John Christopher - Morte dell'erba

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Morte dell'erba: краткое содержание, описание и аннотация

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Il romanzo tratta dell’imbarbarimento della società in seguito al diffondersi del virus Chung-Li, il quale colpisce e distrugge irrimediabilmente tutti i tipi di quella che sinteticamente e definita “erba”, in dettaglio tutte le piante erbacee appartenenti alla famiglia delle
, tra cui il comune foraggio erbaceo da graminacee, il mais, il miglio, il sorgo, la segale, l’orzo, il riso ed il grano, causando così la lotta globale per l’accaparramento delle scorte alimentari. Il protagonista del romanzo combatte per raggiungere la valle del fratello che rappresenta la salvezza, dove contro l’ottimismo delle autorità mondiali e la distruzione folle delle risorse, si sono isolate e difese le rimanenti piante alimentari, non appartenenti alla famiglia in argomento.
Il romanzo esce per la prima volta in Italia nel 1958 nella collana
(n° 43) con il titolo
(traduttore Sergio Uglioni). Il presente traduzione di Mario Galli era pubblicato nel 1967 nel collana
(n° 476).

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Le pistole erano rimaste in macchina. Si guardò rapidamente attorno in cerca di un’arma di qualche genere, e sotto il portico del casello vide un grosso pezzo di legno che poteva servire. Si chinò per raccoglierlo. In quel momento sentì ridere dietro di lui. Si alzò di scatto, e incontrò lo sguardo di un uomo che si teneva nascosto nell’ombra del portico. Quasi nello stesso istante il manico di un badile lo colpì alla testa.

Cercò di gridare, ma il grido gli rimase impigliato in gola. Fece qualche passo barcollando, poi cadde.

Qualcuno gli stava bagnando la testa. Vide per prima cosa un fazzoletto, poi vide che era sporco di sangue. Infine scorse la faccia di Olivia.

— Johnny, ti senti meglio?

— Ann? Mary?

— Stai calmo — disse lei, poi chiamò: — Roger, è rinvenuto.

Le sbarre del passaggio a livello erano sollevate. John vide la Citroën e la Ford ferme ai margini della strada. I tre ragazzi guardavano dal finestrino posteriore della Citroën, allibiti, senza dire una parola. Roger e Pirrie uscirono dal casello. Roger aveva la faccia accigliata, Pirrie invece sembrava calmo, come sempre.

— Cos’è successo? — domandò Roger.

John raccontò quello che ricordava. Provava un forte dolore alla testa, e aveva il bisogno fisico di coricarsi e di dormire.

— Devi essere rimasto privo di sensi per circa mezz’ora — disse Roger. — Quando ci siamo accorti che mancavi, avevamo già superato la strada per Leeds.

— Mezz’ora — borbottò Pirrie. — Su una strada di questo genere, quei criminali possono essersi allontanati di trenta chilometri. Un cerchio molto grande, che si può allargare sempre di più. In questa regione ci sono un sacco di strade.

Olivia cominciò a fasciargli la ferita alla testa. La pressione delle bende, per quanto leggera, rese più acuto il dolore.

Roger guardò il ferito. — Be’, John… cosa facciamo? È necessario prendere una decisione rapida.

John cercò di riordinare i pensieri. — Vuoi prendere Davey con te? Questo è tutto. Conosci la strada per raggiungere la valle, vero?

— E tu? — domandò Roger.

John non rispose subito. Cominciava a capire ciò che aveva detto Pirrie poco prima. Le probabilità di ritrovare i banditi erano minime. E anche quando li avesse trovati…

— Se mi lasciate un fucile… Hanno portato via anche le armi — disse.

— Senti, John — disse Roger — hai tu la responsabilità di questa spedizione. Non devi fare i piani per te stesso, devi fare i piani per tutti noi.

John scosse la testa. — Se non riuscite a raggiungere il North Riding entro sera, può darsi che non riusciate ad arrivarci mai più. Io me la caverò da solo.

Pirrie si era allontanato di qualche passo e osservava distrattamente il cielo.

— Già — fece Roger — te la caverai da solo. Cosa diavolo credi di essere, una combinazione fra Napoleone e Superman? Cosa userai come ali?

— Non so se riuscirete a entrare tutti quanti nella Citroën… — disse John — ma se vi fosse possibile lasciarmi la Ford…

— Siamo partiti in gruppo — disse Roger. — Se torni indietro, dovrai portarci con te. — Fece una pausa. — In quella casa c’è una donna morta… ricordatelo.

— Vi chiedo di portare Davey con voi. Nient’altro.

— Maledetto pazzo! — esclamò Roger. — Pensi che Olivia mi lascerebbe proseguire il viaggio, anche se volessi? Li troveremo. Al diavolo le probabilità.

