heller si metteva i guanti di gomma, con un cenno del capo mandò uno dei suoi in cucina. Un terzo uomo stava già lavorando nel salotto. Heller, spazzola alla mano, fece per chinarsi sul comodino accanto al letto.
«No. Comincia dal computer» disse Mallory. «Ne ho bisogno.»
Forse un altro uomo con gli anni di esperienza di Heller nel Dipartimento si sarebbe risentito a ricevere un ordine diretto da Mallory, che era più giovane della sua figlia più giovane. Lui si limitò a fare un cenno di assenso col capo, senza offendersi, e collocò i suoi strumenti di lavoro sul pavimento, accanto al computer.
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