— Posso chiederglielo?
— Aspetta un minuto… Ricevuto. Chiedi il nome del loro capo di stato e del capo del programma spaziale. E… no, è tutto.
— Presidente? — fa eco Margo alla domanda di Bud. — Intendete dire regine o re? Aspettate. C’è qui Myda. Sta chiedendo informazioni alla Terra su questo. — La donna più anziana che sentono ogni tanto dice: — Si, comprendiamo che avevate strutture molto complesse, chiamate governi. Ma con così poca gente noi non abbiamo problemi del genere. Coloro che esercitano le varie attività si incontrano periodicamente. Le comunicazioni sono buone. Ognuno è costantemente informato su tutto ciò che accade. Ogni settore è tenuto ad aggiornare gli altri. Ci alterniamo, capite? Ci avvicendiamo ogni cinque anni circa. Per esempio Margo era sui dirigibili. Io sono stata in diverse fattorie, in fabbrica e naturalmente nel settore educativo, di cui ci occupiamo tutte. Credo che ci sia una grande differenza con voi. Naturalmente lavoriamo tutte. E le cose sono fondamentalmente molto più stabili, ne deduco. Progrediamo meno freneticamente. Vi soddisfa, come spiegazione? Naturalmente potete sempre chiedere di consultare i registri, dov’è tutto scrupolosamente annotato. Ma non possiamo eleggervi nostri capi, se è questo che intendete. — Ride. Un suono spontaneo e scherzoso.
— Questo è uno dei nostri scherzi, devo dire. — Ritorna seria. — È stata una gioia per noi potervi comprendere così bene. Facciamo un grosso sforzo per conservare la lingua. Sarebbe tragico perdere il contatto col passato.
Dave prende il microfono: — Grazie, Luna, ci avete dato qualcosa su cui riflettere. Qui Sunbird. Chiudo.
— Quanto di tutto questo è vero, Doc? — Bud si strofina la testa ricciuta. — Ci stanno raccontando una delle tue storie di fantascienza.
— La vera storia comincerà dopo — risponde Dave. — Ora il nostro compito è arrivare.
— Non sembra troppo facile. — E, alla fine dei controlli, sembra anche peggio: nessuna traiettoria per Venere è realizzabile. Lorimer verifica ancora una volta tutti i calcoli: stesso risultato.
— Sembra che non ci sia soluzione, Dave — dichiara alla fine. — I parametri sono proprio questi, non possiamo fare altro. — Dave si massaggia pensosamente le nocche, annuisce. — Va bene. Useremo la potenza massima per avvicinarci alla Terra.
— Chiedigli di avvertirci se vedono che ci allontaniamo — suggerisce Bud. Sono silenziosi, esaminano la prospettiva di una lenta morte nello spazio dopo diciotto mesi. Lorimer si domanda se è il caso di tirar fuori l’altra questione: la peggiore. Sa già cosa dirà Dave. E lui stesso cosa deciderà? Cosa avrà il coraggio di fare? — Hello, Sunbird. — La voce del Gloria li scuote. — Secondo i nostri calcoli, se usaste tutto il vostro carburante, potreste invertire la rotta e avvicinarvi abbastanza alla nostra orbita da permetterci di raccogliervi. In questo modo usereste la gravità solare. Noi abbiamo piena capacità di manovra, ma molta meno accelerazione di voi. Avete riserve e qualche tipo di propellente, vero? Voglio dire, potreste percorrere pochi kays? — I tre uomini si guardano l’un l’altro. Lorimer indovina di non essere stato l’unico a pensarci. — È una buona idea, Gloria — risponde Dave. — Ma voglio sentire cosa ne pensa Luna.
— Perché? — domanda Judy. — Sono affari nostri, non vorremmo certo danneggiare la nave. Abbiamo dato un altro sguardo a Venere che ci preoccupa. Noi siamo riforniti di acqua e di cibo e anche se l’aria è un po’ viziata possiamo resistere.
— Ehi, le donne hanno ragione! — commenta Bud. Aspettano. Arriva la voce della Luna. — Abbiamo considerato anche questo, Judy. Non siamo sicure che vi rendiate conto del rischio. Sunbird, scusatemi. Judy, se voi riuscite ad accoglierli, dovrete trascorrere circa un anno sulla nave, con questi tre maschi di una cultura così diversa. Myda sostiene che dovreste ripensare alla storia, e che è un rischio. Non importa quello che sostiene Connie. Sunbird, mi spiace essere così brutale. Passo. — Bud ride di gusto come gli altri. — Uomini delle caverne — chioccia. — Tutte le donne finiscono incinte.
