“Che tipo di informazioni servono a un guardaparco in casi come questo?” chiese ai due mentre si chinava per oltrepassare i sigilli, iniziando a guardarsi attorno. Vide evidenziato il punto in cui era stata trovata la gamba. Parecchio distante c’era la sagoma del resto del corpo.
“Intanto dobbiamo sapere per quanto tempo tenere chiuso il parco” disse Andrews. “Anche se può sembrare da egoisti, questo parco rappresenta una bella fetta del reddito proveniente dal turismo.”
“Hai ragione” si intromise Clements. “È proprio da egoisti.”
“Be’, secondo me possiamo essere egoisti ogni tanto” disse Charlie Holt sulla difensiva. Poi guardò Mackenzie e Bryers con disprezzo.
“Come mai?” volle sapere Mackenzie.
“Avete forse un’idea di quello che dobbiamo sopportare?” domandò Holt.
“In effetti no” disse Bryers.
“Adolescenti che fanno sesso” disse Holt. “A volte vere e proprie orge. Rituali di stregoneria. Ho addirittura beccato dei tizi ubriachi che se la facevano con un tronco – e intendo proprio che avevano le mutande calate. La polizia di stato si limita a farsi una bella risata quando sente queste storie, mentre la polizia locale le sfrutta per fare scherzi il fine settimana. Così... Sì, ogni tanto cerchiamo di far valere la nostra autorità.”
La foresta si fece silenziosa, tranne per uno dei poliziotti che sogghignando commentò: “Certo. L’autorità. Come no.”
I ranger lo fissarono con sguardi carichi di odio. Andrews fece un passo avanti, apparentemente sul punto di esplodere dalla rabbia. “Fanculo” disse semplicemente.
“Ho detto basta con queste stronzate” disse l’agente Smith. “Fatemelo ripetere di nuovo e vi sbatto fuori tutti. Chiaro?”
A quanto pareva, funzionò. La foresta si fece nuovamente silenziosa. Bryers oltrepassò i sigilli per raggiungere Mackenzie e, una volta che gli altri si furono fatti da parte alle loro spalle, si chinò verso di lei. Mackenzie avvertiva lo sguardo di Charlie Holt su di sé, e questo le fece venire voglia di prenderlo a pugni.
“Le cose potrebbero mettersi male” sussurrò Bryers. “Facciamo di tutto per andarcene il prima possibile, che ne dici?”
Mackenzie si mise subito al lavoro, scandagliando la scena e prendendo mentalmente nota di tutto. Bryers si era allontanato dalla scena del crimine e stava tossendo appoggiato ad un albero. Cercò di non lasciarsi distrarre da lui. Tenne gli occhi puntati a terra, studiando le foglie, il terriccio, gli alberi. La cosa che aveva meno senso secondo lei era che un cadavere in pessime condizioni avesse potuto essere trovato in quel luogo. Era difficile stabilire quanto tempo prima fosse avvenuto l’omicidio, o quando il corpo fosse stato gettato lì; sul terreno non vi erano tracce che il brutale omicidio fosse avvenuto lì.
Osservò i cartellini che segnavano deve erano state rinvenute le parti del corpo. Erano troppo distanziate tra loro perché si fosse trattato di un incidente. Se qualcuno si era sbarazzato di un cadavere mutilato spargendo i pezzi così lontano, l’aveva fatto di proposito.
“Agente Smith, sa se il corpo presentasse morsi di animali selvatici?” domandò.
“Se c’erano, erano così minuscoli che non sono stati rilevati ad un primo esame. Naturalmente ne sapremo di più quando avremo i risultati dell’autopsia.”
“E nessuno dei suoi uomini o della polizia locale ha spostato il corpo o gli arti mozzati?”
“No.”
“Idem” disse Clements. “Ranger, voi che mi dite?”
“No” disse Holt con una smorfia. Sembrava che si offendesse per ogni cosa.
“Posso chiedere perché è importante per scoprire il colpevole?” le chiese Smith.
