Amy Blankenship - Il Cuore Del Tempo
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Anche Toya l’aveva percepito e voleva delle risposte. «Chi ha tempo non aspetti tempo. Perché non chiedere la verità a Mister Ghiacciolo?» disse. Sapeva che Kyou stava nascondendo qualcosa e lui aveva intenzione di scoprire cosa.
Prima che Shinbe potesse fermarlo, Toya stava già salendo le scale. Shinbe fece una smorfia, «Non mi piace quando sono da soli nella stessa stanza. L’ho già visto una volta, e non è stato bello. Si comportano come due fratelli, o qualcosa del genere.». Con i suoi occhi color ametista, osservò Toya che saliva i gradini a due a due.
Kamui annuì, a volte Kyou lo spaventava a morte. «Meglio lui che io. Ci vediamo stasera.» disse, e se ne andò, lasciando Shinbe da solo, a guardare le scale.
Nel profondo della sua mente, dove i suoi poteri guardiani si riflettevano all’interno del suo io, Shinbe si chiedeva quale sentimento provasse per la sacerdotessa. Chiudendo gli occhi, cercò la verità nella sua stessa anima.
Quando li riaprì, in essi brillavano segreti che soltanto lui conosceva.
*****
Kyou era perso nei propri pensieri, rifletteva su come comportarsi con Kyoko, adesso che l’aveva portata nel posto giusto. Fu interrotto bruscamente da qualcuno che bussò alla porta. Sbatté le palpebre e cercò di non alzare gli occhi al cielo, sapendo che non poteva essere altri che Toya. Guardò verso la porta e la vide aprirsi senza permesso.
Toya entrò di scatto e individuò il proprio bersaglio seduto sul divano. «Che diavolo sta succedendo con Kyoko?» gli chiese senza giri di parole.
Gli occhi di Kyou guizzarono verso di lui, ma il suo viso rimase impassibile alla domanda.
Toya conosceva gli stati d’animo di Kyou meglio di chiunque altro e sapeva che non l’avrebbe neanche guardato, se lui non l’avesse colpito nel segno. Capire Kyou era come studiare una materia scientifica. Persino un suo battito di ciglia poteva significare qualcosa. Toya andò a sedersi sulla poltrona di fronte a lui.
«Andiamo, non sono uno stupido. Se devo proteggerla, devi dirmi perché. Qui siamo tutti da soli, perché per lei è diverso?» sbottò, quasi disgustato all’idea, «È solo una debole umana.».
Toya si ritrovò una mano artigliata attorno alla gola e la afferrò per liberarsene, mentre scrutava l’espressione furiosa di Kyou.
«Tu farai come dico io.» disse Kyou con la voce tremane per la rabbia.
Toya restrinse lo sguardo, adesso aveva la prova che c’era qualcosa sotto. «Bene.» sibilò, e fu liberato dalla stretta. La rabbia di Kyou svanì all’istante mentre lui tornava a sedersi, e la sua maschera gelida gli riaffiorò sul viso come se fosse uno scudo dietro cui proteggersi. Toya scosse la testa e sbottò: «Devi dirmi perché lei è così importante per te.», enfatizzando le ultime due parole.
Kyou, in un certo senso, lo capiva. Lo aveva allevato dal giorno in cui era nato. Sapeva che suo fratello non era lontano e, quando emise il suo primo respiro in questo mondo, lo sottrasse ai suoi genitori umani perché non lo avrebbero compreso. Lo stesso valeva per gli altri fratelli anche se, per un po’, Kyou aveva preferito sorvegliarli a distanza.
Aveva sperato di cambiare la personalità di Toya in qualche modo, eppure sembrava sempre la stessa, nonostante tutti i suoi sforzi. Alla fine, aveva concluso che Toya era sempre Toya, a prescindere dalla vita che viveva. Aveva pensato che incontrare Kyoko gli avrebbe fatto ricordare qualcosa ma, finora, suo fratello non mostrava alcuna reazione, solo un po’ di interesse. Kyou si accigliò pensieroso.
«Non provi niente per lei?» gli chiese, con un tono che fece rabbrividire Toya.
«Dovrei?» ribatté l’altro, sapendo che in realtà provava qualcosa per lei, ma non lo avrebbe mai ammesso. Incrociando le braccia, assunse la sua solita espressione annoiata, ignaro delle pagliuzze argentate che gli brillavano negli occhi.
