Mackenzie terminò di impilare i fogli a mezzogiorno. Prima di immergersi in quel mare caotico di moduli e appunti, pensò di andare a pranzare e prendersi una bella tazzona di caffè.
Attraversò il corridoio per andare all’ascensore. Quando l’ascensore arrivò e le porte si aprirono, si stupì di vedere Bryers. Anche lui pareva sorpreso di vederla, ma le rivolse un gran sorriso.
“Che ci fai qui?” gli domandò.
“In realtà stavo venendo a trovarti. Ho pensato che ti andasse di andare a mangiare qualcosa.”
“Proprio quello che stavo per fare. Perfetto.”
Scesero insieme con l’ascensore e si sedettero al tavolo di una piccola rosticceria un isolato più avanti. Mentre si accomodavano con i sandwich, Bryers le rivolse una domanda impegnativa.
“Come vanno le cose?” chiese.
“Be’... vanno. Sono bloccata dietro una scrivania, intrappolata in un cubicolo a leggere infinite scartoffie. Non è esattamente quello che avevo in mente.”
“Se a dirlo fosse un qualunque altro nuovo agente, potrebbe suonare presuntuoso” disse Bryers. “Invece si dà il caso che sia d’accordo con te. Sei sprecata. Ed ecco perché sono qui: sono venuto a salvarti.”
Lei lo guardò, pensierosa.
“In che modo?”
“Con un altro caso” rispose Bryers. “Naturalmente capirò se preferirai restare sul tuo attuale caso a studiare frodi sull’immigrazione. Tuttavia, credo di avere qualcosa che si addice di più ai tuoi interessi.”
Mackenzie sentì il cuore accelerare.
“Riusciresti a togliermi dal mio caso così facilmente?” gli chiese sospettosa.
“Certo che posso. Al contrario dell’altra volta, adesso hai il pieno appoggio di tutti. McGrath mi ha chiamato mezz’ora fa. Non è esattamente entusiasta all’idea che tu ti butti subito in azione, ma io ho insistito.”
“Sul serio?” chiese lei, sentendosi sollevata e, proprio come aveva detto Bryers, un po’ presuntuosa.
“Se vuoi posso mostrarti il mio registro delle chiamate. Voleva telefonarti per dirtelo di persona, ma gli ho chiesto come favore di lasciare che fossi io a comunicartelo. Credo che sapesse già da ieri che saresti stata coinvolta, ma volevamo essere certi di avere un caso solido.”
“E lo avete?” gli chiese. L’eccitazione iniziò a crescerle dentro.
“Sì. Abbiamo rinvenuto un cadavere in un parco a Strasburg, in Virginia. Somiglia molto ad un cadavere che abbiamo trovato nella stessa zona circa due anni fa.”
“E credi che le due morti siano collegate?”
Lui ignorò la domanda e addentò il sandwich.
“Te ne parlerò per strada. Per ora mangiamo. Goditi questo silenzio finché puoi.”
Lei annuì e piluccò il sandwich, anche se improvvisamente non aveva più tanta fame.
Provava eccitazione, ma anche terrore e tristezza. Qualcuno era stato assassinato.
E sarebbe toccato a lei sistemare le cose.
Lasciarono Quantico subito dopo pranzo. Mentre Bryers guidava, diretto a sud-ovest, Mackenzie sentì di stare scampando alla noia, solo per essere portata dritta verso il pericolo.
“Allora, cosa puoi dirmi di questo caso?” chiese infine.
“Un corpo è stato rinvenuto a Strasburg, in Virginia. Il cadavere era in un parco statale, in condizioni molto simili a quelle del corpo scoperto più o meno nella stessa zona circa due anni fa.”
“Credi che i casi siano collegati?”
“Dev’essere così, se vuoi la mia opinione. Stessa zona, stessa brutalità. Se vuoi darci un’occhiata, i dossier sono nella mia cartellina, sul sedile posteriore.”
Mackenzie si allungò verso il sedile posteriore e recuperò la cartellina a soffietto che Bryers aveva sempre con sé quando c’erano delle indagini da svolgere. Ne estrasse un fascicolo, facendo intanto altre domande.
“Quando è stato scoperto il secondo cadavere?” chiese.