— Margo, sono esseri umani — protesta la voce di Judy. — Non è solo Connie, siamo tutte d’accordo. Andy e Lady Blue dicono che sarebbe molto interessante se funziona. Non possiamo lasciarli andare senza provare.
— Sentiamo anche noi il problema, naturalmente — replica Luna, — ma ce n’è un altro. Potrebbero essere portatori di malattie. Sunbird, so che siete stati isolati per quattordici mesi, ma Murti, l’addetta al servizio sanitario, dice che la gente dei vostri tempi era immunizzata da organismi che ora non esistono più. Potrebbe accadere che qualcuno dei nostri vi sia letale. Potreste ammalarvi tutti mortalmente, e perdere la nave.
— Ci abbiamo già pensato, Margo — replica Judy con impazienza. — Sentite, se voi entraste in contatto con loro si rischierebbe tutti quanti, giusto? Mentre noi siamo nella condizione ideale: durante il tempo che impiegheremo per tornare a casa li conosceremo. E come potremmo ammalarci così in fretta da non poter mettere il Gloria in un’orbita stabile, dove voi potreste recuperarlo più tardi?
Aspettano. — Ehi! Che ci sai dire di questa epidemia? — Bud si accarezza laboriosamente i capelli. — Non vorrei fare carriera nel gay lib.
— Preferisci rimanere qua fuori? — chiede Dave.
— Pazze! — esclama una voce diversa da Luna. — Sunbird, sono Murti, del servizio sanitario. Penso che i pericoli siano elevatissimi, e mutevoli. Il vostro dottor Lorimer ha qualche suggerimento?
— Ricevuto, glielo passo — risponde Dave. — Ma riguardo al primo punto, signora, voglio informarla che al tempo del nostro decollo, l’incidenza delle violenze carnali nella squadra spaziale degli Stati Uniti era zero su zero. Io garantisco la condotta del mio equipaggio, purché voi controlliate il vostro. Ecco il dottor Lorimer. — Ma Lorimer naturalmente non può dir loro niente di utile. Discutono sui pericoli della polio, che è stata fortunatamente sconfitta, e delle varie malattie che sembrano essere ancora in giro: dal canto loro, non dovrebbe esservi pericolo di contagio.
— Luna, ci proveremo — dichiara Judy. — Non possiamo rinchiuderci in noi stesse. Ora dateci la traiettoria prima che si allontanino ulteriormente. — Da quel momento in poi non c’è riposo sul Sunbird. Si comincia a studiare, a correggere i calcoli per elaborare una possibile traiettoria di incontro. La capacità di accelerazione del Gloria è veramente scarsa, ma riuscirà a sostenere l’operazione. Il Sunbird dovrà coprire la maggior parte del percorso verso il punto d’incontro, tenuto conto della velocità del Gloria. La tensione si rompe una volta durante il lungo intervallo. Quando Luna chiama Gloria per avvertire Connie di assicurarsi che i membri femminili dell’equipaggio indossino vestiti adeguati per tutto il tempo che gli uomini saranno a bordo. — Non indumenti spessi, sono troppo pesanti. — È la donna più anziana, Myda. Bud ghigna. — Usate i pigiami. E quando gli uomini sono a disagio, il vostro Andy è l’unico che li può aiutare, voi altre state alla larga. Anche per tutte le funzioni corporali, e per dormire, Connie, non dovete comportarvi come di consueto. È molto importante. Esistevano innumerevoli complicati tabù. Sto preparando una lista d’istruzioni da trasmettervi. È in funzione il vostro ricevitore?
— Sì. L’abbiamo usato per le notizie sulla teoria francese del buco nero.
— Bene. Di’ a Judy di tenersi pronta. Adesso ascolta, Connie, ascolta con attenzione. Di’ ad Andy che deve leggerla tutta. Ripeto, deve leggere tutto. Ogni parola. Hai capito?
— Bene — risponde Connie. — Capisco, Myda. Lo farà.
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