Swann fece un cenno in direzione dello schermo. “E quello, proprio lì, sarebbe bastato a bloccare Sal.”
“Riesci a craccarla?” disse Ed.
Swann quasi sorrise. “Scherzi? Questi criptaggi del 1994 o giù di lì sono uno scherzetto. Hackeravo questa roba quando avevo tredici anni.”
Digitò un ordine, e nell’angolo in alto a sinistra apparve una vecchia schermata MS-DOS nera. Digitò altri comandi, esitò un momento, digitò ancora un po’, e tornò Windows, senza più chiedere la password.
Quando si caricò il desktop, Swann cliccò in giro per un po’. Non ci volle molto. “Non ci sono file qui,” disse. “Nessun documento word, nessun foglio elettronico, nessuna foto, niente.”
Guardò Luke oltre la spalla.
“Questo computer è stato ripulito. L’hard disk c’è ancora, e funziona, ma non c’è prova di niente. Penso che il nostro amico Li potrebbe averci fregati.”
“Riesci a recuperare i file che sono stati cancellati?” disse Luke.
Swann si strinse nelle spalle. “Forse, ma non posso farlo qui. Potrebbero non esserci file da cui partire. Dovremo rimuovere l’hard disk e portarlo con noi all’NSA per saperlo per certo.”
Luke si afflosciò appena. Generalmente aveva molta fiducia nella sua capacità di leggere le persone. Ma forse Swann aveva ragione. Forse Li li aveva fregati. Il suo terrore era sembrato abbastanza reale, ma forse aveva finto. Perché avrebbe dovuto farlo? Doveva per forza sapere che Luke sarebbe tornato subito per lui. Non c’era posto in cui scappare.
“E i CD?” disse. “Controlliamo quelli.”
Swann prese il primo, segnato con la A. Lo tenne tra due dita come se avesse su qualcosa di contagioso. “Certo, perché no?”
Inserì il CD nel lettore. Il computer improvvisamente andò su di giri come un aereo che si preparava al decollo. Trascorse un momento, e poi si aprì una finestra. Era una lista di file word. I file avevano nomi che seguivano schemi sequenziali, nella maggior parte dei casi con una parola e poi un numero. Ce n’erano decine e decine.
La prima parola della lista era “aria”, e andava da “aria1” fino ad “aria27.” Un’altra parola che sembrava interessante era “rete”, che andava da “rete1” a “rete9.” Tra quelle due nella lista c’era la parola “diga.” Andava da “diga1” a “diga39.” Molto più giù si andava da “treno1” a “treno21.” E ancora, da “trivella1” a “trivella19.”
“Comincio con aria?” disse Swann.
“Okay.”
Swann aprì aria1. Le parole in alto fungevano come da titolo. Aeroporto internazionale John F. Kennedy, New York City.
“Oh-oh,” disse Swann.
C’era una breve descrizione dell’aeroporto, inclusi data di apertura, la sua posizione per latitudine e longitudine, il numero di voli e passeggeri per anno, le maggiori linee aeree che serviva, e altro. Poi c’erano molte pagine di fotografie del terminal, una mappa di New York con indicato l’aeroporto, e poi molte mappe dei terminal. Oltre, le cose si facevano tecniche – apparvero lunghe liste di dati, un caos di numeri e lettere. Swann si fece silenzioso mentre le leggeva attentamente.
“Houston, abbiamo un problema,” disse alla fine.
*
Il SUV nero sfrecciava per le strade di città, puntando alla strada principale.
Luke era in attesa per parlare con la presidente. In sottofondo riusciva a sentire sia Ed che Swann trafficare ai cellulari.
“Avrò bisogno di una squadra di analisti da buttare su questa roba,” disse Swann. “Sì, non appena riesco a caricare tutto. No, è tutto su CD-ROM. Non posso farlo adesso. Sono in macchina. Sì. C’è una base appena fuori città, la base aeronavale di Atlanta, e ci arriveremo tra poco. Presumo che qualcuno mi presterà un sistema con un lettore CD. Perché secondo te l’ha messo su CD? In modo che nessuno potesse hackerarlo, ecco perché. Era in un cassetto in un ufficio chiuso a chiave in un deposito chiuso a chiave di cui nessuno conosceva l’esistenza.”