“Be’, se il killer avesse ucciso qui, ci sarebbe un sacco di sangue” spiegò Mackenzie. “E se anche fosse successo da molto, ce ne sarebbero comunque almeno delle tracce in giro. Ma io non ne vedo. Dunque l’altra possibilità è che si sia liberato del corpo qui. Ma in quel caso, perché la gamba si troverebbe così lontano dal corpo?”
“Non la seguo” disse Smith. Mackenzie vide Clements, dietro di lui, che ascoltava con attenzione senza darlo a vedere.
“Mi viene da pensare che il killer abbia effettivamente abbandonato il corpo qui e che abbia separato le parti apposta.”
“E perché?” chiese Clements, non riuscendo più a fingere di non ascoltarli.
“Potrebbero esserci varie ragioni” spiegò lei. “Potrebbe essere stato semplicemente per un macabro divertimento, lasciare i pezzi in giro come giocattoli una volta finito di giocare. Per attirare la nostra attenzione. Oppure potrebbe esserci un motivo preciso – per la distanza, oppure per il fatto che sia una gamba, o altro.”
“Capisco” disse Smith. “Be’, alcuni dei miei uomini hanno già stilato un rapporto con la distanza tra il corpo e la gamba. Abbiamo tutte le misurazioni che vuole.”
Mackenzie si guardò attorno ancora una volta – osservando il gruppo di uomini e la foresta apparentemente pacifica – poi si fermò. Non c’era motivo di scegliere quel luogo. Questo le faceva pensare che la scelta fosse stata casuale. Eppure il fatto che il sentiero principale fosse tanto distante indicava il contrario. Indicava che il killer conosceva quei boschi – e forse anche il parco – piuttosto bene.
Cominciò a camminare per la scena del crimine, in cerca di tracce di sangue secco. Tuttavia non ne trovò. Più passavano i minuti, più era sicura della sua teoria.
Si rivolse ai ranger: “Non c’è modo di ottenere i nomi delle persone che frequentano il parco? Mi interessa chi viene spesso e conosce bene la zona.”
“Non credo” disse Joe Andrews. “Al massimo possiamo fornire una lista delle persone che hanno fatto donazioni di denaro.”
“Non è necessario” rispose Mackenzie.
“Ha una teoria da provare?” indagò Smith.
“L’omicidio è stato perpetrato da qualche altra parte, poi il corpo è stato lasciato qui” disse ragionando ad alta voce. “Ma perché proprio qui? Siamo a un chilometro di distanza dal sentiero centrale e non sembra esserci nulla di significativo qui. Ecco perché mi viene da pensare che chiunque sia stato conosca il parco molto bene.”
Mentre dava la sua spiegazione, ottenne solo qualche cenno del capo in risposta; la sensazione era che non le credessero, oppure che non gli importasse.
Mackenzie si voltò verso Bryers.
“Tu hai finito qui?” gli chiese.
Bryers annuì.
“Grazie, signori.”
Tutti la guardarono in silenzio. Clements la stava squadrando.
“Forza, andiamo allora” disse Clements alla fine. “Vi riaccompagno alla vostra auto.”
“No, non ce n’è bisogno” disse Mackenzie un po’ brusca. “Preferisco camminare.”
Mackenzie e Bryers si avviarono nel bosco verso il sentiero attraverso il quale Clements li aveva condotti lì.
Mentre si inoltravano tra la vegetazione, lasciandosi alle spalle i poliziotti, Clements e i ranger, Mackenzie si rese conto della vastità della foresta. Era inquietante pensare alle infinite possibilità che esistevano là fuori. Ripensò a quello che avevano detto i guardaparco, ai tanti reati che avvenivano tra quegli alberi, e sentì la schiena percorsa da un brivido gelido.
Se qualcuno era capace di ammazzare delle persone riducendole come quella rinvenuta sulla scena del crimine e aveva anche una buona conoscenza della foresta, non c’erano virtualmente limiti alla minaccia che poteva costituire.
E lei sentiva che avrebbe certamente colpito ancora.
Mackenzie arrivò in ufficio alle sei passate, quel pomeriggio, esausta dopo la lunga giornata. Riordinò gli appunti per prepararsi a fare rapporto, come aveva richiesto mentre tornavano da Strasburg.
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