Un movimento catturò la sua attenzione. La sorella alla sua destra, signorina Diplomazia, si grattò il lobo dell’orecchio. Quando la guardò, lei gli sorrise.
Perché non può signorina Impudenza essere un pochino più gradevole?
“Ci saranno tre dipartimenti nella compagnia,” cominciò Tosh mentre prendeva il cestino del pane e lo offriva a signorina Diplomazia.
Scoperchiò i caldi cornetti, ne prese uno e porse il cestino a sua sorella nel mezzo, signorina Impudenza, che ruppe un cornetto a metà e prese il suo coltello da burro. Lo guardò nel frattanto che imburrava il suo pane.
“Ogni dipartimento avrà sei persone, tra cui un manager, un grafico, editori e personale informatico. Per un totale di venti impiegati.”
Arrivarono i drink e il cameriere mise la Budweiser davanti a signorina Impudenza dopo aver posizionato i bicchieri di vino davanti alle altre sorelle. Nessuno parlò. Aspettarono finché non se ne andò, poi signorina Impudenza porse la birra a signorina Diplomazia, la quale le passò il vino rosso.
“Sono solo diciotto posti di lavoro.” Signorina Impudenza sorseggiò il suo vino. “Quali sono gli altri due?” Mangiò un pezzettino di pane.
“Beh, mi piacerebbe avere una segretaria.” Tosh mescolò mezza bustina di Sweet’N Low nel suo tè. “Ricoprirà anche il ruolo della receptionist.”
“Allora è la signora Applegate la ventesima persona?” Fu signorina Prudenza a parlare.
“No. La signora Applegate è una consulente aziendale che lavora solo temporaneamente per me, finché non avremo il personale completo. Se ne andrà dopo trenta giorni.”
Signorina Diplomazia sorrise. “Chi sarà il ventesimo impiegato?”
“Aspettate un secondo.” Signorina Impudenza si sporse in avanti.
Tosh la guardò, come fecero anche le sue sorelle.
Qual è il suo problema adesso?
“Si tratta di una start-up?” Le sue aspre parole fecero tremolare la fiamma della candela, quasi spegnendola.
Tosh annuì. “Credevo ne foste a conoscenza.”
Quando pubblicò l’annuncio online, non aveva menzionato che la sua azienda era nuova, perché i candidati qualificati avrebbero potuto non offrirsi per il lavoro. Ovviamente lei non poteva sapere che si trattava di una start-up, ma ora voleva solo ribaltare l’equilibrio.
“No, non lo sapevamo.” Guardò per un momento il bicchiere di vino nella sua mano. “Penso che abbiamo fatto un errore.”
Le altre due sembravano essere d’accordo; non dissero nulla né tantomeno annuirono, stavano solo guardando Tosh, aspettando che o lui o loro sorella facesse la mossa successiva.
“Un errore?” Tosh si sporse in avanti, cercando di vedere qualsiasi cosa nei suoi occhi che potesse essere interpretata come dolce.
“Non vogliamo lavorare per una nuova società che potrebbe non essere operativa a lungo.”
“Il sessantasette percento di tutte le nuove aziende fallisce entro il primo anno,” citò signorina Prudenza, apparentemente cercando di essere d’aiuto.
“In realtà avremmo voluto lavorare per un’azienda più grande, una che sarà operativa per un po’.” Aggiunse signorina Impudenza.
Il polso di Tosh accelerò, ma cercò di reprimere la sua crescente rabbia. Voleva dare l’immagine di un uomo d’affari attraente ed abile, ma a volte appariva solamente come un dilettante imbranato.
Perché è così dannatamente irritante?
“Beh, odio deluderla, signorina Impudenza...” La parola gli scappò via prima che potesse fermarsi.
“Bravant,” disse. “Ma c’era andato vicino.”
“Signorina Bravant, certo.” Dopo aver sbagliato il suo nome, tentò di raffreddare la sua faccia arrossata con un lungo sorso di tè freddo.
Compostezza. Calma.
Mise con decisione il bicchiere sul tavolo. “Pianifico che l’Andalusia Publishing sia attiva per molto tempo dopo che voi arriviate a dondolarvi nella vecchiaia.” Era vicino a scoppiare, però continuò lo stesso. “Inoltre, non ho bisogno di tre neolaureate senza esperienza a spiegarmi i rischi dell’avviare una nuova società.” Alla faccia del decoro e della moderazione.