Pirrie si girò verso di loro guardandoli con calma. — Avete deciso? — domandò.

— Io sì — disse John. — A questo punto la nostra alleanza cessa di avere un valore, vero, signor Pirrie? La valle che dovete raggiungere è segnata sulla carta stradale. Le darò un messaggio per mio fratello, se vuole. Lei gli racconterà di questo contrattempo.

— Ho esaminato la situazione — disse Pirrie. — Deve perdonarmi se non sono diplomatico nell’esporre i fatti, ma mi sorprende che abbiano lasciato questo posto con tanta fretta.

— Perché? — domandò Roger di scatto.

Pirrie indicò il casello. — Là dentro si sono fermati più di mezz’ora.

— Intende dire… che hanno violentato la casellante? — disse John, cupo.

— Sì. La spiegazione della loro partenza potrebbe essere questa: hanno immaginato che le tre macchine fossero insieme, e hanno sbarrato la strada a quella che viaggiava distanziata. Poi si sono preoccupati di allontanarsi in fretta, nel caso che le prime due macchine tornassero indietro a cercare la terza.

— E questo fatto potrebbe esserci di aiuto? — domandò Roger.

— Penso di sì — disse Pirrie. — Sappiamo che sono tornati verso la North Road, perché il passaggio a livello era ancora chiuso. Però non credo che abbiano raggiunto la North Road senza fermarsi.

— Fermarsi? — domandò John.

Guardando la faccia impassibile di Roger, comprese che l’amico aveva afferrato l’allusione di Pirrie. Alla fine capì anche lui. Si alzò con fatica in piedi.

— Rimangono comunque varie difficoltà — disse Roger. — Tra questo punto e la statale A1 si staccano almeno una mezza dozzina di strade secondarie. E non dimentichiamo che possono sentire il rumore delle nostre macchine. Dovremo esplorare quelle strade a una a una… e a piedi.

Con la disperazione che lo invadeva, John disse: — Prima che si sia potuto cercare dappertutto…

— Se ci lanciamo con le macchine nella prima laterale che troviamo, rischiamo di offrirgli proprio l’occasione di fuggire indisturbati.

Mentre tornavano in silenzio verso le due macchine, Spooks sporse la testa dal finestrino posteriore della Citroën. Parlò con voce acuta, stridula.

— Hanno rapito la mamma di Davey e Mary? — chiese.

— Sì — disse Roger. — Andiamo a cercarle.

— Hanno rubato anche la Vauxhall?

— Sì — disse ancora Roger. — Ora stai calmo, Spooks. Dobbiamo pensare a come ritrovarle.

— Non mi sembra difficile — disse Spooks.

— Sì, le troveremo. — Roger salì in macchina e avviò il motore. John rimase fermo in mezzo alla strada. Fu Pirrie che si rivolse a Spooks: — Perché non ti sembra difficile?

Spooks indicò la strada che avevano percorsa nel venire. — Basta seguire le tracce dell’olio.

I tre uomini guardarono l’asfalto. Le macchie d’olio erano visibilissime.

— Siamo proprio dei ciechi! — esclamò Roger. — Come abbiamo fatto a non vederle? Comunque potrebbe non essere stata la Vauxhall a lasciarle. È più probabile che sia stata la Ford.

— No — disse Spooks deciso — è stata la Vauxhall. Nel punto in cui si è fermata c’è una chiazza più grande delle altre.

— Mio Dio! — esclamò Roger. — Ma cos’eri a scuola, Spooks, il capo dei boy-scout?

Spooks scosse la testa. — No, non ero tra gli scout. Non mi piace il campeggio.

— Li abbiamo in pugno — disse Roger esultante. — Abbiamo in mano quei maledetti bastardi! Oh, dimentica questa parola, Spooks.

— Farò del mio meglio — disse Spooks. — Ma la conoscevo già.

A ogni diramazione si fermavano e scrutavano il terreno in cerca delle macchie d’olio. Era quasi impossibile vederle senza scendere dalla macchina. La terza strada laterale era alla periferia di un villaggio. In quel punto la strada piegava bruscamente a destra. Un cartello indicava: NORTON 2 KM.

— Ci siamo — disse Roger. — Potremmo andare avanti con una macchina lanciata a tutta velocità. Se li dovessimo superare, verrebbero a trovarsi impacchettati. Probabilmente sono tra qui e il prossimo villaggio.

— Può essere un’idea — disse Pirrie soprappensiero. — Però potrebbero anche opporre resistenza. In quella macchina ci sono un fucile, una pistola automatica e una a tamburo. Mi sembra difficile riuscire a sottrargliele senza fare del male alle donne.

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