«Sì.» rispose freddamente Kyou.
«Maledizione! Ma perché è così speciale per noi?» esclamò Toya esasperato.
Lo sguardo di Kyou lo sfidò, «È lei la persona che stavamo aspettando.».
Toya spalancò gli occhi... da quanto ricordava, Kyou gli aveva detto che dovevano prepararsi all’arrivo del custode del Cuore di Cristallo Protettore. Ma non poteva trattarsi di lei... perché mai una debole umana sarebbe in possesso di un cristallo così potente? Lui si aspettava un guerriero... non una semplice ragazzina.
«È lei la ragione per cui hai riunito tutti qui?» gli chiese alzando un sopracciglio.
Kyou aveva sempre evitato di parlare a Toya del suo passato, ma lo avvertiva sul suo futuro. «Tu devi proteggerla a tutti i costi.» gli disse.
La stanza era silenziosa e il cervello di Toya era entrato in un vortice di pensieri. Ultimamente, aveva percepito un aumento delle vibrazioni demoniache e il lato malvagio diventava sempre più forte.
«Quindi è lei. C’è qualcos’altro che devo sapere?». Si sentì quasi sollevato sapendo che era quello il motivo per cui suo fratello era così interessato a Kyoko e, per il momento, non avrebbe indagato su quei sentimenti che portavano alla gelosia.
Kyou aveva tenuto nascosta la verità per così tanto tempo, non era sicuro di essere pronto a condividere i ricordi. Il fatto che Toya e Kyoko fossero stati vicini in passato non lo aiutava. Erano inseparabili. Forse sarebbe stato meglio dimenticare alcune cose. «Tu sei rinato per proteggerla e io ho passato più di mille anni ad aspettarla. Per adesso... non c’è altro che devi sapere.».
Toya sbuffò, poi ridacchiò in modo quasi sinistro. «Non c’è altro che devo sapere, eh?». Si passò una mano tra i capelli, sentendo un bisogno irrefrenabile di sfogare una rabbia nascosta di cui non era a conoscenza. «È per questo che la guardi in quel modo? Hai detto che eravamo vicini... sei geloso di qualcosa che è successo tanto tempo fa, con una ragazza che probabilmente non ti guarderebbe neanche?» lo punzecchiò Toya... fissandolo con i suoi occhi color argento fuso.
Kyou quasi ringhiò a quelle parole. A volte, la perspicacia di quel ragazzo lo sbalordiva.
«Non mettere alla prova la mia pazienza, Toya. Cristallo o no, io non intendo tollerare le tue accuse o le tue supposizioni che riguardano la sacerdotessa. Hai ricevuto l’ordine di proteggerla... non m’interessa se ti va di farlo o no. Terrai a bada il tuo carattere e non la metterai in pericolo in alcun modo. Sono stato chiaro?». Guardò suo fratello minore con un’espressione gelida.
Dalle sue parole avrebbero potuto formarsi dei ghiaccioli. Toya capì che, almeno per il momento, la conversazione era finita, quindi si alzò e lasciò la stanza senza guardarsi indietro e senza dire una parola. Una volta uscito, si fermò davanti alla porta di Kyoko. Percepiva la sua presenza all’interno della stanza.
Alzò una mano per bussare... voleva stare con lei ma, al momento, non aveva una ragione valida, quindi abbassò la mano e s’incamminò lungo il corridoio.
Se qualcun altro fosse stato lì con lui, avrebbe visto la sagoma di un paio di ali che gli apparve dietro la schiena, per poi svanire poco dopo.
Capitolo 5 “Un duro avvertimento”
Kyoko prese un elastico dalla mensola e raccolse una parte dei capelli in una coda di cavallo, lasciando sciolta la parte inferiore. Applicò un po’ di cipria sulle guance, poi si avvicinò allo specchio a figura intera e si guardò. Suki l’aveva convinta a indossare qualcosa di suo e adesso si sentiva diversa.
La minigonna nera si gonfiò mentre lei roteava davanti allo specchio, scoprendo le sue gambe aggraziate. La maglietta rosa era aderente, aveva del pizzo nero sulla schiena e un profondo scollo a V sul davanti. Kyoko scosse la testa per quella scollatura.
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