Ed stava quasi parlando sopra a Swann. “Deve mettermi in linea con il campo dell’ente federale per la gestione delle emergenze della foresta nazionale di Chattahoochee,” disse. Fece una pausa per un momento, in ascolto di ciò che veniva detto all’altro capo della linea.
“Le giuro che esiste. Cerchi Camp Enduring Freedom, o Campo Nulla. Sono stato lì stamattina. C’è un tipo che si chiama Pete Winn. Non so che titolo abbia. Direttore del campo, forse. Istruttore di nuoto, non lo so. Sì, lo so che il campo non è in nessun elenco. Mi serve comunque questo Winn. Ha un prigioniero. Lui saprà quale. Abbiamo informazioni confermate che abbiamo ricevuto da quel prigioniero. Sì, glielo ripeto. Il prigioniero adesso è un prigioniero di alto valore, del valore più alto possibile. Siamo per strada per il posto. Ci serve che il prigioniero venga preparato per un altro interrogatorio. Voglio su di lui una guardia ventiquattr’ore su ventiquattro, e sorveglianza video. Il prigioniero è a rischio di fuga e a rischio di suicidio.”
Ed fece un’altra pausa. “Signora, trovi il campo e basta! Chieda al suo superiore un’autorizzazione. Glielo sto dicendo, ci sono stato.”
Luke ascoltava l’interruzione delle trasmissioni. Era un po’ sorpreso di se stesso. Avevano lasciato il campo senza considerare come l’avrebbero contattato di nuovo. Luke aveva solo presunto di poter tornare a sentirli tramite i canali normali. Era interessante quanto velocemente ci si arrugginisse dopo due mesi di assenza. Avrebbe fatto quella supposizione se non avesse fatto altro per tutto il tempo? Probabilmente no.
Dopo un altro momento ci fu un clic e l’aria vuota dell’interruzione delle trasmissioni cambiò. Si trasformò in ampio spazio aperto, con delle chiacchiere in sottofondo.
“Kat Lopez,” disse la voce sulla linea.
“Salve, Kat. Sono Luke Stone. Devo parlare con Susan.”
“Salve, Luke. Susan adesso è in riunione. Posso prendere un messaggio per lei.”
“Vorrei parlare con lei direttamente, se non le dispiace.”
“Luke, sono il suo capo dello staff. Ho il potere di ascoltare al posto suo. Può fidarsi che prenderò il messaggio correttamente e che glielo passerò.”
“Il tempo è essenziale qui, Kat.”
La voce di Kat era ferma. “Quindi se la smettiamo di girare intorno al fatto che lei abbia o meno piacere di lasciare un messaggio a me, penso che faremo un uso migliore del tempo di chiunque.”
Luke sospirò. Era così che funzionava. Ti portavano dentro, ti mandavano in missione, e tutto doveva essere fatto il più presto possibile. Poi, quando arrivavi da loro con delle informazioni, erano in riunione. Lasciate un messaggio e vi richiameremo.
“Okay, Kat, ha una penna?”
“Molto divertente,” disse. Ovviamente era una da tablet. Luke non si era mai del tutto abituato all’ultima fantastica tecnologia. Aveva ancora la tendenza a prendere appunti su pezzi di carta.
“Abbiamo interrogato Li Quiangguo stamattina. Basandoci sulla pista che ci ha dato, abbiamo scoperto una lista, e probabilmente più di una, di decine di edifici che sono probabili obiettivi di attentati terroristici. Il nostro tecnico informatico crede che siano probabilmente cyberattacchi, come quello che ha aperto le saracineste della diga di Black Rock. Ogni edificio obiettivo ha il suo documento. I documenti descrivono la tecnologia in uso, le specifiche della tecnologia di rete, inclusi data limits, dimensioni della dorsale, velocità di elaborazione dei dati, anche l’età della tecnologia che stanno usando, e le vulnerabilità della stessa.”
“Che genere di edifici sono?” disse.
“Aeroporti. Centrali elettriche. Intere reti elettriche. Impianti di trivellazione. Raffinerie petrolifere. Dighe. Ponti. Metropolitane e ferrovie. Ne dica una, e quella c’è.”
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