“Viene indicato un arco temporale?”
“Sì. L’ultimo documento della lista si chiamava Zero Hour. L’abbiamo aperto. La data era il 18 agosto, a due giorni da oggi.”
Sulla linea ci fu silenzio.
Luke proseguì. “Stiamo tornando a interrogare di nuovo Li. Ci metteremo una novantina di minuti per arrivarci. Le liste obiettivi sono su CD. Il mio tecnico informatico, Swann, rimarrà qui ad Atlanta a supervisionare il caricamento dei dati in modo che possiamo passarli agli analisti dell’FBI, dell’NSA e della CIA il prima possibile. Potrebbe voler prendere in considerazione l’idea di chiamare adesso i vostri della sicurezza nazionale, in modo che siano pronti non appena gli analisti cominciano a diventare disponibili? E, se non le spiace, ci dia una mano in modo che possiamo avere gli analisti di cui abbiamo bisogno. Probabilmente avremo bisogno di cento persone oggi, questo pomeriggio, il che significa che avremo bisogno di una cooperazione tra agenzie.”
“Farebbe meglio a parlare direttamente con Susan,” disse Kat.
“Sì. Le ricordo che ho chiesto di farlo fin dall’inizio. In modo che non perdessimo tempo.”
“Capisco.”
La linea morì di nuovo.
Ed fissava Luke. Ed aveva gli occhi sgranati, ma non alla sua tipica maniera spaventosa. Aveva il viso sofferente. Sembrava un uomo a cui era appena stata fatta una brutta sorpresa, o un bambino a cui era stato detto che non c’erano più biscotti.
Dietro alla testa di Ed, sfrecciavano edifici e cartelloni. Erano sul cavalcavia della strada principale, adesso.
“Ho parlato al telefono con il pilota dell’elicottero. È stato il massimo che sono riuscito a fare.”
“Okay, che cosa dice?”
“È all’eliporto qui ad Atlanta. Ed è in contatto con il complesso della FEMA.”
“Okay, Ed, non giochiamo a Twenty questions. Dimmi.”
Ed si strinse nelle spalle. Strinse gli occhi.
“Li Quiangguo è morto.”
12:30
Sala operativa, osservatorio navale degli Stati Uniti – Washington, DC
“Dovrei entrare anch’io?” disse Michael Parowski.
Susan annuì. “Ti voglio lì.”
Erano al piano terra della Nuova Casa Bianca, a camminare svelti verso la sala operativa. Kat Lopez li seguiva due passi indietro. Due uomini dei servizi segreti seguivano due passi indietro a Kat.
“Che cosa vuoi dire alle persone?”
Susan si strinse nelle spalle. “Non c’è bisogno di dire niente a nessuno, e nemmeno di annunciare la tua presenza. Kurt Kimball spesso sbatte fuori gente se le cose si alzano di livello, ma altrimenti nessuno sarebbe scioccato di vedere un membro del Congresso lì dentro.”
“Quando lo diremo alla gente?”
Susan si guardò alle spalle. “Kat?”
“Abbiamo la data provvisoria di mercoledì, alle nove del mattino. Stiamo mettendo insieme una conferenza stampa. Se farà bello la faremo nel cortile sul retro. Altrimenti la faremo nella sala delle comunicazioni. La cosa le dà abbastanza tempo, signore?”
“Due giorni? Sarebbe sorpresa dalla quantità di roba che faccio in due giorni.”
Oltrepassarono le doppie porte aperte della sala operativa. Altri due agenti dei servizi segreti fiancheggiavano l’ingresso. Il grosso e calvo Kurt Kimball, il consigliere per la sicurezza nazionale di Susan, era già lì, in piedi davanti a un largo schermo piatto montato sul muro. Parlava con un giovane dell’informatica e teneva in mano un telecomando.
Il posto si stava riempiendo. Kurt aveva molti membri dello staff nella stanza, e i suoi due migliori analisti dei dati, entrambi i quali si era portato dietro dalla Rand Corporation non appena arrivato.
Trish Markle, la nuova segretaria di stato, era seduta di fronte a Kurt, e parlava con due giovani membri del suo staff. Trish aveva quel posto già da sei settimane. Era sottosegretaria al dipartimento di stato quando era accaduto il fatto di Mount Weather, e Susan l’aveva semplicemente promossa al posto superiore. Trish aveva quarantasette anni. Aveva trascorso lunghi anni come burocrate del governo – forse troppi. Finora, come segretaria di stato, aveva fatto un lavoro mediocre.
“Kurt,” disse Susan tagliando il chiacchiericcio di sottofondo.
Lui guardò verso Susan, poi si avvicinò. Strinse la mano al membro del Congresso Parowski. “Mike, bello vederla. Ho sentito che è in programma un grosso annuncio.”
Parowski guardò Susan. “Interessante. Ne ho appena sentito parlare anch’io.”
Kimball sorrise. “Le notizie viaggiano veloci per questi corridoi.”
“Kurt,” disse Susan, “se sei pronto, voglio cominciare. Ho la sensazione che siamo già in svantaggio. Ci sono grosse lacune nelle informazioni che ho io.”
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