Un silenzio mortale scese nell’aria per alcuni secondi.
“Chi sarà il ventesimo impiegato?”
Tosh lanciò un’occhiata a signorina Diplomazia, a destra. Lei sorrise e sorseggiò la sua Budweiser.
Prese un profondo respiro ed espirò lentamente. “Quel lavoro sarà del mio vicepresidente. Lui–” Tosh fece una pausa ma non si prese la briga di aggiungere le parole ‘o lei,’“dovrà eseguire le operazioni giornaliere. Non intendo essere in ufficio tutti i giorni. E per vostra informazione”, si girò verso signorina Impudenza-Bravant, “ho intenzione di coprire quella posizione lasciando che i tre manager vi competano. Quindi, quando promuoverò uno dei manager come vicepresidente, quello assumerà un sostituto per il suo vecchio dipartimento. Sono sicuro vi abbiano insegnato nel corso di economia aziendale che l’attrito interdipartimentale faccia bene alla salute generale del personale dirigente. Voglio che il migliore arrivi in cima. Quelli che non riescono a reggere la pressione possono abbandonare tutto e saranno sostituiti da persone in grado di farlo. Con tutto il rispetto,” spostò lo sguardo dall’una dall’altra, “non credo che voi tre possiate competere tra voi per una qualsiasi delle posizioni.”
Fortunatamente, Herman, il cameriere, scelse quel particolare momento per prendere gli ordini. Guardò da una faccia impassibile all’altra, mantenendo un’espressione fiduciosa. Quando nessuno gli prestò attenzione, disse: “Penso sia meglio che torni più tardi.”
“No, Herman.” Signorina Impudenza-Bravant lanciò un’occhiataccia a Tosh. “Siamo pronti ad ordinare.” Afferrò il suo menu e lo aprì. Dopo una rapida occhiata ai piatti, disse: “Prenderò il filetto di vitello mignon, con funghi spugnola ripieni di granchio.” Lasciò cadere il menu sul tavolo, incrociò le braccia e fissò Tosh con il suo sguardo gelido. “Cottura media,” aggiunse prima che Herman potesse chiederlo.
Perché non cervelli di maiale in salamoia e bulbi oculari bolliti? Tosh rifletté mentre reggeva lo sguardo della donna. Oppure insetti morti e amanti spenti, come preferiscono tutte le normali vedove nere?
Signorina Prudenza ordinò l’arrosto di anatra, con un condimento di arance e fichi, poi lasciò cadere il menu sul tavolo ed incrociò le braccia.
Tosh scrutò la lista degli antipasti e notò che stavano ordinando i piatti più costosi: settantanove dollari per il filetto e sessantotto per l’arrosto di anatra. Dopo un momento, si rese conto che signorina Diplomazia non aveva ancora ordinato. Vide le altre due sorelle guardarla, in attesa del suo ordine.
Fatemi indovinare, granchio reale dell’Alaska o aragosta alla termidoro?
“Com’è il pollo fritto?” Signorina Diplomazia chiese a Herman.
“Delizioso. Fritto in un croccante marrone dorato, e fornito con due verdure a scelta.”
Tosh guardò lei, e poi signorina Impudenza.
“Va bene, prendo quello,” disse signorina Diplomazia, “con patate al forno e taccole.” Chiuse il suo menù. “E una Coca-Cola.”
“Molto bene. E lei, signor Scarborough? Il solito?”
“No.” Tosh lasciò cadere il menu e fissò signorina Impudenza. “Prendo quello che prende lei, Herman.”
Aspettò che Herman scrivesse ‘filet mignon di vitello’ sul suo taccuino affinché signorina Impudenza battesse le ciglia. Non lo fece.
“Al sangue,” disse Tosh a Herman fissando signorina Impudenza.
Ella sorseggiò il suo vino con nonchalance e chiese: “Ha un business plan?”
“Come, scusi?” Domandò Herman.
Signorina Impudenza lo ignorò. I suoi occhi erano fissati su Tosh.
“Certo,” rispose Tosh.
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