“Domenica. Finora non abbiamo nessuna traccia che ci indichi come proseguire. Non abbiamo una pista come l’altra volta. Abbiamo bisogno di te.”
“Perché proprio di me?” chiese lei, curiosa.
Lui ricambiò lo sguardo.
“Adesso sei un’agente, e sei anche brava” disse. “La gente parla già di te; persone che non sanno chi fossi prima di arrivare a Quantico. Anche se non è comune che un nuovo agente sia assegnato a un caso del genere, be’, tu non sei esattamente un tipico agente, no?”
“È una buona o una cattiva cosa?” chiese Mackenzie.
“Dipende dai risultati che otterrai, immagino” disse lui.
Mackenzie lasciò cadere il discorso, rivolgendo la propria attenzione al fascicolo. Bryers la sbirciò un paio di volte mentre esaminava i contenuti – per vedere come reagiva, o per vedere a che punto fosse arrivata. Mentre scorreva i fogli, le raccontò del caso.
“Ci sono volute solo poche ore prima di essere praticamente certi che l’omicidio fosse collegato ad un altro cadavere scoperto a circa cinquantacinque chilometri di distanza, due anni fa. Le foto che vedi in quel fascicolo sono di quel corpo.”
“Due anni fa” disse Mackenzie sospettosa. Nella foto, vide un corpo orrendamente mutilato. Era così terribile che dovette distogliere lo sguardo per un momento. “Cosa vi ha permesso di collegare con tanta facilità i due omicidi con l’enorme lasso di tempo intercorso tra loro?”
“Entrambi i corpi sono stati ritrovati nello stesso parco statale, ed entrambi erano mutilati. E lo sai cosa pensiamo delle coincidenze all’FBI, no?”
“Che non esistono?”
“Esattamente.”
“Strasburg” disse Mackenzie. “Non lo conosco affatto. È un paesino, giusto?”
“Mh, più un paese di medie dimensioni. La popolazione si aggira sui seimila abitanti. Una di quelle cittadine del sud ancora aggrappata alla Guerra Civile.”
“E c’è un parco statale lì?”
“Eh già” disse Bryers. “Anch’io mi sono stupito. Non poco. Il Parco Statale di Little Hill. All’incirca centodieci chilometri di terra in tutto. È proprio al confine con il Kentucky. È molto popolare per pescare, fare campeggio e arrampicate. Ci sono molte foreste inesplorate.”
“Come sono stati scoperti i corpi?” chiese Mackenzie.
“Un campeggiatore ha trovato il secondo sabato notte” disse Bryers. “Invece nel caso del primo cadavere, la scena era piuttosto raccapricciante. Il corpo è stato rinvenuto a settimane di distanza dall’omicidio. Era già in putrefazione e gli animali selvatici ne avevano mangiato alcune parti, come puoi vedere nelle foto.”
“C’è qualche indizio chiaro su come siano state uccise le vittime?”
“Non siamo riusciti a trovarne. I corpi hanno subito troppe mutilazioni. Il primo, quello di due anni fa, aveva la testa quasi del tutto recisa, tutte e dieci le dita delle mani mancanti e mai trovate, e la gamba destra mozzata all’altezza del ginocchio. Il cadavere più recente era un po’ sparso dappertutto. La gamba sinistra è stata trovata a sessanta metri di distanza dal resto del corpo. La mano destra era mozzata e non l’abbiamo ancora ritrovata.”
Mackenzie sospirò, sopraffatta per un momento dalla crudeltà che esisteva nel mondo.
“Che brutalità” commentò piano.
Lui annuì.
“Già.”
“Hai ragione” gli disse. “Le analogie sono troppo inquietanti da ignorare.”
Bryers non rispose e tossì forte, coprendosi la bocca con l’incavo del gomito. Era una tosse profonda e secca, come quelle che uno si trascina dopo un brutto raffreddore.
“Stai bene?” gli chiese.
“Sì, sì. È l’autunno che si avvicina. Le mie stupide allergie si risvegliano in questo periodo tutti gli anni. Tu, piuttosto? Stai bene? Adesso che sei diplomata e sei ufficialmente un’agente, hai il mondo nelle tue mani, come si suol dire. Questo ti eccita o ti spaventa?”
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